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martedì 31 maggio 2011

La XX festa di Primavera, 29-05-2011 (I parte)...

Premessa

Sono a casa, in malattia per qualche giorno...dopo 20 giorni di antistaminico e spray cortisonico, da venerdì sera la mia voce ha cominciato a sparire, giocando a nascondino negli anfratti dell'ugola, un po' di affaticamento nel respiro...passato il fine settimana di fuoco - tanta fatica, ma anche tanto tanto divertimento, soprattutto per i bimbi - arrivo a lunedì che mi sembrava non essere proprio un catorcio. Invece...arrivo al lavoro, mi sento affaticata e la voce è andata chissà dove, non a Venezia con me...complice l'aria condizionata mi sento la gola chiusa e così chiamo la mia dottoressa, che ovviamente riceve solo su appuntamento, ma mi dice di andare che mi vedrà dopo tutti gli appuntamenti (leggasi dopo mezzogiorno). Vado.
Finalmente, mi visita. Risultato: una settimana di antibiotico, aerosol con broncovaleas e cortisonico perchè "sa, signora , un polmone lo sento un po' chiuso"...meno male che son due, mi vien da pensare. E "naturalmente tre o quattro giorni di malattia, così si riprende"
E così sono a casa, in attesa del medico fiscale.
Nel frattempo cerco di sistemare tutto quello che ho trascurato, vedi ad esempio casa e blog.
Fine della premessa

Domenica scorsa, mentre erano in corso i ballottaggi, noi eravamo tutti in parco, prima per la messa poi per il picnic tutti insieme.
Dopo la messa, in attesa del picnic ci sono stati alcuni giochi, sia per i bimbi, ma soprattutto per gli adulti, come ad esempio la gara della pastasciutta, che quest'anno ha visto anche una nutrita partecipazione femminile...le mie amiche!
Loro sono glutinose, io no! Perciò a loro la gara, a me le foto...






Eppoi c'è stata l'immancabile gara delle torte...ecco il tavolo



e la torta vincitrice è stata fatta da tre amiche, tre ragazzine ma già cuoche in erba...ecco la torta vincitrice!
La mamma di una delle tre è bravissima nel fare le torte e ha tutta una serie di attrezzi e attrezzini per biscotti, decorazioni et similia. Buon sangue non mente! Ci credereste che queste cuoche non hanno neanche tredici anni???



Ebbene si! E hanno fatto tutto da sole...c'era chi si preoccupava della cucina dopo, ma i grandi chef hanno gli aiutanti che la puliscono o no??? ;-)
E poi il picnic...visto che venerdi e sabato ero impegnata con la festa, ma in altri fronti, il tempo per preparare qualcosa per la domenica era tutto un ritaglio...ho aperto il frigo, il freezer e la dispensa e me ne sono venuta fuori con
misto riso con gamberi aromatizzato al sumac e garam masala
insalata di uova e asparagi
peperoni alla siciliana alla mia maniera, il chaltron style che mi accompagna sempre!
Peroò han tutti gradito, quindi sono soddisfatta!

E dopo il picnic, il gran finale dei Giochi di Primavera, con tantissimi bambini...un'orda rumorosa e felice che voleva SOLO divertirsi, partecipare, giocare e stare insieme...
Peccato che ci sia sempre qualche adulto che abbia voglia di rovinare il divertimento, ma come ho scritto QUI e non ho timore di ripetermi, a volte i genitori sono un po' ottusangoli...

Cionostante, il divertimento non è stato diminuito, anzi! Alla fine, erano i genitori che volevano giocare come i loro bimbi. Credo che questa sia davvero entusiasmante.
Le foto...ne ho fatte tante, troppe e devo decidere...è difficilissimo.
E tutta questa gioia è culminata in un mega lancio di palloncini



E per finire
"O nuovissimo sogno, non saresti
per immutabile innocenza innata
pecorella d'insolita avventura?"
(G. Ungaretti)


e per Dona in particolare un momento di grande poesia musicale.
Buona notte, siore e siori.

venerdì 27 maggio 2011

Poesia, musica, vita...e i Giochi di Primavera (più pensiero 7)!!!

