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lunedì 16 luglio 2012

Domenica di luglio, che caldo fa...riconoscere la sensibilità all'istamina e le problematiche della tiramina

Nella canzone la domenica era d'agosto e non di luglio, ma il caldo è comunque pesante.
Allora passato Scipione, arrivò Caronte che se ne andò lasciando il posto a Minosse...e dopo??? mah...boh...intanto bisogna fare i conti con l'afa e con i malesseri piccoli e grandi che porta con sè.

Personalmente, mai come quest'anno la pressione se ne va giù e come ho già scritto mi han detto di andare in giro con sali minerali e zucchero e dieta in inverno...se poi consideriamo la sinergia tra pressione in caduta e gli effetti collaterali di una "banale" anestesia locale desiderare di andare a passare la prossima estate a campionare in una qualsiasi laguna in Islanda, o per lo meno andare a vedere se c'è una laguna in Islanda è consequenziale!

L'afa, il caldo torrido in generale oltre ai cali pressori, alla spossatezza, all'affaticamento mette sotto stress anche il nostro stomaco ed il nostro intestino.
Ad esempio, non si capisce più la differenza tra fresco, freddo o ghiacciato e quindi anche un bicchiere d'acqua comincia ad essere problematico per la nostra pancia...eppoi aumenta il consumo di bevande gassate - spesso anche quelle ghiacciate - che però hanno un difetto non da poco, spesso hanno un pH acido e alimenti acidi che passano direttamente dallo stomaco all'intestino ...no, no, no! 
E la flora batterica intestinale va in sofferenza!   Già, proprio lei, il serbatoio immunitario del nostro corpo...se la flora batterica intestinale comincia ad avere problemi, anche noi abbiamo qualche problemino da risolvere ;-). 
Diventa un loop: caldo, flora batterica intestinale in sofferenza, virus intestinali che circolano maggiormente, intestino che soffre, soffriamo sempre di più per il caldo...Ecco perchè mi son sentita consigliare da più di un medico, non solo il mio medico di base o la pediatra di mio figlio, l'assunzione di fermenti lattici, preferibilmente privi di lattosio. Perchè privi di lattosio? Beh potete leggerlo meglio qui ;-)

Piccolo inciso: è la mia forma mentis che mi porta sempre a pensare in termini di sinergia, da buona biologa ambientale, per quanto ormai ibridizzata dai chimici, non posso fare a meno di pensare che l'effetto in un punto qualsiasi di un diagramma a blocchi non si ripercuota poi su tutto il diagramma...i cicli biogeochimici di qualsiasi elemento, persino degli inquinanti, sono sinergici...Ora perchè quando parliamo dell'Homo sapiens sapiens e delle sue problematiche la sinergia sparisce??? 
In fondo anche l'homo sapiens sapiens è solo un mero step del ciclo biogeochimico della materia...

Tornando al discorso caldo e problemi intestinali (che vanno dal semplice malessere al vomito asintomatico ed improvviso e/o diarrea) voglio mettere in evidenza un altro punto focale: le persone che soffrono di patologie intestinali come ad esempio la colite di varia forma, la sindrome da colon irritabile piuttosto che il morbo di Chron e perchè no? anche la celiachia, con il caldo possono avvertire un riacuirsi della sintomatologia, per tutti i discorsi sopra menzionati.
Ecco perchè consigliare l'assunzione di fermenti lattici vivi può essere di aiuto nel tamponare il momento non facile ;-).

Altro piccolo inciso: vengo da una famiglia di allergici...beh soprattutto mia mamma è allergica e faccio prima a dire a che cosa non lo è che a dire il mio nome per esteso ;-) Tra alimenti ed inalanti che dire? Per tacer di dermatiti et similia...
La mamma ha sperimentato parecchio, potrei dire con atteggiamento scientifico :-D. 
Cinquanta anni fa poi molte problematiche erano ignote, le reazioni crociate, la cross-reattività aumentata, la cross - reattività tra inalanti e alimenti, i panallergeni...non erano noti, ma la mamma, tra dermatiti, orticaria, rinite e asma ha pur fatto la sua vita ( famiglia con tre figli). 
Ci sono stati momenti migliori e momenti peggiori, anche complicati da gravi fonti di stress. Se è vero come dice la pediatra di mio figlio che con lo sviluppo si potrebbe osservare un calo delle IgE, con il cucciolo attendiamo speranzosi, ma...mah...
Eh già! perchè come ciliegina sulla torta mi son sposata un allergico e asmatico, quindi pur con tutti i possibili ed immaginabili crossing over del patrimonio genetico, qualcosetta il cucciolo doveva beccarsela ;-). 
Ammetto di avere un approccio "per quanto la cura possa essere peggiore del male, se c'è una cura, c'è rimedio. E si va avanti!", probabilmente, anzi quasi certamente per il mio vissuto, però, considerati i progressi scientifici, considerate le conoscenze attuali - pur se non sempre considerate in sinergia, ma spero per lo meno considerate - mi sento di sottolineare che se c'è una cura, c'è rimedio. 
E' ciò che rimedio proprio non ha che mi annienta. 
Attenzione! non vorrei che fosse confuso il mio tipo d'approccio, all'inizio anche ansioso ma non ansiogeno, con l'incoscienza...posso dire che il mio tipo d'approccio ha fatto da enhancer alla mia voglia di conoscere, anche argomenti così distanti da me, ma perchè ciò che accadeva stava accadendo a me o ai miei cari. 
Quindi sapere ed informarsi bene, con criterio era ed è l'unica cosa da fare. 
Chiuso l'inciso.

