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giovedì 2 maggio 2013

Burro di mandorle senza glutine senza lattosio senza latte vaccino Almond butter gluten free dairy free cow milk free

Ho bisogno di distrarmi perchè oggi devo fare un esame un po' invasivo per capire qualcosa di più del mio trigemino, il quale ha ben pensato di ricordarmi alla grande la sua esistenza. 
Una buona distrazione è occuparsi del mio blog ed eccomi qui! oggi scrivo di...

BURRO DI MANDORLE SENZA GLUTINE SENZA LATTOSIO SENZA LATTE VACCINO ALMOND BUTTER GLUTEN FREE DAIRY FREE COW MILK FREE

Le mandorle dolci sono dei salvavita...Quelle amare lo sono un po' meno...
Mandorla deriva dal tardo latino amandula, che a sua volta deriva dalla forma greca amygdalē, che significa una mandorla. In inglese il termine almond deriva dall'antico francese almande o alemande.
In assonanza con l'al arabo, che è articolo, l'a davanti alle diverse varianti linguistiche è spesso andato perduto, così nella lingua italiana da a-mandula siamo giunti a mandorla.
L'amygdala è la struttura presente nel nostro cervello che prende il suo nome direttamente dal termine originario greco e ha effettivamente la forma di una mandorla.
Le mandorle dolci, che sono poi quelle che troviamo normalmente in commercio, con guscio (shelled), senza guscio ma con la loro pellicina (unshelled) e sbiancate, ovvero private della loro pellicina (blanched) sono dei salvavita, poichè contengono vitamine e aminoacidi essenziali e hanno proprietà nutritive e nutriceutice interessanti.
Innazitutto sono ricche di vitamina Avitamina E e di vitamine del gruppo B; poi contengono proteine nobili, un terzo di queste è composto da aminoacidi essenziali, ovvero acido glutamico, acido aspartico, arginina, glicina, leucina, fenilalanina, ma anche lisina, triptofano, valina, tirosina e altri ancora.
Inoltre sono ricche di minerali essenziali ed oligoelementi, quali magnesio, calcio, potassio, ferro, fosforo e rame. 
Sono anche ricche di acidi grassi monoinsaturi ed uno di questi potrebbe potenzialmente contribuire ad abbassare il colesterolo LDL (Low density Lipoprotein cholesterol); contengono inoltre fitosteroli, con ben documentate proprietà di abbassare il livello del colesterolo, pur non avendo poi effetti sulla diminuzione del rischio di malattie cardiovascolari (N.B. ricordare le sinergie ;-) ).
In bassa percentuale le mandorle dolci contengono anche laetrile.

Struttura dell'amigdalina - da Wikipedia
Cosa è il laetrile?
Le mandorle amare sono un po' meno salvavita rispetto a quelle dolci, poichè contengono una notevole quantità di amigdalina, un glucoside in grado di liberare acido cianidrico in presenza dell'enzima beta glucosidasi. Sebbene questo enzima non sia presente nei mammiferi, la flora batterica intestinale possiede operò enzimi affini che sono in grado di degradare l'amigdalina, che a sua volta libera acido cianidrico.
Un glucoside è composto da una parte zuccherina e da una parte non zuccherina; in particolare un glucoside è un glicoside la cui parte zuccherina è costituita dal glucosio.
La parte non zuccherina è chiamata aglicone.
Negli anni '50 Krebs disse di aver isolato una sostanza simile alla amigdalina e la chiamò laetrile, convenzionalmente conosciuta come vitamina B17. Krebs sostenne che tale molecola potesse essere utilizzata come potente agente anticancro. 
Tale ipotesi non fu, non è stata e non è supportata da studi ed indagini scientifiche appropriate.
Attualmente, sembrerebbe che il laetrile sia l'aglicone dell'amigadalina.
Quando ho parlato di proprietà nutritive e nutriceutiche interessanti non mi riferivo a questo, ma per dovere di scienza ho riportato il tutto.

Cosa altro contengono le mandorle? La pellicina delle mandorle è ricca di flavonoli e flavanoli, due classi distinte di flavonoidi. Questi sono molecole importanti, in quanto sono antiossidanti e sono spesso indicati  come utili per la prevenzione del rischio cardiovascolare.
Contengono inoltre acidi idrossibenzoici, tra i quali l'acido salicilico, che potrebbero avere effetti positivi come antiinfiammatori.
Le mandorle sono ricche di oli, che appartengono al gruppo degli omega 9 e degli omega 6.

