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mercoledì 6 aprile 2011

Pensieri condivisi che seminano pensiero n.6

" Cammino e penso che la mia vita è stata sin qui, ogni giorno, il goffo tentativo di togliermi di dosso questo costume di dolorosa diversità "
un lampo al cuore sono state queste parole per me oggi...penso che ognuno di noi, in quanto individuo, sia una diversità piena di infnite possibilità...perchè allora dolorosa? perchè l'accettazione delle diversità, di questa immensa ricchezza che c'è nell'altro vicino o lontano che sia, o semplicemente il rispetto per l'altro non fa parte di questa dimensione...
Stamane ho trovato un pensiero del Dalai Lama su FB che mi ha particolarmente colpito come tutti i pensieri del Dalai Lama
 ‎"...We cannot expect to transform our minds in a few minutes or even a few weeks, thinking, perhaps, that the blessings of an enlightened individual will enable us to obtain immediate results...It takes a long time, sometimes years or even decades; but if we persevere, there is no doubt we will make progress." (Dalai Lama)  e di mio ho aggiunto che per le persone che incontro vedo solo progressi in negativo e la negatività mi uccide...
Ora, non sono tutte negative le persone che incontro intendiamoci, però lo sono in tanti e non hanno il pudore di accorgersene. Questo mi dispiace nel profondo.
Ma questo dispiacere può diventare una limitazione???




"Tra nobili fiori profumati
spunta un umile sole, 
fecondo di giorni da seminare e di pensieri da sognare"

venerdì 11 marzo 2011

La timidezza del dolore...a Donatella

http://roma.repubblica.it/cronaca/2011/02/17/news/donna_morta-12569177/index.html?ref=search
The Breast Cancer Site


Il link racconta una storia.
Questa è una storia come tante, ma è una storia.
Come tutte le storie, va letta.
...
Ho aspettato a lungo prima di scrivere perchè come ho già ripetuto in altri posts ho bisogno di sedimentare i pensieri, di lasciare che il loro metabolismo lento segua i suoi percorsi.
Così...metti un venerdì qualsiasi di febbraio, un venerdì che in laboratorio decidono di fare le pulizie di Pasqua, metti che sfiniti dal lavoro, stanchi e sporchi ci si ritrovi tra colleghi per un pranzo improvvisato, metti che fuori c'è pure il sole e quindi tutti in giardino, metti che si chiacchiera e si ride e che il tempo e Madre Natura non siano poi i cerberi cattivi che vogliono apparire...
Metti che torni dal pranzo e controlli la posta e tra le e-mail ne arriva una di tuo cognato e quello che leggi ti lascia senza fiato...
Come direbbe Sciascia, "è una storia semplice"...ma non troppo.
E così mi sono ritrovata con tante lacrime che scorrevano sulle guance come le lettere delle parole di Donatella correvano sullo schermo.
L'articolo non racconta tutto, racconta pochissimo, ma quello che si intuisce tra quelle righe è una disperazione timida e immensa.
 E io non aggiungerò nulla di più se non che queste storie vanno raccontate, conosciute, piante e sofferte.
Ognuno di noi potrebbe conoscere Donatella.
Prevenzione è una parola magica, non dico che dovrebbe essere un mago il medico, ma certo non dovrebbe essere incosciente, nel senso di mancare di coscienza.
Come dice l'avvocato "Al di là dei processi esiste anche la coscienza che prima o poi si sveglia e allora sono problemi grossi..."
Spero nel risveglio delle coscienze, spero che possiamo ancora vivere in un paese in cui gli ospedali siano per tutti, un paese in cui per fare una mammografia non prendi l'appuntamento adesso per il 2013 - altrimenti la vai a fare a pagamento -, un paese in cui non si chiudono gli ospedali che servono per far crescere bambini che dovranno camminare per diventare adulti, ospedali per adulti che devono imparare nuovamente a camminare, parlare, vivere, un paese in cui la Scuola sia davvero Scuola (vi consiglio caldamente di leggervi il discorso di Colamandrei) e non bestia da macello, smembrata da finanziarie et similia...un paese degno.
Lo so, sono una terribilmente ingenua sognatrice, ma al mondo ci sono malattie peggiori di questa mia...
Chi può dire che regalare una ricetta o un click non ci cambi la vita? O risvegli una coscienza in più?




