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domenica 14 giugno 2015

Quanti Modi di Fare e Rifare Patties di pesce senza glutine senza lattosio senza proteine del latte

Giorno afoso, una cuccia e un cane alla catena.
Poco più in là una ciotola ricolma d'acqua.
Ma la catena è corta e il cane non ci arriva

(W. Szymborska)

"Sto diventando sempre più vintage" dico, mentre mentre mi sventaglio cercando un po' di sollievo.
"Ah! Davvero? Pensavo stessi invecchiando. Anche con poco gusto. Era necessario il ventaglio-souvenir con la scritta I love Pisa?" rispondo la mia voce a bitchy.
"Lascia stare il ventaglio e ricorda che forma è uguale funzione. Questo è l'essenziale...poi, io intendo che sto diventando vintage, proprio come quelle signore d'antan che dicono una volta sì e l'altra pure che non ci sono più le mezze stagioni, che il caldo è anomalo, che non sopporto l'afa...et cetera, et cetera, et cetera..." ribatto io.
" D'altronde sei una signora di mezza età, che pretendi?" sibila la mia voce a bitchy.
"Oh...da quale pulpito...tu che sei di mezza età da...da sempre!... Oh, che fatica! Non riesco neanche a discutere con te, vista la fiacca che mi avvolge il cervello come nebbia fitta..." ribatto.
"Gelatino?" mi sussura la voce a bitchy.
"Sali minerali?" le rispondo di rimando.

Se non si fosse capito, io che adoravo il caldo e dormivo col piumone in luglio, da dodici anni a questa parte sopporto sempre meno il caldo, soprattutto l'afa, che mi ottunde qualsiasi possibilità di pensiero. 
Non lo sopporto a tal punto che solo il pensiero di uscire di casa ed entrare in quella serra tropicale estiva che è il "là fuori" prima mi manda in ansia e poi mi sfianca.
Nonostante questo, cucino.
Probabilmente, ho un'arteria di masochismo stagionale.
Stavolta, però cucino insieme ad una fantastica compagnia: quella della Cuochina e di tutte le amiche de Quanti Modi di Fare e Rifare.


Con grande dispiacere ho saltato parecchi appuntamenti golosi quest'anno, ma per farmi perdonare oggi ospito i Quanti nella mia cucina virtuale con una ricetta di Jamie Oliver da me rifatta ovviamente senza glutine, senza lattosio senza proteine del latte: Patties di Merluzzo di Jamie Oliver per il #FDR2014.
Credo che la scelta delle Cuochine Ornella e Anna sia stata foriera di buona fortuna, visto che poi sono stata anche ambassador per il #FRD2015.
Ecco la mia versione speciale per le Cuochine e le amiche dei Quanti

Patties di Salmone e Lenticchie senza glutine senza lattosio senza proteine del latte
per Quanti Modi di Fare e Rifare
Salmon and Lentil Patties gluten free dairy free milk proteins free
for  Quanti Modi di Fare e Rifare



Ingredienti
per 12 patties

600 g di salmone (una baffa)
250 g di Lenticchie di Castelluccio IGP
1 cipolla bionda bio
1 carota bio
4 fette di pan carrè senza glutine senza lattosio Schaer
pangratto senza glutine senza lattosio Nutrifree
sale fino 
aneto (secco) *
aglio orsino (secco) *
mentuccia (secca)*
olio di riso

ciotole, colariso, casseruola, robot da cucina Kenwood, pentola a pressione, cucchiai, forchette, padella
*ancora una volta ricordo che: per i celiaci e le persone gluten sensitive bisogna accertarsi sempre che ci sia o la SPIGA SBARRATA  o l'apposita dicitura SENZA GLUTINE come da regolamento CE 609/2013, che sostiuisce il regolamento CE 41/2009, da D.L 111/1992, da Regolamento di esecuzione CE 828/2014 e nota del Ministero della Salute prot. 600.12/A32/2861. Inoltre, per ulteriori informazioni leggere anche qui e non dimenticare mai il discorso sulle tracce contaminazioni e cross-contaminazioni. Per il lattosio e le proteine del latte controllare sempre le etichette e le diciture in esse presenti.

Procedimento

Ho scottato la baffa di salmone in acqua bollente per 5-6 minuti.
Ho poi spellato la baffa, tolto le spine e l'ho spezzettato con la forchetta
Ho sciacquato le lenticchie sotto l'acqua corrente nel colariso, dopo averle controllate per togliere eventuali residui.
Ho cotto le lenticchie nella pentola a pressione, con 1 cipolla bionda e 1 carota.
Nel frattempo ho messo a bagno in acqua il pan carrè raffermo.
Poi, ho scolato le lenticchie e le ho lasciate intiepidire.
In una ciotola ho messo il salmone spezzetato, le lenticchie, il pan carrè raffermo bagnato e ben strizzato e ho mescolato.
Ho aggiustato di sale e ho aggiunto l'aneto, l'aglio orsino e la mentucia. Poi ho mescolato ancora, aggiungendo anche 2 cucchiai di pangrattato.
Con le mani inumidite in acqua fredda ho formato le patties, che ho poi passato nel pangrattato.
Ho cotto le patties per 2-3 minuti per parte, in olio di riso caldo.
Una volta cotte, ho servito con insalata verde freschissima e qualche goccia di balsamico.



Il prossimo appuntamento dei Quanti ci vede nella cucina di Francesca di Voglio Vivere Così con i suoi Sofficini.
Mentre attendiamo, oltre a gustarci queste patties buone buone, un piccolo consiglio di lettura: La Ruga del Cretino di Andrea Vitali.
Sempre sulle sponde del suo lago, Vitali ci trasporta indietro nel tempo, tra medium e delitti inspiegabili, con l'incubo serial killer e con un personaggio d'eccezione: Cesare Lombroso, il creatore dell'antropologia criminale.
Lo stile inconfondibile di Vitali si sposa benissimo con questa atmosfera gialla, con un tocco di esoterismo.
Non mi resta che augurarvi buona lettura e buon appetito.
Al prossimo appuntamento!

domenica 8 marzo 2015

Quanti Modi di Fare e Rifare Maritozzi (senza lattosio senza proteine del latte senza glutine con lievito madre)