Mamma mia ! è passato un mese, tanti accadimenti si sono succeduti e come fare a raccontarli??? molta tristezza mi si è vestita addosso, e l'indifferenza e la meschinità le hanno fatto da accessorio...è un lavoro che parte dal profondo quello che sto facendo, quasi fosse la trivellazione del progetto Epica, ma dovrò arrivare al nocciolo prima o poi...in tutto questo trivellare a destra e manca, nonostante Madama tristezza e compagnia cantante, ho recuperato la poesia...il respiro profondo dell'anima.
Nonostante sia da giorni sotto antistaminico, naso tappato e orecchie e gola doloranti, ho ricominciato a respirare...davvero.
Piccoli momenti di serendipità mi hanno fatto capire che nonostante esistano persone senza poesia (e sono molte di più di quante pensavo!), sono io ancora capace di vedere la poesia che mi vive accanto, che sia un pezzo jazz, che sia una vera poesia, che sia un haiku di infinito sentimento, che sia una canzone, che sia la carezza di mio figlio, che sia un sorriso di uno dei miei bimbi, che sia un bacio di mio marito...tra piccoli e grandi dolori io sono capace di sentire la poesia...il mondo è davvero un universo di infinite possibilità!


Intanto, dedico a chi mi vuole bene, a chi passa di qua, a chi mi legge questa piccola meraviglia di Ben Harper, Pray that our love sees the dawn. Eppoi...

Eppoi vi regalo una galleria di immagini dei "miei" bambini! Ok ho un figlio solo, il mio cucciolo adorato (nonostante voglia buttargli giù dal terzo piano nintendo, wii, etc. etc. quando mi fa "arrabbiare"), ma loro sono tutti i miei bambini...che si divertono come matti alle qualificazioni della prima edizione dei Giochi di Primavera, nell'ambito della XX Festa di Primavera della nostra Parrocchia qui a Campalto.



Pensiero 7
"Il sorriso di un bambino
un seme che germoglia 
sotto la carezza di una infinita primavera"











mercoledì 6 aprile 2011

Pensieri condivisi che seminano pensiero n.6

" Cammino e penso che la mia vita è stata sin qui, ogni giorno, il goffo tentativo di togliermi di dosso questo costume di dolorosa diversità "
un lampo al cuore sono state queste parole per me oggi...penso che ognuno di noi, in quanto individuo, sia una diversità piena di infnite possibilità...perchè allora dolorosa? perchè l'accettazione delle diversità, di questa immensa ricchezza che c'è nell'altro vicino o lontano che sia, o semplicemente il rispetto per l'altro non fa parte di questa dimensione...
Stamane ho trovato un pensiero del Dalai Lama su FB che mi ha particolarmente colpito come tutti i pensieri del Dalai Lama
 ‎"...We cannot expect to transform our minds in a few minutes or even a few weeks, thinking, perhaps, that the blessings of an enlightened individual will enable us to obtain immediate results...It takes a long time, sometimes years or even decades; but if we persevere, there is no doubt we will make progress." (Dalai Lama)  e di mio ho aggiunto che per le persone che incontro vedo solo progressi in negativo e la negatività mi uccide...
Ora, non sono tutte negative le persone che incontro intendiamoci, però lo sono in tanti e non hanno il pudore di accorgersene. Questo mi dispiace nel profondo.
Ma questo dispiacere può diventare una limitazione???




"Tra nobili fiori profumati
spunta un umile sole, 
fecondo di giorni da seminare e di pensieri da sognare"

martedì 22 marzo 2011

Riflessioni a mano libera...


