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domenica 13 marzo 2011

TravelMoleskine 3: Il Lago di Resia

Durante le lunghe vacanze di Natale  malanni e virus ci hanno fatto compagnia, nonostante ciò, anzi proprio per loro abbiamo deciso di concederci una pausa in quel di Merano (dopo la vacanza estiva Merano ci è entrata nel cuore) e per l'Epifania siamo partiti.
Merano era piena di gente, i mercatini erano al loro termine eppure la loro magia richiamava grandi e piccini.
E che dire delle terme? Altro che il pifferaio di Hamelin...code lunghissime e ben organizzate per entrare in una oasi di pace e ristoro...
Ecco, il sabato le code non erano solo lunghissime, neanche solo chilometriche, di più...il tempo era grigio, tutti i giriingiro che dovevamo fare li avevamo fatti, volevamo una pausa ed ecco che il marito e padre ci dice "PARTIAMO!"...Ok, va bene ma per dove???
E lui imperterrito "Partiamo".
Così prendo al volo la macchina fotografica e via in auto. Il paesaggio estivo coloratissimo e profumato dai meleti è in inverno grigio, triste, tutti quegli alberi scarni e grigi mettono tanta malinconia...ti consola il pensiero che ha primavera sarà tutto nuovamente verde e intenso. 
Passano i chilometri e si sale, piccoli borghi ci salutano, intanto che la strada diventa tornante e ancora tornante: per me questa è la parte dura del viaggio, soffrendo un po' di cinetosi... Ma tengo duro e mi godo lo spettacolo: il paesaggio grigio ricamato da rami che come tante mani magre graffiavano il cielo ha lasciato il posto ad una distesa di bianco, ogni suono è diventato morbidezza, le nuvole ora candide pettinano i raggi del sole timido, che gioca a nascondino.
Saliamo, saliamo, saliamo.
Alla fine arriviamo.
Qui.




 Il lago di Resia...o meglio dire il lago di Curon Venosta? In origine i laghi erano tre: il lago di Resia, il lago di Curon e il lago di San Valentino della muta.
Nel 1950, venne inaugurata una diga che riunì i primi due laghi. Il progetto comincio negli anni '10 del secolo scorso, poi negli anni '20 venne data la concessione ad una società, che poi venne assimilata dalla Montecatini, la quale con il passare degli anni divenne Montedison.
Intanto gli abitanti furono fatti sfollare, le persone abbandonarono campi e case.
Quando arrivate su al lago potrete leggere la storia e nella parole c'è molta amarezza per questo abbandono, che fu vissuto come un piccolo esodo, una cacciata verso terre estranee e ostili.
Gli abitanti dovettero infatti spostare più in alto perchè i paesi originari erano nell'invaso della diga. Per scongiurare il tutto, si racconta che gli abitanti mandarono una delegazione dal Papa, ma i lavori proseguirono...finchè non arrivò la guerra.
Dopo la guerra i lavori ripresero, la diga fu portata a termine, l'invaso allagato.
La torre campanaria fu l'unica a svettare sull'acqua, per qualcuno triste monito per l'indifferenza dell'uomo verso l'ambiente, per altri malinconico ricordo di ciò che era stato, ma anche ricordo della rabbia di chi se n'era dovuto andare.
La torre campanaria risale al 1300 e venne messo sotto la protezione delle Belle Arti. E' stata restaurata nel 2009. Sia in estate sia in inverno il panorama è pieno di suggestioni.

In inverno, ghiacciando il lago, sembra di essere in una favola, tutti come in Pattini d'argento a pattinare e slittare a vela sul lago.



Ci sarà pure il sole, ma fa freddo!!!


Il campanile è ovviamente il più fotografato! Credo potrebbe essere anche un ottimo soggetto per  un pittore



Non voglio entrare nel merito della storia, dell'impatto che ebbe la costruzione della diga a livello socio-economico e ambientale, perchè non ho abbastanza conoscenze in merito a questa situazione. Però, arrivare fin lassù, godersi le nuvole che si rincorrono tra le cime, sentire il vento freddo che ti porta in dono un raggio di sole vale la pena. E poi ti riconcilia con il mondo...almeno per un breve arco di tempo.


E dopo il lago il viaggio prosegue...alla prossima!

giovedì 10 marzo 2011

Apple pear crisp senza glutine senza lattosio senza latte vaccino per la Fondazione Santa Lucia ... Apple pear crisp gluten free dairy free cow milk free

una_ricetta_per_il_santa_lucia (press ESC to close)

E' da un po' che vedo questo banner in diversi foodblogs. 
Premetto, tanto perchè repetita iuvant, il mio non è un food blog sensu strictu, però qualcosina son capace di farla in cucina, sebbene non partecipi a blog candies, contests e cose così...però il Santa Lucia nella mia vita ha un suo perchè.

Ad essere esatti ha il suo perchè nella vita della mia nonnina che non c'è più...quindi avrei dovuto dire aveva...ok, senza tirarla troppo a lungo con la consecutio temporum et similia, veniamo al dunque...che è meglio (come direbbe il puffo Quattrocchi)...

In un altro post vi ho parlato di mio Nonno Mario, beh... nella foto del post, la signora che mi abbraccia forte forte è la mia nonnina: nonna Maria, anzi nonna AnnaMaria, ma per tutti è sempre stata Maria. 
Pochi anni dopo quella foto, purtroppo la mia nonnina dovette operarsi alla schiena, le tolsero un angioma dalla spina dorsale. 
L'operazione non andò bene, perché purtroppo il suo midollo spinale venne leso, era entrata in ospedale con le sue gambe e ne uscì in sedia a rotelle.
...fu l'inizio di un percorso? calvario? non so...
fu la fine di una cosa e l'inizio di tutt'altro. 
A farla brevissima, per un certo periodo di riabilitazione venne portata alla Clinica Santa Lucia. 
Molti anni fa quella che è adesso una fondazione era una clinica dove in molti arrivavano su una sedia a rotelle o addirittura su un letto, perché quello che potevano muovere era solo la testa. 
Forse c'è chi osa ancora pensare che poter muovere anche solo una mano per chi era entrato su un letto era ed è un piccolo progresso, invece può fare davvero la differenza. Suona demagogico? 
Permettetemi di dire: "Frankly I don't give a damn", ovvero me ne infischio altamente. 
Per fare quello che per altri è un piccolo progresso ci vuole tempo, fisioterapia, fisioterapisti esperti, forza di volontà, lacrime e dolore, ma poi ci si arriva...
La mia nonnina piano piano ricominciò a camminare con l'aiuto di tripodi e per pochi tratti, la sedia divenne una sua compagna, ma quei pochi passi erano pur sempre qualcosa...anche se per lei non furono mai abbastanza...ma questa è un'altra storia e non è il momento di raccontarla.
Visto che i miei genitori sono venuti a trovarci per il Carnevale, ho chiesto a mio padre cosa stava accadendo alla Santa Lucia e mi ha spiegato che la Regione Lazio, leggasi la Polverini, vuole chiuderla perchè non serve...
...il che si commenta tutto da sé. 
Tutte le persone che hanno bisogno di questo tipo di cure dove dovrebbero andare?
Altrove?
Non è che voglia una precisione da GPS ma qualcosa di più di un altrove sarebbe doveroso...Non conosco la situazione ospedaliera a Roma e nella regione Lazio, ma credo che di ospedali come il Santa Lucia non se ne possa fare  a meno ovunque. 
E' per questo che aderisco a questa richiesta con una piccola ricetta, che sarebbe stata cara alla mia nonnina, è che è un comfort food per ogni età.