Diciasette anni e un giorno fa a quest'ora fervevano i preparativi per il matrimonio tra me e l'ingegner consorte.
In uno splendido  ed assolato pomeriggio romano di marzo l'ingegner consorte ed io ci siamo sposati. 
Credo di essere stata l'unica sposa che  invece di arrivare almeno 15 minuti dopo l'inizio della cerimonia, è arrivata ben 20 minuti in anticipo rispetto all'inizio della cerimonia!
Non mi faceva compagnia la voce a bitchy, ma mi sono rifutata di aspettare 35 minuti prima di poter entrare e ne ho aspettati solo 20.
E mi sono anche presa un gentile rimprovero dall'officiante - già da questo si intuisce che io e i preti andiamo poco d'accordo.
L'ingegner consorte era molto agitato, io che di solito mi lascio prendere dall'ansia e ho dei picchi di adrenalina da paura, ero rilassatissima.
L'unica sposa che è arrivata in anticipo, che rideva e che non si è commossa - si intuisce il perchè la voce a bitchy mi faccia compagnia.
Avremmo dovuto festeggiare ieri, ma il cucciolo che ormai è un ragazzo era ancora uno straccetto, a causa dell'attacco d'asma e del conseguente febbrone.
Ma festeggereno oggi...in realtà festeggiamo ogni giorno festeggiamo i momenti belli e brutti di questa nostra famiglia. Però, è stato davvero fantastico ricordare attraverso gli amici ed i parenti, che adesso sono lontati, ma che erano presenti, quei momenti!
Caso ha anche voluto che proprio in questi giorni di Marzo la ricetta dei Quanti Modi di Fare e Rifare fosse quella dei Maritozzi romani.
Non potevo non fare di tutto per essere presente.


Rifare questa ricetta con i miei senza  - senza glutine, senza lattosio, senza proteine del latte -  e con il lievito madre non è stata una passeggiata. Anzi!
La prima versione è venuta una gran schifezza: acida, non lievitata e impossibile da mettere in forno. Eppure il lievito madre era stato appena rinfrescato.
Quindi, in fretta ed in furia sono corsa ad impastare una seconda volta, senza star troppo a pensare e con le farine che avevo a portata di mano, perchè se avessi pensato troppo non avrei partecipato neanche questa volta. 
Ecco quindi la mia versione.

Maritozzi romani senza lattosio senza glutine senza proteine del latte con lievito madre
per Quanti Modi di Fare e Rifare
Roman Sourdough Maritozzi dairy free gluten free milk proteins free 
for Quanti Modi di Fare e Rifare


Ingredienti (II tentativo)
per 6 maritozzi

150 g di lievito madre appena rinfrescato
300 g di farina MixIt DS senza glutine senza lattosio
150 g di farina Farmo Low Protein senza glutine senz lattosio
300 ml di latte di soja senza glutine senza lattoso
70 g di zucchero di canna integrale
10 g di olio extravergine di oliva bio
farina MixIt Ds per lo spolvero
acqua e zucchero di canna integrale

200 ml panna di soja senza glutine e senza lattosio
cioccolato fondente senza glutine e senza lattosio

ciotola della planetaria, frusta a gancio, frusta per montare, bilancia, ciotola, leccapentola, alluminio per alimenti, spatole, teglia per forno, staccante senza glutine per teglie,  sacca da pasticcere, beccuccio, tagliere, coltello, griglia per dolci.

* ancora una volta ricordo che: per i celiaci e le persone gluten sensitive bisogna accertarsi sempre che ci sia o la SPIGA SBARRATA  o l'apposita dicitura SENZA GLUTINE come da regolamento CE 609/2013, che sostiuisce il regolamento CE 41/2009, da D.L 111/1992, da Regolamento di esecuzione CE 828/2014 e nota del Ministero della Salute prot. 600.12/A32/2861. Inoltre, per ulteriori informazioni leggere anche qui e non dimenticare mai il discorso sulle tracce contaminazioni e cross-contaminazioni. Per il lattosio e le proteine del latte controllare sempre le etichette e le diciture in esse presenti.


Procedimento

Ho pesato il lievito madre appena rinfrescato nella ciotola della planetaria e ho aggiunto le due farine e lo zucchero.
Poi ho aggiunto il latte di soja intiepidito e l'olio extravergine di oliva.
Con la frusta a gancio, a bassa velocità, ho amalgato il tutto aumentando piano piano la velocità.
Una volta che tutto l'impasto era ben amalgamato, morbido e liscio, con un leccapentola l'ho passato in una ciotola.
Ho coperto la ciotola, senza sigillarla con dell'alluminio, e ho lasciato l'impasto 1 ora a temperatura ambiente, poi l'ho messo in frigo per tutta la notte.
La mattina successiva, alle 7, ho tirato fuori dal frigo l'impasto e l'ho lasciato un'ora a temperatura ambiente. 
Poi, ho spolverato il piano con della farina e vi ho rovesciato l'impasto.
Ho dato una piega con l'aiuto della spatola, visto che l'impasto era piuttosto morbido; sempre con la spatola, ho diviso l'impasto in sei parti di uguale peso
Ad ognuna ho dato la forma allungata e ovale del maritozzo.
Ho messo i sei pezzi nella teglia, precedentemente spruzzata con lo staccante senza glutine.
Ho fatto lievitare un'altra ora, mentre il forno arrivava alla temperatura di 200°.
Trascorso questo tempo, ho spennellato con acqua la superficie dei maritozzi e li ho spolverati con lo zucchero** ed ho infornato.
Ho fatto cuocere 10 minuti a 200°C e 5 minuti a 190°C.


Una volta cotti, li ho messo a raffreddare su una griglia per dolci.
Dopo una decina di minuti li ho tagliati per far raffreddare anche l'interno.
Mentre si raffreddavano i maritozzi, con la frusta per montare ho montato la panna di soja nella planetaria.
Con il coltello, ho ricavato dei trucioli di cioccolato.
Ho riempito la sacca da pasticcere con la panna e ho riempito i maritozzi.
Infine, ho decorato con i trucioli di cioccolato.
Eppoi...gnam!

Secondo me, la ricetta si può migliorare assai. Inoltre, ho fatto un errore (**): non dovevo spennellarli prima di infornarli, ma dopo; facendo così si sono crepati, sebbene fossero morbidi e ben alveolati, tanto che la panna che sembrava tantissima, era invece della giusta quantità.
La dolcezza della panna, comunque, si è ben stemperata nella pasta del maritozzo e nella nota di cioccolato fondente.
Ci riproverò!
Anzi, aspetto consigli e ricette da provare!
Intanto, porto questo esperimento nella casa di Terry, che ospita #Panissimo27, creato dalle eccezionali Barbara e Sandra





domenica 6 aprile 2014

Quanti modi di Fare e Rifare LA TORTA PASQUALINA

Non sempre riesco a partecipare a questo appuntamento dei Quanti, che riunisce tante splendide persone e altrettanto splendide ricette, ma questa volta ce l'ho fatta!