Non ho una penna, ma solo dita che corrono  e neanche tanto veloci su una tastiera...
ho una ridda di pensieri in testa...non so chi l'abbia detto, ma sono parecchi giorni che questa frase stigmatizza il mio essere...meno male che penso?...meno male che ho una testa?
A volte i pensieri fanno male...al cuore che vorrebbe solo starsene in un angolino a piangere qualche lacrimuccia, comportarsi da bambino infelice per un brevissimo lasso di tempo, il tempo di due - tre lacrime, eppoi, finito il drama moment, ricominciare a battere da adulto...
Un oggi soleggiato con un cielo dipinto di indaco mi ha accompagnato ad un funerale...se n'è andata una persona cara...la morte accade, ma a volte ti tocca da tanto vicino e ti fa capire che molte sono le persone care scomparse... in Giappione, in Libia...nel mondo...tutte con le scarpe piene di passi e con le tasche piene di ricordi, il cuore pieno di sogni...tanto per parafrasare una nuova canzone di Jovanotti...
Al mio cuore servirebbe proprio un angolino dove andare a versare qualche lacrima...
Un oggi soleggiato con un cielo dipinto di indaco mi ha regalato un post interessantissimo su cui riflettere...l'ha scritto Anna (C'è di mezzo il mare)...volevo commentare direttamente lì, ma i pensieri mi si sono aggrovigliati  e lo faccio qui...concordo con lei su tutto, concordo con i suoi commenti e con il suo amaro dispiacere...
Il sensazionalismo per dare voce alla ragione??? E' dannoso, non serve, non riesci più a vedere dove c'è un barlume di verità e dove comincia la briciola della finzione...
Personalmente leggevo Gramellini...ho smesso di leggerlo dopo un suo deludente pezzo sui precari, pieno di luoghi comuni, che non si innalzava da terra neanche di un nanometro e non mi faceva crescere in pensiero neanche di un picogrammo...ultimamente va così di moda dare misure e dimensioni di tutto...per inciso, commentai sul sito de La Stampa e non lo lessi più...forse la mia non lettura non "l'ha diminuito" (mi scuso con Donne), ma non ha certamente diminuito me...
Mi delude molto però questa rincorsa al sensazionalismo tout court...per far riflettere la gente?  Sono molto convinta che chi vuole riflettere lo fa, se non oggi, domani...a prescindere dai sensazionalismi. A prescindere, punto.
Ho scritto un commento sulla bacheca di una mia amica in Facebook...si parlava sempre della centrale di Fukushima, " Ci siamo dimenticati troppo presto di quello che fecero i tecnici a Chernobyl, dove il reattore fuse...eppure gli effetti di Chernobyl li stiamo pagando ancora adesso e facciamo finta di ignorarli...niente è più labile della memoria umana eh?!? non sono contraria a nulla a prescindere, sia chiaro...mi rendo solo sempre più conto che Vico e Croce avevano ragione..."
Non è proprio vero che non sono contraria a nulla a prescindere, difatti sono contraria al sensazionalismo...soprattutto giornalistico e di quel giornalismo pseudoscientifico...poco scientifico e molto pseudo...non voglio fare di tutta un'erba un fascio, ma constato che troppo spesso la tuttologia è "tsunamica"...fa male...
Anna menzionava Taranto...per tacer di Augusta e di Porto Marghera...e mentre scrivo mi è ritornato in mente il famoso "incubo Atrazina"...si trovavano livelli alti di atrazina e si alzava il limite di legge...ovvio... e faccio uno sforzo enorme per non lasciar correre le dita a parlare di limiti di legge...e non è sempre possibile adottare la soluzione del nodo di Gordio... Tossicità e salute umana sono fratelli siamesi, vanno spesso a braccetto insieme, anche se non sempre si conoscono i loro percorsi...chè è per questo che si studia...è il non volerli considerare o minimizzarli che è peggio che nasconderli...
Si studia, poi...son parole grosse...cultura con cosa fa rima??? bruttura, stortura...tortura...ecco, appunto. Perchè costringere le generazioni che come nuove gemme cercano di fiorire costringendole a sopportare il peso della cultura? Dovessero poi porsi delle domande...
Domenica una persona illuminata mi ha detto che "esistono due tipi di domande: quelle che hanno risposta e quelle che non ce l'hanno. Le seconde sono quelle necessarie per vivere"...ho cassetti pieni di domande senza risposta, ma non credo di aver imparato più di altri a vivere...
Credo che abbiamo bisogno di molta chiarezza sia sul nucleare sia sulle energie alternative...abbiamo bisogno di conoscenze, di sapere se esistono approfondite analisi dei costi  e benefici, se hanno calcolato 'ste benedette carbon footprints, come le hanno calcolate...se le hanno calcolate...
(N.B. le carbon footprints si possono definire come il totale delle emissioni di gas ad effetto serra, espresso in termini di CO2 equivalente (CO2eq), associate ad un prodotto o un servizio durante tutto il suo ciclo di vita, oppure stima dell'ecoefficienza. Calcolo più lungo e laborioso, ma approfondito, è quello dell'impronta ecologica. Esistono in rete diversi softwares per calcolare le carbon footprints, perchè il problema del cambiamento climatico globale coinvolge tutti, dalle Svalbards all'Antartadide, passando per il resto del mondo. Adesso esistono anche softwares in grado di calcolare le nitrogen footprints. C'è molta letteratura scientifica e statistica al riguardo, forse molto di settore. Capisco che leggersi un articolo al riguardo non è altrettanto avvincente che leggersi un articolo su chi ha sposato - tradito - divorziato - risposato chi, come, dove, quando e perchè...però almeno una volta nella vita si può fare...io leggo entrambi e spesso... sarà per questo che sono come sono???)
Diversi oggi fa, non sempre soleggiati e con il cielo dipinto di indaco,  quante pensiero-gemme o gemme pensiero son nate passando di blog in blog...vorrei parlare di quelle nate passando da Dona  (Caravan PetrolIl giardiniereNIMBY11)...
NIMBY, Not in my backyard.. vicini o lontani abbiamo tutti un backyard che non vorremmo fosse "disturbato" ...vecchia politica del campanile? senso di attaccamento al proprio orticello? o istinto di conservazione? E perchè no solo voglia di alzarsi dalla sedia per chiedere spiegazioni a tutto quello che dall'alto stile cascate del Niagara ci viene fatto piovere addosso?...ma questo non si chiamava democrazia???...mai stata ferrata in storia...
Diversi oggi fa, non sempre soleggiati e con il cielo dipinto di indaco, mi sono trovata di fronte questa frase..."IL TEMPO NON CAMBIA LE COSE, ALZARE IL CULO E FARE QUALCOSA LE CAMBIA. AND NOTHING" (Marina Gettani)"... e mi son detta "adesso applichiamo alle situazioni che vediamo intorno a noi, dal disastro del governo italiano al Giappone piuttosto che a quello che accade a 100 metri da noi...alzarsi in piedi è davvero faticoso???"
Nel frattempo, chi si accorda con chi? chi bombarda chi? dove, come? ma soprattutto con cosa...rispunta il fantasma dell'uranio impoverito piuttosto che delle bombe al fosforo...e con un sorriso rubato direttamente allo Stregatto di Alice ( che tra l'altro è protetto dal copyright) il premier italiano di nazionalità, ma che non rappresenta tutti gli italiani e soprattutto che non mi rappresenta, rilascia dichiarazioni di ogni tipo e non ultimo lancia lo spot sui musei italiani...
http://video.corriere.it/berlusconi-nuovo-spot-ministero-turismo/f62a06ca-5482-11e0-a5ef-46c31ce287ee
il fratello di Vulvia?!?
Lasciare le dita libere di correre sulla tastiera è stato un piccolo sfogo amaro...
Nel frattempo il cielo indaco è diventato notte, è ora di chiudere...di andare a fare la mamma, di coccolare il mio cucciolo e magari per una sera non spiegargli del mondo cose troppo grandi per lui, ma solo che le mamme fanno le coccole come nessuno mai...
Vorrei poter accendere una candela di speranza che illumini stanotte...
invece resterò al buio...
domani, chissà...