Apple pear crisp (da Williams- Sonoma) 
senza glutine senza lattosio senza latte vaccino
Apple pear crisp gluten free dairy free cow milk free



E' la mia versione rivisitata di questo dolce semplicissimo, ma che è buonissimo e che si può accompagnare con panna, gelato o mangiare così da solo. 
Alla mia nonnina piacevano tantissimo le mele cotte, come piacciono tanto anche a me e al mio cucciolo, ecco perchè questo dolce è diventato un must della mia cucina, visto che per tutto l'inverno l'ho fatto, rifatto e rifatto e ce lo siamo sempre mangiato con molto gusto.


Ecco gli ingredienti

450 gr di mele pelate (ho provate renette, fuji e golden nuove, vanno bene e credo andrebbero bene pure pink lady e  granny smith, è versatile)
450 gr di pere sode pelate, tipo Williams, ma anche in questo caso provate altre pere per diverse consistenze
2 cucchiai da tavola di succo di limone per non fare ossidare la frutta
87 grammi di farina senza glutine (Mix it, ma anche solo farina di riso e fecola 1:1 ovvero in parti uguali)
100 gr di zucchero di canna
sale
60 gr di burro o margarina o burro non di latte vaccino
50 grammi abbondanti di noci tritate o di pinoli
100 grammi di cioccolato fondente a pezzetti oppure di gocce di cioccolato
100 gr di uvetta sultanina precedentemente ammollata nel rum
cannella oppure spezie varie, cioè stollen mix, lebkucken mix o speculatius mix, quei mix di spezie natalizi sono fantastici ovunque

§ per i celiaci e le persone gluten sensitive: accertarsi sempre che ci sia o la SPIGA SBARRATA  o l'apposita dicitura SENZA GLUTINE  come da regolamento CE 41/2009 e non dimenticare mai il discorso sulle tracce e cross-contaminazioni.



Procedimento

Poi si procede così, più facile a farsi che a dirsi...
Forno caldo a 180°C, teglia quadrata da 20 cm circa
Tagliare a cubetti da 1 cm, dicono loro, io vi dico fate dei cubetti piccoli e regolari delle mele e delle pere e mettete il tutto nella teglia, versateci sopra il succo di limone e mescolate bene bene.
Poi ci versate sopra le spezie nella quantità che volete, la mia misura è sempre troppo! 
Mescolate di nuovo, aggiungete uvetta, noci o pinoli o tutti e due e mescolate ancora.
Dopo fatto ciò preparate il crisp, cioè mescolate la farina assieme al sale e allo zucchero, poi aggiungete il burro o la margarina o il burro non di latte vaccino e cosa difficilissima e quindi fatelo con tanta attenzione, fate delle belle briciole. 
Difficilissimo, vero? ;-) :-DDD
Dopo, prendete la cioccolata o le gocce di cioccolato e spargetele per benino su tutta la frutta e soltanto adesso spargete per bene tutte le briciole sulla superficie della frutta.
Finito di fare tutte queste complesse operazioni, infornate per 40-50 minuti, dipende dal forno. 
E' pronto quando vede la crosticina bella dorata e delle piccole bolle ai lati. 
Lasciate raffreddare in forno aperto per 10-15 minuti ...se vi riesce...
e dopo servite come più vi aggrada!



Lo so che è un'impresa ardua, ma credetemi ce la si può fare! :-DDD

Ah! Ho provato addirittura una versione con lo strutto diminuendone la quantità per paura che se ne avvertisse il sapore ed invece è venuto ottimo lo stesso. 
In qualche ricetta di simil pasta frolla si usa lo strutto, quindi il mio pensar non era pazzia... o si? 
Comunque, è buono pure con lo strutto!
Eppoi è naturalmente senza glutine, senza lattosio, senza latte vaccino!
La mia versione la servo in purezza, cioè senza panna o altro, ma come avete visto è piuttosto ricca, quella originale è molto più scarna
A voi la scelta.
E con questo partecipo con estremo piacere alla Raccolta "Una ricetta per Santa Lucia" promotrice Caris

una_ricetta_per_il_santa_lucia (press ESC to close)

Bon appetit!!!


Questa ricetta partecipa con piacere anche al contest di Simona "Dolcemente privi di..." perchè è senza glutine, senza latte vaccino, senza lievito di birra e senza lievito





domenica 12 settembre 2010

Pensiero 5




Nel bosco all'improvviso
un raggio di sole
i miei pensieri: acqua che canta storie.

sabato 7 agosto 2010

Pensiero 3

Come un funambolo,
che avanza ed indietreggia per mantenere l'equilibrio,
indietreggio e avanzo
di fronte al drago-paura,
che mi respira accanto.

domenica 4 luglio 2010

Nonno Mario, un libro e Angkor Wat

Nonno Mario è il mio nonno materno, l’omone che si vede a destra nella foto. Quella che mi tiene tra le braccia è la mia nonna materna, AnnaMaria.
Da quella foto son passati così tanti anni, i miei nonni non ci sono più, sono i miei angeli speciali…di quella foto ricordo l’esatta ricorrenza (il battesimo di mia cugina Flavia), ricordo il vestito che portavo – bellissimo, con il corpetto blu di cotone all’uncinetto, la gonna di lino bianca con applicate delle rose blu, all’uncinetto, gonna che rimaneva bianca per pochi minuti con pochissima gioia di mia madre –, ricordo i calzettoni blu traforati, quelli di cotone che seppure leggerissimi, avevo il potere malefico di tatuarti la loro trama nella pelle, ma mica sul primo strato dell’epitelio, naaaa! andavano ben oltre… e ricordo le scarpe con l’occhio, mica quella leggere e sportive, no! quella alla caviglia, pesanti, con doppio cinturino ed il plantare dentro – e le chiamano scarpe estive! Ricordo i capelli sempre lunghi e senza mollette (freedom for ever!), i denti davanti caduti…l’alba della mia esistenza! Nonostante le scarpe pesanti, quante corse  e quanti giri sull’altalena – incidenti inclusi – e se avessi oggi un vestito come quello me lo metterei perchè  era “da grande”…
Ehm, io comincio e poi divago tra i binari dei pensieri, non sarei un buon treno, troppi deragliamenti…tornando a Nonno Mario – perchè quando penso a lui le iniziali sono sempre maiuscole – era davvero speciale! Ora mi direte “guarda che agli occhi dei nipoti tutti i nonni sono persone speciali, quasi magiche,  fa parte del DNA nonnesco essere speciali e magici”…ve lo concedo, ma Nonno Mario era speciale…pur non essendo un santo, uno scrittore, un poeta o un navigatore, pur non essendo un capitano d’industria o un illustre professore…No...
Nonno Mario era “ romano de’ Trastevere”, i suoi genitori avevano terra a Maccarese, erano contadini e di loro ho il ricordo sfumato di una vecchia foto in bianco e  nero, non ricordo se fosse arrivato all’avviamento o avesse la quinta elementare, aveva una ampia cultura da autodidatta…mi ricordo che faceva i cruciverba della  Settimana Enigmistica, soprattutto quelli difficili -  e non ne sbagliava uno! –, fumava le  Esportazioni senza filtro, quelle con il pacchetto di quel bel verde che adesso va tanto di modo e la silhuoette della caravella,  a vele spiegate su, a casa aveva sempre pacchetti di cerini e mi ricordo che mi divertivo da matti a vedere le illustrazioni…Nonno Mario lavorava nel cinema, guidava i camion e si occupava delle attrezzature del gruppo luci; lavorando nel cinema, aveva viaggiato, anche in condizioni molto poco piacevoli – ma come te le raccontava sembrava sempre una passeggiata! – e da ogni luogo aveva portato oggetti che arredavano la sua casa,  foto in bianco e nero e ricordi e racconti. Parlava poco degli anni della guerra, ma parlava molto dei suoi viaggi…eppoi, ogni volta che andavo dai nonni io li avevo davanti agli occhi,  perchè gli oggetti che vedevo raccontavano…
Come si collega tutto ciò ad un libro?  E ad Angkor Wat?Ai miei genitori è sempre piaciuto leggere ed io ho sfogliato libri sin da che ho cominciato a camminare – e ho cominciato presto ;-). Tra i libri di mio padre c’era un volume bellissimo, ricco di foto, che parlava delle meraviglie del mondo, luoghi archeologici sparsi per il globo, nell’emisfero australe e boreale. E io ho fatto tanti di quei viaggi seguendo quelle immagini – magari, un giorno racconterò del poncho, di Machu Picchu e del prozio viaggiatore. In copertina quel libro aveva una bellissima foto di Angkor Wat e mio nonno  a casa aveva un dipinto, portato dalla Cambogia, proprio di Angkor Wat. Anche noi avevamo a casa un dipinto di un tempio cambogiano, ma non era Angkor Wat… Nonno Mario andò in Cambogia per “Lord Jim” – anche se il suo nome, come quello di altri lavoranti, non compare nei titoli di coda, che per inciso nessuno guarda. 
Credo che nella mia mente di piccola infante, il dipinto in casa di Nonno Mario, le sue foto di Angkor Wat e la copertina del libro simboleggiassero già il VIAGGIO…solo il nome suscitava in me mistero, curiosità, magia…Quanti pomeriggi ho passato a guardare le vecchie foto del nonno e quanti altri pomeriggi a leggere e rileggere il libro…ho viaggiato fino ad Angkor Wat senza mai andar via di casa,  ho camminato per i viali che conducono al tempio tramite le parole dette e lette, ho in testa l’immagine dei bassorilievi e dei pinnacoli, dei prati e degli alberi intorno e anche dell’aria…Pur non essendoci mai fisicamente stata, spiritualmente ci sono stata tantissime volte…grazie a Nonno Mario e ai suoi ricordi. Mi ha sempre fatto viaggiare con un biglietto speciale e non è mica da tutti! 
Per vari accadimenti poi, viaggiò sempre meno, pur continuando a lavorare…dovette smettere di fumare– purtroppo gli effetti collaterali del fumo lo colpirono severamente –, ma non smise di fare i cruciverba difficili della Settimana Enigmistica…i ricordi della mia adolescenza legati a lui sono agrodolci - ma si sa l’adolescenza sa essere acre!- e anche meno vividi. Invece, quelli legati alla mia infanzia sono ancora vivi e splendidi. Anche mio padre ama fare i cruciverba difficili della Settimana Enigmistica. E io ho la stessa passione per la Settimana Enigmistica…incredibilmente anche Alessio comincia a divertirsi tanto con i cruciverba crittografici …lo scienziato che è in me rifiuta a priori l’idea, ma alla mia voce poetica piace tanto l’idea che i ricordi possano essere trasmessi con il DNA…
Ciao Nonno Mario, grazie per esserci stato.

