Di questo esperimento avevo parlato nel post dei
Mediterranean Cheese Burgers.
Ho adattato a tutti i miei SENZA - senza glutine, senza
latte vaccino, senza lattosio, gluten free, dairy free, cow milk free –
un’altra ricetta presente nel libro “Il pane delle Dolomiti” di Richard Ploner,
sempre a pagina 32 come quella del pane integrale allo yogurt.
Rinnovo il mio pensiero: il libro di Richard Ploner è una ricca miniera d’oro!
Il mio rifare in versione sglutinata e priva di lattosio e proteine del latte ha dato sempre ottimi e saporiti frutti. Inoltre le ricette sglutinate, delattosate e slattate hanno avuto update memorabili.
SANDWICH SENZA GLUTINE SENZA LATTOSIO SENZA LATTE VACCINO
Ingredienti
200 g di Cereal Aproteica §
200 g di Despar Free (analogo della Farmo Low Protein) §
100 d di Nuova Terra per pane e pizza (che è Nutrifree) §
100 g di margarina senza grassi idrogenati, bio
400 ml di latte di soja senza lattosio e senza glutine §
1 uovo*
10 g di sale
3.5 g di lievito di birra liofilizzato
Farina per spolvero Cereal Aproteica
Per spennellare (io non l’ho fatto questa volta)
Uovo battuto con una presa di zucchero e sale
* l’uovo è presente nella ricetta originale glutinosa
§ per i celiaci e le persone gluten sensitive: accertarsi sempre che ci sia o la SPIGA SBARRATA o l'apposita dicitura SENZA GLUTINE come da regolamento CE 41/2009 e non dimenticare mai il discorso sulle tracce e cross-contaminazioni.#Ribadisco un concetto: uso farine senza glutine, senza lattosio, senza proteine del latte facilmente reperibili in qualsiasi supermercato
Procedimento
Ho impastato tutto nella planetaria. Ho messo le farine, il
lievito, il latte di soja tiepido ed ho impastato per almeno 5 minuti; poi ho
aggiunto la margarina morbida, l’uovo intero ed il sale ed ho impastato finchè
non si formata una palla morbida. Ho coperto il tutto con la pellicola e messo
a lievitare – sotto le coperte – per almeno due ore e mezza, anche tre ore.
Poi ho sgonfiato l’impasto e ho formato i sandwich, ovali.
Ho cotto in forno caldo a 200°C per 20-30 minuti, ovvero finchè bussando sotto
non suonassero vuoti.
Il tempo è funzione della forma del pane, ma anche del forno
di cottura. Inoltre, come ben descritto nel suddetto libro, i tempi e le
temperature sono relativi ai forni professionali, il consiglio che viene dato è
quindi di lasciare i tempi uguali e di alzare la temperatura di 10 – 20 °C
rispetto a quanto riportato.
Personalmente non alzo troppo la temperatura del mio forno e
preferisco cuocere qualche minuto di più, anche perché non è che i miei panini
siano tutti uguali uguali…
Ecco il risultato finale! Crosta lieve, morbidi al punto
giusto per un buon cheese burger! La prossima volta li faccio tondi e magari
sopra ci spolvero dei semini, così saranno proprio i panini per hamburgers!
Il pane è la poesia della cucina. Da materie prime, con pochi
semplici gesti si ottiene il pane, l’alimento fondamentale.
Vi saluto parlandovi di una raccolta di poesie di Ada
Negri, che ho finito di leggere qualche giorno fa.
Ada Negri è legata per me al
tempo delle scuole elementari, quando venivano date da imparare a memoria le poesie.
Forse ho davvero un cuore avventuroso, come diceva Chesterton e come è ribadito
nella pagina iniziale della raccolta.
Ada Negri è stata una piacevole scoperta;
ho dovuto leggerla e rileggerla, perché i suoi versi non mi sono risultati così
immediati, come quelli di Alda Merini o di Emily Dickinson – per me, leggere
entrambe è come respirare, sono cuori che parlano al mio cuore.
Ada Negri fu molto amata dalla critica, ma poi dalla
stessa censurata, tanto da dissolversi dalle pagine delle varie antologie
letterarie italiane. Non sempre il suo verso è di facile appiglio, si inerpica
sulla vita, nelle sue fessure per cercare non solo una risposta ideologica, non
solo una risposta politica, ma soprattutto una risposta etica, umana a quanto
accadeva nella Storia e nel Mondo. Credo però che fosse ben fornita di
disincanto per sapere che la risposta alla sua domanda è asintotica
all’infinito.
“[…]
Ognuno accorre con lena affannata
Verso il suo sogno e il suo dolore
[…]”
(da ll saluto Fraterno
di Ada Negri)