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venerdì 14 marzo 2014

E' il 100% Gluten Free (fri)Day #GFFD, ma per è un venerdì diverso

Sottotitolo: Il meglio che ci si può aspettare è di evitare il peggio (Se una notte d'inverno un viaggiatore, Italo Calvino)

Come dice la voce a, avvolta dal suo boa color cobalto e dalla sua nuvola di fumo azzurrino, alzarsi ogni giorno con una bella cucchiaiata di fatalismo aiuta. Non dico che abbia ragione, ma non ha neanche torto; a volte, è necessario accettare la vita con la semplicità di un bambino. 
C'è uno spot, in rotazione su alcuni canali, che esordisce così: "Grazie a chi prova e riprova, ma non ha talento!"
Francamente, non lo sopporto!
La non sopportazione è viscerale, davvero. 

"Ma te la prendi per uno spot?" dice la voce a.
"No, faccio una considerazione più ampia su quello che vedo intorno a me." le rispondo.
"Ovvero... ?" ribatte la voce a, mettendo giù per una volta la sua inseparabile sigaretta.
"... ovvero ringrazio chi prova e riprova, perchè il suo talento è oltre la superficie di ciò che vedo." rispondo.
"OMG, sei di nuovo nel loop filosofico!" dice la voce a, accendendosi la sigaretta e sparendo nella su nuvola di fumo azzurrino.

Più di dieci nanosecondi senza fumare la voce a non sa stare... Comunque, non sono nel loop filosofico; sto solo riflettendo a tastiera accesa.
Sto riflettendo sul fatto che mi stanca la ricerca della finta perfezione, travestita da uniformità tout court, mi stanca il giudizio travestito da parere, che sempre giudizio resta, mi stanca l'osanna superficiale e la sostanza del pensiero sempre nascosta sotto il tappeto, mi stanca chi va in giro a spegnere i sorrisi altrui, solo per il gusto di farlo...
Questo giorno è iniziato con le lacrime, quelle vere, quelle di quando gli accadimenti della vita mordono il tuo cuore a sangue, così forte che il dolore annerisce i pensieri e le lacrime sono l'unica cosa visibile. 
Questo giorno è continuato con un ribaltamento: il dolore resta, ma in quel nero l'amore di chi ti vuol bene penetra e porta fazzolettini, cerotti, abbracci.
Non finirò mai di imparare e di meravigliarmi, purtroppo o per fortuna.
Nonostante la stanchezza o le lacrime, il mio sorriso brilla ancora.

Oggi non ci sono ricette di cucina in questo mio spazio.
Oggi c'è questo.
Domani... è tutto da costruire.


domenica 11 novembre 2012

Bertrand (Russel) I ♥ U


“Non smettete mai di protestare; non smettete mai di dissentire, di porvi domande, di mettere in discussione l’autorità, i luoghi comuni, i dogmi. Non esiste la verità assoluta.
Non smettete di pensare.
Siate voci fuori dal coro.
Siate il peso che inclina il piano.
[…]
Siate sempre informati e non chiudetevi alla conoscenza perché anche il sapere è un’arma. Forse non cambierete il mondo, ma avrete contribuito a inclinare il piano nella vostra direzione e avrete reso la vostra vita degna di essere raccontata.
Un uomo che non dissente è un seme che non crescerà mai"
Bertrand Russel

Condiviso su Facebook , con mia aggiunta personale
"Un uomo che non dissente è un seme che non crescerà mai"...ecco spiegato tanto deserto...

John Coltrane - Spiritual


giovedì 4 agosto 2011

Aveiro de Portugal

Magari non sono brava come David Lodge, ma vorrei provarci lo stesso a raccontare di questo mio breve viaggio in Portogallo, per via di un convegno.


Viaggiando in treno da Lisbona ad Aveiro, la Venezia portoghese, quasi in solitario…in compagnia di me stessa e di un buon libro, quindi non da sola, tra una parola e l’altra ho potuto apprezzare il panorama che mi scorreva accanto. Riarsa bellezza la natura che mi dava il benvenuto: chiome di alberi verde scuro mosse dal vento, cielo color cristallo, erbe secche che davano il giusto tocco di giallo al tutto…un pensiero, anzi due tirati dall’arco zen della mia memoria: la California e Van Gogh.



La costa nord della California, dove il Pacifico – secondo il vento- bacia, accarezza, si schianta sulle spiagge e sulle scogliere ed i pini, attenti osservatori, sempre lì, il tronco consumato che racconterebbe chissà quante storie se si prestasse l’orecchio, l’odore del salmastro che pervade lo spirito nel profondo…
Gli alberi, anzi la natura tutta di Van Gogh che, fiera delle sue ferite, nonostante tutto grida “in ogni caso, viva la vita”…nella sofferenza si ama…
Mia opinione è che quando il cielo incontra il mare, ma soprattutto l’oceano ha tutto un altro respiro: è più libero. Ogni sua sfumatura mi ammalia e mi ha fatto e continua a farmi innamorare, anche se adesso non avrei più l’età per passare del tempo, naso all’insù, a guardarlo, a respirarlo…o forse sì?
Il cielo che porta con sé l’oceano, attraverso i canali della Ria de Aveiro arriva ad Aveiro, accompagnato dal vento, e si confonde con le azulejos che ricoprono case e chiese…e le azulejos si fanno murales.