Se lo ami, legalo!

I blog per la sicurezza
Il titolo fa molto Almodovar - per gli accenti fate vobis che c'ho una tastiera "normale" - , in realtà è una campagna seria e giustissima che condivido con grandissimo piacere.
Ho saputo di questa campagna tramite "Le mamme non mettono i tacchi alti" di Luana Troncanetti su FB.
Anche io sono una mamma senza tacchi, come dice Luana "una staccata". Vorrei vedere voi correre su e giù per i ponti di Venezia, con borse e borsette amorevolemente definite dalle mie amiche di autobus "marsupio da canguro", con l'incubo perenne di perdere l'ultimo autobus utile per andare a prendere Ale a scuola...adesso l'incubo ha un finale diverso: andare a prendere Ale dalla tata o baby-sitter, che dir si voglia.
Ma torniamo a noi..."Se lo ami legalo", è impressionante leggere le statistiche riportate sui siti menzionati. 
Ale da sempre ha avuto il suo seggiolino, è sempre stato legato con la cintura di sicurezza, anche adesso, nonostante l'altezza ha la sua pedana e si deve allacciare la cintura! Cosa che mio marito gli ricorda a martello pneumatico e fa bene!
Volete sapere se piangeva? si ogni tanto, come tutti i normali bambini, ma nei viaggi in macchina io sedevo dietro con lui e tra canzoncine e filastrocche il tempo passava. Eppoi, Ale spesso consolava la mamma che soffre il mal d'auto. Ale? Nooooo, può persino leggere in macchina, sui tornanti di montagna e niente! Sembra nato per i viaggi in macchina...beato lui.
Da zia, confermo che anche i miei due nipoti son spesso legati, capricci inclusi, ma così è: in macchina si sta sul seggiolino e cinturati!
Ho visto molti bimbi della sua età già senza pedana e anche sui sedili anteriori, mio figlio no! Non lo facciamo perchè siamo genitori bravissimi ed impeccabili, ma semplicemente perchè "lo amiamo tanto da legarlo"!
Ho sempre detto ad Ale che gli sto mettendo da parte i soldi per la psicoanalisi quando sarà più grande, ma vorrei ci arrivasse vivo e tutto intero.
Lo so, sono una degenerata, mi cospargo il capo di cenere da sola, ma lo ripeto meglio che mettano il muso, che gridino, che piangano ma cinturati, piuttosto che pianger noi, perchè gli incidenti accadono, mica solo agli altri, anche a noi. 
E non è che l'angelo custode o San Cristofaro sia sempre lì a proteggerci, ogni tanto qualche distrazione capita pure a loro, ma son distrazioni che non si dimenticano...e allora evitiamole!
Prevenire è meglio che curare! Sempre.
Eppoi, come dicevano i nonni "piangere gli allarga i polmoni"...gli stiamo facendo un favore, piangendo aumentano la loro capacità respiratoria.
Mamme e papà, se li amate legateli!
Che è meglio
Baci Baci

sabato 3 luglio 2010

Comunicare o non comunicare?