http://it.notizie.yahoo.com/blogs/yahoo_sociale/emergenza-giappone-aiutiamoli-subito-p46.html

domenica 13 marzo 2011

TravelMoleskine 3: Il Lago di Resia

Durante le lunghe vacanze di Natale  malanni e virus ci hanno fatto compagnia, nonostante ciò, anzi proprio per loro abbiamo deciso di concederci una pausa in quel di Merano (dopo la vacanza estiva Merano ci è entrata nel cuore) e per l'Epifania siamo partiti.
Merano era piena di gente, i mercatini erano al loro termine eppure la loro magia richiamava grandi e piccini.
E che dire delle terme? Altro che il pifferaio di Hamelin...code lunghissime e ben organizzate per entrare in una oasi di pace e ristoro...
Ecco, il sabato le code non erano solo lunghissime, neanche solo chilometriche, di più...il tempo era grigio, tutti i giriingiro che dovevamo fare li avevamo fatti, volevamo una pausa ed ecco che il marito e padre ci dice "PARTIAMO!"...Ok, va bene ma per dove???
E lui imperterrito "Partiamo".
Così prendo al volo la macchina fotografica e via in auto. Il paesaggio estivo coloratissimo e profumato dai meleti è in inverno grigio, triste, tutti quegli alberi scarni e grigi mettono tanta malinconia...ti consola il pensiero che ha primavera sarà tutto nuovamente verde e intenso. 
Passano i chilometri e si sale, piccoli borghi ci salutano, intanto che la strada diventa tornante e ancora tornante: per me questa è la parte dura del viaggio, soffrendo un po' di cinetosi... Ma tengo duro e mi godo lo spettacolo: il paesaggio grigio ricamato da rami che come tante mani magre graffiavano il cielo ha lasciato il posto ad una distesa di bianco, ogni suono è diventato morbidezza, le nuvole ora candide pettinano i raggi del sole timido, che gioca a nascondino.
Saliamo, saliamo, saliamo.
Alla fine arriviamo.
Qui.