Detto ciò, istamina e antistaminici sono entrati presto nel mio vocabolario ;-).
Ho cominciato ad informarmi sulla sensibilità all'istamina quando il cucciolo ha avuto dei problemi con l'intestino; poi mi sono ritrovata io ad avere qualche problemino e a dover capire. Così ho scoperto che ci sono alimenti ricchi in istamina e/o istamino-liberatori che possono  far star male anche persone non allergiche. 

Si chiama SENSIBILITA' ALL'ISTAMINA o anche SINDROME SGOMBROIDE, perchè all'inizio si pensava fosse direttamente correlata al consumo di prodotti ittici, che presentano elevati livelli di istamina o livelli di altre ammine biogene (putrescina, cadaverina, spermidina, ecc.). 
E' chiamata anche intossicazione da istamina per indicare che è legata alla presenza di una notevole concentrazione di istamina nell’alimento. 
L'istamina è termostabile, non viene cioè inattivata dal calore, e si forma dalla denaturazione dell'istidina, presente in maggiore quantità nel tessuto muscolare di diversi pesci, e comincia a formarsi al diminuire della freschezza dell'alimento. 
Ecco perchè vanno sempre rispettate le buone norme di conservazione! 
Nessun trattamento di preparazione (congelazione, affumicatura, inscatolamento, cottura) può inattivare l'istamina; per una completa inattivazione è necessario un trattamento di 90 minuti a 116 °C. 
Inoltre la presenza di istamina, anche ad elevate concentrazioni, non cambia in maniera apprezzabile le qualità organolettiche dell’alimento (alterazioni di odore o di sapore) e così il rischio di intossicazione/sensibilizzazione per il consumatore è più alto. 

QUALI I PRODOTTI PIU' A RISCHIO???

ALIMENTI RICCHI IN ISTAMINA E/O ISTAMINO - LIBERATORI
Alimenti privi di additivi stabilizzanti, conservati impropriamente con conseguente sviluppo di flora contaminante e produzione di istamina;
Alimenti soggetti a maturazione e stagionatura;
Conserve e semiconserve dopo l’apertura della confezione;
Pesce fresco;
Pesce affumicato (salmone, pesce spada, aringhe, ecc.)
Pesce sott'olio (tonno e acciughe, ecc.);
Carni ed insaccati; 
formaggi e latticini, soprattutto formaggi fermentati, ma anche yogurt, cheddar, brie, emmenthal, gouda, parmigiano; 
conserve vegetali, ketchup, aceto di vino rosso; 
frutta, come fragole, ananas, papaya, banana, agrumi, avocado, lamponi, mirtillo rosso;
verdure e ortaggi, pomodori, melanzane, patate, solanacee in generale, spinaci, fave, piselli, ceci, lenticchie, fagioli;
Fecola di patate; 
Cioccolato;
dadi per brodo (possibile sinergia con glutammato monosodico? vale la pena di approfondire ;-));
Albume;
Arachidi, noci, nocciole e mandorle;
Liquirizia;
Benzoati e acido benzoico;
Lievito di birra;
Vino bianco, champagne;
Birra; 
Cola; 
succo d'arancia.
Per diversi alimenti è noto il livello di istamina presente in essi.

DOVE SIAMO PIU' A RISCHIO?

Sembrerebbe, ad esempio, che le pizzerie siano più a rischio di altri esercizi, per via dei locali caldi e dell'errata conservazione di tonno sott'olio e di acciughe sott'olio, ingredienti comuni nelle pizze. 
Ciò che dobbiamo sempre ricordare sono le buone norme di conservazione degli alimenti. Inoltre, con il caldo, che mette a dura prova il nostro organismo è bene alternare il consumo di alimenti ricchi in istamina e/o istamino  - liberatori, così da non sovraccaricare il fisico ed avere poi gli effetti peggiori della sensibilità/intossicazione da istamina (come ad esempio vomito improvviso).
Se poi ci sono altre patologie dell'apparato gastrointestinale e intolleranze da farmaci o intolleranze indefinite -questa è la loro definizione e rientrano qui diverse intolleranze alimentari magari - bisogna prestare attenzione a TUTTO QUELLO CHE MANGIAMO ;-). 
La sintomatologia è variabile in relazione al livello della sostanza nell'alimento e alla sensibilità individuale. 
Sono coinvolti generalmente  l'apparato gastrointestinale (nausea, vomito, diarrea), a volte anche il sistema nervoso centrale (vertigini, cefalea) e la cute (rush). 
Raramente sono stati osservati anche disturbi respiratori e ipotensione. I sintomi compaiono in tempi brevi e si risolvono nell'arco di 24 ore (a meno di ulteriore ingestione). Sono stati riportati di recente casi di entità più grave che hanno necessitato di trattamenti di urgenza. Importante è ricordare che coloro che soffrono di insufficienza enzimatica della diaminossidasi possono essere più a rischio di altri.

