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domenica 17 febbraio 2013

Zoccoletti alla ricotta senza glutine e senza latte vaccino (Bread with ricotta, gluten free and cow milk free)...dalle Dolomiti con amore ♥♥♥

Sottotitolo: ♫ ♪♫♪♫Finchè la cucinite va, lasciala andare♫ ♪♫♪♫

La domenica volge ormai al termine ...quanti accadimenti hanno visto la luce del giorno e poi il buio della notte? Tantissimi, persino un terremoto ieri sera che per fortuna non ha fatto danni, ma tanto tanto spavento...le elezioni sono sempre più vicine e come sempre si legge tutto ed il contrario di tutto, ma è già bello che si legga, quindi penso sia positivo o no?
Voce a "certo che no! possibile che tu non ti renda conto ? Ma tu alla montagna del Sapone passi la settimana bianca o ci vivi proprio?"
Ma quanto sei simpatica carissima mia voce a, ma ti nutro con estratto di vipera cornuta ?
Carnevale è finito, è iniziata la Quaresima...il Papa si è dimesso...
eh sì voce a a volte il mondo che gira vorticosamente, le cortine fumogene,  chi sale in cattedra con tante belle risposte, ma magari dovrebbe almeno ascoltare le domande, il perchè debba innalzarsi il mio livello di stress da lavoro,  il perchè debba perdere io il sonno quando la soluzione dei problemi non dipende da me, il fatto che in alcuni casi potrei tranquillamente dire "non è mia competenza", il vivere circondata da tuttologi che ignorano di non sapere...
tutto ciò voce a mi fa entrare nella fase "risparmio energetico e accumulo informazioni", quindi voce a impiega tutta la tua muscolatura masticatoria non per la fonazione, ma per la deglutizione e la masticazione...in parole più semplici voce a taci e mangia!
Ciò detto, pattinando a pelo d'acqua come fossi un Gerride ho cercato di vedere il festival di Sanremo...a me piace molto Raphael Gualazzi, mi è piaciuta la sua canzone e la sua versione di Luce di Elisa, che tra l'altro vinse il Sanremo 2001, mi è piaciuto Marco Mengoni sia quando cantava Tenco sia quando cantava la sua canzone, mi è piaciuta moltissimo l'esibizione di Simona Molinari, Peter Cincotti e Franco Cerri, adorando profondamente la canzone di Pino Donaggio la versione dei Modà mi è piaciuta poco poco...mi è piaciuta la canzone di Daniele Silvestri...gli Elii? Sono gli Elii, preparatissimi irreverenti.
E' stata una edizione vista a zapping...pattinando a pelo d'acqua appunto...
Per il resto? Le mie surrenali son molto felici della loro produzione di adrenalina, io non lo so... la cucinite ha deciso di continuare a tenermi compagnia, di essere molto presente nella mia vita ...
"beh...ma lo fa solo per te...così non pensi ai tuoi cronici malanni, alla precarietà cronica..."
"voce a...shhh "

Tutto considerato, perchè non approfittarne e continuare con i miei esperimenti da chaltron woman???

Ecco allora un'altra ricetta sglutinata e slattata da me, insieme con voce a e voce b, e tratta dal solito libro, Il Pane delle Dolomiti di Richard Ploner, la ricetta originale si trova a pagina 46 del libro in questione e nella ricetta originale nell'impasto è previsto un uovo.



