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martedì 18 ottobre 2011

Ah che sarà...che sarà...pensieri sparsi ma non troppo e ad accompagnarli Panini allo stracchino di bufala senza glutine senza latte vaccino .... Buns with buffalo stracchino gluten free cow milk free

Ecco
...alla fine sono riuscita a dare un titolo a questa sensazione che mi porto dentro da giorni, è sbocciato nella mia mente all’improvviso con titolo nonchè nome e cognome. 
Adoro Ivano Fossati, sin dai tempi dei Delirium, io piccola con il mio mangiadischi il suo 45 giri e via a cantare “Yesahel” a tutta voce, stonando machissenefrega! 
Quando è che ha cominciato ad importarmi che cantando stonavo? 
Quando me lo hanno fatto notare anche in maniera poco carina e non è stato più divertente cantare…
Si incontrano persone nella vita che sanno giustamente come dirti le cose nel modo più sbagliato possibile…devo avere un magnete interno viste alcune mie capacità al riguardo…
Questa cosa, quella del magnete interno  riguardo certe situazioni, me l’ha ricordata il mio prof venerdì scorso…
In effetti sul lavoro mi è capitato e mi capita piuttosto spesso di trovarmi impastoiata in situazioni difficili e di salvare comunque le castagne dal fuoco... mi ricordassi ogni tanto di mettere anche  i guanti…
Sono giorni adrenalinici...
Respiro ma non prendo fiato, corro e non arrivo da nessuna parte, inizio una cosa, ma ne arriva un'altra più urgente, mi programmo un'attività e invece no...
... e tutto questo friccicore diventa seconda pelle e torno a casa e adrenalinicamente continuo a correre, ma non arrivo e mi stanco, ma non faccio quello che vorrei...mi siederei a braccia conserte a dire "Uffa e stra - uffa" per soli cinque minuti se ne avessi la possibilità...
Si, ogni tanto anche io faccio i capricci.
Poi, torno presente a me stessa e comincio a giocare con queste cose sparse, pensieri sparsi come fosse il gioco dei quindici e mi ingegno a trovare la soluzione…
E in questi miei giorni adrenalinici nel mondo che è successo? 
Bah…la manifestazione a Roma (vigliaccamente quando ho visto via Merulana con black blocks in azione ho cambiato canale) e vogliamo parlarne? 
Preferirei di no, come Bartleby insegna. 
Perchè piuttosto non parlare di come l’Islanda ha risolto il problema dei debiti delle banche? 
Carlà ha partorito o non ha partorito? 
Vogliamo parlarne? Preferirei di no, da bartlebyana convinta. 

Piuttosto perchè non parliamo di Andrea Zanzotto che ci ha lasciati?
Natale mordicchia gli orecchi
glissa ad affilare altre radure.
Lascia le luminarie
a darsi arie
sulla piazza abbandonata
col suo presepio di agenzie bancarie.
…”
(Dintorni Natalizi)

Incontrai la sua poesia attraverso il Bestiario Veneto di Paolini anni fa. 
Chissà se adesso riesco a spiegarmi senza incartarmi con le parole…
Per me leggere i versi di alcuni poeti è come respirare, bere un bicchiere d’acqua e mangiare del pane, è così naturale ritrovarsi nelle pieghe dei loro versi, con altri poeti il rapporto è più difficile, richiede tempo, quello necessario ad allineare il mio spirito a quelle parole e magari ci vogliono anni e lontananze e sofferenze prima che l’incontro sia. 
Con Zanzotto è stato così, è stato un sentirlo atttraverso un film che lo riguardava, sue interviste più che leggerlo…proprio due settimane fa in libreria comperai un libro di poesie e prendendo in mano quello di Zanzotto gli dissi “ Eh no, non è ancora il momento” e comperai una ennesima antologia di haiku.

“…
Hölderlin: "siamo un segno senza significato":
ma dove le due serie entrano in contatto?
Ma è vero? E che sarà di noi?
E tu perché, perché tu?
…”
(Si, è ancora la neve)

A volte “perchè tu” ce lo chiediamo spesso in molteplici situazioni, peccato che spesso siano dolorose.
Devo concordare con il sacerdote che mi disse tempo fa, in merito ad un momento molto brutto, che esistono due tipi di domande: quelle con la risposta e quelle senza risposta. Le seconde ci aiutano a crescere. 
Egoisticamente? 
Umanamente? 
Microcosmicamente? 
Insomma, in ogni caso credo che vorremmo farne a meno, a volte.
Mentre sto cercando di dare un senso ai pensieri (Marco direbbe “un senso alle cose” ma lui è più bravo di me nel campo) mi viene in mente che questo tempo è come un’altalena che si muove velocemente, in modo non armonico, è sbilanciata e dall’alto abbiamo paura del basso che avanza... 
Siccome già provai in tenera età che significa capovolgersi con un altalena in velocità (che botta!), preferirei di no, sempre come Bartleby insegna...sono un’alunna diligente.