LIMITI DI LEGGE

Nel Reg. 2073/05 sono riportati sia i livelli consentiti per legge sia le modalità con le quali va effettuato il campionamento per la verifica sugli alimenti.

MA MICA PUO' FINIRE COSI'... EH NO! E LA TIRAMINA???
Intanto basta affidarsi a Google che ci manda da Wikipedia per capire che cos'è la tiramina. Ed il primo passo l'abbiam fatto. 
La tiramina è prodotta dal metabolismo della tirosina, aminoacido essenziale e precursore della tiroxina (ormone tiroideo) e delle catecolamine (ad esempio adrenalina) e ha effetti ipertensivi, fa cioè aumentare la pressione arteriosa - per questo alimenti ricchi in tiramina sono responsabili dell'insorgenza di emicranie? 
Può darsi...io un nesso l'intravedo...
La tiramina può essere endogena ed alimentare; infatti come per l'istamina, ci sono diversi alimenti ricchi in tiramina. 

SINTOMATOLOGIA

Poichè il metabolismo della tiramina è funzione di alcuni enzimi monoossidasi, una loro inibizione, soprattutto da farmaci -  comporta una maggiore presenza di tiramina nell'organismo, ciò provoca diversi disturbi dalla cefalea - la tiramina è responsabile del mal di testa da sbronza, sapevatelo ;-) - alle palpitazioni, alla nausea, al vomito, alla ipersudorazione, ecc. .
Se non c'è inibizione di tali enzimi, sembrerebbe che la sintomatologia da maggior presenza di tiramina nell'organismo sia solo mal di testa, ma...gli effetti sinergici??? 
Eh sì, gli effetti sinergici, perchè  molti degli alimenti che contengono tiramina presentano alti livelli di istamina o sono istamino liberatori...quindi tra cefalea, nausea, vomito ecc. ecc., sempre lì ricadiamo :-(.

ALIMENTI RICCHI IN TIRAMINA

formaggi, come Emmenthal, Brie, Camembert, Parmigiano, Roquefort, Mozzarella;
pesce e  derivati, come  Caviale, Aringhe affumicate, Aringhe secche, Tonno;
 Insaccati;
Selvaggina;
Cioccolato;
Vino rosso e bianco;
Estratto di lievito;
 Tempeh, Miso;
frutta come Uva, Avocado, fichi, lamponi;
 Solanacee come Patate, Pomodoro, Melanzane;
Verdure come Cavolo, Cavolfiore, Crauti,Spinaci.
Insomma, le liste si possono sovrapporre, purtroppo!!!

COSA FARE???

Oltre a seguire sempre le buone norme di conservazione degli alimenti, soprattutto con il caldo, che mette a dura prova il nostro organismo è bene alternare il consumo di alimenti ricchi in tiramina e/o ricchi in istamina e/o istamino-liberatori, per evitare di sovraccaricare il fisico e conseguentemente minimizzare i sintomi peggiori (come ad esempio vomito improvviso). Se poi ci sono altre patologie dell'apparato gastrointestinale e intolleranze da farmaci o intolleranze indefinite - questa è la loro definizione e rientrano qui diverse intolleranze alimentari magari - bisogna prestare attenzione a TUTTO QUELLO CHE MANGIAMO ;-). 
Ma mi ripeto, se c'è una cura c'è sempre rimedio ;-).

FONTI:
Istituto Zooprofilattico delle Regioni Lazio e Toscana,
Asl 13 Novara
Allergy Verona, Unita operativa di allergologia, Azienda ospedaliera integrata di Verona
Esperienze personali purtroppo (ho sperimentato su di me purtroppo - e con vomito improvviso e sembrava asintomatico - che le melanzane sono completamente off limits, altri alimenti in corso di approfondimento :-(, spinaci off limits per ora, speriamo riesca a reintegrarli tra qualche mese).
L'è tutto un work in progress...sapevatelo!

N.d.A
Riporto qui il commento di Sonia -La cassata celiaca
"ma lo sai che forse mi sono autodiagnosticata un paio d'anni fa quando dissi al mio medico"non può essere che una persona come me assolutamente priva di allergie di punto in bianco risulti allergica a tanti inalanti e alimenti!" tutto nasceva dal malore che avevo mangiando salsa di pomdoro inscatolata o pelati inscatolati....avevo gonfiore alla gola, muco in gola, difficoltà respiratorie perchè rantolavo e non capivo perchè, finchè non ho scoperto che l'istamina è usato come conservante e allora ho sospettato di avere sviluppato un'intolleranza all'istamina da sovradosaggio... avevo gli stessi disturbi mangiando certe marche di panna da cucina, gamberetti(!! ora lo so!!) etc...ma a periodi, come se a volte mi disintossicassi...ora capisco, grazie a te, che dipendeva dalla dieta che seguivo. Ma della tiramina non sapevo nulla..casco dal pero!! ma mi fai riflettere sul fatto che ho scoperto da un annetto circa di avere piccoli noduli tiroidei..niente niente c'entrano! chiederò all'endocrinologa ;-) oh mia wiki favorita..che dire? grazie!! sei una grande, post superlativamente utile! bacioni :-X
ps. scusa il papello..manda fattura ;-)"
Lo faccio per sottolineare un fatto non banale: l'autodiagnosi.