 Il lago di Resia...o meglio dire il lago di Curon Venosta? In origine i laghi erano tre: il lago di Resia, il lago di Curon e il lago di San Valentino della muta.
Nel 1950, venne inaugurata una diga che riunì i primi due laghi. Il progetto comincio negli anni '10 del secolo scorso, poi negli anni '20 venne data la concessione ad una società, che poi venne assimilata dalla Montecatini, la quale con il passare degli anni divenne Montedison.
Intanto gli abitanti furono fatti sfollare, le persone abbandonarono campi e case.
Quando arrivate su al lago potrete leggere la storia e nella parole c'è molta amarezza per questo abbandono, che fu vissuto come un piccolo esodo, una cacciata verso terre estranee e ostili.
Gli abitanti dovettero infatti spostare più in alto perchè i paesi originari erano nell'invaso della diga. Per scongiurare il tutto, si racconta che gli abitanti mandarono una delegazione dal Papa, ma i lavori proseguirono...finchè non arrivò la guerra.
Dopo la guerra i lavori ripresero, la diga fu portata a termine, l'invaso allagato.
La torre campanaria fu l'unica a svettare sull'acqua, per qualcuno triste monito per l'indifferenza dell'uomo verso l'ambiente, per altri malinconico ricordo di ciò che era stato, ma anche ricordo della rabbia di chi se n'era dovuto andare.
La torre campanaria risale al 1300 e venne messo sotto la protezione delle Belle Arti. E' stata restaurata nel 2009. Sia in estate sia in inverno il panorama è pieno di suggestioni.

In inverno, ghiacciando il lago, sembra di essere in una favola, tutti come in Pattini d'argento a pattinare e slittare a vela sul lago.



Ci sarà pure il sole, ma fa freddo!!!


Il campanile è ovviamente il più fotografato! Credo potrebbe essere anche un ottimo soggetto per  un pittore



Non voglio entrare nel merito della storia, dell'impatto che ebbe la costruzione della diga a livello socio-economico e ambientale, perchè non ho abbastanza conoscenze in merito a questa situazione. Però, arrivare fin lassù, godersi le nuvole che si rincorrono tra le cime, sentire il vento freddo che ti porta in dono un raggio di sole vale la pena. E poi ti riconcilia con il mondo...almeno per un breve arco di tempo.


E dopo il lago il viaggio prosegue...alla prossima!

sabato 12 marzo 2011

Pensiero 7: Terremoto in Giappone

Sisma in Giappone
La terra ha urlato
ferocemente, l'oceano ha urlato con lei.
Treni, navi, persone inghiottite da questo dolore.
In molti, ognuno con la sua valigetta di lacrime,
compostamente tornano a casa.
Intanto, da questa parte di mondo si discute:
quanti sono i cm di spostamento dell'asse terrestre?
Di quanto si potranno accorciare i nostri giorni?
Anche il dolore si misura?
In centimentri di spostamento d'anima
o in millilitri di lacrime?



venerdì 11 marzo 2011

La timidezza del dolore...a Donatella

http://roma.repubblica.it/cronaca/2011/02/17/news/donna_morta-12569177/index.html?ref=search
The Breast Cancer Site


