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venerdì 25 novembre 2011

Crostata di Mele dell'Alto Adige senza glutine senza lattosio senza latte vaccino Atesian Apple Tart gluten free dairy free cow milk free

Dopo la Festa della Salute, della quale avevo parlato anche QUIdopo aver portato il cucciolo a visitare tutta la PGC, cioè la Guggheneim, della quale ho parlato anche QUIil cucciolo si è ammalato, febbrone per un giorno poi due giorni ok, ma stanco stanco, eppoi per via dell’asma, per prudenza è stato a casa fino ad oggi e di nuovo oggi pomeriggio febbre alta. 
Virus stagionali, tutto normale...o quasi.
Come solo lui, intendo il cucciolo, sa fare, anche oggi mi ha lasciata di stucco.
Avete presente quando una collana di perle si rompe nei cartoni animati? 
Effetto caduta libera all’infinito, che ti fa sentire molto Wil Coyote? 
Dopo un po’ ti scappa da ridere
...sto aspettando che arrivi il dopo un po’.
Non è per fare la “giù di morale” tout court, ma non è un periodo solare... 
Ansia personale per motivi lavorativi e non solo per quelli (routine, insomma), persone che ci lasciano per lidi più felici (finalmente per loro :-D), persone che ci lasciano e basta (capisco che fa parte del ciclo, ma non serve ribadirlo così spesso .-( )... piccole e grandi negatività che si accumulano... piccoli e grandi calvari che dovranno essere affrontati...ora, se anche queste persone hanno lambito o lambiscono la mia vita per caso, comunque un segno l’hanno lasciato e lo lasciano. 
Quindi, quella perdita, quella brutta notizia ha un peso e una riflessione. 
In questa cornice un po’ funerea (è appropriato), oggi nel primo pomeriggio, guardando il sole invernale bello di oggi il cucciolo mi ha detto “Ah, basta! Non ci voglio pensare alla morte, sai...Grande il mio bisnonno Vittorio, è morto quasi a 100 anni, mi ha pure conosciuto...io voglio fare come lui, voglio proprio pensare ad avere una bella vita lunga sai mamma...” 
Ed io “C’hai ragione! Dovremmo proprio fare come il nonno Vittorio, eppoi tu devi essere la mia roccia viva, quando sarò vecchia...”
Sono melensa, ma – e devo averlo già detto - ogni giorno nonostante le piccole brutture della vita mi sento persona fortunata quando guardo negli occhi mio figlio e tengo la mano di mio marito.

Nel mentre cadevo e ricadevo sulle famose perle sparse, mi è capitato di leggere QUESTO da Vale e e quindi sono andata QUI e QUI e anche QUI


“Gli human bloggers [...] Non si limitano solo ad uno scambio di commenti aventi unicamente per fine lo scambio visite ed un aumento costante della collezione di followers in icona, ma hanno sempre la gioia di entrare in un blog amico per sapere cosa succede nel suo mondo, per accoglierne le novità, stringerne le mani, abbracciare emozioni e condividerne esperienze.” Non avrei potuto scriverlo meglio! Grazie Rita!

Per me che un’amico vivesse nella mia città a pochi km da me o che si trovasse in un altro continente o in un altro emisfero ha sempre fatto poca differenza.
...vengo dall’era pre-internet, quindi si capisce che sono “preistorica” (ma ben conservata e preziosa) e ho avuto un sacco di pen pals sparsi per il mondo, con alcuni lo scambio di lettere è stato brevissimo, con altri son passati anni, siamo cresciuti insieme, anche se poi ci siamo persi di vista, perchè in viaggio succede anche questo...si cambiano compagni, ma il ricordo degli altri è il miglior e prezioso bagaglio che ci si porta dietro
...con alcuni ci siamo ritrovati dopo anni
...poi le prime amicizie virtuali tramite i fora che frequentavo...certo, manca il poter dire “Ci vediamo domani per un caffè così chiacchieriamo un po’?”, ma la vera sostanza, quella che fa da nutrimento allo spirito c’è tutta.
Alea iacta est: il passaggio dalla penna al PC era tratto! 
Eppoi dal mondo virtuale al mondo reale il passaggio c’è! 
Ricordo i “raduni” cui ho partecipato e come son stati cemento per l’amicizia che già c’era! Forse manca la quotidianità, che è comunque importante, ma non manca l’amicizia, quella vera, quella che di te accetta il bello e ama il difetto...
Quindi, da preistorica sono entrata anche io nell’era digitale! 
Non fatemi pensare a quanta carta – meno male che spesso usavo carta da lettere ecofriendly!- e a quanto inchiostro!
Mio figlio invece nell’era digitale ci sguazza, lui ed i suoi amici si divertono da matti...e lo chiamano studio! 