Se ne trovano sparsi per la città diversi e tutti in tema con le attività della cittadina: le saline, la raccolta del “moliço” (fanerogame e alghe marine presenti nella Ria di Aveiro che venivano raccolti ed utilizzati come mangime), i moliceiros (le barche personalizzate e coloratissime utilizzate per navigare nei canali della Ria di Aveiro e per andare a raccogliere il moliço),  gli “ovos moles”…Eppoi si torna alle basi, bianco e nero per il lastricato, che porta con sé comunque il mare, l’oceano attraverso simboli e bolle di varia grandezza.



Oltre al convegno interessantissimo (ma quanto devo ancora imparare, avrei bisogno di almeno due altre vite…) ho conosciuto persone belle, ricche di entusiamo, di pensieri e ripensamenti, dubbi condivisi e condivisibili…una bella avventura. Nonostante il convegno assorbisse praticamente tutto il tempo, di Aveiro la ventosa non ho solo carpito la bellezza degli azulejos e dei moliceiros, ma anche quella di alcuni tesori più o meno celati: i ristoranti. Nutrirsi si deve e con la cucina portoghese ci si nutre all’ennesima potenza! Partiamo dai ristoranti, alcuni sembrano bettole, altri trattorie uscite da un film degli anni ’60-’70 …tipo la cena in trattoria tra Gassman e Manfredi…il film credo fosse  “C’eravamo tanto amati” oppure come la trattoria di Zia Fernanda, vicino al gazometro a Roma…Zia Fernanda non era propriamente mia zia, era la cognata della mia bisnonna materna – il che rende difficile risalire ai gradi di parentela- e aveva questa trattoria e ricordo ancora le incursioni in cucina a riempirmi i polmoni di profumi (il sugo con gli involtini, l’umido, la coda alla vaccinara…una vita fa)… tornando ad Aveiro, altri ristoranti sono moderni, alcuni anonimi, altri splendidi e caratteristici allo stesso tempo. In ogni caso con la bella compagnia il sapore migliora…certo anche un goccio di vino aiuta.
La cucina portoghese può sembrare all’apparenza povera, in realtà è una cucina molto ricca…in aglio, cipolla, olio, uova, zucchero…in ogni caso saporita e che sa sfruttare la purezza delle materie prime, come mi hanno dimostrato tutti i ristoranti in cui ho potuto mangiare.



O Adriano: il primo in cui sono stata, nelle vicinanze del Teatro Aveirense: una sopa de dia calda e confortevole, senza aggiunte di panna o altri addensanti, patate che formano una bella cremina eppoi verze, per secondo ho mangiato il polpo più buono della mia vita, senza esagerazione! Io che non amo affatto i tentacolati e affini, di fronte a quel piatto mi sono ampiamente ricreduta. Servito su un tegame in coccio, con un notevole fondo di olio e aglio in proporzioni praticamente eque, se ne stava al di sopra un polpo a pezzi, ricoperto da sedano e cipolla triti, quando dico ricoperto intendo ricoperto…sapore e morbidezza indescrivibili a parole e si sa che io difficilmente le perdo! Tutto accompagnato da insalata mista con cipolla, ovviamente. Ho fatto un unico errore…non non quello di non essermi portata un prodotto per l’alito, ma quello di aver preso una porzione intera, le porzioni sono davvero abbondanti e spesso i piatti si possono avere a metà porzione, dimensione perfetta per mangiare.
Seconda sera, stavolta con la meravigliosa compagna di belle persone O Batel, nella piazza del Mercato del Pesce. Very very cozy…dietro una piccola porta e tre scalini ti sembra di entrare dentro una imbarcazione, il calore del legno si unisce alla simpatia di chi ci serve e ci consiglia. Sopa do dia comfort food, tanto per non sbagliare e dopo il principe: il bacalao. Stavolta l’ho diviso a metà con un’altra congressista, Superlativo, arrosto con molto olio e aglio, ogni morso una meraviglia e le patate alla brace la sua anima gemella.Del buon vino bianco e per finire un ottimo bicchierino di vero Porto. Costi assolutamente modici per una qualità ottima.
Dura vita quella del congressista…ed il giorno dopo si ricomincia!



E questa volta cena sociale in un posto “in” di Aveiro, una ex fabbrica di ceramiche riconvertita a: ristorante, wine bar, lounge bar con tanto di dj set ( e se ci fosse stata l’odiosa “interior design” di “Cortesie per gli ospiti” avrebbe sproloquiato di ben peggio e di sicuro!...non che gli altri due brillino di simpatia…). Panorama dalla terrazza molto bello, qualità della cucina non elevata, ma quando si è in compagnia…eppoi dopo uno o due bicchierini di Sangria Portoghese, ribattezzata da Camilla, la congressista romana, “il digestivo” per via della presenza di cannella, tutto andava benone…il mattino dopo cominciare con la key lecture e la palpebra calante un vero spettacolo…lo ripeto dura vita quella del congressista, a barcamenarsi tra risk assessment, tiered approaches, popolazioni di diopatre e di molluschi vari.