Chi può dire come sia più giusto partecipare? 

sabato 1 gennaio 2011

2011 is here and I'm feelin good...almeno spero

già...almeno spero! Purtroppo, qualche virus mi ha agguantato e non mi molla, così sono un po' zombie, un po' palpebra calante, connessioni neuronali praticamente limitate allo stato di mera sopravvivenza...che dire? Un modo alternativo di festeggiare questo nuovo anno...ma io non voglio festeggiare, non voglio fare nuovi propositi, nuove liste, bilanci e quant'altro, non voglio ricordare a me stessa niente di più di quello che ho nello spirito...non voglio guardare avanti o indietro, voglio guardare punto. Anzi no.
Voglio partecipare, anche se ho un bagaglio interno ed esterno, anima e corpo, che "ora troppo  mi pesa"...ma che è mio e va benissimo così...
Non vorrei neanche festeggiare, vorrei alzarmi domattina e sorridere al cielo, che sia grigio, blu o nero. Con molta tranquillità e semplicità.
Mi si chiederà "scusa...ma gli auguri?" Gli auguri vorrei davvero farveli tutti i giorni anzi tutte le notti perchè...
"La cosa più superba è la notte
quando cadono gli ultimi spaventi
e l'anima si getta all'avventura"
(Alda Merini)
Ecco vorrei, anzi no voglio  augurarmi tutte le notti possibili per gettarmi ancora all'avventura, nonostante lo spauramento che ogni tanto mi abbranca e mi toglie il fiato...e questo voglio augurarlo a tutti, i miei cari, voi che passate di qua, per caso o per volontà, sempre benvenuti in ogni caso...
Vi auguro notti piene di avventura e di affetti, come solo la vita sa essere.
Non voglio avere un mantra speciale per il 2011, quello che sento dentro - virus inclusi - è proprio questo
"It's a new dawn 
It's a new day
It's a new life
For me
And I'm feeling good ...
"
E sono un mosaico di tutte e tre le splendide ed incantate versioni che vi regalo, quella della meravigliosa Nina Simone, quella di Michael Bublè e quella altrettanto vibrante dei Muse

Ciao mondo, anzi ciao universo, ci sono anche io!

domenica 12 dicembre 2010

Dicembre è arrivato!

Finalmente! e con tutto il freddo necessario, l'aria pulita, il cielo terso e lo skiline di montagne innevate.
Ma con Dicembre sono arrivate un sacco di scadenze lavorative, purtroppo...
@ Dona, la mia compaesana venexiana de Venexia sono sparita soprattutto per il lavoro, non per altro.
@ Annamaria Unika, per lo swap è tutto ok! Questa settimana partirà anche il mio pacchetto che spero farà piacere al mio compagno di swap...soprattutto perchè spererei davvero di far capire quanto amo la mia regione adottiva, con tutti i pros and cons ;-)
Ho la casa addobbata! Il mio cucciolo è stato un aiutante meraviglioso nel rendere la nostra casetta davvero natalizia!
Invece di cucinare o scrivere, tanto per riposarmi dal lavoro...ho sferruzzato!
Io che odiavo fare i ferri mi sono ritrovata a fare sciarpe e sciarpine come antistress e devo dire che aiuta, non è magico, ma funziona e soprattutto ci tiene caldi ;-) Ho così rispolverato la mia conoscenza del dritto e del rovescio, la mia fantasia cialtrona et voilà...sciarpe per tutta la famiglia.
Concludo questo sconclusionato post con un Buona domenica a tutti! Scappo che è ora di uscire e anche oggi giornata movimentata e per metà lavorativa (devo assolutamente terminare un ppt :-((()
Un abbraccio a tutti voi e prometto di ritornare a seguirvi e a seguire questa mia piccola creatura con molta più attenzione, dopo la benedetta presentazione prenatalizia!
Cross your fingers for me, please!

lunedì 8 novembre 2010

Pensiero 6 con ritorno


A cavallo di un leone-tempo
il vento ascolta pensieri e sogni tra le mie dita 
e mi sbuffa addosso tutte le sue risa.
Io sono una piccola felicità.



P.S.: è il mio modo per dire a tutti coloro che mi hanno letto e che mi leggono che sono ritornata. Grazie!

martedì 12 ottobre 2010

Un piccolo pettirosso caduto dal nido...