Per tutti loro parto sempre con la ruota!!! E mentre orgogliosamente tacchineggio per i bimbi, volevo augurare a tutti coloro che festeggiano un felicissimo Thanksgiving Day, soprattutto ai miei cognati Chiara e Tom, che vivono a Frisco, ma festeggeranno da qualche parte nel Maryland...e pubblicamente faccio le mie congratulazioni a mia cognata che ha discusso la sua tesi di dottorato e adesso è “dottore di ricerca” anche lei...
Piccolo inciso: ti direi benvenuta nel club, ma spero che il tuo club sia migliore assai (che non è corretto, ma rende l’idea) del mio :-/.



Per il ringraziamento...ottima musica.
Dopo un inizio “blue” andiamo decisamente verso un better mood...almeno ci proviamo...

Blue mood del grande Duke Ellington


Now's the time - Charlie Parker...

E per addolcire il tutto metto finalmente la ricetta di una crostata fatta a “quattro mani” qualche domenica fa (la Domenica di San Martino); le altre due mani erano quelle di Olga Felix

CROSTATA DI MELE DELL'ALTO ADIGE 
SENZA GLUTINE SENZA LATTOSIO SENZA LATTE VACCINO
Atesian Apple Tart 
gluten free dairy free cow milk free


Vincenzo Buonassisi
italmensa.net
Volevamo testare i nostri forni nella cottura della crostata e io volevo rifare la frolla! 
Per me la frolla senza glutine è sempre stata fonte di insoddisfazione, sperimentazioni, rimpianti e alchimie. Rimpiango la mia frolla glutinosa ancora oggi. 
Come gli gnocchi, è una delle cose che mi è sempre riuscita benone, senza timore di smentite. 
La ricetta della mia frolla è stata inseguita per anni fino ad approdare ad una sintesi di diverse ricette complice anche la versione di Vincenzo Buonassissi. 
Ve lo ricordate? 
Lo trovavo simpaticissimo...ma come mio solito sto divagando ed invece devo dare la ricetta della Crostata di Mele, la cui idea balenò nel mio cervello grazie ad una ricetta letta su un vecchio Sale e Pepe.

Ingredienti ovvero che c’ho messo dentro

Frolla
§200 gr di farina di mais fioretto naturalmente senza glutine (ma controllare sempre se lo stabilimento è sicuro, perch’ siano evitate le cross-contaminazioni)
§150 gr di farina di riso (ma controllare sempre se lo stabilimento è sicuro, perch’ siano evitate le cross-contaminazioni), 
io uso generalmente quella della Vital Free che trovo alla Coop e che ha la sua bella spiga sbarrata, ma soprattutto che è finissima)
§150 grammi di farina Cereal Aproteica (dietoterapica senza glutine)
5 tuorli di uova extrafresche, allevate o all’aperto (cod. 1) o a terra (cod.2) meglio se con mangimi naturali e ...di norma io preferisco le grandi.
200 grammi di margarina senza oli vegetali idrogenati, senza coloranti e senza lattosio o siero di latte (che spesso è invece tra gli ingredienti)
250 grammi di zucchero fine (nella mia ricetta di partenza lo zucchero arriva anche a 300 grammi, ma se la confettura non ha note aspre preferisco diminuire lo zucchero)
Vanilla bourbon
1 cucchiaio di latte di soia
4 grammi di gomma xantano (andrebbe messo 1:50, ovvero 2 grammi di xantano ogni 100 di farina, ma ho preferito non esagerare neanche stavolta, avendolo usato per un altro esperimento riuscito, di cui parlerò)