Ultima sera sempre al Mercato del Pesce, sempre in ottima compagnia, O Telheiro. Qui per alcuni piatti è meglio essere in tre ad ordinare una porzione, perché sono esagerati! Io ho mangiato un’altra versione della sopa do dia, anche questa molto buona e ricca, e poi ho diviso dell’ottima carne ai ferri con un’altra congressista, la mamma di Irene (questa è un’altra storia, che non devo dimenticare). Eppoi fagioli e patatine fritte, che ho però evitato.
Allora per il senza glutine, partiamo dal principio che molte materie prime sono basilarmente (non voglio utilizzare l’abusato “naturalmente”) senza glutine, altro discorso è la materia prima manipolata (processed food). Allora, quello che posso dire è che il pesce e i frutti di mare sono cucinati solitamente in purezza, senza panature o che altro che possono far pensare a possibili contaminazioni crociate (cross-contaminazioni), se c’è pesce fritto può essere fritto nello stesso olio delle patatine, quindi evitateli. Ricordatevi che per il discorso del protocollo HACCP differenti tipologie di alimenti sono conservati e manipolati separatamente e questo si applica anche per una stessa tipologia di alimento, distinguendo tra manipolato e non.
Per essere chiari
Pesce fritto = manipolato, processed, perché c’è panatura
Baccalà alla griglia o arrosto= non manipolato, not processed, nioente panatura, niente crostine con farina, niente.
Idem per la carne!
Stesso discorso per le zuppe, addensante utilizzato la patata. Le patate sono basilarmente senza glutine. E a volte, anzi molto spesso anche se noi non ce ne rendiamo più conto, ma laddove c’è vera crisi se ne rendono conto, utilizzare materie prime non processate piuttosto che semilavorati è davvero meno costoso. Per i dolci, contenendo latte, non so dirvi, in quanto non ne ho mangiati, ma la frutta era buonissima e senza glutine di certo!
Ah! Il vino e quindi anche il Porto sono basilarmente senza glutine pure quelli ;-).
Nella piazza centrale di Aveiro, alla confluenza con i canali, vicino al centro informazioni, c’è una erboristeria che è anche punto vendita autorizzato Schaer ma non solo e lo so perché ci ho comperato biscotti e crackers e ha diversi prodotti senza glutine e senza lattosio e altri derivati del latte.
Ci sono dolci artigianali che comunque sono basilarmente senza glutine e ci sono produttori che producono quei tipi di dolci esclusivamente.
Il rischio di cross-contaminazioni è più nello stoccaggio e nella manipolazione da parte del compratore, abbiate fiducia.
Ad esempio ho comperato delle tortine artigianali tipiche, non di Aveiro, la fabbrica produceva solo quelle, con tanto di scritta che tutto era fatto nel rispetto dell’HACCP e gli ingredienti erano zucchero, uova, mandorle e fagioli.
Invece, gli ovos moles sono i tipici dolci di Aveiro, che non ho assaggiato e e che sono una bomba in molti sensi. Sono fatti di varia forma, il guscio esterno è fatto da ostia, l’interno è zucchero e tuorlo d’uovo mescolati fino a raggiungere una densità mostruosa, il ripieno di ogni dolcetto è un tuorlo d’uovo con molto, molto, molto zucchero. Allora l’ostia potrebbe avere del frumento, ma anche no, ma mi fiderei già meno per l’assaggio.
So che la crema la servono anche in coppette, ma nelle poche pasticcerie che ho potuto vedere – dati i tempi- ad Aveiro, gli ovos moles sono solo con le ostie.

Perché questo discorso??? Faccio una premessa basilare: per quel che ho visto ad Aveiro e per quel poco che ho visto di Lisbona, l’igiene è molto rispettata, al di là di ogni aspettativa, vi assicuro. In fatto di contaminazioni sono estremamente attenti.
Ritornando sempre al discorso tracce, cross-contaminazioni e dose giornaliera (http://fabipasticcio.blogspot.com/2011/06/contaminazioni-cross-contaminazioni.html), personalmente posso dire di non aver avuto nessun problema durate la mia visita in Portogallo e ho potuto mangiare tranquillamente anche ai pranzi del convegno, dove abbondavano verdure ed insalate, pesce, riso, carne in piatti dove il frumento e quindi il glutine non erano assolutamente presenti.
  C’erano anche pietanze fritte, ma in vassoi separati e comunque secondo l’HACCP vanno trattati separatamente, quindi il rischio cross-contaminazione maggiore era mangiare patatine fritte, che non c’erano, ma anche ci fossero state le avrei evitate in ogni caso.

Certo, anzi certissimo e sacrosanto è che ognuno di noi sa e conosce la sua sensibilità, quindi fare attenzione è sempre fondamentale (io nel caso delle pastine con mandorle e fagioli mi sono lanciata e non ho avuto nessun effetto collaterale, erano maggiori quelli dell’aglio e della cipolla. Ma fare attenzione ed essere scrupolosi è sempre fondamentale)



E per finire che cosa mi sono riportata indietro da Aveiro oltre ad aver conosciuto belle persone, oltre ad aver ricevuto conoscenze preziose e contatti interessantissimi, oltre a ciò mi porto indietro l’aver conosciuto una bimba stupenda, Irene, che ha due genitori davvero in gamba. Una bambolina di quattordici (o sedici???) mesi dal sorriso ammaliante che non ha ammaliato solo me (notoriamente facile all’ammaliamento), ma un po’ tutti…alla fine ci sentivamo tutti zii adottivi…per me, propormi come zia adottiva è scontato come respirare, non resisto. Eppoi, cosa c’è di più bello che guardare negli occhi, laggiù nel profondo un bambino e scoprirci infiniti universi di infinite possibilità?…se per caso ti venisse qualche dubbio sul perché essere qui adesso – considerato quello che solo oggi è accaduto nel mondo ti riteresti più volentieri in un eremitaggio compulsivo ai confini della realtà conosciuta – lasciarsi prendere da un bambino per mano e guardarlo negli occhi, volendo ascoltare…