Ecco come mi sento oggi...
"Se io potrò impedire ad un cuore di spezzarsi
non avrò vissuto invano,
se allevierò il dolore di una vita o guarirò una pena
o aiuterò un pettirosso caduto a rientrare nel nido
non avrò vissuto invano"
(Emily Dickinson)
Purtroppo, non è un periodo dei più felici da un bel po' di tempo, brutte notizie si rincorrono e fanno a gara a chi arriva prima e purtroppo arrivano sempre...Non è un periodo felice da un bel po' perchè i nostri famigliari (ed i loro famigliari a seguire) hanno avuto e/o hanno ancora problemi di salute piuttosto seri... cinicamente dovrei dire che se li hanno ancora significa che sono ancora qui...
Da ieri sera siamo in attesa che una brutta notizia diventi tristissima...mille discorsi si rincorrono, mille i pensieri cui aggrapparsi...
Cerco conforto nelle mie positività e mi rendo conto che stavolta comincio a far fatica. Ho il cuore annodato.
Cerco distrazione nel lavoro, ma alla fine ho bisogno di dire, gridare a chiare lettere che dentro di me non è tutto a posto.
Stamattina, mentre controllavo la posta, ho cercato anche in rete una poesia che esprimesse il mio sentire. Emily come sempre è venuta in soccorso.
Il pettirosso caduto sono io, però ho la certezza di avere una mano che mi farà rientrare nel nido. Da domani, forse da dopodomani, forse più in là...non lo...potrei tornare ad essere o essere la mano che "avrà vissuto invano".
Il cuore è ancora un po' annodato, anzi diciamo un po' tanto annodato...ma sa che potrà sciogliersi.
Piccole sono le speranze che danno ai nostri passi il senso del futuro, ma soprattutto la volontà di avere un futuro.
Sono un pettirosso in caduta libera, mi romperò le ali forse...di nuovo...ma so di poter dire grazie alle mani che mi ricondurranno al nido.

venerdì 6 agosto 2010

30…65…19

30…2…65…6….19….18….
No, non sto dando i numeri, ognuno di questi numeri porta con sè un carico immenso di dolore.
Oggi, 65 anni fa…Hiroshima…
Il 2 agosto, 30 anni fa…la stazione di Bologna…
Il 19 luglio, 18 anni fa, Borsellino muore pochi mesi dopo Giovanni Falcone…
E la lista potrebbe continuare…
65 anni fa non c’ero, ma ciò che accadde quel giorno ha trovato codoni per essere espresso nel DNA della memoria di chi è venuto dopo…nel mio libro di lettura di terza elementare c’era un racconto – e credo fosse anche , come dire, annacquato, seppur vero e veritiero – di una sopravvissuta all’atomica…mi ricordo ancora la pelle d’oca nel leggerlo, la mia ingenuità nel chiedere continuamente “ ma perchè è successo???” agli adulti che mi stavano intorno…perchè non capivo e volevo capire…rompibolle fin d’allora…l’interrogativo è rimasto, perchè risposte a quei perchè non ne ho avute…
30 anni fa c’ero, e ricordo dove ero…primi giorni di vacanza, sempre in famiglia. Ricordo lo sgomento ed il grande vuoto assieme…ricordo che in spiaggia calò un silenzio strano, quotidianità interrotta e solo appelli per andare a donare il sangue…l’impotenza e le domande che spaurivano anche gli adulti…tutti ci sentivamo così piccoli…
18 anni c’ero e ricordo cosa stavo facendo…ero in pausa dallo studio di istologia, esame croce, e avevo accesso la tv…improvviso il nero, le immagini di via d’Amelio, “è tutto finito” e cominciai a piangere…l’esame lo diedi più avanti, e non lo ricordo, ma quel dolore e quelle lacrime si… assieme al carico di domande ancora senza risposta…
Fare memoria è raccontarsi vicendevolmente, ognuno con i propri mezzi, piccoli o grandi che siano, questi orrori…magari porgendo l’un l’altro un fazzoletto per qualche lacrima…
Ricordare e raccontare è un imperativo categorico.

(Mahatma Gandhi)




sabato 31 luglio 2010

Pensiero 2

Salice piangente
la mano che accarezza il sogno,
il tempo-corrente lo lava via dagli occhi...