Leggevo tempo fa, e riuscirò a scovarlo nella cartella "biblio senza glutine" di uno studio americano incentrato proprio sull'autodiagnosi della necessità di escludere il glutine dalla propria dieta.
Ovviamente non consigliavano né incoraggiavano tale pratica, però nello studio emergevano due aspetti: una diagnostica spesso in difficoltà, soprattutto se pensiamo all'emergere della non coeliac glutensensitivity,  e la possibile mancanza di una visione d'insieme.
Ah! 'ste benedette sinergie!!!
Però le conclusioni erano che coloro che arrivavano per esclusione a togliere il glutine dalla loro dieta poi mostravano dei miglioramenti reali, ovvero non assimilabili ad un effetto placebo. 
Oh! il discorso qui si apre poi a ventaglio...ho lanciato un sasso nello stagno, ma la sua onda potrebbe essere uno tsunami...

Mi ripeto, l'è tutto un work in progress...sapevomolo!

venerdì 3 febbraio 2012

Etichette...prezzi...senza glutine...Salzburg Ich liebe dich♥!!!


Wow...il mio primo post di febbraio...quante cose avrei da raccontare, eppure ritorno a Salisburgo...sarà per il vento gelido che ormai ci accompagna da giorni, sarà che ho tirato nuovamente fuori il piumino al posto del cappottino...eh, già! in giro con il cappottino non era proprio cosa...
Sarà tutta la neve caduta ovunque, ma non qui...solo una spolveratina di piccoli pallini di polistirolo che mi hanno illuso del profumo di neve...
Se penso che eoni fa dicevo che da grande mi sarei trasferito come minimo alle Hawaii...adesso mi trasferirei in un posto nevoso durante l'inverno...mi piace la poesia della neve!
Bè...questa è da raccontare...tornando a casa oggi sul bus, sul Ponte della Libertà si intravede lo skyline di Porto Marghera...ma il cielo?
Oh, nessuna palette potrà mai ricreare quel fucsia aranciato che come fiamme lambiva lo skyline e il pennacchio di una ciminiera si trasformava in gigantesco, gonfio zucchero filato grigio blu, stesso colore della Laguna ...dove altro posso ammirare tutto questo e sentirmi il cuore "illuminarsi d'immenso"...sentire la stanchezza del lavoro diventare stanchezza da riposo...attimi così mi fanno capire perchè questa città mi ha preso il cuore...
Epperò il titolo di questo post è una dichiarazione d'amore per Salisburgo! Che infedele che sono :-D


In realtà sono molto fedele :-D...in fondo Venezia fu anche Austroungarica... e lo ammetto, quando parlo della Germania e dell'Austria sono di parte!
Il mio amore per Salisburgo non è però soltanto per le sue bellezze, per l'aria artistica che ti avvolge in un abbraccio o per l'atmosfera da fiaba, quando la neve l'incornicia...è per la sua dimensione gluten free!
Pochi giorni fa, grazie ad un'amica foodblogger ho letto un interessantissimo post sulla Spagna Glutent Free (due links per voi:
http://incucinasenzaglutine.blogspot.com/2012/02/prezzi-prodotti-gf-in-spagna.html
 e http://onmange.canalblog.com/archives/2012/01/29/23365652.html).
Il notevole interesse era dettato sia dalla varietà dei prodotti gf reperibili sul mercato e dai loro prezzi!!!
E mi son detta "magari il mio carrello della spesa salisburghese potrebbe essere utile...chissà" e quindi  eccomi qua...

Piccola premessa: dei prodotti della linea Spar Free From ne avevo parlato anche in un precedente post, quello della pizza in scatola. Li apprezzo moltissimo per la qualità delle materie prime, per l'assenza di lattosio in quasi tutti i loro prodotti (con tanto di limite presente in etichetta come richiesto per legge), per l'ampia varietà di articoli disponibili e per i loro prezzi... viviamo in un tempo in cui i portafogli si alleggeriscono con facilità, quindi un aiuto per averli meno leggeri fa comodo, no? ;-)

Ed ecco alcuni prodotti della linea Free From  acquistati allo Spar presso l'EuroPark di Salisburgo

L'All Purpose Baking Mix ha la stessa composizione della Hammer Muehle Mehl. E c'è anche la miscela per il pane nero! Della pizza in scatola rimetto una foto presente anche nell'omonimo post; il suo prezzo era intorno ai 3.50 euro a confezione. Basta solo aggiungere acqua e condimento ed è pronta, il resto c'è già ;-)

E dopo la pizza...
I panini pronti in versione bianca, ma c'è anche la versione "nera" con molti semini...very very very German...beg your pardon, Austrian! E ancora una volta mi preme sottolineare la qualità degli ingredienti, ma anche l'etichettatura nel rispetto del Codex Alimentarius sia per il senza glutine sia per il biologico.
E ancora...