Le mandorle possono generare allergie ed intolleranze, nonchè cross-reattività.

Le mandorle, come poi anche tutta la frutta a guscio, sono facilmente attaccate dalle aflatossine, agenti carginocenici e genotossici prodotti da muffe come l'Aspergillus flavus. In merito alle aflatossine ci sono controlli severi lungo tutta la filiera e anche nelle nazioni dove i prodotti sono importati per la vendita. L'unione Europea ha una regolamentazione per le aflatossine specifica per ogni gruppo di materie prime che possono essere contaminate; nel caso della frutta a guscio la direttiva che è seguita è la CE 1881/2006 e successive modifiche, come la UE 165/2010
Inoltre l'import - export è regolamentato da CE 1152/2009.
Ad esempio, in USA dal 2007 l'USDA ha reso obbligatoria la pastorizzazione (con vapore) o il trattamento con ossido di propilene  delle mandorle californiane. Tali trattamenti non sono obbligatori per:
mandorle importate (controllo da parte delle nazioni importatrici e controllo per le aflatossine)
mandorle vendute in piccole quantità direttamente dai produttori ai consumatori
mandorle destinate all'esportazione (controllo da parte delle nazioni esportatrici e controllo per le aflatossine)

Le mandorle in natura non contengono lattosio (a meno di eventuali cross-contaminazioni, vedi  processarle in uno stabilimento dove è presente latte vaccino e similari o metterle in una torta contenente burro o latte vaccino).
Le mandorle in natura non contengono glutine (a meno di eventuali cross-contaminazioni, vedi  processarle in uno stabilimento dove processano frumento e altri cereali contenenti glutine o metterle in una torta contenente farina di frumento, kamut, segale, farro, ecc.).
Va detto che solitamente le mandorle sono processate per essere sgusciate o spellate/sbianchite e le filiere o in industrie che poi le mettono in vendita come materia prima o in industrie che poi le processano ulteriormente.
Nel primo caso, le cross-contaminazioni avvengono più in fase di manipolazione da parte del cliente che non in altre fasi.
Tale discorso può essere applicato ad altra frutta a guscio.

Pur essendo un alimento calorico, in relazione alla quantità di acidi grassi presenti, il contenuto di carboidrati è piuttosto basso, tanto che le mandorle ed i loro derivati sono caldamente consigliate nelle diete con basso contenuto di carboidrati. Oltre al basso contenuto di carboidrati, è anche il  buon contenuto di fibre che le fa consigliare in tali diete. Sembra inoltre che le mandorle abbiano un indice glicemico vicino allo zero, quindi non hanno impatto rilevante sui livelli di glicemia nel sangue e, se mangiate con altri alimenti ad alto indice glicemico, abbassano l'indice glicemico complessivo del pasto e prevengono i picchi di glucosio nel sangue.

Dopo aver comperato un interessantissimo libro di ricette su consiglio della mia amica 'mmericana,  dopo aver fatto varie ricerche in rete ho prodotto diversi barattoli di burro di mandorle, almond butter.
Ho utilizzato sia mandorle spellate (blanched) sia mandorle sgusciate (con pellicina, unshelled).
Considerate le proprietà delle mandorle, vi consiglio di utilizzare le seconde!

La ricetta è una non ricetta!
Ingredienti
mandorle sgusciate con pellicina (unshelled)§
*olio di riso q.b. , perchè ha un sapore assolutamente neutro ed è ricco di acidi omega 3§

§ per i celiaci e le persone gluten sensitive: il discorso sulle tracce cross-contaminazioni è assolutamente fondamentale, come ho spiegato nel post.
In merito al  regolamento CE 41/2009 accertarsi che la filiera produttiva sia esente da cross-contaminazioni.



