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giovedì 15 settembre 2011

Lemonish Lemon! Lemon curd senza lattosio senza glutine senza latte vaccino ... lemon curd dairy free gluten free cow milk free ... per un inizio scolastico dolce e grintoso

Piccolo inciso
E’ iniziato un nuovo anno scolastico, già denso di novità!
A breve Ale ed i suoi compagni torneranno nella loro vecchia aula rinnovata e multimediale, corredata di LIM e touchscreens, il percorso della classe 2.0 entra nel vivo e loro non stanno più nella pelle.
E l’ultima novità, di ieri pomeriggio, è il prossimo arrivo di bimbi dalle nazioni partners o da una sola di essa nell’ambito del progetto Comenius e noi, come famiglia, ci siamo offerti di ospitarne uno di loro quando saranno qui, nel periodo di S. Martino. 
Alla notizia Ale era eccitatissimo, già si preoccupava per la lingua. 
Così io ed il consorte gli abbiamo detto “Ma tu andresti a trovarlo?”. 
E lui impassibile ci ha freddato con un “Ma certo!”. 
E ho davvero capito quanto una mamma possa essere iperansiosa per il suo cucciolo...magari le sue piccole ali sono ancora davvero tanto piccole, il suo volo potrebbe essere ancora inesperto, però siamo più spesso noi genitori ad aver più paura per i loro primi voli che non loro stessi.
Per prepararmi a tutto questo domenica scorsa ho cucinato parecchio, cucinare tiene sotto controllo lo stress...almeno dicono...peccato che invece le calorie siano incontrollabili. Meno male che l’anno scolastico inizia una volta sola...
Ah! Ringrazio sempre i visitatori che passano di qua e si fermano a leggere; in particolare ringrazio gli amici che si son fermati anche a commentare la ricetta delle Brioches al pesto di zucchine e mi scuso per non aver risposto loro, ma tutte queste novità mi han fatto andare in balla! 
Inoltre per rispondere ad Anna io parto con una ricetta (in quel caso l'ispirazione erano le brioches al prezzemolo) ma con il mio chaltron style ho sempre idee estemporanee e quindi sostituisco, cambio, modifico...mi sa che sono poco capace di seguire alla lettera una ricetta :-DDD...ecco come poi si arriva anche a questa ricetta ;-).

Che cos’è il lemon curd? 
Curd significa cagliata, quindi letteralmente è una cagliata di limone. 
E’ una crema a base di tuorli/uova, zucchero, burro e limone. 
Per me è una meravigliosa, peccaminosa e molto sostanziosa tentazione che incontrai la prima volta che andai in viaggio di studio in Inghilterra...praticamente parlo della mia preistoria.
Assaggiai la prima volta questa meraviglia spalmata su uno scone. 
Nonostante nessuno dei due fosse casalingo, fu subito amore...sono facile preda di coup de foudre culinari!
Ho sempre cercato il modo di farlo, soprattutto ho sempre cercato l’ingrediente fondamentale per farlo: ovvero ottimi limoni non trattati. 
In più, quando ho scoperto che dovevo evitare fonti di glutine e di latte vaccino dalla dieta volevo trovare una ricetta che non li comprendesse. Quindi, per anni sono riuscita ad evitare questa delizia e tutte le sue libidinose ma pericolose calorie.
Poi sabato scorso, dal mio fruttivendolo di fiducia vedo delle meraviglie: belle rotondità e profumo intenso in bella mostra...dei limoni non trattati eccezionali. 
Mi sono lasciata prendere la mano un pochino...un pochino tanto, visto che ne ho presi più di tre chili. E
 quando una delle deliziose signore alla cassa mi ha chiesto “ma cosa se ne fa di tutti questi limoni?” 
Ho risposto “Marmellata e lemon curd”!
Stavolta la congiuntura astrale era in mio favore e non potevo più tirarmi indietro! Non volevo tirarmi indietro!
Avevo sempre in mente la ricetta che che ho utilizzato, ricetta che ho visto per la prima volta su UniversoCucina postata da Elvira (che conosco da diversi anni di forum in forum), ma è una ricetta di Alessandra Raravis (che non conosco, ma che so essere anche blogger di Menù Turistico). 
Ecco che domenica scorsa - presa dalla mia frenesia culinaria -  ho preparato il mio lemon curd! 
Ovviamente (ma altrimenti che chaltron woman sarei!) ho apportato delle modifiche perchè con mio profondo sconcerto in casa non avevo un grammo, un singolo grammo di maizena (ma si può?).
Tempo pochi millisecondi, e con in mano il sacchetto della tapioca ho detto “ma posso usare la tapioca come addensante”. E’ bello constatare in frangenti come questi che le proprie sinapsi funzionano alla grande ;-).