Il link racconta una storia.
Questa è una storia come tante, ma è una storia.
Come tutte le storie, va letta.
...
Ho aspettato a lungo prima di scrivere perchè come ho già ripetuto in altri posts ho bisogno di sedimentare i pensieri, di lasciare che il loro metabolismo lento segua i suoi percorsi.
Così...metti un venerdì qualsiasi di febbraio, un venerdì che in laboratorio decidono di fare le pulizie di Pasqua, metti che sfiniti dal lavoro, stanchi e sporchi ci si ritrovi tra colleghi per un pranzo improvvisato, metti che fuori c'è pure il sole e quindi tutti in giardino, metti che si chiacchiera e si ride e che il tempo e Madre Natura non siano poi i cerberi cattivi che vogliono apparire...
Metti che torni dal pranzo e controlli la posta e tra le e-mail ne arriva una di tuo cognato e quello che leggi ti lascia senza fiato...
Come direbbe Sciascia, "è una storia semplice"...ma non troppo.
E così mi sono ritrovata con tante lacrime che scorrevano sulle guance come le lettere delle parole di Donatella correvano sullo schermo.
L'articolo non racconta tutto, racconta pochissimo, ma quello che si intuisce tra quelle righe è una disperazione timida e immensa.
 E io non aggiungerò nulla di più se non che queste storie vanno raccontate, conosciute, piante e sofferte.
Ognuno di noi potrebbe conoscere Donatella.
Prevenzione è una parola magica, non dico che dovrebbe essere un mago il medico, ma certo non dovrebbe essere incosciente, nel senso di mancare di coscienza.
Come dice l'avvocato "Al di là dei processi esiste anche la coscienza che prima o poi si sveglia e allora sono problemi grossi..."
Spero nel risveglio delle coscienze, spero che possiamo ancora vivere in un paese in cui gli ospedali siano per tutti, un paese in cui per fare una mammografia non prendi l'appuntamento adesso per il 2013 - altrimenti la vai a fare a pagamento -, un paese in cui non si chiudono gli ospedali che servono per far crescere bambini che dovranno camminare per diventare adulti, ospedali per adulti che devono imparare nuovamente a camminare, parlare, vivere, un paese in cui la Scuola sia davvero Scuola (vi consiglio caldamente di leggervi il discorso di Colamandrei) e non bestia da macello, smembrata da finanziarie et similia...un paese degno.
Lo so, sono una terribilmente ingenua sognatrice, ma al mondo ci sono malattie peggiori di questa mia...
Chi può dire che regalare una ricetta o un click non ci cambi la vita? O risvegli una coscienza in più?




Chi può dire come sia più giusto partecipare? 

mercoledì 9 marzo 2011

El carneval 2011 xe ne anda' , portando la festa della donna con sè...

Mercoledi delle Ceneri, anche questo "carneval xe ne anda' ", ci salutano le maschere...

La primavera, che dovrebbe arrivare
Fotografando Venezia...
Via dalla pazza folla...
Un gentiluomo d'altri tempi...
Glitters a go go, pavoneggiante vanità...
Caffè al Quadri, la maschera è d'obbligo...
Cavaliere e re...i cavoli da "persone serie" sono rimasti a casa...
Ci saluta il Doge, sia qui sia da Dona e dalla sua terrazza (splendide foto e che slide show!)
Riponiamo domini e tricorni per il prossimo anno...
Ieri era anche la festa della donna, che non festeggio con mimose o altro, ma semplicemente ricordando quante lacrime e quanto sangue, o come direbbe Ken Loach quanto sangue e quante rose è costato il naturale diritto di essere "umano, persona di sesso femminile" in questo mondo...e mi piace ricordarlo quest'anno attraverso tre donne, tre anime del secolo scorso che hanno rappresentato davvero il giro di vite di molte coscienze: Simone Weil, Hannah Arendt e Edith Stein. I loro pensieri, le loro parole sono un insegnamento ricco e fertile, troppo spesso ignorato. Ne avevo sempre sentito parlare superficialmente, poi per diversi motivi prima la mia strada ha incrociato Simone Weil, poi per uno dei miei strani percorsi tortuosi sono arrivata a Edith Stein ed infine ad Hannah Arendt. Questo è ovviamente un altro dei miei work in progress.

"...Le parole alate vanno attraverso le epoche,
per monti e per valli, a muovere cuori e braccia.
L’anima si parla, e cerca di comprendersi.
Tacciono cielo, terra e mare per ascoltare
due amici, due amanti dialogare a fil di voce.
..."
(Da Prometeo, Simone Weil)
"Oggi è raro incontrare persone che credano di possedere la verità; ci confrontiamo invece costantemente con quelli che sono sicuri di avere ragione" (H. Arendt)
E con queste parole, con il sorriso di una bella madamim saluto il carnevale, abbraccio tutte le donne e vi auguro buona giornata.



martedì 1 marzo 2011

Di cavoli e di re...



“The time has come” The walrus said…
“ E’ venuto il momento – disse il Tricheco – di parlare di molte cose: di scarpe e navi e di ceralacca, di cavoli e di re...”

Sono settimane, esattamente tutte quelle in cui non sono stata presente nella blogsfera e non ho lasciato traccia dei miei pensieri sul mio piccolo blog, che questi versi mi ronzano in testa, manco fossero api nel pieno della stagione produttiva.
E in un certo senso li trovo un po’ profetici, visti i vari accadimenti nel mondo...