“in ogni caso, viva la vita”…nella sofferenza si ama…


sabato 16 luglio 2011

Buona Festa del Redentore

"Profondità misteriosa
il bicchiere
che disseta l'anima"
(Pensiero 10)

Buona Festa del Redentore a tutti coloro che passano di qua, lettori/commentatori/amici, a tutti coloro che vado a visitare da lettrice/commentatrice/amica, a chi è lontano dagli occhi ma sempre vicino nel cuore, a chi è nel cuore e basta...che sia una buona festa.

martedì 31 maggio 2011

La XX festa di Primavera, 29-05-2011 (I parte)...

Premessa

Sono a casa, in malattia per qualche giorno...dopo 20 giorni di antistaminico e spray cortisonico, da venerdì sera la mia voce ha cominciato a sparire, giocando a nascondino negli anfratti dell'ugola, un po' di affaticamento nel respiro...passato il fine settimana di fuoco - tanta fatica, ma anche tanto tanto divertimento, soprattutto per i bimbi - arrivo a lunedì che mi sembrava non essere proprio un catorcio. Invece...arrivo al lavoro, mi sento affaticata e la voce è andata chissà dove, non a Venezia con me...complice l'aria condizionata mi sento la gola chiusa e così chiamo la mia dottoressa, che ovviamente riceve solo su appuntamento, ma mi dice di andare che mi vedrà dopo tutti gli appuntamenti (leggasi dopo mezzogiorno). Vado.
Finalmente, mi visita. Risultato: una settimana di antibiotico, aerosol con broncovaleas e cortisonico perchè "sa, signora , un polmone lo sento un po' chiuso"...meno male che son due, mi vien da pensare. E "naturalmente tre o quattro giorni di malattia, così si riprende"
E così sono a casa, in attesa del medico fiscale.
Nel frattempo cerco di sistemare tutto quello che ho trascurato, vedi ad esempio casa e blog.
Fine della premessa

Domenica scorsa, mentre erano in corso i ballottaggi, noi eravamo tutti in parco, prima per la messa poi per il picnic tutti insieme.
Dopo la messa, in attesa del picnic ci sono stati alcuni giochi, sia per i bimbi, ma soprattutto per gli adulti, come ad esempio la gara della pastasciutta, che quest'anno ha visto anche una nutrita partecipazione femminile...le mie amiche!
Loro sono glutinose, io no! Perciò a loro la gara, a me le foto...






Eppoi c'è stata l'immancabile gara delle torte...ecco il tavolo



e la torta vincitrice è stata fatta da tre amiche, tre ragazzine ma già cuoche in erba...ecco la torta vincitrice!
La mamma di una delle tre è bravissima nel fare le torte e ha tutta una serie di attrezzi e attrezzini per biscotti, decorazioni et similia. Buon sangue non mente! Ci credereste che queste cuoche non hanno neanche tredici anni???



Ebbene si! E hanno fatto tutto da sole...c'era chi si preoccupava della cucina dopo, ma i grandi chef hanno gli aiutanti che la puliscono o no??? ;-)
E poi il picnic...visto che venerdi e sabato ero impegnata con la festa, ma in altri fronti, il tempo per preparare qualcosa per la domenica era tutto un ritaglio...ho aperto il frigo, il freezer e la dispensa e me ne sono venuta fuori con
misto riso con gamberi aromatizzato al sumac e garam masala
insalata di uova e asparagi
peperoni alla siciliana alla mia maniera, il chaltron style che mi accompagna sempre!
Peroò han tutti gradito, quindi sono soddisfatta!

E dopo il picnic, il gran finale dei Giochi di Primavera, con tantissimi bambini...un'orda rumorosa e felice che voleva SOLO divertirsi, partecipare, giocare e stare insieme...
Peccato che ci sia sempre qualche adulto che abbia voglia di rovinare il divertimento, ma come ho scritto QUI e non ho timore di ripetermi, a volte i genitori sono un po' ottusangoli...

Cionostante, il divertimento non è stato diminuito, anzi! Alla fine, erano i genitori che volevano giocare come i loro bimbi. Credo che questa sia davvero entusiasmante.
Le foto...ne ho fatte tante, troppe e devo decidere...è difficilissimo.
E tutta questa gioia è culminata in un mega lancio di palloncini



E per finire
"O nuovissimo sogno, non saresti
per immutabile innocenza innata
pecorella d'insolita avventura?"
(G. Ungaretti)


e per Dona in particolare un momento di grande poesia musicale.
Buona notte, siore e siori.

domenica 29 maggio 2011

Buonanotte con Michel Petrucciani e tutti i colori della Festa della Primavera

Sono stanchissima, sono stati tre giorni intensi il cui acme è stato oggi con la Festa in parco, la finale dei Giochi di Primavera, con tante nuove foto ma sopratutto con tantissimi sorrisi, risate e affetto...e adesso dopo aver scaricato tutte le foto cercherò di andare a dormire...forse sono troppo stanca per farlo.
Mi lascerò cullare dalle note di questi cuori che sgorgano dalle mani di questo grande artista.
E' vero, come diceva Rosetta qui nel suo commento, ci ha lasciato fisicamente troppo presto, per fortuna possiamo ascoltarlo, ascoltarlo, ascoltarlo, ascoltarlo... e nutrirci dei colori della sua musica

"Chi è nato per cantare
anche morendo canta"
(Giuseppe Ungaretti)

Buonanotte


venerdì 27 maggio 2011

Take five , I giochi di Primavera (album II parte)

Album dei giochi di primavera I parte


Un ritmo meraviglioso per i sorrisi meravigliosi dei miei bimbi! Dave Brubeck Quartet - Take Five!