Per questo appuntamento siamo a casa di Carla, Un'arbanella di Basilico, una amica blogger davvero speciale che propone sempre splendide ricette e meravigliosi racconti. Carla ci propone un classico della tradizione ligure, la Torta Pasqualina, che ho reinterpretato con i miei senza.

Torta Pasqualina senza glutine senza latte vaccino
Ligurian Easter Tart gluten free cow milk free



Ingredienti per una torta da 24 cm di diametro


200 g di farina MixIt Ds #
150 g di farina di grano saraceno senza glutine #
150 g di farina di mais di Storo senza glutine #
2 cucchiaini di mix di fiori Sonnentor senza glutine senza lattosio senza proteine del latte #
7 g di xantano
6 g di sale fino
70 g di olio di riso
350 ml di acqua tiepida

Per il ripieno

400 g di ricotta di capra bio, ben scolata
400 g di spinaci novelli saltati con spicchio d'aglio (che poi viene tolto) e cipolla tritata
1 tuorlo d'uovo extrafresco grande, cat. O
noce moscata grattuggiata al momento con Microplane

# ancora una volta ricordo che: per i celiaci e le persone gluten sensitive bisogna accertarsi sempre che ci sia o la SPIGA SBARRATA  o l'apposita dicitura SENZA GLUTINE come da regolamento CE 41/2009 e non dimenticare mai il discorso sulle tracce contaminazioni e cross-contaminazioni

stampo da 24 cm a fondo apribile
spray antiaderente per teglie
tagliabiscotti a forma di colomba
farina di riso per lo spolvero

Procedimento

L'ho fatta riposare in frigo abbondantemente.
Poi, ne ho presa metà dose, che ho steso piuttosto sottile, e ho foderato lo stampo precedentemente spruzzato con lo spray antiaderente. La pasta matta così fatta si stende facilmente, è molto rustica, sebbene l'aggiunta del mix di fiori gli dia un aroma particolare;  invece di creare vari strati di sfoglia come richiede la tradizione, ne ho fatto uno. Ho rifilato per bene i bordi e ho steso nuovamente la pasta avanzata; con il tagliabiscotti a forma di colomba ho tagliato una colomba di pasta da mettere al centro della torta.
Sul fondo della torta ho messo la metà degli spinaci novelli, precedentemente saltati con aglio e cipolla tritata finemente.
Ho fatto riscaldare il forno in funzione ventilata con la resistenza in basso accesa, così da poter cuocere bene anche il fondo, a 200°C.
In una terrina ho mescolato la ricotta di capra ben scolata con la noce moscata; ricordo che il latte di capra per la sua composizione è generalmente ben tollerato da chi è intollerante alle proteine del latte vaccino (intolleranza secondaria al lattosio).
Ho steso tre quarti della ricotta di capra sopra gli spinaci.
La restante ricotta è stata mescolata con gli spinaci rimanenti, che hanno formato l'ultimo strato di ripieno.
Ho posto al centro della torta la colombina di pasta e in alto, sopra la colombina, ho fatto una fossetta dove ho posto il tuorlo d'uovo.
Un cielo Pasquale.




Ho infornato la torta e ho abbassato la temperatura a 190 °C. La torta va cotta 35-40 minuti circa. 
Dopo circa 10 minuti, ho coperto la superficie con un foglio d'alluminio, per far si che il tuorlo non bruciasse o non scoppiasse.
Una volta cotta, ho lasciato la torta in forno spento per 10 minuti circa, poi ho aperto lo stampo e l'ho posta su una griglia per dolci.

Con la restante pasta matta ho fatto i soliti salatini, che ho cotto mentre cuoceva la torta.
Ci siamo gustati torta e salatini.
Che dire? Ottima!
E' piaciuta a tutti. Non è la ricetta originale della Torta Pasqualina, è la versione con alcuni senza, ma ci ha messo davvero d'accordo tutti.
Grazie mille Carla e con vero piacere a questa torta abbino un giallo molto bello, una delle avventure di Flavia De Luce, The Sweetness at the Bottom of the Pie.
Voi che libro ci abbinereste alla vostra Pasqualina?

Il prossimo appuntamento di Quanti Modi di Fare e Rifare è il 6 maggio con una splendida versione di un grande classico: Mini Quiches Lorraine da Profumo di Zenzero e Cannella.

Arrivederci alla prossima, allora!
Bon àppetit!

lunedì 24 febbraio 2014

Stracotto di manzo con polenta di mais bianco senza glutine senza lattosio senza latte vaccino ... Beef Stracotto with white polenta gluten free dairy free milk proteins free. Un ringraziamento speciale per Daniela e le ricette di Quanti Modi di Fare e Rifare

Sottotitolo: La cucina è una bricconcella; spesso e volentieri fa disperare, ma dà anche piacere, perché quelle volte che riuscite o che avete superata una difficoltà, provate compiacimento e cantate vittoria (Pellegrino Artusi)



Ieri, domenica, il sole ci ha svegliato e questo ci ha messo subito di buonumore. 
Era un po' che non c'era una domenica col sole, con il cielo azzurro e terso che incornicia le montagne sullo sfondo.
Così, per ovviare alla sua mancanza, mi son spesso ritirata in cucina a preparare io il sole per tutti e tre  - la micia se la gode sempre, non fa testo! 
Proprio qualche settimana fa, con l'uggia a farci compagnia, ho preparato questo piatto che Daniela, l'amica no blogger della Cuochina di Quanti Modi di Fare e Rifare, aveva proposto in uno degli appuntamenti dei Quanti, ai quali non ero riuscita a partecipare.
Questo è il piatto della domenica per eccellenza. Mentre fuori pioveva, in casa con questo piatto c’era davvero il sole! Mi dispiace non averlo preparato all'appuntamento stabilito, però è un piatto che ormai è della nostra tradizione famigliare. Grazie Daniela!

Stracotto di manzo con polenta di mais bianco 
senza glutine senza lattosio senza latte vaccino 
Beef Stracotto with white polenta 
gluten free dairy free milk proteins free.