ZOCCOLETTI ALLA RICOTTA SENZA GLUTINE SENZA LATTE VACCINO (BREAD WITH RICOTTA, GLUTEN FREE AND COW MILK FREE) 
Pane ad impasto diretto


Ingredienti ovvero cosa ci ho messo
200 g di farina DESPAR Free (analoga a FARMO LOW PROTEIN) presenti entrambe in diversi supermercati§
100 g di farina NUOVA TERRA (analoga NUTRI FREE) anche questa presente in alcuni supermercati§
100 g di farina integrale WURZ, presente in alcuni negozi BIO§
250 g di ricotta di pecora o di capra, ben scolata - assicuratevi che provenga da siero di latte ovino o caprino e che non sia mescolata con del siero di latte vaccino
400 ml di latte di soia senza glutine senza lattosio arricchito di calcio, intiepidito§
40 g di margarina senza grassi idrogenati, senza coloranti, meglio se BIO (oppure 30 g di olio di riso)
1 uovo extrafresco cat. O o cat . 1
1 bustina di lievito di birra liofilizzato
10 g di sale
farina di riso per spolverare§
latte di soia senza glutine senza lattosio arricchito di calcio per pennellare§

§ per i celiaci e le persone gluten sensitive: accertarsi sempre che ci sia o la SPIGA SBARRATA  o l'apposita dicitura SENZA GLUTINE come da regolamento CE 41/2009 e non dimenticare mai il discorso sulle tracce cross-contaminazioni.

Procedimento ovvero come ho fatto



Nella planetaria ho messo le farine, il lievito liofilizzato, l'uovo, la ricotta intiepidita (scaldata pochi secondi nel MW), poi la margarina ed il latte. Ho azionato la planetaria, equipaggiata con gancio a K. Dopo qualche minuto, a planetaria spento, ho aggiunto la margarina tagliata a dadini ed il sale. Ho azionato di nuovo la planetaria e ho lasciato che tutti gli ingredienti si amalgamassero per bene fra di loro. Poi ho messo a lievitare per almeno tre ore.
Trascorse le tre ore, ho spolverato il piano da lavoro con farina di riso, con un cucchiaio ho prelevato dell'impasto - circa un quarto della massa -  e aiutandomi con la farina di riso ho sgonfiato l'impasto e ho fatto una prima piegatura - il folding...si deve ottenere un rettangolo, lo si immagina diviso in tre parti, una al centro e due laterale, un terzo laterale si piega verso il centro e l'altro terso laterale si piega sopra il tutto . Ho ri - sgonfiato e ripiegato altre due volte. Ho poi poggiato accuratamente su una placca coperta da carta da forno. 
Ho fatto così fino ad esaurire completamente la massa.
Poi con un coltello - io ho usato quello di ceramica - ho tagliato i filoni che erano sulla placca in due, li ho distanziati un po', li ho spennellati con il latte di soia e dopo via in forno preriscaldato a 200 °C.
Ho lasciato a 200 °C per circa 15 minuti, poi ho abbassato a 180°C per altri dieci minuti. Comunque per vedere se era cotto, l'ho "bussato" sul fondo - quando suona vuoto il pane è pronto! Siccome ogni forno è  a sè, dateci un occhio ;-). 
Nella ricetta originale la temperatura del forno doveva essere 190°C e la cottura doveva essere di 20 minuti, conoscendo il mio forno ho fatto come ho fatto ;-)
Con questa dose vengono 8 zoccoletti, forse qualcuno di più...dipende da quanto grandi fate i filoncini iniziali.
Il pane che viene fuori è profumato, crosta leggera, non troppo croccante, adatto per fare panini salati e dolci...ed infatti l'ho rifatto giusto ieri sera, con un po' meno lievito - visto che avevo messo a lievitare la pasta per la pizza, andiamo anche col pane!

Si mantiene bene avvoltolato in uno strofinaccio e all'interno di una busta di plastica per alimenti, che però va messo solo quando il pane non è più caldo...altrimenti si crea condensa ;-)
Mi domando dove andrò a finire quando mi passerà la cucinite...mi sto viziando e sto viziando i miei due uomini ;-)
Ah! chi riconosce i cuochi reali??? piccolo indizio: un regalo molto bello e a me caro ♥
S'è fatta notte...è ora di mettere a nanna il trigemino, il mal di testa, la voce a e la voce b e pure me...vi lascio con una bella colonna sonora...che sia foriera di bei sogni