Lemon curd senza lattosio senza glutine senza latte vaccino
Lemon curd dairy free gluten free cow milk free


Ingredienti (ho raddoppiato la ricetta originale)

6 limoni non trattati di cui sara’ utilizzata la scorza grattugiata ed il succo
4 tuorli
4 uova intere
400 grammi di zucchero
3 cucchiai non rasi di tapioca (consentito per celiaci, quindi fate attenzione alla spiga sbarrata e all’etichetta)
3 cucchiai rasi di olio evo (Valli Trapanesi nel mio caso, saporito ma non troppo. In caso il sentore di olio di oliva fosse troppo forte si potrebbe usare dell’olio di riso)
La tapioca è naturalmente senza glutine, deriva dalla manioca (cassava) ed è un ottimo addensante nonchè un ottimo componente per alimenti per la prima infanzia, poichè ha proprietà nutritive simili a quelle del latte (ma non ne contiene le proteine e non contiene lattosio).
Perchè ho messo tre cucchiai di tapioca? 
Nella ricetta originale veniva dato il numero dei limoni, senza particolari riferimenti alle dimensioni e al quantitativo di succo. I miei sei limoni pesavano più di un kilo ed erano estremamente ricchi di succo, quindi per intuito mi sono detta che due cucchiai non sarebbero stati sufficienti ad addensare.

Come ho fatto??? Ovvero Procedimento

Ho lavato bene i limoni, poi con la microplane ho grattugiato la scorza, avendo cura di non grattuggiare il bianco (la microplane è imbattibile in questo ;-) ) e l’ho messa in una capace casseruola. 
Poi, mentre spremevo il succo dei limoni, il ken (imbattibile anche esso) montava le uova, i tuorli, lo zucchero e la tapioca. 
Ho trasferito il composto uova, zucchero ecc. Nella medesima capace casseruola e piano piano ho aggiunto il succo, mescolando con cura. 
Poi ho messo il tutto sul fornello, a fuoco medio, continuando a mescolare. 
Non ho contato i minuti, ho fatto la prova cucchiaio: quando il composto lasciava un velo consistente sul cucchiaio era pronto.
Nel frattempo avevo preparato sei piccoli vasetti (Jamming Jamming Jamming) e appena il lemon curd era pronto ho invasettato e messo capovolto, coperto con canovaccio e ho atteso che si raffreddasse. 
Alla fine con questa dose ho invasettato 5 vasetti soltanto (capacità 250). La ricetta diceva di filtrarlo...
Ora non pensate che me lo sia dimenticato...come direbbe Arisotele “è nella natura del mio chaltron style il mio agire”...ergo non l’ho filtrato.
Siccome è una preparazione con uova, si conserva poco ed in frigo, non volevo perdere neanche un grammo di questa meraviglia, ho messo in congelatore tre vasetti...mi son detta “la va o la spacca”, poi ho scoperto (QUI!) che il lemon curd si può congelare e si mantiene per un anno inalterato in sapore e profumo. 
Intuizione felice, dunque.
Il non averlo filtrato a mio parere non l’ha diminuito. Lo dico con cognizione di causa, perchè ho aperto uno dei vasetti; adoro la buccia di limone, quindi quei microscopici pezzettini che ogni tanto si trovano, sono stuzzicanti. 
Ripeto, parere personale.
Inoltre, è venuto non troppo dolce. 
Questo è in relazione alle proporzioni tra zucchero e succo di limone. 
Me lo ricordavo più dolce, ma così l’ho trovato fresco e gradevole. Nel caso voleste farlo, spremete i limoni prima di miscelare uova e zucchero e, se volete, fate le necessarie proporzioni tra succo e zucchero.
Purtroppo ha una pecca e non perchè l’ho fatto io...intendiamoci, non è il mio chaltron style che gli ha creato il difetto, è tutto del lemon curd, anche in questa versione. 
Qual’è il difetto? 
Dà una dipendenza pazzesca! 
E’ godurioso pure mescolato nello yogurt...è meglio averlo congelato altrimenti sarei la sorella maggiore di Violetta Beuregarde, dopo aver masticato la gomma da pranzo – non un bel vedere di certo.
E ho fatto un’altra scoperta sensazionale: il curd si può fare con l’arancia, con il lime, con il frutto della passione, con il mango, con i cranberries, con i lamponi, persino con la banana...un universo di infinite possibilità ...peccato – o per fortuna - che non riusciranno mai ad entrare tutte insieme nel mio piccolo congelatore.