Ingredienti

1,5 kg di arrosto della vena o pezzo della vena, adatto per stracotti e brasati (oppure cappello del prete)
2 carote bio tagliate a rondelle
1 gamba di sedano bio, tagliata a pezzettoni, comprese le foglie
1 cipolla rossa bio piuttosto grande, altrimenti 2 cipolle rosse bio di media grandezza
½ cucchiaino di mix di fiori e spezie Sonnentor senza glutine #
1 tubetto di triplo concentrato Mutti (da 185 g)
vino rosso – per me 1 bottiglia di Raboso Veneto frizzante IGT Terre Grosse
brodo vegetale se necessario
olio extravergine di oliva taggiascha DOP
sale dal mulinello
pepe dal mulinello
farina Mix It DS senza glutine senza lattosio senza proteine del latte #

Per accompagnare: polenta di mais bianco senza glutine senza lattosio senza proteine del latte #

# per i celiaci e le persone gluten sensitive: accertarsi sempre che ci sia o la SPIGA SBARRATA  o l'apposita dicitura SENZA GLUTINE come da regolamento CE 41/2009 e non dimenticare mai il discorso sulle tracce contaminazioni e cross-contaminazioni




Procedimento

Ho omesso l’aglio dalla ricetta originale di Daniela.
Per gli arrosti e i brasati uso la pesciera della Barazzoni, ricevuta in regalo quando io il consorte convolammo a nozze. 
Ho lavato tutte le verdure necessarie, che provengono sempre dal mio fido spacciatore di verdure Giovanni, agricoltore biologico tra Mogliano e Casale sul Sile.
Quindi ho sciacquato il pezzo di carne, l’ho asciugato e l’ho infarinato con la farina senza glutine senza lattosio senza proteine del latte.
Ho messo l’olio extravergine sul fondo della pentola, assieme a mezza cipolla rossa tagliata a rondelle. Poi ho aggiunto la carne, che avevo precedentemente massaggiato con sale e pepe. Ho fatto sigillare la carne e ho aggiunto il resto delle verdure. Ho lasciato rosolare poi ho aggiunto due bicchieri abbondanti di vino rosso ed infine il triplo concentrato di pomodoro. Ho lasciato cuocere per tre ore abbondanti il tutto, a fiamma dolce e bagnando di tanto in tanto con il vino rosso e brodo vegetale.
Una volta cotto, ho fatto riposare la carne in un piatto, coperta. Con il minipimer ho frullato il sugo di cottura.
Ho tagliato la carne e l’ho servita in un piatto da portata capiente, accompagnandola con il suo sugo e la polenta di mais bianco.



A questo piatto accompagno un libro che ho molto amato e che rileggo sempre con piacere, Creature Grandi e Piccole di James Herriot, il primo dei suoi libri, agli albori della sua carriera di veterinario, tra agricoltori, allevatori e animali lassù nei Dales. Come lui gustava il roast beef con Yorkshire pudding la domenica, non ci siam gustati un ottimo stracotto con polenta e per finire anche un buon libro.
Voi che libro ci abbinereste?
Buona settimana e sorrisi per tutti :-D

giovedì 6 giugno 2013

Quanti Modi di Fare e Rifare Canederli Verdi senza glutine senza latte vaccino...Spinach Knoedel gluten free cow milk free

♫♪♫ "Quanta fretta
ma dove corri...
dove vai?"♪♫♪

così cantava nel lontano 1982 Edoardo Bennato...
Questa canzone mi è venuta in mente martedì pomeriggio, mentre preparavo le fragole per la cena con i miei ragazzi  - non posso più chiamarli i miei bimbi, crescono! - e pensavo che dovevo preparare i canederli verdi di Antonella, del blog Sapori in Concerto.
Eh già...siamo all'appuntamento giugnolo di Quanti modi di Fare e Rifare.

Non volevo mancare...certo è che tutto ha remato contro, perché tra lavoro e salute è un periodaccio. Se il più bel vestito che si può indossare è il buonumore, beh...il mio non solo si è smarrito in fondo all'armadio, ma deve essere anche l'armadio di qualcun altro...
Comunque, se dopo il temporale arriva l'arcobaleno, considerati gli eventi atmosferici prima o poi un arcobaleno splenderà...
Sistemate le fragole e controllata la lievitazione della focaccia per la cena, mi sono messa all'opera per preparare i canederli verdi, che sono anche conosciuti come knoedel con spinaci. 
Ovviamente li ho preparati senza glutine e senza latte vaccino ;-)

CANEDERLI VERDI SENZA GLUTINE SENZA LATTE VACCINO
SPINACH KNOEDEL GLUTEN FREE COW MILK FREE


Ingredienti
* ho fatto metà della dose della ricetta data da Antonella

500 g di spinaci surgelati
4 fette di pane senza glutine e senza lattosio e proteine del latte (ho usato il pane del casale DS che ha anche della farina di grano saraceno per avere un gusto più rustico)§
1 uovo
sale
formaggio latteria di capra (preso sempre dal caseificio di fiducia) q.b.
due cucchiai di farina senza glutine e senza lattosio (ho usato la Farmo)§


Procedimento

Ho lessato gli spinaci, o meglio ho fatto bollire l'acqua e ho poi buttato i cubetti di spinaci ancora surgelati.
Li ho scolati bene e li ho lasciati raffreddare un poco.
In una terrina ho messo gli spinaci, l'uovo ed il sale; ho amalgamato il tutto aiutandomi anche con il minipimer, senza però ridurre a purea.
Ho aggiunto i due cucchiai di farina senza glutine.
Ho tagliato le fette di pane a cubetti e ne ho mescolato metà con gli spinaci.
L'impasto era ancora molto molle e quindi piano piano ho aggiunto anche il resto dei cubetti di pane.
Ho tagliato il formaggio a cubetti, 100 g circa.
Ho aggiunto anche il formaggio agli spinaci.
Poi, mentre l'acqua in una capace casseruola raggiungeva il bollore, con le mani umide, ho formato delle palle piuttosto grandi.
Antonella dice che i canederli possono variare dalla dimensione di una palla da golf a quella di una palla da tennis. Verissimo!
Ho buttato i canederli, pochi per volta, e ho atteso che tornassero a galla, segno che sono pronti per essere scolati.
Li ho scolati con una schiumarola, posti in un piatto, ricoperti con del formaggio latteria di capra grattugiato grossolanamente.
Ho poi passato il piatto velocemente nel MW alla massima potenza, una manciata di secondi è sufficiente a fondere il formaggio.
Poi l'assaggio!