Farcitura
Confettura di albiccoche home – made, ovvero fatta da me medesima
1-2 Mele Golden dell’Alto Adige
1-2 cucchiai di zucchero di canna


§ per i celiaci e le persone gluten sensitive: accertarsi sempre che ci sia o la SPIGA SBARRATA  o l'apposita dicitura SENZA GLUTINE  come da regolamento CE 41/2009 e non dimenticare mai il discorso sulle tracce e cross-contaminazioni.




Procedimento ovvero come diamine ho fatto

Nella planetaria ho messo tutte le farine pesate, lo zucchero, la vanilla bourbon, lo xantano, la margarina ed i tuorli, frusta a k e via! 
A bassa velocità, però! 
Quando ho visto tante belle briciolone, un cucchiaio di latte di soia, aumentato la velocità e...magia! La FROLLA...sentivo la consistenza sotto le mani, sentivo il profumo...era LEI! Era tornata!
In frigo a riposare per 1 ora o più. 
Di solito, per fare presto, il riposo lo faccio nel congelatore per 15 minuti, ma avevo tempo per infornare e quindi...
Una volta riposata la pasta, l’ho stesa (l’ho stesa! l’ho stesa!) tra due fogli di carta da forno e poi messa nello stampo, precedentemente imburrata (immargarinata dovrei dire) e spolverata con farina di riso. 
Dopo di che, ho steso la mia confettura di albiccocche (frutto dei miei raptus di invasettamento compulsivo) e sopra ho posto le fettine di mela (che ho tagliato con un coltello di ceramica, onde evitare ossidazioni eper fare delle fette più regolari). 
Sopra le fette di mela ho spolverato lo zucchero di canna.
Ho cotto in forno ben caldo, forno statico con resistenza accesa solo sotto, temperatura 180° per almeno 30 minuti, in realtà ho controllato la doratura del bordo e quando questo si staccava dallo stampo.



PERFETTA E BUONA...da rifare quanto prima, per avere del comfort food con cui coccolarci.

E quale giusta chiusura se non una citazione da uno dei miei blog preferiti (quello di Walter, che ha re-bloggato da QUI)

Sarebbe bello potersi incontrare di nuovo,
liberi dal pregiudizio e dai segni del nostro passato;
guardarsi negli occhi e riconoscersi, avere l’esatta percezione
che la vita da quel momento in poi non sarà più la stessa.
Sarebbe bello essere estranei che si cercano presi dall’eccitazione
e dalla voglia di trovarsi,
complici fedeli che nessun evento può dividere.
Sarebbe bello riscrivere questa storia,
cancellando le parti sbagliate e dando seguito
a quelle in sospeso, senza paura, colmi d’amore e di speranza"

Sogno di poter riscrivere giorni colmi d’amore –sempre –, ma soprattutto colmi di speranza.
Serena notte!
e per dormire...

Wiegenliede - Brams

sabato 13 novembre 2010

Io, Venezia...e la luna?