Pensiero 8
"mare profondo
l'abbraccio di un amico
piccola candela accesa
ad illuminar la notte"



martedì 12 aprile 2011

"Mormora la gente mormora, falla tacere praticando l'allegria..." di Jovanotti con aforisma di Alda Merini

E devo prenderlo come impegno, anche se ogni tanto lacrime, delusioni e brutti sogni escono fuori dalle tasche e mi fanno inciampare i battiti del cuore.
Ogni volta che ascolto la canzone mi si stringe il cuore e le lacrime salgono su e poi scendono giù...la prima volta che l'ho ascoltata è stato in un frangente davvero molto infelice, ma queste parole son state un fazzoletto per asciugare le lacrime, una piccola speranza.
I semi gettati vanno coltivati.
Magari mi inventerò di nuovo me stessa: coltivatrice di semi di speranza.
E nel frattempo? Sto seminando allegria...o almeno continuo a provarci

"Colui che pesa
le sue parole
cade in miseria"
(Alda Merini)



Dedicato a tutte le belle persone che ho incontrate e  alle persone meno belle che ho incontrato e che continuo ad incontrare...

mercoledì 6 aprile 2011

Pensieri condivisi che seminano pensiero n.6

" Cammino e penso che la mia vita è stata sin qui, ogni giorno, il goffo tentativo di togliermi di dosso questo costume di dolorosa diversità "
un lampo al cuore sono state queste parole per me oggi...penso che ognuno di noi, in quanto individuo, sia una diversità piena di infnite possibilità...perchè allora dolorosa? perchè l'accettazione delle diversità, di questa immensa ricchezza che c'è nell'altro vicino o lontano che sia, o semplicemente il rispetto per l'altro non fa parte di questa dimensione...
Stamane ho trovato un pensiero del Dalai Lama su FB che mi ha particolarmente colpito come tutti i pensieri del Dalai Lama
 ‎"...We cannot expect to transform our minds in a few minutes or even a few weeks, thinking, perhaps, that the blessings of an enlightened individual will enable us to obtain immediate results...It takes a long time, sometimes years or even decades; but if we persevere, there is no doubt we will make progress." (Dalai Lama)  e di mio ho aggiunto che per le persone che incontro vedo solo progressi in negativo e la negatività mi uccide...
Ora, non sono tutte negative le persone che incontro intendiamoci, però lo sono in tanti e non hanno il pudore di accorgersene. Questo mi dispiace nel profondo.
Ma questo dispiacere può diventare una limitazione???




"Tra nobili fiori profumati
spunta un umile sole, 
fecondo di giorni da seminare e di pensieri da sognare"

martedì 22 marzo 2011

Riflessioni a mano libera...