Quante sono le settimane passate dall’inizio del 2011? Ho perso il conto...presa da una corrente di cose quotidiane che mi lasciava sì pensare, però non concretizzae i miei pensieri come volevo. 
Aveva ragione Pessoa...si possono creare infiniti mondi con innumerevoli volti amici, ma quanto difficile è concretizzarli su carta! 
Meno male che l’entusiasmo del primo post di quest’anno non è diminuito affatto...la mia lontananza dallo scrivere ciò che mi frulla in testa è così imputabile agli impegni lavorativi – che sono stati l’antipasto di quello che accadrà a marzo, ma son decisa a non contare i morti prima della battaglia – e piccoli problemini di salute (una sciatalgia, stomaco e fegato in tilt per i farmaci, quindi farmaci per curare gli effetti dei farmaci per curarmi... C’è di peggio nella vita, intendiamoci..ma c’è anche di meglio), ma anche ad una certa difficoltà nella scrittura...
Per la salute, stavolta ho fatto la brava e non ho sottovalutato, come fatto altre volte, ciò che il corpo mi diceva e mi sono presa cura di me. Che stia diventando saggia con l’aumentare dell’età?
Per i pensieri che all’improvviso sfarfallano via di fronte allo schermo del computer...questo è un caso ancora aperto.

...ci sono correnti che negli oceani vanno veloci e solo in superficie e ci sono invece correnti che nascono in superficie, poi si inabissano e circolano lentamente per tutto l’universo oceanico e alla fine risalgono in superficie, portando con sè tutte le tracce dei loro viaggi ...è probabile che i miei pensieri abbiano fatto così: lasciare che il loro metabolismo rallentasse e circolasse in profondità...sarà per effetto dell’upwelling di qualche pensiero che ha cominciato a ronzarmi in testa la voce del tricheco




...che aveva il volto di Jim Hutton/Ellery Queen - la mia giallofilia non è contagiosa.
...strani i percorsi delle mie correnti...
Cavoli e re...chissà perchè per insultare qualcuno gli si dice testa di cavolo? A ben considerare tutte le virtù dei cavoli – soprassedendo su un certo loro riproporsi e sul loro odore persistente, ma è perchè sono molto in ricchi in dimetilsolfuri – in realtà dovrebbero essere molto offesi i cavoli ad essere uguagliati a certe teste...Però quando arriva il momento decisivo in cui un discorso va affrontato si può dire “We must talk of cabbage and kings”...magari qualche testa rotolerà, qualche governo si rovescerà, magari qualche “re” se ne andrà davvero e magari le questioni davvero importanti, tanto per citarne una il diritto alla democrazia, saranno davvero discusse...

Un attimo, un momento...Fabiana, svegliati che stai sognando e per inciso sognare trichechi, ostrichette e bianconigli fa molto “fanciullino”, c’hai un’età, datti un contegno...ovvero comportati in maniera adeguata alla tua età...uhm.. considerati gli esempi che i vari media hano proposto ultimamente, perdonatemi, ma - come diceva Bartleby- preferirei di no...magari mi vado anche a cercare un muro da guardare, sempre come faceva Bartleby...ma anche no...
In queste settimane ho “guardato” il mondo fuori che entrava in casa dai giornali e dalla televisione, il mondo fuori di persone amiche che si incontravano e chiacchieravano, si confrontavano...l’ho “guardato” come fa il guardalinee in una partita di calcio: con attenzione.
Certo, è più bello essere parte di una squadra, in ogni senso e in ogni caso e in ogni modo – e mi fermo qui prima che la valerioscanuite diventi incontenibile!

Sarà capitato anche a voi non di avere una musica in testa, ma di trovarsi insieme con persone che conoscete, alle quali siete legate da sentimenti di affetto e amicizia e contemporaneamente non sentirvi insieme. Il primo pensiero è che siano gli altri a non farvi sentire insieme. E’ stato il mio primo pensiero. Però, siccome reitaratamente penso - è colpa dell’upwelling! -, c’ho avuto anche un secondo pensiero, ossia che mentre tutti “giocavano la loro partita” io in realtà facevo la guardalinee e guardavo con attenzione. Cosa? Il gioco: le chiacchere degli amici, i giorni che passavano, le sofferenze di persone vicine e lontane, le lotte di persone vicine e lontane – e non importa che fossero conosciute o sconosciute, perchè “ogni morte di uomo mi diminuisce...”-, la difficoltà di spiegare a mio figlio di otto anni questo mondo...un bambino quando ti guarda fisso negli occhi e ti pone una domanda semplice e lineare è una pallottola dritta al cuore, non puoi evitarla!
Anche se qualcuno potrebbe pensare di impedirglielo tramite una legge “ad personam”, ad qualcosam...ecc. ecc. Magari tra una puntatita in internet e l’altra , con un nuovissimo I-pad, qualche “ad...am” viene sicuramente a galla...Chissà che tra poco arriva la Regina di Cuori a tagliarmi la testa?