I miei due uomini ADORANO i canederli, anzi i knoedel :-D 
Quando andiamo in montagna, li mangiano in tutti i modi; il cucciolo li adora conditi con i finferli, il consorte li mangia volentieri come li servono al Berg Kristal, con una fantastica insalata di cavolo cappuccio, condita con olio, sale, molto pepe e kümmel. Quindi sono due giudici severi...l'assaggio l'ha fatto subito il cucciolo...
Dopo averne mangiato metà, mi ha detto "buono!".
Avete presente Crozza che imita Bastianich di Master Chef? Bene, mi aspettavo di sentirmi dire "Vuoi che muoro???"...
Che ansia!!!
Invece ha detto "buono"! Evviva!
Nonostante la fretta l'esperimento è riuscito! Grazie Antonella!
Mi dispiace solo che la qualità della foto non faccia capire l'immensa bontà del prodotto...tutta colpa mia!
Anche a me piacciono i knoedel - ho un debole per la gastronomia altoatesina e austro ungarica! - ma quelli glutinosi non posso mangiarli, quindi imparare a farli significa rifarli, rifarli, rifarli, rifarli... ;-)
...e mangiarli, ovviamente!
Per la mia silhouette forse era meglio non imparare a farli...:-(

Comunque provateli, la ricetta di Antonella è davvero spettacolare e sglutinarla è stato un vero piacere!
Bon appetit!

Alla prossima volta...tutti a casa di Soleluna per preparare insieme la sua galantina!

lunedì 6 maggio 2013

Quanti modi di fare e rifare La Bughatsa dolce di Salonicco (in questo caso senza glutine senza lattosio senza latte vaccino)

Sottotitolo: Dove osa la Chaltron woman

Eccoci al consueto appuntamento con Quanti modi di fare e rifare!
Oggi siamo volati fino in Grecia da Marina che nel suo laboratorio ci ospita per preparare tante versioni diverse ma buonissime della Bughatsa dolce di Salonicco.
Sglutinare e delattosare del tutto questa ricetta è stata una sfida non da poco per la sottoscritta chaltron woman!
Di solito ad osare sono le aquile, invece stavolta è toccato alla chaltron woman volare alto, osando l'inosabile...
Ecco il risultato!

Bughatsa dolce di Salonicco senza lattosio senza glutine senza latte vaccino - Salinka Sweet Bughatsa gluten free dairy free cow milk free


Ingredienti per la pasta sfoglia

200 g di farina per dolci e pane Pauly §
50 g di farina senza glutine Cereal aproteica §
125 g di farina di riso §
5 g di xantano
1 cucchiaio da tavola di aceto di mele bio (uso il Germinal che ha un gusto delicato)
2 cucchiai da tavola di olio di riso (che ha un gusto neutro)
1 cucchiaino di sale §
200 g di margarina senza grassi idrogenati senza lattosio
farina per spolvero sempre farina senza glutine per dolci e pane Pauly §

Ingredienti per la crema
Ne ho fatta metà della dose di Marina

250 ml di latte di soja senza glutine §
50 g di zucchero di canna
1 cucchiaio e mezzo di maizena - amido di mais §
1 tuorlo (io uso di solito uova extrafresche grandi, BIO, cat. 0 o cat. 1 con soli mangimi naturali)
1 cucchiaino di vanilla bourbon § 
1 cucchiaino di cannella in polvere §

per spennellare
un tuorlo
zucchero di canna

§ per i celiaci e le persone gluten sensitive: accertarsi sempre che ci sia o la SPIGA SBARRATA  o l'apposita dicitura SENZA GLUTINE come da regolamento CE 41/2009 e non dimenticare mai il discorso sulle tracce cross-contaminazioni.

Procedimento

Come ho fatto la pasta sfoglia - giorno 1
La chaltron woman ha fatto un sacco di cose nella sua vita in cucina, anche incredibili nella sua vita glutinosa - che ci crediate o no -, ma mai aveva fatto la pasta sfoglia. 
Perchè voler provare a farla nella sua vita sglutinata e delattosata?
Perchè altrimenti le mie due vocine a e b non avrebbero ragione d'essere...ovvio!
Beh...diciamo che questo potrebbe essere un buon motivo...un altro è che avevo bisogno di una prova, di uno stimolo, di un ghiribizzo che mi facesse uscire da un certo impasse...sì, certo...ci sono modi più semplici, più facili...ma mica sono chaltron woman per caso.
In un momento di tregua del mio lupo mannaro, il primo maggio ho impastato la pasta sfoglia, seguendo le indicazioni di Marina (qui e qui). 
Per come comportarmi, per i giri, il riposo ecc. sono andata dalla mia amica, provetta cuoca e pasticcera, Sonia che aveva già fatto con brillante successo la pasta sfoglia senza glutine.
Io però dovevo pure farla senza lattosio e non potevo usare la farina usata da Sonia. Quindi ho fatto una cosa davvero professionale...HO INCROCIATO LE DITA E HO PROCEDUTO!
Tra le spiegazioni di Marina ed il tutorial di Sonia a sera inoltrata sono comunque riuscita ad avere il mio panetto di pasta, con tutti i suoi giri!
Come aveva già detto Sonia nel suo tutorial, ovviamente nulla ha a che vedere con la pasta sfoglia glutinosa...dovevo vedere solo quanto non aveva a che vedere...

Tra il fare la sfoglia e la crema c'è stato un intervallo, un esame per il lupo mannaro con effetti collaterali. Poi mi sono rimessa e quindi il 3 maggio ho detto alle mie due voci "girls, c'abbiamo una bughatsa da portare a termine...ai cucchiai!"

Come ho fatto la crema  - giorno 2
Ho mescolato il tuorlo con lo zucchero di canna, la cannella in polvere, la vanilla bourbon. Poi ho aggiunto il latte di soja freddo, sempre mescolando. Infine ho aggiunto la maizena sempre mescolando. Ho messo sul fuoco e sempre mescolando ho atteso che si addensasse. 
E' venuta di colore più scuro per la presenza sia dello zucchero di canna sia della cannella.
Credo si sia addensata un po' troppo...non ho ricordato che il latte di soja ha abbastanza lecitina e quindi potevo rimanere un pelo indietro con la maizena.
Ho messo la crema in una ciotola, in frigo perchè fosse ben fredda.