Non ho una penna, ma solo dita che corrono  e neanche tanto veloci su una tastiera...
ho una ridda di pensieri in testa...non so chi l'abbia detto, ma sono parecchi giorni che questa frase stigmatizza il mio essere...meno male che penso?...meno male che ho una testa?
A volte i pensieri fanno male...al cuore che vorrebbe solo starsene in un angolino a piangere qualche lacrimuccia, comportarsi da bambino infelice per un brevissimo lasso di tempo, il tempo di due - tre lacrime, eppoi, finito il drama moment, ricominciare a battere da adulto...
Un oggi soleggiato con un cielo dipinto di indaco mi ha accompagnato ad un funerale...se n'è andata una persona cara...la morte accade, ma a volte ti tocca da tanto vicino e ti fa capire che molte sono le persone care scomparse... in Giappione, in Libia...nel mondo...tutte con le scarpe piene di passi e con le tasche piene di ricordi, il cuore pieno di sogni...tanto per parafrasare una nuova canzone di Jovanotti...
Al mio cuore servirebbe proprio un angolino dove andare a versare qualche lacrima...
Un oggi soleggiato con un cielo dipinto di indaco mi ha regalato un post interessantissimo su cui riflettere...l'ha scritto Anna (C'è di mezzo il mare)...volevo commentare direttamente lì, ma i pensieri mi si sono aggrovigliati  e lo faccio qui...concordo con lei su tutto, concordo con i suoi commenti e con il suo amaro dispiacere...
Il sensazionalismo per dare voce alla ragione??? E' dannoso, non serve, non riesci più a vedere dove c'è un barlume di verità e dove comincia la briciola della finzione...
Personalmente leggevo Gramellini...ho smesso di leggerlo dopo un suo deludente pezzo sui precari, pieno di luoghi comuni, che non si innalzava da terra neanche di un nanometro e non mi faceva crescere in pensiero neanche di un picogrammo...ultimamente va così di moda dare misure e dimensioni di tutto...per inciso, commentai sul sito de La Stampa e non lo lessi più...forse la mia non lettura non "l'ha diminuito" (mi scuso con Donne), ma non ha certamente diminuito me...
Mi delude molto però questa rincorsa al sensazionalismo tout court...per far riflettere la gente?  Sono molto convinta che chi vuole riflettere lo fa, se non oggi, domani...a prescindere dai sensazionalismi. A prescindere, punto.
Ho scritto un commento sulla bacheca di una mia amica in Facebook...si parlava sempre della centrale di Fukushima, " Ci siamo dimenticati troppo presto di quello che fecero i tecnici a Chernobyl, dove il reattore fuse...eppure gli effetti di Chernobyl li stiamo pagando ancora adesso e facciamo finta di ignorarli...niente è più labile della memoria umana eh?!? non sono contraria a nulla a prescindere, sia chiaro...mi rendo solo sempre più conto che Vico e Croce avevano ragione..."
Non è proprio vero che non sono contraria a nulla a prescindere, difatti sono contraria al sensazionalismo...soprattutto giornalistico e di quel giornalismo pseudoscientifico...poco scientifico e molto pseudo...non voglio fare di tutta un'erba un fascio, ma constato che troppo spesso la tuttologia è "tsunamica"...fa male...
Anna menzionava Taranto...per tacer di Augusta e di Porto Marghera...e mentre scrivo mi è ritornato in mente il famoso "incubo Atrazina"...si trovavano livelli alti di atrazina e si alzava il limite di legge...ovvio... e faccio uno sforzo enorme per non lasciar correre le dita a parlare di limiti di legge...e non è sempre possibile adottare la soluzione del nodo di Gordio... Tossicità e salute umana sono fratelli siamesi, vanno spesso a braccetto insieme, anche se non sempre si conoscono i loro percorsi...chè è per questo che si studia...è il non volerli considerare o minimizzarli che è peggio che nasconderli...
Si studia, poi...son parole grosse...cultura con cosa fa rima??? bruttura, stortura...tortura...ecco, appunto. Perchè costringere le generazioni che come nuove gemme cercano di fiorire costringendole a sopportare il peso della cultura? Dovessero poi porsi delle domande...
Domenica una persona illuminata mi ha detto che "esistono due tipi di domande: quelle che hanno risposta e quelle che non ce l'hanno. Le seconde sono quelle necessarie per vivere"...ho cassetti pieni di domande senza risposta, ma non credo di aver imparato più di altri a vivere...
Credo che abbiamo bisogno di molta chiarezza sia sul nucleare sia sulle energie alternative...abbiamo bisogno di conoscenze, di sapere se esistono approfondite analisi dei costi  e benefici, se hanno calcolato 'ste benedette carbon footprints, come le hanno calcolate...se le hanno calcolate...
(N.B. le carbon footprints si possono definire come il totale delle emissioni di gas ad effetto serra, espresso in termini di CO2 equivalente (CO2eq), associate ad un prodotto o un servizio durante tutto il suo ciclo di vita, oppure stima dell'ecoefficienza. Calcolo più lungo e laborioso, ma approfondito, è quello dell'impronta ecologica. Esistono in rete diversi softwares per calcolare le carbon footprints, perchè il problema del cambiamento climatico globale coinvolge tutti, dalle Svalbards all'Antartadide, passando per il resto del mondo. Adesso esistono anche softwares in grado di calcolare le nitrogen footprints. C'è molta letteratura scientifica e statistica al riguardo, forse molto di settore. Capisco che leggersi un articolo al riguardo non è altrettanto avvincente che leggersi un articolo su chi ha sposato - tradito - divorziato - risposato chi, come, dove, quando e perchè...però almeno una volta nella vita si può fare...io leggo entrambi e spesso... sarà per questo che sono come sono???)
Diversi oggi fa, non sempre soleggiati e con il cielo dipinto di indaco,  quante pensiero-gemme o gemme pensiero son nate passando di blog in blog...vorrei parlare di quelle nate passando da Dona  (Caravan PetrolIl giardiniereNIMBY11)...
NIMBY, Not in my backyard.. vicini o lontani abbiamo tutti un backyard che non vorremmo fosse "disturbato" ...vecchia politica del campanile? senso di attaccamento al proprio orticello? o istinto di conservazione? E perchè no solo voglia di alzarsi dalla sedia per chiedere spiegazioni a tutto quello che dall'alto stile cascate del Niagara ci viene fatto piovere addosso?...ma questo non si chiamava democrazia???...mai stata ferrata in storia...
Diversi oggi fa, non sempre soleggiati e con il cielo dipinto di indaco, mi sono trovata di fronte questa frase..."IL TEMPO NON CAMBIA LE COSE, ALZARE IL CULO E FARE QUALCOSA LE CAMBIA. AND NOTHING" (Marina Gettani)"... e mi son detta "adesso applichiamo alle situazioni che vediamo intorno a noi, dal disastro del governo italiano al Giappone piuttosto che a quello che accade a 100 metri da noi...alzarsi in piedi è davvero faticoso???"
Nel frattempo, chi si accorda con chi? chi bombarda chi? dove, come? ma soprattutto con cosa...rispunta il fantasma dell'uranio impoverito piuttosto che delle bombe al fosforo...e con un sorriso rubato direttamente allo Stregatto di Alice ( che tra l'altro è protetto dal copyright) il premier italiano di nazionalità, ma che non rappresenta tutti gli italiani e soprattutto che non mi rappresenta, rilascia dichiarazioni di ogni tipo e non ultimo lancia lo spot sui musei italiani...
http://video.corriere.it/berlusconi-nuovo-spot-ministero-turismo/f62a06ca-5482-11e0-a5ef-46c31ce287ee
il fratello di Vulvia?!?
Lasciare le dita libere di correre sulla tastiera è stato un piccolo sfogo amaro...
Nel frattempo il cielo indaco è diventato notte, è ora di chiudere...di andare a fare la mamma, di coccolare il mio cucciolo e magari per una sera non spiegargli del mondo cose troppo grandi per lui, ma solo che le mamme fanno le coccole come nessuno mai...
Vorrei poter accendere una candela di speranza che illumini stanotte...
invece resterò al buio...
domani, chissà...