...Si dice che invecchiando si diventa saggi, forse perchè si ritorna bambini...e solo i vecchi ed i bambini posso domandare il logico, il giusto, il vero senza sembrare poco veri e/o verosimili. Un bambino e un vecchio il re, l’imperatore o chi per esso lo vedranno sempre e solo nudo e senza corona, quando è nudo e senza corona...l’età di mezzo tra l’infanzia e la vecchiezza potrebbe vedere solo ciò che vogliono fargli vedere...l’età di mezzo dovrebbe farsi una chiacchierata con un certo tricheco di tanto in tanto, giusto per ricordarsi “of talking of cabbages and kings”.

Ah! In queste mio essere “guardalinee”, anche portando “scarpette rosse numero 24”, anche “liberandomi del maiale”, voglio ringraziare chi passando di qua mi ha salutato scrivendo e chi mi ha salutato pensandomi, chi da una terrazza mi ha mandato messaggi (grazie!), voglio ringraziare scusandomi per il ritardo, con tanto di cenere sul capo, AnnaMaria perchè attraverso lei ho avuto modo di incontrare Valerio ed il suo blog, volevo ringraziare Valerio che mi ha inviato assieme ad un prezioso regalo – una meravigliosa fiammante sparabiscotti! Solo con quelle bisognerebbe sparare...- una cartolina con una veduta di Sorrento che, oltre agli auguri di Natale, portava un semplice e vero messaggio “Questo swap è senz’altro utilissimo, permette di ridurre le distanze e sentirci più vicini”.

Anche se faccio la “guardalinee” e sembro distante, sono vicina...Ah! Dimenticavo è finito l’intervallo, rinizia il gioco...bè, almeno lo spero...

sabato 7 agosto 2010

Pensiero 3

Come un funambolo,
che avanza ed indietreggia per mantenere l'equilibrio,
indietreggio e avanzo
di fronte al drago-paura,
che mi respira accanto.

venerdì 6 agosto 2010

30…65…19

30…2…65…6….19….18….
No, non sto dando i numeri, ognuno di questi numeri porta con sè un carico immenso di dolore.
Oggi, 65 anni fa…Hiroshima…
Il 2 agosto, 30 anni fa…la stazione di Bologna…
Il 19 luglio, 18 anni fa, Borsellino muore pochi mesi dopo Giovanni Falcone…
E la lista potrebbe continuare…
65 anni fa non c’ero, ma ciò che accadde quel giorno ha trovato codoni per essere espresso nel DNA della memoria di chi è venuto dopo…nel mio libro di lettura di terza elementare c’era un racconto – e credo fosse anche , come dire, annacquato, seppur vero e veritiero – di una sopravvissuta all’atomica…mi ricordo ancora la pelle d’oca nel leggerlo, la mia ingenuità nel chiedere continuamente “ ma perchè è successo???” agli adulti che mi stavano intorno…perchè non capivo e volevo capire…rompibolle fin d’allora…l’interrogativo è rimasto, perchè risposte a quei perchè non ne ho avute…
30 anni fa c’ero, e ricordo dove ero…primi giorni di vacanza, sempre in famiglia. Ricordo lo sgomento ed il grande vuoto assieme…ricordo che in spiaggia calò un silenzio strano, quotidianità interrotta e solo appelli per andare a donare il sangue…l’impotenza e le domande che spaurivano anche gli adulti…tutti ci sentivamo così piccoli…
18 anni c’ero e ricordo cosa stavo facendo…ero in pausa dallo studio di istologia, esame croce, e avevo accesso la tv…improvviso il nero, le immagini di via d’Amelio, “è tutto finito” e cominciai a piangere…l’esame lo diedi più avanti, e non lo ricordo, ma quel dolore e quelle lacrime si… assieme al carico di domande ancora senza risposta…
Fare memoria è raccontarsi vicendevolmente, ognuno con i propri mezzi, piccoli o grandi che siano, questi orrori…magari porgendo l’un l’altro un fazzoletto per qualche lacrima…
Ricordare e raccontare è un imperativo categorico.

(Mahatma Gandhi)




mercoledì 28 luglio 2010