Procedimento

Tostare le mandorle con la loro pellicina in forno a calore moderato, attenzione a non farle bruciare.
Poi inserire le mandorle tal quali nel robot con lama normale.
Ho utilizzato l'accessorio robot della mia planetaria.
Far andare la lama finchè le mandorle non saranno ridotte in polvere. Far andare ancora finchè la polvere comincia a raggrumarsi, a questo punto *aggiungere l'olio di riso e far andare nuovamente la lama del robot.
La quantità di olio di riso dipende dalla quantità di mandorle e da quanto fluido volete il vostro burro.
Quello da me ottenuto è spalmabile su una fetta di pane senza glutine, senza colatura alcuna.
Ottimo per una buona fetta di pane con tutti i miei SENZA e confettura fatta in casa. Conservatelo in barattoli ben chiusi, possibilmente di vetro scuro - come tutti i prodotti ad alto contenuto di grassi è fotosensibile! - ed in frigo.
Volendo, lo si può aromatizzare con zucchero o con sale o con cioccolato o...
Sinceramente lo preferisco nature!
Credo che questo sistema si possa applicare ad altra frutta a guscio ed ottenere quindi butters di qualità, essendo sicuri  delle materie prime. 

* in molti dei siti consultati non aggiungono mai olio di riso nè aggiungono altro olio, ma visto che avevo paura di fondere il robot, l'aggiunta si è rivelata provvidenziale sia per il robot sia per la qualità del prodotto finale (conservazione, ecc.). In altri siti comunque aggiungono olio di ottima qualità e generalmente dal sapore neutro.

Fonti:
fonti bibliografiche personali
EUROLEX
WHFoods
British Journal Nutrition
USDA
Joss et al. 2007, Metabolism
Wolever et al. 2008, The American Journal of Clinical Nutrition
Jenkins et al. 2006, American Society for Nutrition


Buona giornata a tutti...mandatemi pensieri positivi, please ♥











venerdì 3 agosto 2012

Torrido il caldo, miraggi o sensazioni? Burano, l'isola che c'è...con sottofondo di cous cous alle verdure by Fabipasticcio (senza glutine, senza latte vaccino, vegan)

Burano...l'isola che c'è...



...

"la confusione
è un sentire divino
ci forgia il cuore"
Haiku del 26 luglio 2012 di Laura D'Aurizio

persona e poetessa di vibrante bellezza -  è la mia attuale pelle...sto forgiando il cuore in un momento di enorme, stratosferica e caotica confusione.

Sono passate circa due settimane dal mio ultimo post, non ho avuto tempo nè per il blog nè per andare a trovare gli amici bloggers, tantomeno per far altro.
La "confusione" generata dalle scadenze lavorative, che si iperconcentrano nel periodo estivo, mi ha rapito, letteralmente sequestrata -con effetti collaterali sempre meno piacevoli.

Nonostante il caldo di Scipione, Caronte, Lucifero e compagnia cantante che mi hanno prostrato come non mai (sarà il trigemino, sarà l'età, sarà...sarà che se lo sapessi davvero, starei meno male), nonostante la pressione e quindi lo stress, nonostante il bollettino medico che ogni giorno si amplia di qualche piccolissimo fastidioso malanno, nonostante tutto, mi rendo conto che più la spirale vorrebbe portarmi giù, più cerco di fare resistenza.
La confusione diventa nero totale, buio che spegne l'anima lasciando acceso solo quello che le serve del mio cervello...
Qualche tempo fa mi sarei azzerata completamente in quel buio; invece, da perfetto ossimoro vivente mi slancio nel vuoto e mi appiglio ai colori dei ricordi, dei momenti microscopici che riesco a ritagliare...forgio il mio cuore e come la balena di una filastrocca per bambini che leggevo al cucciolo quando ero piccolo piccolo, volo in alto verso il cielo con la leggerezza dell'albatros.
Beh...per lo meno provo a fare tutto questo...e mi stupisco perchè non demordo...RESISTO.

Che cosa è accaduto in queste due settimane? quanto mi sono persa?
Beh...la memoria ancora non mi fa difetto del tutto; così ricordo ancora una domenica di 20 anni fa - il 19 luglio 1992 -, studiando chimica e guardando un gran premio di F1 (lo so, è uno sport troppo poco ecocompatibile, ma una volta mi piaceva...ed è un'altra storia) eppoi...eppoi la notizia, le lacrime..."hanno vinto loro, è tutto finito"...ma forse non era vero allora e non lo è ancora oggi. Da quella dilaniante confusione di dolore il cuore di molti si è forgiato...è il prezzo pagato che ancora mi fa tremare i polsi...