http://it.notizie.yahoo.com/blogs/yahoo_sociale/emergenza-giappone-aiutiamoli-subito-p46.html

domenica 13 marzo 2011

TravelMoleskine 3: Il Lago di Resia

Durante le lunghe vacanze di Natale  malanni e virus ci hanno fatto compagnia, nonostante ciò, anzi proprio per loro abbiamo deciso di concederci una pausa in quel di Merano (dopo la vacanza estiva Merano ci è entrata nel cuore) e per l'Epifania siamo partiti.
Merano era piena di gente, i mercatini erano al loro termine eppure la loro magia richiamava grandi e piccini.
E che dire delle terme? Altro che il pifferaio di Hamelin...code lunghissime e ben organizzate per entrare in una oasi di pace e ristoro...
Ecco, il sabato le code non erano solo lunghissime, neanche solo chilometriche, di più...il tempo era grigio, tutti i giriingiro che dovevamo fare li avevamo fatti, volevamo una pausa ed ecco che il marito e padre ci dice "PARTIAMO!"...Ok, va bene ma per dove???
E lui imperterrito "Partiamo".
Così prendo al volo la macchina fotografica e via in auto. Il paesaggio estivo coloratissimo e profumato dai meleti è in inverno grigio, triste, tutti quegli alberi scarni e grigi mettono tanta malinconia...ti consola il pensiero che ha primavera sarà tutto nuovamente verde e intenso. 
Passano i chilometri e si sale, piccoli borghi ci salutano, intanto che la strada diventa tornante e ancora tornante: per me questa è la parte dura del viaggio, soffrendo un po' di cinetosi... Ma tengo duro e mi godo lo spettacolo: il paesaggio grigio ricamato da rami che come tante mani magre graffiavano il cielo ha lasciato il posto ad una distesa di bianco, ogni suono è diventato morbidezza, le nuvole ora candide pettinano i raggi del sole timido, che gioca a nascondino.
Saliamo, saliamo, saliamo.
Alla fine arriviamo.
Qui.




 Il lago di Resia...o meglio dire il lago di Curon Venosta? In origine i laghi erano tre: il lago di Resia, il lago di Curon e il lago di San Valentino della muta.
Nel 1950, venne inaugurata una diga che riunì i primi due laghi. Il progetto comincio negli anni '10 del secolo scorso, poi negli anni '20 venne data la concessione ad una società, che poi venne assimilata dalla Montecatini, la quale con il passare degli anni divenne Montedison.
Intanto gli abitanti furono fatti sfollare, le persone abbandonarono campi e case.
Quando arrivate su al lago potrete leggere la storia e nella parole c'è molta amarezza per questo abbandono, che fu vissuto come un piccolo esodo, una cacciata verso terre estranee e ostili.
Gli abitanti dovettero infatti spostare più in alto perchè i paesi originari erano nell'invaso della diga. Per scongiurare il tutto, si racconta che gli abitanti mandarono una delegazione dal Papa, ma i lavori proseguirono...finchè non arrivò la guerra.
Dopo la guerra i lavori ripresero, la diga fu portata a termine, l'invaso allagato.
La torre campanaria fu l'unica a svettare sull'acqua, per qualcuno triste monito per l'indifferenza dell'uomo verso l'ambiente, per altri malinconico ricordo di ciò che era stato, ma anche ricordo della rabbia di chi se n'era dovuto andare.
La torre campanaria risale al 1300 e venne messo sotto la protezione delle Belle Arti. E' stata restaurata nel 2009. Sia in estate sia in inverno il panorama è pieno di suggestioni.

In inverno, ghiacciando il lago, sembra di essere in una favola, tutti come in Pattini d'argento a pattinare e slittare a vela sul lago.



Ci sarà pure il sole, ma fa freddo!!!


Il campanile è ovviamente il più fotografato! Credo potrebbe essere anche un ottimo soggetto per  un pittore



Non voglio entrare nel merito della storia, dell'impatto che ebbe la costruzione della diga a livello socio-economico e ambientale, perchè non ho abbastanza conoscenze in merito a questa situazione. Però, arrivare fin lassù, godersi le nuvole che si rincorrono tra le cime, sentire il vento freddo che ti porta in dono un raggio di sole vale la pena. E poi ti riconcilia con il mondo...almeno per un breve arco di tempo.