Come ho allestito la bughatsa - giorno 2
Ho preso il panetto di pasta sfoglia e l'ho diviso in tre parti. 
Ho steso la prima parte, aiutandomi con la carta da forno e la farina senza glutine Pauly. Si stendeva bene e non aveva odori particolari. Ho steso sulla pasta la crema freddo, chiuso a libro il lato lungo, sigillato i lati corti e ho messo la bughatsa sulla teglia con le chiusure verso il basso.
Mi sono aiutata con un altro foglio di carta da forno.
Con il secondo terzo ho fatto un'altra boughatsa e ho proceduto nello stesso identico modo.
Ho fatto dei tagli diagonali sulla superficie di entrambe le bughatse e ho spennellato con il tuorlo d'uovo sbattuto con lo zucchero di canna.
Con il terzo terzo ho fatto delle girandole che ho spennellato sempre con il tuorlo sbattuto con lo zucchero.
Ho messo le bughatse in forno già caldo a 220°, poi dopo dieci minuti ho abbassato la temperatura a 200° e ho lasciato cuocere finchè non sono state belle colorite. A metà cottura ho pennellato nuovamente con tuorlo e zucchero per dargli più colore.
Una volta sfornate, mi sono accorta che non avevo zucchero a velo, quindi una è rimasta nature e l'altra l'ho spolverata con cannella.
Ecco qua le mie bughatse SENZA lattosio, glutine e latte vaccino!


Impressioni!
Allora la mia pasta sfoglia NON è  come quella glutinosa, forse non è neanche come quella sglutinata fatta da Sonia, non ha sfogliato granchè...però posso dire con  grande certezza che ho riprodotto la sorella gemella della sfoglia senza glutine e senza lattosio, in vendita surgelata ed in scatola gialla e blu!
Anzi, la mia è meglio, perchè non è così oleosa, si è cotta bene e profumava di sfoglia! Non si è rotta, è rimasta in forma...non so se riproverò a farla, ma posso dire che il sei meno meno in pasta sfoglia senza glutine e senza lattosio la chaltron woman l'ha portato a casa ;-) !!!
La crema come ho già detto potevo farla un pelo meno densa, però in cottura si è ammorbidita il giusto e la cannella al suo interno ha reso il binomio pasta e crema molto piacevole. Il cucciolo mi ha chiesto cosa avevo messo nella crema - si è accorto subito del profumo diverso -, gliel'ho detto e mi ha risposto che era molto buona così. Nonostante fosse febbricitante e con poco appetito se n'è fatta fuori una bella fetta ancora calda.
Sì...la crema ha risollevato le sorti della chaltron woman...io e le mie voci abbiano deciso che in fondo un bel sette ce lo meritiamo!

La prossima volta dove andiamo per Quanti Modi di Fare e Rifare?


Buona giornata a tutti ♥

domenica 7 aprile 2013

Quanti Modi di Fare e Rifare gli Strangulaprievet (in questo caso senza glutine, senza latte vaccino e quasi senza lattosio ;-) )

Piccolo inciso: il post doveva essere pubblicato alle ore 9.00 del giorno 6 aprile...io, come al solito, sono arrivata sul fil rouge, così tanto rouge da essere rovente, ma avevo programmato il post...che è successo? a me lo so - il mio trigemino lupo mannaro ha fatto compagnia alla sua amica emicrania, mica poteva lasciarla a soffrire di solitudine - al blog non lo so, perchè tra il mio stato ed internet ballerino il computer l'ho acceso stamane...e ovviamente il post non c'era :'(...
Quindi stavolta ci sono con il fuso orario però...scusatemi!

Pant...pant...sbuff...sbuff...pantpantpant...sbuffsbuff...pant...
No...non sono diventata improvvisamente futurista, ho solo corso parecchio per poter riuscire a fare questi strangulaprievet con tutti i miei senza.
Ho corso più del solito perchè al lavoro c'è stata una serie di situazioni che mi han fatto chiaramente capire che il dono di poter parlare con qualsiasi essere vivente non ce l'ho - certi strumenti possiamo considerarli  come indipendenti dai voleri dell'operatore? claro que sì! -...che il dono dell'ubiquità manco lo devo sognare, e per la bilocazione idem...insomma una settimana cortissima ma densamente intensa! Però stavolta non potevo mancare di nuovo all'appuntamento con le Quantiste e quindi eccoci!

La ricetta è STRANGULAPRIEVET Senza Glutine, Senza Latte Vaccino, quasi Senza Lattosio


Oggi siamo tutte a casa di Babà che Bontà!
La ricetta l'ho rifatta in una versione che prelude alla primavera, che vuole ricordare e onorare momenti e amiche, che è fatta in fretta, con tutti i SENZA, ma CON MOLTO GUSTO!

Ingredienti
per la pasta:
400 g di farina senza glutine -io ho utilizzato la farina senza glutine per pasta che mi era avanzata tempo fa, è la farina de L'Altro Gusto
acqua q.b
sale con spezie per caprese§

per il sugo
polpa di pomodoro bio
3-4 acciughe sott'olio ben scolate
olio extravergine d'oliva della mia amica Paula ♥
origano turco gentilmente regalatomi dalla mia amica e collega Roberta ♥
uno spicchio d'aglio in camicia
sale

Facoltativo: formaggio grattugiato Gran Capra di solo latte di capra biologico, proveniente da San Martino in Tirolo ♥

§ per i celiaci e le persone gluten sensitive. accertarsi sempre che ci sia la spiga sbarrata o l'apposita dicitura senza glutine come da regolamento CE 41/2009 e ricordarsi sempre il discorso sulle tracce e le  cross-contaminazioni