Franco Cerri - Just Friends
e per domattina? una buona fetta di pane casalingo con della confettura casalinga
Serena notte ♥


venerdì 30 settembre 2011

Listeriosi, Listeria monocytogenes ed i decessi in USA

http://www.onli.it/index.php?option=com_content&view=article&id=36320:usa-16-morti-per-la-listeria&catid=501:latest-news&Itemid=539

Tramite Ivana, una cara amica di blogger e non solo, sono venuta a conoscenza di questa notizia.
Vista la mia forzata immobilità casalinga - la tracheite mi ha messo KO - sono andata a rispolverare le mie conoscenze al riguardo.

Ma chi è mai la Listeria monocytogenes

E’ un batterio gram positivo, che significa che trattiene il colorante basico e si colora di viola – perchè la sua parete cellulare (i batteri hanno anche la parete cellulare) contiene aminozuccheri quali N-acetilglucosamina e acido N-acetilmuramico, ai quali sono legate altre catene aminoacidiche che donano consistenza e stabilità alla parete.
Perchè  il colorante viene trattenuto?
Perchè l'alcol, utilizzato come decolorante nel metodo di colorazione di Gram, non riesce a passare la spessa parete cellulare idrofila e quindi le molecole di colorante che vi rimangono intrappolate.

N-Acetil Glucosamina
La Listeria è anche asporigeno, che vuol dire che non produce spore come forme di resistenza a condizioni estreme, in quanto sopravvive bene in un intervallo di temperatura che va dai 3° C ai 45°C, con un intervallo ottimale di crescita che varia dai 30°C ai 38°C. Ma sopravvive anche tra i 3°C e 0°C. 
Inoltre si mantiene vitale anche a temperature prossime a quelle utilizzate per il processo di pastorizzazione – vi ricordo che bassa pastorizzazione 60°C-65°C e alta pastorizzazione 75°C – 85°C. 
Quindi, intanto la conservazione in frigo alla temperatura di 4°C non è utile all’inattivazione di questo batterio e anche con la catena del caldo potrebbe esserci qualche incoveniente; questo crea non pochi problemi nel gestire la conservazione degli alimenti.

Piccolo inciso: non è propriamente corretto parlare di distruzione/eliminazione del patogeno, come spesso si legge, ma è corretto parlare di inattivazione più o meno completa del patogeno. Fine dell’inciso.
E anche un anaerobio facoltativo, significa cioè che vive bene in presenza di ossigeno, ma ne tollera la carenza.
Acido N-Acetil muranico e N-Acetil glucosamina
Presenta anche una buona resistenza alle variazioni di pH (range 4,4- 9,6). 
Si chiama monocytogenes, poichè può penetrare l’epitelio gastrointestinale e stabilirsi poi nei monociti, nei macrofagi e nei leucociti polimorfonucleati (tutti appartenenti al gruppo familiarmente noto come globuli bianchi). Il batterio può quindi essere trasportato al sangue. Poichè può penetrare nei macrofagi/fagociti, può accedere al cervello e potrebbe permetterne il passaggio attraverso la membrana placentare.
Questo batterio è responsabile di una tossinfezione alimentare, la listeriosi.
Qauesto batterio può essere definito come ubiquitario, poichè si trova nel suolo, nell’acqua, nel foraggio normale e fermentato. Molti animali domestici e selvatici, e anche alcune persone, presentano questo batterio nella loro flora batterica, potremmo assimilarli a dei portatori sani.
Vista la sua diffusione ambientale, il batterio può trovarsi in ortaggi e verdure, ma anche un’ampia varietà di cibi crudi (da carni a verdure) e di cibi processati come i formaggi molli e i piatti freddi contenenti carne, tipici delle gastronomie, hamburger e hot dog, i paté di carne, i salumi, il burro e i prodotti lattierocaseari, in particolare quelli fatti con latte crudo. Gli alimenti possono essere contaminati anche dopo la cottura e prima della vendita.
Ribadisco il concetto: dal momento che la conservazione in frigo non è del tutto efficace, per inattivare anche questo batterio attenzione alla cottura! Quindi ancora una volta thumb down per cotture al sangue o rosate nel caso di alimenti a rischio...lo so che tra gli chefs, anche tra quelli televisivi, e anche nel mondo del food blog tali cotture vanno sempre per la maggiore, ma meglio un cibo cotto e sano, che una tossinfezione. E ribadisco a) certe carni animali al sangue proprio no e b) cotto non significa privo di sapore, qualità organolettiche o altro.
Ma torniamo alla Listeria...
la dose infettiva di Listeria è piuttosto bassa: bastano infatti 102 cellule batteriche per grammo di alimento a causare la tossinfezione. Della dose necessaria allo sviluppo di una tossinfezione avevo parlato anche altrove nel blog.