Per quanto concerne la salsa, ce n'erano altre quattro o cinque confezioni diverse, mi interessava la salsa bruna perchè è quella che è utilizzata in molti piatti di carne di tradizione austro-germanica come accompagnamento...Ah sì! E' utilizzata pure per i canederli ;-)
Eppoi...

Poteva mancare il lievito per dolci??? Ma certo che no! La mia miscela preferita: cremor tartaro e bicarbonato di sodio, la "dose" delle vecchie nonne, quella per la quale si andava dal farmacista...Entrambi, sia il Biovegan sia il Free From hanno una confezione da 4 bustine e ogni bustina è 16 gr ognuna...e se il biovegan che compero qui in Italia vi sembra costoso, confrontate il suo prezzo con il cremor tartaro non miscelato della Rebecchi ;-)...e vi invito volentieri a leggere questo post nel blog di Gunther proprio a proposito del cremor tartaro.

Last, but not least ci sono anche queste!


E per confrontare ancora meglio alcuni links dal web germanico
Mi sembra di aver capito che le spese di spedizione possano variare da 5 a 15 euro, secondo la modalità di spedizione e per importi superiori a 100-200 euro in molti casi sono gratuite.
Per un confronto ancora più analitico e approfondito alcuni links dal web italiano
Per le spese di spedizione, idem come sopra in molti casi, ma è sempre meglio verificare...
Ovviamente, si potrebbe continuare all'infinito nel confronto in entrambe le aree europee.
Che ne dite??? Interessante, nevvero???

Vi do la buonanotte come di consueto con un po' di musica...
Dal Don Giovanni - Mozart
Aria della Regina della Notte, da Il Flauto Magico - Mozart

e vi lascio anche un libro, L'altra verità, Diario di una diversa di Alda Merini. Tristissimo, lacerante, ma comunque nutrimento per l'anima.


Nonostante il vento, la neve e quant'altro, serena notte

lunedì 11 aprile 2011

Uova, intolleranza al lattosio e cortesie per gli ospiti

Un anonimo commentatore che non si è neanche firmato ha lasciato un suo commento qui:
http://fabipasticcio.blogspot.com/2009/06/cornetti-eo-saccottini-senza-glutine-e.html
Mi sono precipitata a rispondere visto che magari ho potuto o potrei generare errori senza saperlo.
Ma a volte quando si scrivono le cose bisogna non urlarle (scrivere tutto maiuscolo in un post in un punto qualsiasi di internet equivale ad urlare, regola base della netiquette...mi permetto di dilungarmi un attimo su questo: se siamo educati nel mondo reale, dobbiamo esserlo anche nel mondo virtuale. Se non lo siamo in nessuno dei due mondi,credo sia ora di impararlo).
Ora sono andata a controllare se in effetti l'uovo possa contenere lattosio e a tale proposito riporto questo link
http://www.torrinomedica.it/studio/TabellaLattosio.asp***(LEGGETE ATTENTAMENTE IL PS ED IL PS2 PER CORRETTEZZA E COMPLETEZZA DI INFORMAZIONI, GRAZIE!)
E per completezza riporto la tabella dove si parla delle uova nello specifico, ricordando che le informazioni arrivano dalla USDA National Nutrient Database for Standard Reference. Released 23 September 2010. Il tema dell'intolleranze è un tema fortemente dibattuto in molti ambiti, cosa ben diversa sono le allergie. In entrambi i casi possono esistere poi delle interazioni con altre sostanze che possono presentare caratteristiche simili all'allergene o alla sostanza cui si è intollerante. Per tacere dei cosidetti campi di disturbo
UOVA

Bianco d'uovo crudo fresco
0,07
Rosso d'uovo crudo fresco
0,07
Uovo intero crudo fresco1
0
Uovo intero fritto1
0
Uovo intero ad omelette1
0
Uovo intero in camicia1
0
Uovo intero strapazzato1
1,11
 (nella ricetta e' prevista l'aggiunta di 1 cucchiaio di latte per uovo)1


Personalmente io ho problemi con il latte vaccino, come composizione, che non con il lattosio in sè. 
Ma l'uovo intero non contiene lattosio e può essere consumato anche da chi è intollerante al lattosio.
Ripeto che non sono un medico, sono una biologa che però ha anche lavorato nel campo delle scienze alimentari, oltre che a coltivarlo per puro interesse personale. Quindi ciò che scrivo è frutto del mio lavoro e dei miei studi, ma è ovvio che in presenza di una patologia sia comunque necessario chiedere al proprio medico, perchè possono esserci appunto reazioni crociate.
Mi scuso se posso aver dato informazioni poco chiare, ma in questo caso l'informazione in mio possesso era ed è corretta come dimostra anche la tabella e la fonte.