§ per i celiaci e le persone gluten sensitive: accertarsi sempre che ci sia o la SPIGA SBARRATA  o l'apposita dicitura SENZA GLUTINE  come da regolamento CE 41/2009 e non dimenticare mai il discorso sulle tracce e cross-contaminazioni.

venerdì 18 marzo 2011

Nigella's Lemon polenta cake by Fabipasticcio senza glutine senza lattosio senza latte vaccino ... Nigella's lemon polenta cake by Fabipasticcio gluten free dairy free cowmilk free

Perchè iniziare con la mappa del continente americano? C'è sempre un perchè nei miei posts...
Sapevo che marzo sarebbe stato un mese duro per svariati motivi...vuoi lavorativi  - scadenze progettuali, che sono sempre più che impellenti, fiato sul collo e defilamenti vari che vanno di pari passo ovviamente-, vuoi concorsuali - si perchè ancora li faccio i concorsi con la prospettiva di ...entrare in graduatoria ovviamente!
Ne ho fatti due questa settimana, di cui uno dei due con i due scritti nello stesso giorno...Dopo di che il mal di testa ha deciso di assumere il comando di tutte le operazioni riguardanti la mia persona e mica accenna al trasloco! 
Ma torniamo alla mappa delle Americhe, ed è giusto parlare delle Americhe, quella del Sud e quella del Nord.
Avvicinandosi i giorni del concorso ero in ansia... In più si stava avvicinando la data del controllo medico di lunedì prossimo (cerco sempre di razionalizzare la situazione, ma sfido chiunque a non preoccuparsi un tantinello o come direbbe qualcuno " nan ticchia", quando si parla di biopsie).
L'ansia è cattiva consigliera, i pensieri galoppano a briglia sciolta e si imbizzariscono...
...e sia la mia amica Gabri - Gabriela, argentina, italiana da parte di padre e italiana per amore, avendo sposato un italiano, sia la mia amica Paula (Once upon a time) 'mmericana del Nord, italiana anche lei per amore avendo sposato un  italiano, in momenti diversi sono stati i piatti della bilancia del mio ying e yang.
Una perchè terapeuticamente ha lasciato che facessi galoppare pensieri a briglia sciolta, ma mi ha dato poi redini nuove, l'altra leggendomi dentro, tra le righe, da lontano con una chiarezza che mi ha fatto piangere. E' anche grazie a loro che il significato della parola amicizia è tornato nella mia vita, un regalo preziosissimo.

Siccome è un bel po' di tempo che per cucinare è pura sopravvivenza, fatta anche piuttosto bene, ma pur sempre sopravvivenza, ho sentito il bisogno di un comfort food, una cosa semplice semplice, ma buona buona, di quelle che ti fanno ricordare solo i raggi di sole e non gli uragani che ti hanno distrutto il cuore...
Segno del destino?
Penso proprio di sì!
Ieri mi sono imbattuta in questa ricetta della mitica Nigella Lawson: amore a prima vista!
La sua ammiccava voluttosamente dalla foto, impossibile resistere! Ovviamente dovevo farla ieri, ma la mia apatia culinaria ha vinto e quindi l'ho fatta oggi e me ne sono concessa una bella fetta...ne avevo bisogno!
E' tanto facile quanto buonissima, nel descriverla lei, Nigella,  la definisce una amalgama anglo-italiana...io ho fatto l'amalgama alla Fabipasticcio...e adesso vi spiego perchè!
Ma cominciamo dall'inizio...

Nigella's Lemon polenta cake by Fabipasticcio 
senza glutine senza lattosio senza latte vaccino 
Nigella's lemon polenta cake by Fabipasticcio 
gluten free dairy free cowmilk free



INGREDIENTI

per la torta

100 g di margarina o burro non di latte vaccino (ATTENZIONE: la margarina non deve contenere grassi idrogenati, senza glutine e senza lattosio)
250 g di yogurt di soja bianco senza zucchero senza glutine

la ricetta prevedeva 200 grammi di burro non salato, ovviamente solo quando ho aperto il frigo ho realizzato che non avevo abbastanza margarina e quindi ho sostituito! Secondo me, viene bene anche sostituendo la metà del burro con dello yogurt di latte vaccino, per chi non ha problemi di intolleranze.