Quale sintomatologia???

Sembra facile...intanto si possono avere due forme di listeriosi, quella gastrointestinale tipica di molte tossinfezioni ed intossicazioni, che però insorge poche ore dopo l’ingestione dell’alimento contaminato - e questa è una discriminante importante – e la seconda detta invasiva o sistemica. Quest’ultima è piuttosto grave, poichè è in relazione con la capacità di penetrazione dei fagociti da parte del batterio, penetrazione che ne favorisce il trasporto al flusso sanguigno e a diversi distretti corporei. Infatti, la forma invasiva o sistemica può comportare forme acute e gravi di sepsi, encefaliti, meningiti e nelle donne incinte anche aborto, poichè tale batterio – per le capacità di cui sopra – può superare la barriera placentare, oltre a quella emato-encefalica. In questo caso tra l’ingestione dell’alimento a rischio e la manifestazione dei sintomi possono passare anche periodi di tempo piuttosto lunghi, dai 30 giorni fino a 90 giorni (casi più rari).

Come si manifestano le encefaliti e le meningiti da Listeria monocytogenes?

I primi sintomi: febbre, dolori muscolari, nausea, diarrea. Con la diffusione dell’infezione al sistema nervoso, si possono manifestare emicranie, confusione, irrigidimento del collo, perdita dell’equilibrio o anche convulsioni.Infine...tanto per gradire (della serie non facciamoci mancare nulla) endocardite, lesioni granulomatose del fegato e altri organi, ascessi localizzati interni o esterni, lesioni cutanee pustolose o papulari, ch a volte si possono osservare anche sulle mani e le braccia derivate dal contatto diretto con il materiale contaminato. Ovviamente, le complicanze di questo quadro clinico possono comportare il decesso, come è accaduto negli USA.

Quali sono le persone più a rischio?

Gli immunodepressi, i malati di cancro, diabete, Aids, le persone anziane, i neonati e le donne in gravidanza. Nel caso la listeriosi nella donna in gravidanza si manifesti asintomaticamente, il bimbo potrebbe contrarre la listeriosi e manifestare poi la malattia sotto forma di polmonite e/o meningite, poco distinguibili a livello sintomatico da infezioni causate da altri agenti patogeni. Inoltre, nei neonati la listeriosi può dare anche altri sintomi,  quali inappetenza, vomito, irritazione epidermica. Per il neonato c’è anche il rischio di subire danni neurologici a lungo termine e sviluppo ritardato...insomma una tragedia!
Per la prima diagnosi è necessaria l’osservazione, con il microscopio, della presenza di bastoncelli nel meconio, nel sangue o nel liquido cerebrospinale. La conferma della diagnosi iniziale si ha con l’isolamento del batterio dal fluido cerebro-spinale, sangue, liquido amniotico, meconio, lavaggi gastrici e altri siti di infezione che, in condizioni normali, dovrebbero essere sterili. L’isolamento dalle feci non è purtroppo attendibile. Inoltre è necessaria una diagnosi differenziale, poichè è necessario distinguere il batterio da altri batteri gram positivi con la stessa forma (soprattutto difteroidi) e/o che possono dare patologie similari.
Per quanto riguarda l’isolamento dagli alimenti o dall’ambiente, il tempo necessario può richiedere da 5 a 7 giorni, con i metodi tradizionali, che richiedono coltivazione e arricchimento (da 24 a 48 h) seguite da altri test.
La listeriosi non è poi così comune , sebbene si siano verificate anche delle epidemie.