E dopo il lago il viaggio prosegue...alla prossima!

sabato 12 marzo 2011

Pensiero 7: Terremoto in Giappone

Sisma in Giappone
La terra ha urlato
ferocemente, l'oceano ha urlato con lei.
Treni, navi, persone inghiottite da questo dolore.
In molti, ognuno con la sua valigetta di lacrime,
compostamente tornano a casa.
Intanto, da questa parte di mondo si discute:
quanti sono i cm di spostamento dell'asse terrestre?
Di quanto si potranno accorciare i nostri giorni?
Anche il dolore si misura?
In centimentri di spostamento d'anima
o in millilitri di lacrime?



venerdì 11 marzo 2011

La timidezza del dolore...a Donatella

http://roma.repubblica.it/cronaca/2011/02/17/news/donna_morta-12569177/index.html?ref=search
The Breast Cancer Site


Il link racconta una storia.
Questa è una storia come tante, ma è una storia.
Come tutte le storie, va letta.
...
Ho aspettato a lungo prima di scrivere perchè come ho già ripetuto in altri posts ho bisogno di sedimentare i pensieri, di lasciare che il loro metabolismo lento segua i suoi percorsi.
Così...metti un venerdì qualsiasi di febbraio, un venerdì che in laboratorio decidono di fare le pulizie di Pasqua, metti che sfiniti dal lavoro, stanchi e sporchi ci si ritrovi tra colleghi per un pranzo improvvisato, metti che fuori c'è pure il sole e quindi tutti in giardino, metti che si chiacchiera e si ride e che il tempo e Madre Natura non siano poi i cerberi cattivi che vogliono apparire...
Metti che torni dal pranzo e controlli la posta e tra le e-mail ne arriva una di tuo cognato e quello che leggi ti lascia senza fiato...
Come direbbe Sciascia, "è una storia semplice"...ma non troppo.
E così mi sono ritrovata con tante lacrime che scorrevano sulle guance come le lettere delle parole di Donatella correvano sullo schermo.
L'articolo non racconta tutto, racconta pochissimo, ma quello che si intuisce tra quelle righe è una disperazione timida e immensa.
 E io non aggiungerò nulla di più se non che queste storie vanno raccontate, conosciute, piante e sofferte.
Ognuno di noi potrebbe conoscere Donatella.
Prevenzione è una parola magica, non dico che dovrebbe essere un mago il medico, ma certo non dovrebbe essere incosciente, nel senso di mancare di coscienza.
Come dice l'avvocato "Al di là dei processi esiste anche la coscienza che prima o poi si sveglia e allora sono problemi grossi..."
Spero nel risveglio delle coscienze, spero che possiamo ancora vivere in un paese in cui gli ospedali siano per tutti, un paese in cui per fare una mammografia non prendi l'appuntamento adesso per il 2013 - altrimenti la vai a fare a pagamento -, un paese in cui non si chiudono gli ospedali che servono per far crescere bambini che dovranno camminare per diventare adulti, ospedali per adulti che devono imparare nuovamente a camminare, parlare, vivere, un paese in cui la Scuola sia davvero Scuola (vi consiglio caldamente di leggervi il discorso di Colamandrei) e non bestia da macello, smembrata da finanziarie et similia...un paese degno.
Lo so, sono una terribilmente ingenua sognatrice, ma al mondo ci sono malattie peggiori di questa mia...
Chi può dire che regalare una ricetta o un click non ci cambi la vita? O risvegli una coscienza in più?




Chi può dire come sia più giusto partecipare? 

mercoledì 9 marzo 2011

El carneval 2011 xe ne anda' , portando la festa della donna con sè...

Mercoledi delle Ceneri, anche questo "carneval xe ne anda' ", ci salutano le maschere...

La primavera, che dovrebbe arrivare
Fotografando Venezia...
Via dalla pazza folla...
Un gentiluomo d'altri tempi...
Glitters a go go, pavoneggiante vanità...
Caffè al Quadri, la maschera è d'obbligo...
Cavaliere e re...i cavoli da "persone serie" sono rimasti a casa...
Ci saluta il Doge, sia qui sia da Dona e dalla sua terrazza (splendide foto e che slide show!)
Riponiamo domini e tricorni per il prossimo anno...
Ieri era anche la festa della donna, che non festeggio con mimose o altro, ma semplicemente ricordando quante lacrime e quanto sangue, o come direbbe Ken Loach quanto sangue e quante rose è costato il naturale diritto di essere "umano, persona di sesso femminile" in questo mondo...e mi piace ricordarlo quest'anno attraverso tre donne, tre anime del secolo scorso che hanno rappresentato davvero il giro di vite di molte coscienze: Simone Weil, Hannah Arendt e Edith Stein. I loro pensieri, le loro parole sono un insegnamento ricco e fertile, troppo spesso ignorato. Ne avevo sempre sentito parlare superficialmente, poi per diversi motivi prima la mia strada ha incrociato Simone Weil, poi per uno dei miei strani percorsi tortuosi sono arrivata a Edith Stein ed infine ad Hannah Arendt. Questo è ovviamente un altro dei miei work in progress.

"...Le parole alate vanno attraverso le epoche,
per monti e per valli, a muovere cuori e braccia.
L’anima si parla, e cerca di comprendersi.
Tacciono cielo, terra e mare per ascoltare
due amici, due amanti dialogare a fil di voce.
..."
(Da Prometeo, Simone Weil)
"Oggi è raro incontrare persone che credano di possedere la verità; ci confrontiamo invece costantemente con quelli che sono sicuri di avere ragione" (H. Arendt)
E con queste parole, con il sorriso di una bella madamim saluto il carnevale, abbraccio tutte le donne e vi auguro buona giornata.