Ricordo benissimo dove ero trentadue anni fa il due agosto...al mare, nel paese natio della mia Nonna Maria, dove andavamo da piccoli, tutti dalla bisnonna...era una giornata calda, avevamo appena finito il primo bagno - siamo sempre andati molto presto in spiaggia - eppoi l'annuncio, attraverso gli altoparlanti degli stabilimenti invitavano ad andare a donare sangue...la misura della gravità è questa richiesta e ti immagini nebulosamente il disastro...la ferita beante a cicatrizzazione nulla ancora oggi...
Mi son ricordata di piccole cose: l'onomastico di mio figlio e di mia sorella, i compleanni di alcuni amici del cucciolo, dei compleanni luglioli qualcuno l'ho scordato e quindi in ritardissimo auguri a mia zia, a mia cugina Chiara e alla mia amica 'mmericana Paula ♥

E mi son goduta anche la medaglia d'oro della fioretto femminile a squadre, grandi davvero!
Tra tanti accadimenti tristi ogni tanto un sorriso da ricordare ci sta, eh!
Eppoi...eppoi abbiamo festeggiato Chiara e Tom ormai sposi.

Non c'è stata una cerimonia, tutto l'insieme è stato una cerimonia: l'essere lì a festeggiarli, riuniti insieme dal Veneto agli States, ascoltare le parole che son venute dal cuore, ascoltare il silenzio dei sorrisi ed il rumore delle lacrime, nonostante l'afa (O tu Circe perchè mai ci hai abbandonato?), nonostante le zanzare...godere della compagnia in uno splendido angolo della Laguna - eravamo a Torcello, infatti.  Abbiamo anche girato un po' per la Laguna, che ultimamente in barca per lavoro ho rifrequentato abbastanza.
E siamo andati anche a Burano...l'isola che c'è...e il cerchio si chiude - finalmente direte voi ;-)

Le foto dello slide show le ho scattate in un altro momento: una giornata  - caldissima (come sbagliarsi???) - passata con amiche tra mostre e Laguna. Con la mia amica e collega Roberta in giugno siamo riuscite finalmente ad andare a vedere la mostra di Klimt e dei Secessionisti al Correr - una perla! La gita è continuata assieme a due amiche di Roberta, in direzione Burano, ma non prima di esserci rifocillate e ritemprate.

Piccolo inciso: siamo andate a mangiare in una rosticceria nota ai Veneziani per le mozzarelle in carrozza, vicinanze Calle della Bissa e attaccata ad una gelateria sopraffina dove fanno gusti senza latte e sono piuttosto documentati sul tema...ah! nella rosticceria non c'è scritto da nessuna parte "senza glutine", ma ho gustato un ottimo piatto di risotto di pesce, senza problemi di stomaco, pruriti o altro. Affidabile direi ;-)  Ogni tanto fidarsi fa bene allo spirito - e lo dice una che ha stata male quasi tre giorni per aver mangiato una mozzarella di bufala che forse era un po' troppo tagliata con latte vaccino ;-)

Per andare a Burano abbiamo preso la motonave da San Zaccaria, piuttosto che da Fondamenta Nuove. Con la motonave si riescono a vedere angoli di Laguna e del Lido stupendi. E' stato piuttosto simile il giro in lancia fatto in occasione del festeggiamento di Chiara e Tom; da San Giorgio per Burano via Lido... ma in marea calante.

Burano accoglie chiunque arrivi con una esplosione di colori che rende frizzante l'anima. Nonostante il caldo, non puoi fare a meno di rimanere ammaliato da quello che vedi, che scopri, rubare l'attimo è spontaneo, perchè ogni momento, ogni raggio di sole, ogni ombra crea un ricordo, un momento, una foto per l'anima.
Di Burano avevo parlato in altri posts, durante una visita in inverno, con l'aria cristallo che vuole portarti via la sciarpa
Burano una domenica d'inverno
Burano una domenica d'inverno II parte
Burano una domenica d'inverno III parte
Ma non mi stancherei mai nè di andarci nè di parlarne nè di fotografarla...e di restare lì a far riposare un po' l'anima