A questo punto, sulla base delle mie conoscenze spiego cos'è l'intolleranza al lattosio, che può essere congenita o primaria, secondaria e/o transitoria. 
Ci sono quindi delle notevoli differenze anche nell'essere esposti alla fonte di intolleranza, perchè nel secondo e nel terzo caso ci sono dei gradi di tollerabilità. Inoltre, in alcuni casi l'intolleranza al lattosio dipende non tanto dalla mancanza degli enzimi per la digestione di questo zucchero (lattasi), ma dalla deficienza nel funzionamento degli enzimi proteolitici (che lisano le proteine, quindi le scindono) necessari alla digestione delle proteine del latte.
Il lattosio è un dimero, ovvero è composto da due zuccheri: il glucosio ed il galattosio (ne ho parlato anche qui: pectina, agar agar e addensanti). La lattasi è l'enzima che scinde il lattosio in questi due zuccheri, è presente nel nostro intestino. Se l'attività enzimatica è deficitaria, il lattosio non viene scisso, si accumula nell'intestino e richiama liquidi, poichè è osmoticamente attivo.La scarsa attività lattasica nell’intestino tenue permette al lattosio di passare indigerito nel colon. Questo, associato alla fermentazione del lattosio da parte dalla flora microbica locale - poichè è utilizzato come fonte di carbonio dai batteri -, con produzione di gas e acidi organici, dà origine ai fenomeni tipici dell'intolleranza al lattosio (meteorismo, flatulenza, diarrea, nausea, spossatezza ecc.). Il gas crea distensione addominale, sensazione di gonfiore, crampi e dolori addominali. Gli acidi organici possono essere assorbiti, può accadere raramente che la quantità prodotta può essere tale da causare sintomi sistemici o acidosi metabolica.
I sintomi compaiono rapidamente nel momento in cui si ingeriscono cibi che contengono lattosio (latte, ma anche creme, panna, burro non chiarificato, formaggi freschi e bevande a base di latte).
La poca specificità o l'aspecificità della sintomatologia  è collegata ad altri disordini, quali ad esempio la ipersensibilità alle proteine del latte,come ho già detto, oppure a  reazioni allergiche ad altri cibi, o ancora intolleranze ad altri glicidi (o zuccheri) che possono causare sintomi simili. Una delle stime riguardante l'insorgenza dei sintomi in soggetti con attività enzimatica carente afferma che occorrano più di 240 ml di latte al giorno (12 grammi di lattosio). Inoltre, l'insorgenza dei sintomi può dipendere dal cibo associato, in quanto è anche legata alla velocità di svuotamento gastrico: se il lattosio si sposta rapidamente dallo stomaco ad un intestino con bassa attività enzimatica della lattasi, i sintomi saranno più evidenti. Quindi se il lattosio viene ingerito insieme a carboidrati (specie i carboidrati semplici), che aumentano la velocità di svuotamento gastrico,  i sintomi sono più probabili o più intensi, mentre se viene ingerito insieme a grassi, che riducono la velocità di svuotamento gastrico, i sintomi possono essere ridotti.
Dicevo che l'intolleranza al lattosio può essere primaria o congenita, quindi  l'organismo non produce le lattasi per un difetto genetico, per questo motivo i sintomi dell'intolleranza si manifestano già nella prima infanzia. Quando tale deficit non sussiste l'organismo può comunque soffrire di una intolleranza secondaria e/o transitoria. Ci può essere un temporaneo (a volte la temporaneità può comunque protrarsi nel tempo) deficit dell'attività dell'enzima.
Infezioni o lesioni del tratto gastrointestinale e mutazioni dietetiche repentine sono i più comuni fattori causali alla base di tale condizione. Nei nati prematuri che hanno una parziale deficienza di lattasi per l’immaturità intestinale, l’espressione enzimatica può essere indotta dall’ingestione di lattosio. ciò tuttavia non è possibile nei nati a termine né negli adulti in quanto la lattasi è un enzima non-inducibile. 
Quindi, se la digestione di lattosio migliora in un bambino o in un adulto precedentemente intollerante, ciò non è causato dall'induzione della lattasi, ma dallo sviluppo di batteri che digeriscono il lattosio.  Ecco perchè consigliano spesso di utilizzare alimenti arricchiti con probiotici.
Sottolineo che anche una celiachia non diagnosticata, a causa del processo degenerativo che interessa la superficie intestinale deputata all'assorbimento dei nutrienti, può essere alla base di una intolleranza al lattosio. E val la pena di ricordare che anche la sindrome da colon irritabile può determinare una secondaria intolleranza al lattosio. E aggiungo e sottolineo che la tiroxina -  ormone fondamentale prodotto dalla tiroide- può essere promotrice di una diminuzione della espressione della lattasi nell’adolescenza, mentre l’idrocortisone sembra aumentare i livelli di lattasi. Quindi, anche nel caso di malattie o disturbi alla tiroide si possono instaurare processi infiammatori che possono associarsi ad intolleranze alimentari - e di questo ne so personalmente qualcosa, purtroppo! 
Dicevo che l'intolleranza può essere primaria o secondaria, ma a livello genetico che cosa significa? che cosa comporta?
La deficienza primaria congenita di lattasi  è un disordine autosomico recessivo piuttosto raro che comporta una completa assenza di espressione della lattasi, mentre nell'adulto la persistenza della attività della lattasi è ereditata come carattere autosomico dominante. Autosomico significa che non è legato ai cromosomi sessuali X ed Y, ma agli altri cromosomi che sono definiti autosomi. La maggior parte delle infermità ereditate per la mancanza di un enzima fondamentale per una data via metabolica - vedasi il caso della lattasi di cui sopra - si ereditano come autosomiche recessive. Sono definiti "portatori" gli individui che presentano per un dato gene un allele sano e uno mutato, con la possibilità  di trasmettere un allele difettoso ai suoi figli.
Nella ereditarietà autosomica recessive si osserva la stessa probabilità di trasmissione ai figli maschi e alle figlie femmine,  le persone affette hanno in genere genitore normali (eterozigoti) ed il carattere può spesso saltare le generazioni. Inoltre, il 25% dei figli di due genitori eterozigoti può manifestare il carattere ed è aumentata la frequenza nei matrimoni tra consanguinei.
Per consentire l'utilizzo di latte anche a tutti coloro che soffrono di intolleranze nei suoi confronti, in commercio sono presenti latti delattosati in cui il lattosio si trova già scisso in glucosio e galattosio, in percentuale variabile. In alternativa, c'è il "latte" ottenuto da cereali, legumi e frutti, come ad esempio il latte di soia, quello di riso, di avena oppure di mandorla. Inoltre, chi soffre di intolleranza al lattosio, può beneficiare del consumo di alimenti probiotici, quali ad esempio particolari fermenti lattici di origine umana coltivati in terreni non contenenti lattosio (marchio registrato).
Infine,  come diagnosticare l'intolleranza al lattosio? Moltissimi sono i test per le intolleranze, non tutti sono accreditati, come lo è invece il breath test, ma la procedura di tale test  ha un protocollo che può avere piccole variazioni in tutti i centri di analisi.
Spero di essere stata esauriente, ma soprattutto cortese con gli ospiti che passano di qua.
Grazie!