Questo è il dilemma…
tra il serio ed il faceto, vi racconto questa...dialogo tra due persone, una dice all'altra "Sai, pensavo..." e la seconda risponde "ancora?"...
La prima persona ero io. Per quanto guardi più il lato faceto della situazione, il lato serio mi dà delle perplessità...
Per inciso, la seconda persona non era il mio consorte; è più intelligente quando fa delle battute ;-)
Tornando alle mie perplessità su cui ragiono, rumigino, mi arrovello e ragiono di nuovo da un bel po’, oggi pomeriggio mentre ero su FaceBook leggo:
"A compassionate attitude opens our inner door, and as a result it is much easier to communicate with others. If there is too much self-centered attitude, then fear, doubt and suspicion come and as a result our inner door closes. Then it is very difficult to communicate with others." (Dalai Lama).
Questo pensiero sta alla mia anima preciso come un guanto! 
Comunicare con gli altri significa aprire le porte interiori e per far ciò abbiamo bisogno di essere “compassionate”, che non è soltanto essere compassionevoli, ma anche essere indulgenti, misericordiosi, sensibili, umani, buoni, comprensivi, tolleranti, ecc.
Certo è che non possiamo pretendere che chiunque incontriamo sia nello stato di "compassionate attitude" di cui parla il Dalai Lama. 
La comunicazione va ben oltre la reciproca simpatia e/o antipatia. 
Comunicare è esprimersi, è l'apertura della nostra porta interiore, è dare un invito agli altri... è condividere se stessi, condividere il proprio viaggio di vita. Ora, potremmo incontrare persone con poca o nessuna voglia di condividere la comunicazione...  però tra la non condivisione della comunicazione e l'incomprensione ci dovrebbe essere una sottile differenza...tra l'incomprensione e la mal comprensione ci dovrebbe essere un'altra sottile differenza...
E’ un momento in cui avverto la mancanza di comunicazione (lack of communication, e non luck of communication) come fosse una perdita di tempo,  energia sprecata - nonostante si debba aumentare l'entropia dell’universo. 
Sembra che più potenti siano i mezzi di comunicazione, meno efficienti siano, e non soltanto perchè ci mettano o meno un bavaglio... 
Accadimenti anche recenti mi portano sempre più a credere che ci sono persone il cui sport preferito è mal comprendere gli altri e diffondere tale mal comprensione a tambur battente…Che fare??? 
Mi era balenata l’idea di scrivere un cartello, da appendere intorno al collo, “Io voglio comunicare con gli altri, astenersi rompibolle e disinteressati”, ma non credo sortirebbe effetto alcuno. Oppure potrei andare in giro con una tavoletta di legno, vestita di accappatoio bianco, parlando come il famoso guru di Quelo…che nella sua surrealtà almeno ti amazzava di risate…
Ecco, di fronte a certe persone io “c’ho grossa crisi, miagolo nel buio e vado a dentoni…mi chiedo come mai? come dove nel mondo, dove chi, perchè, quando?” ed in ogni caso “la risposta è dentro di me, ma è sbagliata!” Eppoi “mica posso fa’ tutto io! te lo sai a che ora mi sono alzata stamattina?” Ecco, di fronte a certe persone, invece di aprire la porta, mi devo ricordare di queste perle di saggezza foggiana e assumere un aria di compatimento e non di compassione. Loro non capiranno la differenza, io si…perchè penso ancora e lo faccio ogni giorno di più! Lo so, è un brutto vizio da forte dipendenza…vabbè, prima o poi andrò in rehab pure io…ma poi…poi eh…
E sulle note dei Cranberries che da San Giuliano giungono fin qui, buonanotte ;-)

Ho cambiato vestito...

al blog!
Era da un po' troppo che aveva su lo stesso vestitino. Tra il caldo, i cambi di stagione, gli accadimenti della vita, un restyling ci sta. E fa bene anche alla mente.
Come sempre, il tempo per lo svago - ovvero la scrittura del blog -  è troppo poco, il lavoro padroneggia con le sue varie implicazioni...ultimamente molto poco felici, anche grazie ad alcuni colleghi...
Ma si sa se tutti i colleghi fossero bravi e buoni sarebbe troppo bello e perfetto lavorare, magari anche noioso...tutto filerebbe troppo liscio.
Dopo ore di scambi di opinioni, dopo discorsi, corsi e ricorsi, mi son resa conto che se un collega vuole non capirti, capirti nel modo sbagliato, romperti le bolle per renderti il lavoro difficile e ostico, lo farà a prescindere da qualunque cosa tu faccia...semplicemente ignorarti non sarebbe sufficiente...eh no! Soprattutto se tutte le castagne dal fuoco toccano a  te, ed i meriti a lei e/o lui... (quindi oltre a pettinar bambole e far la permanente a Skipper, adsso sono abilitata a "toglitrice" di castagne da fuochi vari...ma se lo scrivo sul curriculum funzionerà???)
Dopo aver capito il tutto, ho detto al mio fegato "tesoro bello, NOI, cioè Io e TE abbiamo altri problemi più importanti, più seri, perciò tiremm innanz ...che è meglio (chissà se Quattrocchi lo direbbe meglio di me...prossima volta provo a dipingermi d'azzurro!...)
Ciò detto, ciò fatto, c'ho pensato... e stamattina mi son detta che era tempo di restaurare anche il blog.
Ovviamente, nel restauro ho perso il contatore, mi si è rotto il badge...piccoli incidenti di percorso.
Nuovo contatore, ma sicuramente più appropriato per me, visto l'amore che ho per il caffè e si ricomincia tutto daccapo! Da zero! Però un ringraziamento per i diecimila counts del precedente contatore va fatto: grazie mille per esservi fermati a leggere i pensieri pazzi della suddetta chaltron woman!
Nel frattempo i miei pensieri pazzi hanno viaggiato a bordo dei loro treni, hanno corso per binari bizarri e si son persi, ritrovati, finiti nelle digitazioni di questi polpastrelli sulla tastiera, ma anche persi nell'aere...spero più fresco di qui
Piccolo inciso: A Venezia, come nel resto di Italia, è arrivato il caldo. Allarme, allarme, allarme! Fa caldo, è afoso, è pesante...certo che se invece i pensare a costruire nuove case (ve ne parlerò in un'altro post del prospetto del piano edilizio del nostro quartiere...umorismo nero!) pensassimo a conservare il verde, chissà...magari aiuterebbe...Comunque, qui a Venezia, l'afa è pesante, ti sembra di non respirare. Mai come quest'anno sto soffrendo anche io con la pressione che non vuole sapere di salire almeno a livello dei tacchi delle scarpe...e dire che porto solo scarpe basse...
Ma tornando a noi, cambiato vestito, sui polpastrelli prudono due o tre posts che devo assolutamente scrivere. Perciò, bando alle ciance e via di scrittura!
Baci Baci

sabato 5 giugno 2010

Ancora sulla scuola...

Si, ancora sulla scuola!

Questo link l'ho trovato sulla pagina di un nuovo vecchio "amico di rete" .

Piccolo inciso: perdonatemi l'espressione amico di rete, poco felice in italiano, però ho incontrato questa persona splendida su anobii, è uno scrittore, è un blogger, ma fa anche altro nella vita. Come spesso accade, nella rete ci si perde di vista, ma ci si ritrova anche e per fortuna. Così oggi, tra un lavaggio di vessels per il micronde ed una digestione sempre nel micronde, son riuscita a leggere le mails lavorative e non  e tra quelle non lavorative ho trovato un suo messaggio...suo di chi? ma dell'amico di rete di cui sopra. Fine del piccolo inciso.

Ora, andando di link in link, a mò di vispa Teresa - ok, ok, sovrappeso ed in là con gli anni (ma mica tanto), e questo per essere accurati e precisi (o bisogna essere precisi ed accurati???, dilemmi da chimico...so' altre storie) - insomma, di link in link son giunta a quello che ho messo in testa.
L'ho letto attentamente e ancora una volta rimango basita, poi inorridita e dopo parte l'inc......ra! Calpestiamo ancora una volta la scuola, calpestiamo ancora una volta lo studio, calpestiamo il futuro dei nostri figli, che sono il nostro futuro. Ma sì calpestiamoci! E ricordiamo pure la celebre battuta di Nanni Moretti in "Bianca":

"...Continuiamo così...facciamoci del male!".