200 g di zucchero (io uso lo zefiro)
200 grammi di farina di mandorle (per i celiaci e per le persone gluten sensitive: controllare  che ci sia il simbolo della spiga sbarrata o la dicitura SENZA GLUTINE come da regolamento CE 41/2009)
100 g di farina fioretto di mais, quella fine (per i celiaci e per le persone gluten sensitive: che ci sia il simbolo della spiga sbarrata o la dicitura SENZA GLUTINE come da regolamento CE 41/2009; se non trovate la fioretto, potete passare nel blender la bramata)
1 cucchiaino e mezzo di polvere lievitante con cremor tartaro, che è senza fosfati ed è garantita senza glutine (altrimenti 1 cucchiaino e mezzo di lievito senza glutine, per i celiaci e le persone gluten sensitive: controllare che ci sia il simbolo della spiga sbarrata o la dicitura SENZA GLUTINE come da regolamento CE 41/2009)
3 uova
la scorza grattugiata di due limoni non trattati (tenete il succo!)

per lo sciroppo

il succo di due limoni non trattati
125 gr di zucchero (la ricetta dice zucchero a velo, io avevo solo lo Zefiro e ho usato quello. Per i celiaci e le persone gluten sensitive: per lo zucchero a velo, controllare che ci sia il simbolo della spiga sbarrata o la dicitura SENZA GLUTINE come da regolamento CE 41/2009)

Stampo da 24 cm di diametro ( la ricetta diceva 23 cm...fate vobis)

Procedimento

Prima di tutto, accendete il forno a 180°, poi dovreste imburrare lo stampo oppure fate come me che uso la carta forno anche quando lo stampo è richiudibile.
Poi nella planetaria, oppure con il frullino, montare margarina morbida (burro morbido), yogurt di soia e zucchero assieme finchè l'impasto è bello liscio.
Mescolare assieme la farina di mandorle, la farina fioretto di mais e il lievito (non fate come me, che ne ho messo troppo, un cucchiaino e mezzo è sufficiente!) e se ne aggiunge 1/3 all'impasto e si mescola, poi si aggiunge il primo uovo e si mescola, poi si aggiunge un altro terzo di farine e si mescola, si aggiunge il secondo uovo, e così via.
Per ultime le scorze grattugiate del limone e si mescola ancora. 
Dopo si versa il tutto nello stampo e si inforna per almeno 40 minuti.
Fare sempre la prova stecchino!
La torta è cotta quando si stacca dalle pareti dello stampo.
Una volta cotta, spegnete il forno e lasciatela raffreddare in forno aperto per una decina di minuti.



Nel frattempo bisogna preparare lo sciroppo: in un pentolino piccolo versare il succo del limone e lo zucchero, mescolare, mettere sul fuoco e lasciare che si sciolga.
Io l'ho lasciato addensare un po'.
Nella ricetta, bisogna fare dei forellini con lo stecchino nella torta e versare lo sciroppo sulla torta che è ancora nel suo stampo.
Io ho invece tirato fuori la torta, l'ho messa su un piatto da portata e dopo aver fatto i forellini, con un cucchiaio, ho versato lo sciroppo denso sopra la torta.
Si dovrebbe attendere prima di tagliare, il mio tempo di attesa è stato brevissimo.
La volevo assaggiare subito.
Buonissima!
Ale, il mio cucciolo che non ama il limone, se n'è mangiata una bella fettona.
Questi sono i dolci che ci piacciono, semplici, profumati, buonissimi, da coccola.

Il consiglio di Nigella: meglio mangiarla in compagnia, è indicato per un tè o per un dopo cena con gli amici (dovrebbe essere mangiata con la forchettina, ma anche lei se l'è spazzolata lasciando che le briciole cadessero ovunque...è una donna che sa ;-) )
E quindi virtualmente in compagnia con Gabri e Paula e con tutti voi, una bella fetta!