PS: Nella tabella originale della USDA National Nutrient Database for Standard Reference, Released 23 si parla del contenuto di grassi, carboidrati, proteine, etc. etc.; ovviamente ci sono anche le uova.
Le uova non sono un prodotto caseario, quindi non contengono lattosio. Il lattosio è un carboidrato (uno zucchero come il glucosio). Nelle uova  sono presenti lipidi, acqua, proteine, tutti gli aminoacidi essenziali, quali ad esempio lisina, prolina, glicina, metionina, tirosina, etc. etc., nonchè vitamine e minerali; il tuorlo dell'uovo in particolare contiene vitamine A, D ed E (l'uovo è infatti uno dei pochi alimenti che fornisce vitamine complete a basso costo).
Nella tabella originale della USDA National Nutrient Database for Standard Reference Released 23 si parla del contenuto di carboidrati delle uova che  è un contenuto trascurabile, come è anche riportato dalle tabelle dell'Istituto Nazionale della Nutrizione (http://www.inran.it/, è il sito ufficiale) da cui ho personalmente riassunto la seguente tabella che si riferisce a 100 gr di uova  (circa due uova private dal guscio)


Acqua (g)
Proteine (g)
Lipidi (g)
Carboidrati
Energia Kcal
Energia Kj
Piccolo
77,6
12,4
8,4
tr.
125
523,35
Medio
77,0
12,6
8,6
tr.
128
535,91
Grande
76,7
12,3
9,2
tr.
132
552,66
MEDIA
77,1
12,4
8,7
tr.
128
535,91


Nella prima tabella, estratta da http://www.torrinomedica.it/studio/TabellaLattosio.asp c'è l'incongruenza del bianco e del tuorlo che contengono lattosio e dell'uovo intero che non lo contiene, dopo aver controllato sia le tabelle dell'Istituto Nazionale per la Nutrizione sia le tabelle originali della USDA National Nutrient Database for Standard Reference, si può dire che le uova tal quali non contengono lattosio, ma le uova processate (dall'inglese processed) possono contenerlo poichè spesso sono "creamed" (contengono quindi latte) e/o "breaded" (che può contenere latte). Nel latte c'è il lattosio. 
Ritengo probabile che nel passaggio di informazioni da una fonte all'altra il "processed" sia andato perso. Purtroppo può accadere.
In Internet si può trovare tutto ed il contrario di tutto, ma bisogna sempre esercitare il buon senso e leggere le informazioni cum grano salis.
Ciò non toglie, come ho spiegato in precedenza, che chi abbia una deficienza degli enzimi proteolici possa non digerire facilmente non solo le proteine del latte, ma anche quelle provenienti da altri alimenti.
PS2: A seguito del commento di Francesca che trovate di seguito, rettifico ancora una volta che la tabella presente sul sito Torrino Medica presenta diverse incongruenze ed inesattezze, molto probabilmente per errori di traduzione. Infatti come per le uova, anche per i broccoli e altre verdure, se PROCESSED, possono essere presenti fonti di latte vaccino e di lattosio. I broccoli, come altre verdure, possono essere invece importanti fonti di calcio e quindi utili per coloro che devono eliminare il latte vaccino ed il lattosio dalla loro dieta.
Ritengo probabile che nel passaggio di informazioni da una fonte all'altra il PROCESSED sia andato perso. Purtroppo può accadere.
Oltre a consigliare caldamente di esercitare sempre il buon senso e leggere le informazioni cum grano salis, invito tutti coloro che passano di qua a leggere questo interessantissimo link
http://ibdcrohns.about.com/od/li/a/dblactose_2.htm
e anche questi
http://ibdcrohns.about.com/od/li/a/dblactose.htm
http://ibdcrohns.about.com/od/li/a/dblactose_3.htm
Ripeto, leggete sempre attentamente tutto il post anche se è lungo, ma soprattutto bisogna sempre esercitare il buon senso e leggere le informazioni cum grano salis.
Ciò non toglie, come ho spiegato in precedenza, che chi abbia una deficienza degli enzimi proteolici possa non digerire facilmente non solo le proteine del latte, ma anche quelle provenienti da altri alimenti.
Vi invito a leggere anche questo link dove si specifica che TUTTI I VEGETALI, quindi verdure ed ortaggi, FRESCHI, SURGELATI, INSCATOLATI MA SENZA ALCUNA AGGIUNTA DI LATTE VACCINO O SUOI DERIVATI SONO SENZA LATTOSIO
http://www.annecollins.com/list-of-lactose-free-foods.htm
Grazie!