Come prevenire?

Ci sono poche regole basilari, una fondamentale: il buon senso.
Mi ripeto – e magari annoio – ma è fondamentale:
lavarsi sempre bene le mani;
evitare le crosscontaminazioni (cibi crudi e cotti assieme, materie prime diverse assieme, utensili sporchi usati senza essere stati lavati, ecc);
conservazione! La catena del freddo non inattiva completamente il batterio e allora surgelazione e, in casa, congelamento seguendo poi bene le buone norme per lo scongelamento;
cottura! Che deve essere completa e corretta soprattutto per gli alimenti considerati più a rischio, quindi questo comprende tutte le carni;
consumare panini e altri prodotti gastronomici dopo averli riscaldati ad alte temperature.
Per i soggetti a rischio, evitare anche prodotti molto manipolati, soprattutto se non inscatolati (l’inscatolamento segue dei protocolli di sterilizzazione spesso severi) e i prodotti affumicati, che non siano inscatolati o che siano estremamente deperibili.
Ribadisco che se il nostro sistema immunitario funziona, reagiamo alla presenza del batterio, ma le buone norme di cui sopra vanno applicate, soprattutto riguardo l’igiene e la conservazione.

Cosa può essere successo in America? 

Sembra abbiano trovato i “responsabili” ossia la frutta, in particolare i meloni...significa che prima di essere affettati non erano stati ben lavati, almeno sotto l’acqua corrente, da chi li ha comperati e preparati? Significa che le derrate non sono state ben conservate e manipolate e che non è stata rispettata l’igiene del luogo e del manipolatore? Un insieme di tutte queste cose...per essere sicuri bisognerà attendere nuovi sviluppi, sperando che non ci siano ulteriori decessi, anche se le autorità hanno già "messo le mani avanti". Ho anche letto in rete di chi crederebbe più "sicuri" i prodotti trattati con pesticidi. peccato che la contaminazione possa avvenire anche nel trasporto e nello stoccaggio, peccato che possa avvenire nelle celle frigorifero, peccato che quello che ammazza tutto durante la coltivazione dell'alimento lasci residui, non solo sull'alimento (c'è una precisa regolamentazione al riguardo per il raccolto), ma nel suolo e nelle falde acquifere e conseguentemente nelle acque in generale, peccato che l'inquinamento da locale diventi globale a seguito dei cicli biogeochimici delle sostanze, peccato che le conseguenze di vedano anche dopo decenni e decenni...peccato che quello che ammazza tutto sugli ortaggi e sulla frutta alla fine ammazzi anche noi...ma che peccato!

Un’ultima cosa, proprio stamattina leggendo un post di Gunther , interessantissimo ed esaustivo come sempre, mi ha colpito la sua precisazione “quello che scrivo non è solo frutto della mia fervida fantasia ma documentato attraverso studi medico clinici pubblicati su riviste internazionali autorevoli.” 
Ecco, quello che scrivo riguardo alla conservazione, sicurezza alimentare, igiene, cottura non è frutto della mia fantasia o del mio gusto, ma proviene da studi professionali personali e non, che sono documentati e documentabili.

Ribadendo quanto sia importante pensare, chiedere, informarsi correttamente e conoscere, come sempre vi ringrazio per passare di qua, leggere e magari lasciare anche la vostra opinione.

Buona lettura a tutti

Fonti:
Microbiologia Generale - Boyd R.F., Medical Books
Conoscenze acquisite come docente di corsi per personale addetto alla produzione e alla vendita di sostanze alimentari - Regione Veneto