Solo che lui si riferiva alla Sacher nel film, noi ormai applichiamolo a tutto, così...tanto per non sbagliare... :-(

Sono arrivata in fondo alla lettera e mi sono sentita copia carbone dell'insegnante io che insegnante non sono. Lasciam da parte per un attimo quanto io personalmente e professionalmente abbia investito nello studio, partiamo dal fatto che sono anche io mamma di un bimbo che frequenta la scuola elementare...ma tra poco mi toccherà chiedermi "ma mio figlio frequenta la scuola o lo lascio lì in quell'edificio grigio con le porte rosse solo perchè se lo porto al lavoro, il laboratorio non è un posto salutare?"
Arrivando in fondo allo scritto della Sig.ra Mila Spicola ho solo constatato che i miei pensieri erano copia carbone delle sue parole, che il suo sentire era anche la mia preoccupazione,  preoccupazione di ogni genitore credo. E soprattutto preoccupazione legittima!
In altri contesti, da tempo continuo a dire che i nostri figli, tutti i bambini sono un terreno grasso che aspetta di vedere i semi diventare frutti e noi adulti siamo i vari fertilizzanti ( e sul fatto che esistano buoni e cattivi fertilizzanti, discutiamone in altro momento perchè è un'altra storia).
Noto che invece di essere "fertilizzati", i bambini vengono sempre di più desertificati. 
Invece di combattere la desertificazione, essa viene favorita, a volte persino incoraggiata.
E questo, francamente, io non voglio avallarlo, non posso avallarlo. Va persino contro il sano vecchio buonsenso.
Ah già...perdonatemi...sapete che io ogni tanto mi perdo nelle mie utopie ed una di queste è che il buonsenso esista e che i nostri governanti ne siano provvisti...in questo secondo caso mi perdo nelle mie utopie o è l'atmosfera di laboratorio che mi annebbia i pensieri?
Faccio troppa dietrologia?
Guardarsi le spalle è diventato lo sport nazionale dopo il calcio, ma francamente preferirei guardare avanti  e seguire il mio viaggio di vita...
A volte, mi sento così banale nel voler persino che mio figlio possa seguire il suo viaggio di vita...ma ci pensa bene questa nostra classe politica a farmi capire quanto sono banali i miei pensieri, a farmi capire quanto banale è avere a cuore il futuro dei nostri figli, che è anche il nostro futuro.
Io devo ringraziare questa classe politica perchè non m'illumina d'immenso, anzi mi vuole totalmente spegnere i pensieri...non sapevo che nel protocollo di Kyoto fosse contemplato lo spegnimento del pensiero per il risparmio energetico e la conservazione ambientale...sbadata io che non  l'ho letto tutto!
Oh...ho fatto politica scrivendo quello che ho scritto??? ooops, m'è scappato, e adesso che mi succederà mi oscureranno pure le frequenze della parola oltre a spegnermi il pensiero??? ma se prometto giurin giurello che non la faccio più, ma davvero davvero, saranno clementi???
Magari se prometto di sciropparmi tutte le edizioni del Grande Fratello o de La pupa ed il Secchione li posso convincere???...mah...

mercoledì 24 febbraio 2010

A Burano una domenica d’inverno III parte

…piccola digressione: ho impiegato mezza mattinata per capire cosa non andasse nei feeds del blog, non ho ancora capito se ho risolto il problema, ma sembra andare meglio di prima…solita fortuna del principiate o alta maestria nell’uso del derrière? mah…
Tornando a noi, che cosa rende speciale Burano? Le case colorate, che si dice i pescatori colorassero in colori sgargianti ed ognuna ovviamente diversa dall’altra, per poterle vedere anche da lontano? I pizzi, meravigliose leggerezze che abili mani continuano a ricamare? Oppure i bussolà, dolce pasquale della tradizione, adesso anche biscotto gustosissimo e molto conosciuto anche in lidi foresti, grazie alla produzione a tappetto di una ben nota pasticceria dell’isola? Un insieme di tutto questo…compreso, anzi arricchito dal sorriso e dal calore dei nostri ospiti!
Ogni calle apre una porta su una nuova prospettiva, un ancor più piccolo universo colorato nel piccolo universo colorato…un gioco di matrioske che regala molte soprese. Inoltre, qualche calle  ha anche un nome particolare! e per “botte” non intendono il buon vino ma piuttosto l’uso sapiente del bastone. Purtroppo!
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Appassionati della fotografia qui trovano pane per i loro denti…io chaltron come sempre ho scattato le mie piccole impressioni…Burano ha fatto il resto!
Colore su colore, un negozio di pizzi vicino ad un negozio di stampe e quadri…così ci si porta via un pezzetto di questa isola…
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Complice la enorme pazienza dei nostri amici e dei miei due uomini, son riuscita ad esercitarmi con la macchina fotografica, ma la domenica sta per finire…bisogna tornare a casa, ma con la promessa di tornare presto per farci ammaliare di nuovo da questa isola e dalla laguna tutta!
Per che veneziana e veneta non sono, che sono “foresta” e “campagna”, poichè vivo in terraferma – anche se molto vicina alla gronda lagunare - queste visite mi ricordano perchè, durante la mia tesi di laurea, mi innamorai così di tanto di Venezia e della sua Laguna.
Si è fatta ora di tornare a casa…sul vaporetto, con la testa già ad organizzare la prossima gita, il tramonto ci saluta.
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A Burano una domenica d’inverno II parte

…mi correggo, più che un arcobaleno, Burano è una vera tavolozza di colori, sapientemente miscelati tra loro…ogni casa ha il suo colore e può capitare che in uno stesso edificio ci siamo più case contigue ed è davvero magico l’effetto dei colori che brillano sul terso cielo invernale.
Tra una calle e l’altra spunta il caratteristico campanile storto, la silhouette che caratterizza l’isola.burano27_thumb19Ed il canale è ovviamente il parcheggio!
Probabilmente, complice il freddo ed il tempo incerto, ma anche il fatto che Carnevale fosse finito da poco, non c’erano tanti turisti in giro, a parte qualche giapponese, intabarrato con ampia sciarpa e cappello e immancabile macchina fotografica o qualche francese, con tanto di cavalletto in spalla…molto professionale.
Si vedevano invece molti buranelli  in passeggiata, bambini che giocavano in campo, amici e parenti in visita…una domenica di normale quotidianità… e la malia di Burano ti può conquistare con ancor più facilità…lontano dai caratteristici negozi della piazza, ti sembrerà di entrare in una bolla dove il tempo viaggia ad una diversa velocità, rispetto alla terraferma…burano8_thumb6burano19  

eh già, perchè il ponte della Libertà che separa la terraferma veneziana da Venezia centro storico è uno spartiacque fisico e mentale… (continua…)

lunedì 22 febbraio 2010

A Burano una domenica d’inverno

Dopo molti fine settimana passati a preparare presentazioni et similia, tra excel, power point e surfer, finalmente ci siamo concessi io ed i miei due uomini un po’ di tempo per noi. Nonostante la pioggia dei giorni scorsi, abbiamo accettato molto volentieri l’invito dei nostri cari amici per una passeggiata a Burano. Non so se sia stata più temerarietà o più incoscienza, pioggia e tempo uggioso  fino a sabato, ma noi imperterriti prendevamo accordi su come avremmo passato la giornata…e tanto per far passare il tempo sabato pomeriggio mi sono chiusa in cucina: panificazione, scorte di banana bread, verdure di ogni tipo…tanta energia ha però dato i suoi frutti…
Domenica mattina era grigiolino, un pallido sole sembrava dirci: ma davvero volete andare in gita? ma davvero davvero?. Noi, fermi e decisi, con tanto di macchina fotografica al seguito siamo partiti. Prima fermata dalle parti di Caposile, in un agriturismo per pranzare. Piccola digressione: Ale conosce l’agriturismo perchè c’è stato lo scorso anno in gita con la scuola, gli hanno fatto fare il pane e si sono divertiti con i piccoli animali della fattoria…infatti Ale e Luca, il suo amichetto, erano tra i più felici di fermarsi lì, non per la cucina, ma perchè c’erano i gattini, i cani con cui giocare, i conigli…nonostante fossero ammaliati dagli animali hanno comunque gradito la bontà della cucina. Pur non facendo specificatamente cucina per non celiaci e pur sapendo io cosa evitare e cosa poter mangiare, voglio segnalare comunque la loro gentilezza nell’indicare cosa potevo mangiare con tranquillità.
Dopo il pranzo, via alla volta di Treporti, da lì abbiamo preso il vaporetto ed in 10  minuti eravamo a Burano. Nel frattempo il sole si era deciso a splendere bello alto nel cielo e ci siamo goduti il panorama… laguna1
Torcello con il campanile in restauro…
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e finalmente ecco apparire l’arcobaleno dell’isola di Burano
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(continua…)