domenica 8 agosto 2010

Torta fresca ricotta e mirtilli Casa Alice senza glutine senza latte vaccino...dall'archivio ... Casa Alice's Blueberry and ricotta cake gluten free cowmilk free

Sempre dal mio archivio…questa ricetta fu postata da .nima sul forum “L’angolo di Chicca” e la sottoscritta la rifece in versione gluten free e milk free.

Torta fresca ricotta e mirtilli Casa Alice senza glutine senza latte vaccino
Casa Alice's Blueberry and ricotta cake  gluten free cowmilk free



Ingredienti

500 g ricotta ovina (o di bufala o di capra o di soja)
3 cucchiai di farina senza glutine, io ad esempio usai solo farina di riso
200 g di zucchero di canna
4 uova  grandi extrafresche cat. 0
1 pizzico di sale
1 cucchiaino di vanilla bourbon tritata oppure zucchero vanigliato o se proprio non ce n’è, vanillina (anche se meglio utilizzare l’aroma naturale che il prodotto di sintesi)
1 limone le zeste (quindi solo limoni bio)
succo di ½ limone
a piacere mezza bustina di lievito consentito.
ho usato una tortiera da 24 cm con cerniera
Per la salsa di mirtilli o frutti di bosco:
200 g mirtilli o frutti di bosco misti (che io ho preferito e continuo a preferire ai soli mirtilli)
100 g zucchero di canna
1 limone le zeste (quindi solo limoni bio)

Procedimento

per la salsa uso la mia solita e ben sperimentata "non ricetta" ovvero 450 g di frutti di bosco surgelati Asiago food (a mio modestissimo parere sono i migliori) in una padella capace, copro con 8-10 cucchiai di zucchero di canna e le zeste, lascio sciogliere lo zucchero a fuoco medio, assaggio e se necessario aggiungo 2-3 cucchiai ancora finchè sento che non lega più i denti, poi lascio andare fino al bollore, spengo e lascio intiepidire.
All'inizio sembra molto molto liquida, intiepidendosi è perfetta e si mantiene benissimo.
Io però son sempre convinta che siano i frutti di bosco di questa marca che fanno davvero la differenza.
Questo ovviamente se non si hanno a disposizione frutti di bosco freschi!
Ed ecco l’impasto della torta!
Montate i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere un composto spumoso.
Unire la ricotta ben asciutta e setacciata**.
Unite quindi la farina, gli aromi e per ultimi gli albumi montati a neve.
Versate il composto in una teglia precedentemente imburrata ed infarinata e infornate per 40 minuti circa a 180°.
Servite la torta ricoperta di salsa, facendola penetrare bucherellandola con uno stecchino.
La torta viene piuttosto bassa ma comunque morbida e profumata, perciò aggiungere o non aggiungere il lievito non è un dilemma shakespeariano che potrebbe inficiare il risultato ;-).
Con un poco di lievito si conserva più leggera.
Io ricordo di averla servita così…giusto il tempo di uno scatto…poi mandibole e mascelle si sono fatte avanti…

**una ricotta ben asciutta. basta lasciarla in un colariso o in un colino a maglie fitte, posto dentro una terrina, in frigo e coperto per una notte; la vaccina tira solitamente fuori più liquido di una ovina o bufalina. Per la ricotta setacciata: o andate di setaccio oppure come faccio nel mio chaltron style in una terrina con una forchetta la si sbriciola e poi via di minipimer...



http://www.petitchef.it/tags/ricette/torta-mirtilli-ricotta
HERE YOU CAN FIND THE ENGLISH VERSION OF THIS RECIPE


§ per i celiaci e le persone gluten sensitive: accertarsi sempre che ci sia o la SPIGA SBARRATA  o l'apposita dicitura SENZA GLUTINE  come da regolamento CE 41/2009 e non dimenticare mai il discorso sulle tracce e cross-contaminazioni.


Questa ricetta partecipa al contest di Simona "Dolcemente privi di..." perchè è senza glutine, senza latte vaccino, senza lievito di birra
http://amiciallergici.blogspot.it/2012/09/ciao-tutti-oggi-do-il-via-al-mio-primo.html