Burano 

Ma di isole ed isolette da visitare ce ne sono tante e ognuna è speciale.
In un altro post, sempre di questo inverno, avevo scritto di come era stato bello andare a campionare in Laguna nonostante il freddo polare (pochi giorni prima le temperature massime erano parecchi gradi sottozero) e ovviamente quando torno a campionare? Ma in estate con il caldo umido che fa serra. Senza dubbio!
Dopo Sacca Sessola, mercoledì scorso sono andata in Laguna Nord, in Palude di Cona, dove molti canali e dove il fiume Dese arriva, dove barene e velme si divertono a disegnare un piccolo labirinto, dove ci sono casoni e bilance (reti usate per la pesca dei "passarini", pesci del genere Platichtis, "sfogetti" che invece nel Piceno la mia bisnonna chiamava zanchette e friggeva amorevolmente per noi, appartengono al genere Solea, ma sono più piccole  delle sogliole "normali", poi ci potrebbero essere cefali di varie specie, ma anche anguille (anguee e anguette), seppioline, granchi). Quella parte della Laguna è anche un paradiso per tanti uccelli. Inoltre in questa stagione, oltre ai canneti, le barene si abbelliscono del viola del limonium, che spicca tra la salicornia, la spartina e anche le piante dei canneti, come Typha.
Essere in mezzo alla Laguna, lo skyline a destra è Venezia, poi Murano, poi Burano con il suo campanile pendente, lo skyline a sinistra è la terraferma, San Giuliano, poi Campalto inconfondibile con i ripetitori RAI e la darsena, poi l'aeroporto e le AeroNavali...e di fronte acqua...da Santa Marta alla palude ci vuole il suo tempo, soprattutto se sei in bassa marea e non puoi correre come certi disgraziati...come sulle strade anche i canali hanno il loro bel limite di velocità - per parlare degli effetti del moto ondoso e di chi il moto ondoso lo provoca altro che aprire un altro capitolo, libri ci vorrebbero... e non sempre si comprenderebbe.
Con il pilota della barca, ormai espertissimo anche nel campionare, riflettevamo sul fatto che l'esperienza più bella di andare fuori in barca è anche la lunghezza del viaggio, che diventa quasi una esperienza zen, momento di meditazione.
Si sa, sono ciacolona, ho nel DNA il gene della chiacchiera - e come carattere dominante! -, ma questa volta ho fatto larga parte del viaggio in silenzio con la bocca, ma non con la mente...ascoltavo la Laguna, che si muoveva sotto il vento, il sole che la scaldava e a tratti la vestiva di mille specchi brillanti, ascoltavo i pescetti che saltavano di fronte alla barca, i gabbiani e gli altri uccelli che si godevano la giornata, mi ascoltavo un po' anche...un antidoto al nero totale che le mille scadenze e scadenzine vorrebbero dipingermi addosso...ed è per questo che questa caotica confusione in realtà forgia il mio cuore e non lo annienta...

Per rimanere in tema di colori una piccola ricetta, che non poteva mancare, che è SENZA GLUTINE, SENZA LATTE VACCINO, SENZA LATTOSIO, CON BASSI LIVELLI DI ISTAMINA E TIRAMINA ;-) meglio di così... :-D...mi sa che potrebbe anche essere VEGAN...forse...

Questo piatto l'ho fatto in occasione di una scampagnata con i ragazzi che animano il gruppo di bimbi della parrocchia e poi l'ho rifatto e lo rifarò...mi tengo in allenamento per il ritorno delle RSG a Settembre ;-)
COUS COUS alle VERDURE con CURRY

Ingredienti ovvero di che c'abbiamo bisogno?

Cous cous senza glutine certificato, io compero quello di mais e riso in una famosa catena di negozi biologici, presente in tutta Italia, e non uso solo quello di riso, perchè ho avuto brutte esperienze con quello...quanto ce ne serve? dipende da quanti siamo...generalmente ne faccio 300 gr, a volte abbondo, ma non diminuisco.
Verdure di stagione: carote a rondelle, fagiolini puliti, taccole per chi le trova, piattoni puliti, patate a tocchetti e peperoni a falda di vario colore...tutto va almeno sbianchito prima di essere saltato nel wok, altrimenti se volete far prima ci sono degli ottimi mix surgelati, io evito sempre quelli con le melanzane, grigliati conditi o quant'altro perchè le melanzane per me sono quasi veleno e perchè gli altri possono nascondere fonti occulte di glutine o latte. Quanto ce ne serve??? Direi 700 gr circa, se volete farne di più si può riutilizzare tranquillamente per condire il riso o dei dadini di petto di pollo grigliati, magari aggiungendovi un po' di farina di cocco rinvenuta in acqua - sempre senza glutine, ocio!
Ceci un barattolo da 250 gr, io ho trovato quelli biologici di Libera Terra, in vetro, piccoli con poca buccia digeribilissimi ;-) altrimenti quelli che volete.
Curry già pronto, questo va a gusto, volete il Madras, volete il mild, volete il sweet, quello che volete e quanto ne mettete è a gusto proprio, mi raccomando che sia CERTIFICATO SENZA GLUTINE, ci sono marche certificate tipo Cannamela, generalmente chi lavora spezie mette in etichetta la presenza degli allergeni nelle miscele e comunque è molto attento alle cross-contaminazioni - che ci crediate o no ,-) - perchè le spezie sono materia prima costosa, anche per semplice interesse economico si sta attenti...certo c'è chi froda... per dire, c'è chi aumenta la curcuma per il colore o peggio usa l'annatto al posto della curcuma, dico o peggio semplicemente perchè l'annatto costa meno rispetto alle spezie che compongono il curry.
sumac un pizzico
sale
olio extravergine di oliva prodotto in Italia con olive italiane
acqua q.b