Procedimento
1) Ho impastato la farina senza glutine per pasta, mescolata con del sale con spezie per caprese, con acqua sufficiente a formare una palla
2) ho fatto i filoncini e più che strangulapreviet i miei sono strangola-cardinali, tanto sono belli pasciuti. Piccolo inciso: mio figlio, il cucciolo, quando gli ho detto che facevo gli strangulaprievet mi ha chiesto: " che sono?"
e io..."strangulapreviet sono strangolapreti...sono come degli gnocchetti..."
allora il cucciolo ha esordito "guarda che gli strangolapreti non sono gnocchetti, sono lunghi, un po' stretti...poi chiamali strozzapreti...poi non mi piacciono tanto, perchè non fai gli gnocchetti?..."
Mi dà lezioni culinarie e fa pure i menù, fa...
Cuore di mamma, acqua che bolle, il tempo che stringe sempre di più, i miei due uomini affamati...ecco gli strangolacardinali!
3) tra uno strangolacardinale e l'altro, ho messo su il sughetto...uno spicchio d'aglio in camicia, polpa di pomodoro bio, di quella che piace a noi, olio evo  - che profuma di limoni, di mare, di blu, di amicizia - delle acciughine belle diliscate che poi si sciolgono nel sughetto...ed infine l'origano turco direttamente da Istambul, regalo di Roberta...un profumo inebriante! Come non metterlo assieme al sughetto? 
4) acqua che bolle, via alla cottura degli strangolacardinali...il sughetto è pronto, profumato, godurioso, che sa di mare, di sole - ci sta benone dopo il temporale di ieri!
5) fin qui la ricetta sarebbe stata con tutti i miei SENZA:  no glutine, no lattosio, no latte vaccino...ma, ogni volta che aprivo il frigo, quel pezzo di gran capra mi chiedeva quando lo avrei usato...potevo non unirlo a questo convivio di amici e ricordi?
Chi sono io per poter separare unioni di sapori e memoria che nascono in cielo?
Quindi sui miei strangolacardinali una bella spolverata di Gran Capra!
6) CONNUBIO FANTASTICO!

Se i nostri politici si mettessero d'accordo come fanno gli ingredienti nella mia cucina, signori cari avremmo un governo fantasmagorico...ma la mia cucina non è Montecitorio e i nostri politici non sono ingredienti che userei volentieri in cucina...non tutti almeno...quindi, a casa mia ci godiamo questo piatto che bisognerà che rifaccia - ci sono piaciuti tantissimo! - e povera Italia non c'ha governo...

Ecco! Seppur di corsa ho partecipato con una versione completamente inconsueta all'appuntamento delle Quantiste! Chiedo scusa a Babà che Bontà per essermi indegnamente introdotta nella sua cucina, aver stravolto i suoi strangulapreviet, non aver dato onore al suo splendido ragù napoletano, che ha descritto poeticamente, spero mi perdoni!
Il prossimo appuntamento?
Ci vediamo il 6 di maggio con le Cuochine e le Quantiste tutte a casa di Il laboratoriodi mmskg per preparare la Bughatsa dolce di Salonicco

Vi saluto con un mio piccolo tanka, buona giornata!
Da Chinese Ink Painting - Tang Wenxuan
"Turbinio d'ali
accarezza pensieri
spontaneamente

l'aria è dipinta con
acquarelli d'anima"

domenica 6 gennaio 2013

Quanti modi di fare e rifare Baci di dama di Artù...senza glutine, senza lattosio senza latte vaccino♥

Sottotitolo: stavolta la ricetta c'è e ci sono pure le foto!


Ogni promessa è debito e come avevo detto nel post precedente, eccomi qua anche io con tutte le altre quantiste!
E' bello poter entrare in casa di nuove amiche con cortesia, serenità e gioia, soprattutto quando chi entra è una sglutinata chaltron woman come me, che non appena legge una ricetta ha due voci che gridano tra di loro

" non ce la puoi fare! (voce a)"
 ..."sta zitta! devo sostituire il latte ed il burro (voce b)"...
"ma sei troppo chaltron per questa ricetta (voce a)"...
"sssshhhh, che sto pensando a che miscela di farine devo utilizzare...mi serve la calcolatrice...(voce b)"
..."non ce la farai mai! (voce a)"
..."devo calcolare un 30% in meno, poi ci sono gli amidi...sta zitta che altrimenti non assaggi manco un pezzetto...(voce b)"
"guarda che sono a dieta e dovresti farlo anche tu (voce a)"
..." io sono a dieta, ma non sono acida come te e quindi taci :-P (voce b)"...

Sì, lo so...oltre ad essere chaltron sono un'interessante caso psicologico, ma adesso ciancio alle bande e bando alle ciance e parliamo della mirabolante ricetta di Artù

Baci di Dama

Questa ricetta avrà un epilogo, ma anche una piccolissima premessa...non amo le nocciole, perchè van poco d'accordo con lo stomaco, non ho mai fatto questi magnifici biscotti nella mia passata vita glutinosa ( suona molto karma style tutto ciò...) e quando li faccio???
Ma ovviamente quando glutine e latte e co. sono come i paletti di frassino per i vampiri e le pallottole d'argento per i licantropi...altrimenti il brivido chaltron come me lo creo???
Questa è tutta colpa della voce b...sapevatelo

Ingredienti ovvero cosa ci ho messo per il senza glutine e senza latte vaccino e derivati

100 g di nocciole (con la pellicina)
150 g di mandorle (senza pellicina)
250 g di zucchero semolato
140 g di margarina (NO grassi idrogenati, NO lattosio, NO coloranti)#
130 g di MIX B§
50 g di farina di riso §
(+ farina di riso per spolvero q.b.)§
50 g di farina di quinoa§
80 gr di amido di mais§
3 g di xantano (gomma xantano)*
2-3 cucchiai di latte di soia§
1 cucchiaino di vanilla bourbon§
cioccolato fondente§
burro di cacao§

§ per i celiaci e le persone gluten sensitive: accertarsi sempre che ci sia o la SPIGA SBARRATA o l'apposita dicitura SENZA GLUTINE come da regolamento CE 41/2009 e non dimenticare mai il discorso sulle tracce e cross-contaminazioni.
*lo xantano o gomma xantano o E 415 è un polisaccaride utilizzato come additivo alimentare e modificatore di equilibri (reologia) ed è molto utilizzato negli impasti senza glutine, è quindi adatto sia per i celiaci sia per i gluten sensitive. Solitamente si compera in farmacia
# qualora in una ricetta si proceda alla sostituzione del burro con la margarina o l'olio di oliva o di riso, è sempre bene ricordare che la quantità di burro presente nella ricetta deve essere diminuita del 30% circa.

Procedimento ovvero come diamine ho fatto


Come dicevo, già al mix di farine comincia il brivido!
La mia immensa paura era lo spatascio totale in forno, con un'unico mega bacione, anzi un unico immenso tavoliere...che sta benone in Puglia, ma non in forno, soprattutto nel mio...
...quindi dovevo provare qualcosa che "tenesse botta"; in più ho delle farine da smaltire e delle farine da provare...ecco che comincia l'Alchemy trip...
Siccome ho notato che alcune farine rispetto alle altre "asciugano" di più, mi son detta "evvai con quelle"...
...eppoi vedo la quinoa, comperata in razioni da rifugio antiatomico...bisogna provarla!

voce a - "e se fosse uno schifo pazzesco?"
...voce b - "ti ammazzo col flit se parli ancora...giurin giurello"

Per eccesso di sicurezza, perchè va bene che potrei scrivere una collana di libri sui i miei spatasci glutinosi e sglutinati, ma stavolta non voglio fare brutta figura, un pizzico di gomma xantano per essere proprio proprio sicura...

voce b - "prendo l'erogatore? guarda che prendo l'erogatore...
voce a - "..."