mercoledì 6 gennaio 2010

Epifania

La Befana si è modernizzata, sapete…nonostante il suo aspetto da vecchietta c’ha una mente sveglia e al passo con i tempi!
A casa nostra non è potuta arrivare visto il maltempo – c’ha un’età sta’ povera donna, l’artrite la sfianca… e vorrei vedere voi a correre su e giù per il mondo sempre a cavallo di una scopa! Capisco che bisogna diminuire l’impatto delle emissioni per il riscaldamento globale ma un aspirapolvere ad energia solare dall’ampia seduta è meglio del manico di una scopa…una volta dispensava solo caramelle e cioccolatini ai bimbi buoni e carbone ai cattivi, adesso porta anche qualche giocattolo e piccoli doni ai bimbi buoni e ai cattivi? il solito…carbone dolce, per addolcire la punizione!
E così, invece di arrivare portando dolcetti e regalini per la calza ad Alessio ha lasciato un bigliettino da lei medesima compilato, dove dà precise istruzioni su come passare questa giornata…Ale è rimasto sorpreso, non abbiamo ancora capito se piacevolmente o meno, però ha detto che le istruzioni vanno eseguite alla lettera e quindi ci prepariamo per la giornata. Vedremo cosa capiterà!
Un vecchio adagio dice che “L'Epifania tutte le feste porta via”. In effetti, la befana, che potrebbe – alcuni dicono – essere una corruzione lessicale di Epifania, rappresenterebbe il periodo di mezzo tra la fine del solstizio invernale e l’inizio dell’anno lunare. Per estensione, rappresenterebbe anche la conclusione delle festività natalizie. L’aspetto da vecchia si riferirebbe alla rappresentazione della fine del solstizio invernale. In questo caso la figura della Befana potrebbe assimilarsi a altre vecchine, presenti nella cultura germanica quali personificazione della natura invernale. Si racconta  anche che i Magi, nel corso del loro viaggio per portare doni al Bambino Gesù, nonostante fossero guidati dalla stella, si fermarono a chiedere delle informazioni ad una vecchina. La vecchina però non fu loro di aiuto e non volle neanche seguirli per andare dal Bambino Gesù. E dire che i Magi avevano così insistito! Una volta ripartiti, la vecchina ebbe un ripensamento e, riempito un sacco di dolci, partì alla ricerca dei Magi, che però non trovò. E così regalò i dolci ad ogni bimbo che incontrava lungo il cammino, nella speranza che uno di quelli fosse il Bambino Gesù. Questo spiegherebbe perchè il giorno della Befana o giorno dell’Epifania ai bimbi vengono regalati dolci.
Per la tradizione cristiana questo giorno, dodici giorni dopo il Natale (o tredici giorni, dipende dalle differenze tra calendario gregoriano e calendario giuliano) è la celebrazione del Battesimo di Gesù. Epifania significa manifestazione divina tramite miracoli, segni visioni, ecc. e in questo giorno si ricorda quindi la prima manifestazione della divinità di Gesù all'intera umanità, con la visita solenne, l'offerta di doni altamente significativi e l’adorazione dei magi. 
Per un’altra spiegazione sul regalare dolci, dovremmo andare molto indietro nel tempo…ai tempi dei Romani addirittura, i quali festeggiavano ad inizio anno due divinità – Giano e Strenia (e da Strenia deriverebbe poi il termine strenna, che indica proprio i regali che vengono scambiati durante le festività natalizie). Bene, proprio per la festa di queste due divinità, gli antichi Romani si scambiavano doni. Un’altra spiegazione ancora si riferisce al fatto che era benaugurante per il nuovo anno lunare il dono regalato dalla vecchina, che rappresentava la fine del solstizio di inverno. Insomma, in virtù delle tradizioni millenarie, cattoliche e non, l’usanza del dono è rimasta e non fa bene solo ai bimbi ma anche agli adulti, che alla calza ci tengono ancora, come memoria del loro essere bimbi.
Cinicamente, verrebbe da pensare che gli adulti che più gioiranno di questa festa siano dentisti (bimbi ma anche grandi, armatevi di dentrificio e spazzolino!!!) e i dietologi, visto l’elevato consumo di dolci e altre cibarie che regalano gioia e cm in più per il giro vita…dico cinicamente, e qualcuno cinicamente l’ho già messo in pratica, visto che il sito danese Beautiful People ha provveduto a cacciare ben 5000 membri, perchè dalle foto recenti, scattate durante le festività, avevano messo su qualche chilo…ohibò! leggendo la notizia sul sito dell’Ansa, con il suo corredo di inaccettabile qui, inaccettabile là, ho  pensato che la Befana di certo non avrebbe visitato nessun di loro, in quanto essendo lei così bruttina (ma tanto tanto cara!) era “inaccettabile” che si avvicinasse loro, anche solo per consegnare carbone…in seconda battuta ho cinicamente pensato che la Befana non gli si sarebbe avvicinata, perchè lei tiene all’ambiente, vuole ridurre le emissioni globali e si preoccupa della sostenibilità ambientale! Ed inoltre ho pensato - cinicamente?, forse. – che nel tentativo di perdere ogni superfluo, questi signori di Beautiful People abbiamo eliminato anche organi importanti, tipo il cervello…mah! De gustibus…certo che personalmente l’unica spiegazione che mi dò per l’esistenza di questo sito è l’aumento dell’entropia dell’universo…ma torniamo alla Befana, che è molto più degna di attenzione!
Dove eravamo rimasti? ah si! ai doni!
Siccome i doni erano propiziatori per un nuovo anno, il vecchio, rappresentato dalla vecchina, una volta che era concluso veniva bruciato…infatti, in diverse nostre regioni in questi giorni si fanno fantocci dalle sembianze di una vecchina che poi vengono bruciati. Qui, in Veneto, ma anche in Emilia come ha mirabilmente raccontato Nonna Ivana nel suo blog (http://cucinariodinonnaivana.blogspot.com/2010/01/befana.html) la sera del 5 gennaio si prepara un falò (pirola parola) e si "Brusa la vecia!”, si brinda poi con vin brulè e si mangiano le caldarroste. Anche qui, nel mio quartiere si rispetta questa tradizione. Gli organizzatori sono i membri de Il Gruppo del Venerdi, che nel patronato della mia parrocchia si occupano di organizzare spettacoli teatrali per grandi e piccini per le varie occasioni. Quest’anno, causa pioggia e neve e pioggia, niente falò…peccato. Però nonostante questo, la tradizione rimane sempre viva nei nostri cuori.
Con un bicchiere di vin brulè virtuale auguro Buona Epifania a tutti voi, cari amici grandi e piccoli.