La versione originale si trova qui:
 http://www.bbc.co.uk/food/recipes/lemon_polenta_cake_34575

Questa ricetta partecipa al contest di Simona "Dolcemente privi di..." perchè è senza glutine, senza latte vaccino, senza lievito di birra

giovedì 25 febbraio 2010

“Polvere di arance” e “Polvere di Limoni” alla mia maniera senza glutine senza lattosio senza latte vaccino, ovvero da Dolcemente Gustoso di Patrizia alla mia solita chaltron way of cooking ... Lemon powder and Orange powder gluten free dairy free cow milk free

Finalmente stanotte abbiamo dormito, il cucciolo ha preso l’antibiotico – come i grandi, in pastiglia -  e niente più formicai distrutti o mostriciattoli imprigionati da liberare…
...una notte tranquilla.
Nonostante il vaccino anti-influenzale, ho anche io un mezzo chilo di carta vetrata in gola e quindi mi son decisa a starmene a riposo e curarmi…solo che dopo un po’ io a casa mi annoio.
E si che da fare ce ne avrei, tipo stirare, ma non ho l’umore giusto, voglio distrarmi non deprimermi…ho studiacchiato, ho letto le mails, ho letto un po’, ho riletto le mails e tra una mail e l’altra ho guardato i blog che seguo e sono finita da Patrizia di Dolcemente Gustoso e ho avuto una folgorazione: la Polvere di Arance.

Patrizia è una bella e dolce gentile signora siciliana ed ha un blog come lei: bello e dolce, anzi Dolcemente Gustoso, che ho conosciuto tramite il blog di un’altra gentile e bella signora siciliana, Stefania di Cardamomo e Co.

Detto fatto mi sono messa all’opera, seguendo le sue istruzioni, ma poteva essere che facessi tutto preciso preciso ottenendo il suo risultato???
Ma certo che NO!

Ho pelato con il pelapatate le arance naturali che avevo a casa, precedentemente lavate e asciugate per benino, poi ho messo tutte le scorzette in un piatto e ho successivamente messo il tutto nel mio MO, al massimo per tre minuti.
Fin qui tutto ok…
...poi ho tirato fuori il blender del Ken e ci ho messo dentro tutte le scorzette.
Siccome le arance erano solo quattro, le scorzette non erano tantissime…ho cominciato a tritarle, ma vedevo che non stavano venendo come quello che Patrizia aveva ottenuto.
Ma io non demordo!
Me lo impedisce la mia chaltron way of cooking…
Comunque, mi è venuto in mente che per meglio tritare le mandorle ci si aggiunge un po’ di zucchero – sul perchè delle mie associazioni neuronali, ne discutiamo in un altro post che è meglio – e allora che ho fatto?
Ho preso dello zucchero e ho continuato a tritare il tutto.
A rafforzare questa mia decisione è arrivato il secondo pensiero (sì, sono capace di avere più di un pensiero al giorno, incredibile ma vero): con la vanilla bourbon si fa la stessa cosa, ovvero la si mescola con lo zucchero per ottenere lo zucchero vanigliato… da non confondere con la vanillina, ASSOLUTAMENTE NO!
Alla fine della fiera,  ho riempito casa di un profumo meraviglioso e quello che ho ottenuto è qui

polverelimonearance
Patrizia di Dolcemente Gustoso ha passato tutto con un colino alla fine, io invece no…ovviamente! Mica posso andare contro le regole della chaltron cuisine.
Dopo aver riempito il barattolo, che era perfettamente pulito, dopo aver ripulito tutto, a quel punto mi sono voltata verso il tavolo, ma i miei occhi hanno incontrato loro: dei perfetti limoni al naturale…Ebbene sì!
E’ arrivato anche il terzo pensiero della giornata: ho fatto esattamente la stessa cosa con le scorze dei limoni, stessa procedura come per le arance…Anormalità per anormalità, ogni tanto vado ad aprire i barattoli per sentirne il profumo, che goduria!….ehm, ehm, no, cioè… volevo dire che lo faccio per sincerarmi sull’emivita dell’essenza. Sì per quello…
Dopo il terzo pensiero, poteva non esserci un quarto?
Cosa faccio con le arance ed i limoni?
Li ho pelati per bene, pesati, erano un kg, li ho tagliati a dadini, togliendo la parte bianca il più possibile, ho preso un kg di zucchero e ho mescolato…mi son detta “verrà mica troppo dolce” ho preso altre due arance rosse , trattate, quindi potevo sacrificare la buccia, erano un altro 1/2 kg, e ho messo a bollire piano piano…mi son venuti fuori tre vasetti di marmellata alle arance bionde, rosse e ai limoni.
Ed infine, dopo che Norma di Madame Bavareisa mi aveva detto che aveva fatto il castagnaccio, ho fatto pure quello.
Adesso però mi toccherà stirare per forza.
Grazie Patrizia e grazie Norma, adesso potreste anche suggerirmi qualcosa per cena o no?