§ per i celiaci e le persone gluten sensitive: accertarsi sempre che ci sia o la SPIGA SBARRATA  o l'apposita dicitura SENZA GLUTINE  come da regolamento CE 41/2009 e non dimenticare mai il discorso sulle tracce e cross-contaminazioni.




Procedimento ovvero come diamine ho fatto

Io ho imparato molto tempo fa, in uno dei fora di cucina che frequentavo, da Jean Michel Carasso di Cucinare Lontano a "cuocere" il cous cous in acqua fredda ed il risultato finale cambia, eccome se cambia! Soprattutto con il cous cous senza glutine secondo me sgrana meglio ed è più buono. Molte delle ricette di cous cous del mio "archivio", cioè ricette di cous cous che ho già pubblicato nei fora che frequentavo, la "cottura" è a freddo. Quindi prendo il cous cous senza glutine, diciamo che per 300 gr di cous cous aggiungo tre cucchiai di olio evo,  sale e mescolo, poi aggiungo un bel bicchiere d'acqua fredda ( i miei bicchieri pieni fino all'orlo sono sui 200 gr di acqua), poi mescolo, lascio riposare per mezz'ora e poi sgrano con due forchette. Se dopo 30 minuti è ancora bello al dente, aggiungo ancora un poco d'olio evo e acqua, come dice Jean Michel e aspetto che si gonfi del tutto (sui 15 minuti). Poi sgrano di nuovo con le due forchette e via. Una volta pronta può anche essere scaldata in MW.

La mia chaltron e quickest (velocissima) version:
prendo i 300 gr di cous cous, 3 cucchiai d'olio evo, sale e mescolo, aggiungo l'acqua intiepidita, non calda solo tiepida, mescolo, attendo 15 minuti, sgrano con le due forchette et voilà, perfetta per essere condita. Giusta, nè molliccia nè attaccaticcia (mi è successo con le miscele di cous cous senza glutine e han preso la strada della pattumiera).

Per le verdure, se sono già sbianchite, metto un po' di olio evo nel wok, poi accendo il fornello, lascio che il wok si scaldi, ma che l'olio non frigga, poi aggiungo le verdure ed infine il sale. Mescolo con il mestolo da wok, aggiungo curry a gusto e il sumac, lascio saltare, senza che il tutto si asciughi troppo, se necessario aggiungo un poco di acqua tiepida e per ultimo aggiungo i ceci ben scolati e ancora un po' di curry. Poi mescolo le verdure con il cous cous e servo. Se uso le verdure surgelate, le metto direttamente nel wok, quando "tirano fuori" la loro acqua, la scolo, aggiungo olio evo, sale, sumac e curry e mescolo con il mestolo da wok e procedo poi come già detto sopra.
E' un piatto completo perchè ci sono carboidrati, verdure verdure verdure ma anche i legumi che sostituiscono le proteine animali, ma che possono essere poco digeribili. Ecco perchè ho cercato dei ceci piccoli, con la pelle tenera tenera.


Vista l'ora, vado a mangiare ma vi lascio con un libro interessante di Enzo Bianchi, Il Pane di Ieri.
Sono riflessioni sulla cultura contadina e quella odierna, sul cibo, sulla vita sulla spiritualità. Enzo Bianchi ha un dono grande: sa parlare a tutti e sa sempre sorprendere illuminando il lettore.
Mica da tutti...
Mentre dopo pranzo mi catapulterò nella cacofonica confusione lavorativa, godetevi la giornata e a rileggerci presto