mercoledì 14 ottobre 2009

poesia per oggi 14/10/2009

Lo splendore dell'amicizia
non è la mano tesa
né il sorriso gentile
né la gioia della compagnia:
è l'ispirazione spirituale
quando scopriamo
che qualcuno crede in noi
ed è disposto a fidarsi di noi.
R.W.Emerson

e perchè proprio una poesia sull'amicizia?
riflettevo giorni fa sul fatto che siamo immersi in un mondo pieno di mezzi di comunicazione, dove i social networks abbondano, dove i contatti, anche grazie alla rete, aumentano, eppure...eppure questa disposizione d'animo, così ben descritta da R. W. Emerson, spesso si perde.
Non è una critica verso qualcuno o qualcosa in particolare, intendiamoci...pur frequentando uno dei tanti social network, mi rendo conto che al di là del contatto fisico o virtuale della rete spesso dietro manca il contatto spirituale...l'empatia di due persone che si incontrano e sono disposte a guardare l'uno dentro l'anima dell'altro, anche solo per correre un brevissimo tratto di viaggio.
Forse ho un approccio troppo romantico od utopisco, però mi manca quell'incontro di sentimenti che mi fa essere "amica" e chiamare "amico" l'altro...mi dispiace profondamente vedere e sentire intorno a me gusci chiusi, per paura o per disinteresse non lo so...ed in mezzo a tutti questi gusci chiusi capita anche a me di esserlo, o di sentirmi insieme pieno ma senza alcuna intersezione con altri. E allora a che mi serve essere insieme pieno?
Questo pensiero è un pò che passeggia tranquillo nel mio cervello, che ha anche altre cose da fare (francamente, diciamolo!)...perchè oggi ha preso corpo virtuale?
Per una serie di piccoli segnali quotidiani che lo hanno alimentato e che dopo mesi di silenzio mi hanno riportato anche sul blog a scrivere (nonostante una parte del mio cervello stia andando dietro a provette da ordinare, digestioni da fare, libri e articoli da studiare, ecc.)...Mi serviva un pensiero positivo e aperto per continuare la giornata, forse anche la settimana e perchè no? il resto del mese...ecco il perchè di Emerson e volevo condividerlo con gli amici/conoscenti/lettori del blog e non.
Buona giornata

giovedì 21 maggio 2009

Poesiola

Per guardare il vento che mi scompiglia i capelli
non ho bisogno di occhi,
per sentire il cuore della mamma,
melodia celestiale,
non ho bisogno di orecchie
per abbracciare forte forte un amico
non ho bisogno di mani,
per camminare lontano lontano
non ho bisogno di gambe.

Quello che gli altri chiamano
con mille nomi diversi:
povertà,
disabilità
infermità...
è la ricchezza grande di un cuore,
che sa cogliere
l'infinito.

Per la piccola meravigliosa principessa V. ...un abbraccio grandissimo!
Fabiana-fabi-fabipasticcio

mercoledì 20 maggio 2009

La favola di Cristiano ed Isabella

C'era una volta in un tempo non troppo lontano, ma neanche troppo vicino, in un tempo in cui c'erano ancora re, regine, principesse e principi e tutto il resto del popolo...beh in quel periodo lì c'era Cristiano.
Cristiano era il figlio del cuoco di corte, bravissimo bimbo, che amava stare in cucina e cucinare...e come cucinava!
Oh una vera meraviglia!
Cristiano era soprannominato il mago, perchè ogni suo piatto era un incantesimo perfetto! Riusciva a rendere speciale persino la pietanza più semplice e chiunque mangiasse qualcosa cucinata o preparata da Cristiano era subito più sereno, sorridente, felice!
Suo papà era uno dei migliori cuochi di tutti i regni; eppure, nemmeno lui riusciva ad essere bravo come Cristiano. Era così orgoglioso di Cristiano che lo immaginava già nelle cucine delle migliori case reali.
Cristiano invece amava stare lì, in quella cucina dove esercitava la sua "magia"...
ma quale mai poteva essere l'ingrediente segreto usato da Cristiano?

ehi, psss...te lo dico in un orecchio, ma che rimanga tra noi, mi raccomando...l'ingrediente segreto usato da Cristiano era...l'AMORE! Eh si! Cristiano ci metteva così tanto amore dentro il cibo da lui preparato e cucinato che chiunque non poteva che rimanere ammaliato da tanto amore...e mi raccomando non dirlo a nessuno, che è un segreto eh!

Allora cosa dicevo? ah, si! Cristiano era bravissimo, un vero mago della cucina!
Ora devi sapere che nel castello?...bè non era un vero castello, era un palazzo, non modernissimo, un palazzo bello e grande, ma antico..beh in questo palazzo c'era anche un enorme giardino, e quando dico enorme intendo ENORME...completo di bosco e laghetto...e oltre al giardino ENORME, c'erano gli orti e le serre, dove venivano coltivate frutta e verdura che sotto le mani abili di Cristiano e di suo papà diventavano meraviglie.
Cristiano amava cucinare di tutto: dalla macedonia agli arrosti, dalle frittate alla panna cotta, dal pesce fritto alle crepes con la cioccolata, tartine a non finire e pasticcio...un quintale solo per gradire...tagliatelle e tortellini, con sughi sopraffini, di carne o di verdure, ma buoni da morire...profiteroles, ciambelle e biscotti a profusione per merenda, cena e colazione...insomma, UNO SPETTACOLO! 
Persino il duca della Lingua d'oca muta, che odiava sin da piccolo gli spinaci ed i cavoletti di Bruxelles, ne divorava piatti interi se li cucinava Cristiano...e che dire della baronessa d'Alba al Tramonto...mai mangiato pesce...non c'era verso finchè non assaggio i merluzzetti al pomodoro di Cristiano (un trionfo di erbe fini e profumi marini) e dopo? dopo li avrebbe mangiati sempre, persino a colazione...
Cristiano riuscia davvvero a fare incantesimi e magie specialissimi!
Ma torniamo a noi...in quel palazzo bello, grande e antico dal giardino ENORME, oltre al re e alla regina (e se è un regno non possono mancare, vero?) c'era anche una principessa...BELLISSIMA...dal nome Isabella...BELLISSIMA ma CAPRICCIOSA, tanto capricciosa, ma così capricciosa, che in una scala di capricci, da uno a dieci lei era CENTO!
Capricciosa e golosissima, ma così golosa che nella scala di golosità, da uno a dieci, era MILLE!
Però sedersi a tavola con lei era un DISASTRO...perchè non mangiava nulla che non fosse cioccolata o dolce, tutto il resto finiva... sulle mura della sala da pranzo, ma le pareti damascate color cremisi con su il giallo frittata...INGUARDABILI... sulla testa pelata del ciambellano di corte...però crapa pelata e purea di carote non vanno d'accordo...sulla divisa del grande ammiraglio del re...provaci tu poi a togliere i pezzettini di spinaci dalle mille e cento medaglie!...sul vestito della povera mamma regina...la pura seta e il ragù di carne alla bolognese non vanno d'accordo, purtroppo!
E ogni volta la stessa storia!
Finchè era piccina e non camminava, la potevano mettere nel seggiolone e con stranissime attezzature, inventate a bella posta dall'inventore di corte, tentavamo di darle da mangiare, ma quando incominciò a camminare...apriti cielo!
Non fu più possibile tenerla, alle ore dei pasti semplicemente spariva nelle mille stanze segrete del palazzo e attraverso i passaggi segreti faceva in modo di arrivare alla cucina, dove faceva razzia di dolci, biscotti, zucchero e zuccherini, paste e pastine, cioccolato a non finire...e furba lei, una parte del bottino la nascondeva nelle stanze e nei cunicoli, così aveva sempre una scorta!
E nonostante le abbuffate di dolci e affini, sarà stato tutto quel nascondersi, sarà stata madre Natura, ma era sempre magrolina...però cresceva poco pochino...tra gli spaventi e le corse per ritrovarla, re e regina erano sempre stanchi e tristi...meno male che la cucina di Cristiano gli aiutava davvero tanto!
Un giorno, mentre era in giro per una delle sue incursioni cioccolatesche, la principessa Isabella, quatta quatta arriva in cucina, attraverso un passaggio segreto (che non posso rivelarti altrimenti si arrabbia!)... mentre sta ingollando il suo quarto cioccolatino alla gianduia e arrafando il suo terzo bigne alla crema, tenendo d'occhio le crostatine al cioccolato e doppia panna, sente una vocina piccola - come la sua- cantare una canzone dolcissima e felice...
Piano piano, sempre di nascosto, si avvicina ad un tavolo e altrettanto piano piano fa capolino e cosa ti vede?
Un tavolo più in là c'è Cristiano che sta preparando la macedonia...dovresti vedere che meraviglia! 
Le fragole sembrano persino felici di essere tagliate a spicchi saporiti e perfetti da Cristiano, e che dire dell'ananas? che non sta più nella buccia, perchè non vede l'ora di essere sbucciata dalle manine delicate di Cristiano? e vuoi che ti parli del kiwi o della mela? essere tagliati a dadini, piccoli e perfetti, per loro era un grandissimo onore...
Mentre Cristiano taglia, sminuzza, spreme, sbuccia e ancora taglia, canta perchè è così felice...sta preparando la macedonia per il grande banchetto, un evento importantissimo... 
Intanto che Cristiano va avanti nei suoi preparativi, la principessa Isabella si era avvicinata sempre di più al tavolo...tanto bella, ma anche tanto capricciosa e golosissima e maleducata! 
All'improvviso Isabella si erge in tutta la sua altezza (che era comunque piccolina) e apostrofa Cristiano: "E tu chi saresti?...
"Oh, Principessa Isabella!...io sono...io sono Cristiano" rosso in viso come una ciliegia matura e tutto intimorito Cristiano risponde...
"Oh bello, non ti ho chiesto come ti chiami, ti ho chiesto che saresti, che faresti qui con tutte ste schifezze che stai tagliando..."