 La paura parallela era che venissero troppo "gnucchi"...e allora???
Allora ho incrociato le dita! Ovvio, no? Questo sì che è un vero approccio scientifico...
Risolto il problema mix farine, ho preriscaldato il forno a 170° C, ho pesato metà dello zucchero e l'ho messo nel robot del mio Ken assieme alle nocciole (con pellicina) e alle mandorle (pelate)...
...per rispetto del chaltron vibe ovviamente ho "omesso" di tostare entrambe (leggete pure che me lo sono dimenticato), comunque il profumo di entrambe è stato accentuato dalla vanilla bourbon, che ho aggiunto successivamente.
Dopo aver tritato nocciole e mandorle, ho versato il tutto nella ciotola del Ken, assieme alla margarina, alla vanilla bourbon (!) e al restante zucchero e ovviamente alle farine. Con la frusta a K in acciaio ho cominciato ad impastare aggiungendo poco per volta del latte di soia (aggiungetene 2 piuttosto che tre ;-) io son scivolata sul terzo).
Ora, per certe cose la sottoscritta ha una manualità che neanche tutte le bacchette magiche delle Winx e di Harry Potter, per altre cose sono peggio di un facocero che si sta facendo asciugare lo smalto...quindi, le mie palline avevano delle dimensioni più ampie - sono lunga, larga e spessa, mica posso far cose piccine così...e così invece di baci ho fatto bacioni!
Artù dice di cuocere i biscotti per 20 - 25 minuti, io credo di aver superato i 20, quando ho visto che erano dorati ho spento e ho atteso che fossero ben freddi, prima di toccarli

voce a "paura eh ;-)"


Ne ho assaggiato una metà prima di formare il biscotto e non era male...l'altra metà l'ha assaggiata il consorte che poi per tutta risposta ne ha presa un'altra...gli ho detto "non mangiarli dispari, altrimenti non posso formare i biscotti"...taccio sui vari brontolamenti...
Finalmente ho sciolto nel MW il cioccolato fondente con del burro di cacao - di solito metto un quadretto di burro di cacao ogni 100 g di cioccolato, aggiungo del burro di cacao per evitare che "impazzisca", così rimane fluido e lucido. Dopo ho unito le due parti come spiega Artù e le ho messe nei pirottini e una parte li ho decorati un po' a fantasia


Il cucciolo ha voluto assaggiarne assolutamente uno e lo ha divorato; infatti il resto l'ho dovuto nascondere perchè altrimenti gli ospiti che avevamo per cena non ne avrebbero assaggiato neanche le briciole. Ne ho assaggiato uno anche io e devo dire che per essere un primo tentativo era buonerrimo; l'assaggio del consorte è stato molto più parco di commenti...

La sera a cena, al momento del dolce li ho serviti agli amici, tutti hanno assaggiato volentieri ☺! Qualcuno ha fatto anche il bis, nonostante non fossero proprio piccini.

Ieri mattina il consorte ha decretato che a) li devo rifare b) li devo rifare più piccoli e c) devo provare a farli più croccanti.
Non ho idea di come siano glutinosi, sono molto contenta di questo mio primo tentativo, ma sono certa che la miscela di farine possa essere migliorata assai.
Il gusto della quinoa accentua l'aroma delle nocciole. Usando le mandorle, potrei pensare a non aggiungere latte all'impasto, ma un liquore come l'Amaretto.
Quindi, i baci di dama di Artù, ma senza glutine, senza latte vaccino, senza lattosio...
Mission Accomplished! ☺
A casa di chi ci vediamo il prossimo mese???
Intanto si espatria, si va verso nord e si va a trovare Barbara e si cucinano i Sockerbullar o Pariserbullar!

voce b " oh mamma, oh mamma oh mamma"...
voce a " voglio vedere adesso chi è che ammazzi col flit...voglio proprio vedere...ma sai quante grasse risate mi farò...

Non so voi, ma 'ste due voci comincio ad odiarle davvero uff!).
Al 6 febbraio care Quantiste!

Epilogo
è arrivata L'Epifania e sinceramente un pizzico di malinconia c'è...a me piace l'albero con tutte le sue luci, piace la Natività, mi piace l'atmosfera del Natale...il fatto che le feste vengano portate via mi dispiace un po'...potrei averne un secondo giro??? No, eh?
Peccato...
Prima di ricominciare la routine, che ovviamente prevede il lavoro con tutte le sue scadenze iperurgenti (che barba! che noia!), vorrei salutare questo periodo con una bella colonna sonora


Shirley Horn - una versione di Hymne a l'amour di Edith Piaf

Anche se un po' in ritardo voglio ringraziare due amiche blogger, Dona (Gemellaggi) e Dede (Venezia come esempio).
...in realtà con Dede ci siamo incontrate anni fa su un forum di cucina, di forum in forum ci siamo incontrate poi nella realtà e son passati anni da allora!
Ditemi che non si può passare dal mondo virtuale al reale ;-)? E con Dona? Con Dona ci siamo conosciute tramite blogger, incontrate poi dal vivo, alive, grazie ad un'altra cara amica blogger, Rossella (Salsapariglia) e quando ci siamo viste tutte e tre ci siamo messe a ciacolare come ci fossimo lasciate il giorno prima? qualche ora prima?
...io penso che si creino delle splendide alchimie nella realtà e nel web e che possono esserci trasferimenti di stato da un mondo all'altro e viceversa.
...l'importante è avere voglia di raccontare e raccontarsi, ascoltare e condividere, dialogare, dissentire e parlare, insomma crescere...
Non sono molto d'accordo con chi dice che troppo spesso è il mezzo virtuale, forum piuttosto che social network, che porti fraintendimenti, distanze, ecc. ecc. ... ciò accade sia nel web, sia nella realtà.
Chissà che questo 2013 non porti altre occasioni di incontro...(io incrocio tutte le dita possibili...e lo fanno pure voce a e voce b ;-) )
Buona Epifania a tutti e serena giornata!