"Portentosa è la vita se si avanza
come una vela a sommo di misura.
Un vecchio che si fuma la sua pipa
 con altero coraggio sulla porta
del tempo, in queste infimi stagioni
qui sul Naviglio dove crescono i passi
già morti che si mettono alla griglia.
Fumiga il vento insieme alle prigioni
sta ferma quella chiesa maledetta
dove entrò ansante tutto il mio avvenire."
(Alda Merini)

Festeggiamenti di vario tipo, ma anche colpi dritti al plesso solare...non c'è che dire, la realtà non ci ha lesinato nulla...ma sono altro storie...Però, in un momento in cui mi sono sentita il cuore nero e graffiato una volta di troppo, ho aperto  a caso una raccolta di poesie di Alda - perchè nei miei pensieri i poeti che amo li chiamo sempre per nome, sono carissimi amici d'anima - e per quel momento le sue parole che partono, fuggono, tornano seguendo venti e sentieri spesso invisibili, erano così adatte, così giuste...erano il calice giusto in cui raccogliere il dolore, la rabbia, il temporale che si allargava agli angoli degli occhi... Erano le parole giuste per condividere un dolore con un'amica, un mio modo personale per dirle "sono qui, quando vuoi". Un piccolo momento.
Poi...poi, torna la voglia di essere pesantemente leggera. Davvero.
Tra una infornata e l'altra, mi sono messa a sistemare la macchina fotografica e le cartelle di foto nel mio PC, e ho ritrovato Venezia...
Un pomeriggio di un mese e mezzo fa, un pomeriggio con temporale incluso, uno di quelli che ti lavano l'anima a nuovo...una visita ad un luogo speciale, ma quale luogo a Venezia non è speciale??? Ricordi di risa e sorrisi, di una mano piccola che viene con me, di una mostra che ci ha fatto scoprire un bellissimo universo, di una Venezia che mi ha sussurato nell'orecchio "Ma ti ricordi perchè ti sei innamorata di me, tanto tempo fa...?"



Non c'era la luna neanche quella volta, c'era la nebbia, quella fitta...mattina presto, un intero universo svaniva e appariva, una piccola barca in mezzo alla laguna come se fossimo nel mezzo del nulla...e l'abbagliante pensiero che avrei voluto vivere lì - o qui - per sempre...
Non c'era la luna neanche la prima volta che visitai questo museo, ma c'era la neve, era inverno inoltrato, si era sottozero, la laguna era densa come l'inchiostro e altrettanto nera, pomeriggio...il museo lo visitai con una amica speciale, le nostre strade presero poi direzioni diverse - e questa è un'altra storia - ma mi è rimasto il museo, mi è rimasta Venezia...






Una retrospettiva di un pittore a me sconosciuto - so di essere un mammifero socratico, so di non sapere!  - Adolph Gottlieb, ed era alla PGC, ovvero Peggy Guggheneim Collection. Nell'attesa di poter iniziare la visita guidata,  il mio innamoramento veneziano rinnovato e cristallizzato nei pixels...




Adoro questa porta, il mio sguardo si perde nelle sue interconnessioni, ogni suo vetro è avvolto da questa rete...i pensieri sono rete che avvolge i ricordi, pulsanti, vivi, colorati di sentimenti...questa porta conduce ad opere d'arte...la mente ricorda le piccole opere d'arte che ha disegnato vivendo...la vita mi ha donato cicatrici che sono i tatuaggi della mia anima, ognuna ha colore, sapore, profumo...




"Dopo tanta 
nebbia
a una
a una
si svelano
le stelle
Respiro
il fresco
che mi lascia
il colore del cielo
Mi riconosco 
immagine 
passeggera
presa in un giro 
immortale"
(Sereno di Giuseppe Ungaretti)

Nata e cresciuta a Roma per quasi sei lustri o poco meno, l'incontro con Venezia fu il mio "Sereno"...e a certi richiami non si può non rispondere...

"..
Ungaretti
uomo di pena
ti basta un'illusione 
per farti coraggio
..."
(da Pellegrinaggio di Giuseppe Ungaretti)
Non c'è dubbio che son donna di pena, ma per farmi coraggio piuttosto di un illusione meglio uno sguardo...

Stasera è una notte fredda, umida ma con qualche stella e anche qui dove vivo io, in terraferma ma vicinissima alla gronda lagunare arriva Venezia e mi domanda "...ti ricordi...?"
E io ricordo...