Ma quanto maleducata è questa principessa! un DISASTRO!...eppoi perchè deve chiamare tutto quello che non le piace "schifezza", ma le persone cui le non piace, mica la chiamano "schifezza"! ma guarda te che modi...

Sempre più rosso in viso e ancora più intimorito Cristiano risponde "Sto preparando la macedonia di frutta che verrà servita al grande banchetto di stasera...per me è un vero onore poterla preparare! Il re e la regina dicono che è ECCEZIONALE! UN INCANTO DI MACEDONIA la chiamano..."
"ma fammi il piacere!!!" - lo interrompe sgarbatamente la principessa -" un incanto di macedonia! ma va là! una vera schifezza ecco cos'è...ma lo so che mamma e papà mangiano schifezze...ma, un momento...hai detto che ci sarà un grande banchetto?...uhm...uhm...grande banchetto, tanti dolci!!! Mi sa che stasera vi vado anche io e me li pappo tutti tutti..."
"Ehm...Ehm...Principessa Isabella, per favore, siate gentile..." prova a dire Cristiano "siate paziente ed aspettate almeno la fine della cena...se fate la brava magari...vi daranno una doppia porzione..."
"Tu dici?" "esordisce la principessa "bella idea, bravo! me ne sto buona e tranquilla, seduta vicino alla mamma e alla fine mi pappo tutta la cioccolata...bella idea davvero! Tu, coso...come ti chiami...bè insomma...hai delle belle pensate su come ottenere più dolci..."
Ed intanto continuano a chiacchierare...e Cristiano le spiega tutti i frutti, come devono essere puliti e tagliati e come devono essere serviti...e per una volta la principessa Isabella non fa capricci e ascolta...che l'ingrediente segreto stia facendo effetto?
Alla fine della preparazione, arrossendo come tre pomodori maturi tutti insieme, Cristiano si lancia e dice "Beh...principessa Isabella, magari...beh...ecco...potreste almeno provare ad assaggiare un cubettino piccolo piccolo di uno dei frutti della mia macedonia...se state buona e fate questo, magari vi danno anche i cioccolatini..."
"Ehi, coso! tu si che sai farmi ridere!" -dice la principessa ridendo a squarciagola - " assaggiare io quelle schifezze? Ma va là..." e se ne va, senza salutarlo.
Cristiano, un po' triste, ad occhi bassi e a bassa voce dice "Almeno provateci", mentre si sta allontanando dalla porta principale della cucina.

Finalmente è arrivato il momento! Arrivano i grandi dignitari, i nobili, i principi e tutti gli altri invitati, che sono tutti in fermento, perchè è trapelata la notizia che mangeranno la macedonia preparata da Cristiano...e tutti sanno che qualsiasi cosa cucinata da Cristiano è SPECIALE!
Il salone delle feste è illuminato da mille candele, i damaschi sono bellissimi, la tovaglia bianca brilla di luce propria, e le posate sono tanti specchi che riflettono i volti sorridenti ed eccitati degli invitati. Ma che bella festa! quanta allegria!
Ed ecco che dal fondo della sala, tutta di bianco vestita, arriva la piccola principessa Isabella...e tutto diventa silenzio, tutti con il fiato sospeso...
La principessa si inchina profondamente, e dice "Sono venuta a farvi compagnia"...
I suoi genitori si guardano sempre con il fiato sospeso, poi la mamma applaude dicendo" Ma che bellissima sopresa! Sei un tesoro Isabella! vieni, siediti vicino a me..." 
E tutti applaudono subito dopo, mentre la regina dentro di sè dice "Ossignur, speriamo che tiri niente contro nessuno...anche se non mangiasse, basterebbe che non tirasse nulla e non giocasse con il cibo...mamma mia che disastro!" 
E intanto cerca di tranquillizzare suo marito il re, che è spaventatissimo...
Riusciranno ad arrivare senza intoppi alla fine del banchetto? La principessa Isabella ne combinerà qualcuna delle sue o aspetterà paziente?...
Mah...

(continua...testo di Fabiana Corami, aka fabipasticcio, ovvero me!)

venerdì 10 aprile 2009

Libri, libri e ancora libri

Dopo questa folle idea di pubblicare un blog e rendersi conto che forse quel qualcosa da dire che credevo d'avere è come l'acqua nel deserto...inesistente...
dopo altre folli idee che hanno ridotto quel poco di cerebro ancora presente ad una bistecca passata al tritacarne, adesso mi è venuta un'altra folle idea: cercare come mettere il link della mia biblioteca virtuale...sarà una cosa così semplice che alla mia mente così complicata sfugge totalmente come l'acqua da una rete!
Detto ciò, mi è venuto in mente che dovrei sistemare casa prima di partire domattina, che è già tardissimo, che le valigie non si preparano da sole ( e mi chiedo ancora come mai...), mi guardo nel caos cartaceo e libresco che c'è sulla mia scrivania nello studio...tra articoli di metodologie e pile di cd di dati, spuntano alla rinfusa un volume di poesie di Yeats, La torre, un volume di poesie di Erri de Luca, Solo andata, righe che vanno troppo spesso a capo, e il volume di Ungaretti, Vita d'un uomo.
...Ho sempre sostenuto di vivere in un caos organizzato, ma ogni tanto mi soprendo da sola...i miei cumuli di roba lavorativa che debordano ovunque in studio hanno buon gusto in fatto di letture...mesi fa si erano fagocitati due raccolte di Alda Merini che hanno restiuito alla legittima proprietaria, cioè io in preda ad una delle mie crisi di pulizia acuta...in quei casi da perfetta biologa mi comporto stile macrofago, ovvero tutto quello che non riconosco come mio viene fagocitato dal secchio dell'immondizia (con raccolta differenziata ovviamente)! E funziona fino al prossimo accumulo...
Se paragonassi il mio studio ad un organismo vivente ciò renderebbe più poetico il suo caos o il caos ha una sua poesia intrinseca che non tutti comprendono (vedi il marito della sottoscritta)?
E con questo interrogativo vi lascio una delle tante meravigliose sinfonie che Ungaretti ha regalato ai suoi lettori.


Una Colomba
D'altri diluvi una colomba ascolto