Di che vogliamo parlare? 
Del fatto che due giorni fa era il Blog Action Day e l’argomento era il cibo? 
Ne ha parlato la mia amica Paula (potete guardare qui) e adrenalinicamente carica ho lasciato un commento piuttosto polemico - non nei suoi confronti ovviamente! – sull’impatto di certe iniziative. 
Credo fermamente che ognuno di noi possa fare qualcosa, ma troppo spesso lasciamo che siano solo parole e non azioni. Nel caso del cibo mi sento di dire che poche settimane fa è apparso un articolo sul NY Times (potete guardare qui) che ha affermato che pur essendo vero che il junk food è quello maggiormente consumato dalle fasce povere, è erroneo affermare che sia a buon mercato, cucinare a casa costerebbere sicuramente meno…che perdonatemi ma visto da questa parte dell’Oceano Atlantico, anzi addirittura del Mar Mediterraneo ha il sapore della scoperta dell’acqua calda…
Qui magari ci interroghiamo se sia meglio comperare l’insalata in busta e lavarla piuttosto che comperarla e pulirsela a casa…e non è che in USA non coltivino verdure o insalata. 
Molto spesso l’approccio con il cibo è un fattore culturale e passa dovunque passa la tua vita. Ecco il perchè del mio commento. 
Vogliamo impegnarci? E’ fantastico che ci siano cuochi che ci insegnino come fare delle chips fritte dal gambo del cavolo, ma perchè non lasciare il gambo del cavolo nell’umido che fa compost per altre coltivazioni e insegnare il km 0, la stagionalità senza estremismi? Sì, lo so, l’ora è tarda e io sragiono, ma mica solo per colpa dell’adrenalina accumulata…
E di che altro ancora parlare? 
Del World Bread Day che non conoscevo e che ho imparato a conoscere e caso volle che proprio domenica stessi panificando! 
Ed ecco che si arriva alla ricetta, avendo smaltito un po’ di quel friccicore adrenalinico.


E che cosa ho fatto?

Panini allo stracchino di bufala senza glutine senza latte vaccino
Buns with  buffalo stracchino gluten free cow milk free





L’idea di partenza era ritrovare una ricetta che feci tanto tempo fa di un pain de fromage, ricetta che ovviamente non ho trovato, ma ero andata in fissa con questo binomio e così in rete ho trovato questa ricetta GLUTINOSA e mi son detta “E io la faccio SENZA GLUTINE”. 
Continuiamo così, complichiamoci la vita...

 Ultimamente questi sprazzi di follia sono in aumento, va a sape’ se è davvero colpa di tutto il contorno o solo del mio folle cervellino…come diceva il guru “la seconda che hai detto!”…in che mani sono!

La ricetta glutinosa è del blog La cucina di Federica

Ingredienti, ovvero che ci ho messo?

Intanto mi è venuta pure l’idea di cominciare a diminuire le farine senza glutine preconfezionate e di introdurre farine che nascono naturalmente senza glutine. In più, era da tempo che volevo riprovare la farina di soja e una nota di Olga –Felix di Un cuore senza glutine mi ha dato il la.

100 gr di farina di riso, che sia garantita senza glutine, quindi dicitura, spiga sbarrata o che semplicemente venga da stabilimenti monofiliera, dove viene esclusivamente processato riso, questo sempre per minimizzare le cross-contaminazioni a monte
50 gr di farina di soia, ho usato la LoConte che è garantità freefluor, esente quindi da cross-contaminazioni e si trova in qualsiasi supermercato fornito
50 gr di farina SENZA GLUTINE NUOVA TERRA
300 gr di farina SENZA GLUTINE DESPAR FREE senza glutine e senza lattosio
12 grammi di lievito di birra fresco, mezzo cubetto circa
2202-225 gr di stracchino di bufala
400 ml di acqua tiepida
sale
farina di riso per lo spolvero.


§ per i celiaci e le persone gluten sensitive: accertarsi sempre che ci sia o la SPIGA SBARRATA  o l'apposita dicitura SENZA GLUTINE  come da regolamento CE 41/2009 e non dimenticare mai il discorso sulle tracce e cross-contaminazioni.



Procedimento ovvero come diamine ho fatto?

Ho preso la ciotola della planetaria, che poi è un lui perchè è Ken, e ho fatto pesare al consorte le farine, essendo ingegnere è capace. 
Intanto ho scaldato brevemente l’acqua in MW, scartato lo stracchino e spezzato a metà il cubetto di lievito. 
Il consorte mi ha dato la ciotola con dentro le farine e io ci ho messo dentro in ordine sparso il lievito sbriciolato, lo stracchino e l’acqua. 
Con la frusta a gancio ho fatto amalgamare, ho aspettato 10-15 minuti (metodo spannometrico per il calcolo del tempo, l'attesa me l'ha insegnata Richard Ploner) e dopo ho finito di impastare. 
Ho fatto scaldare il forno sui 35 gradi e l’ho usato come cella di lievitazione.
Quanto ha lievitato? 
Sicuramente due ore e mezza, forse anche tre, è ben lievitato. 
Allora, ho spolverato il mio piano con farina di riso e piano piano, pallina dopo pallina ho reimpastato la massa, provando a dargli anche una forma…ovviamente grazie alla mia chaltron manualità. 
Poi ho fatto lievitare un’altra oretta ed infine ho cotto.
Il pane cuoceva mentre il consorte era andato a riprendere il figliuolo che era andato via con i compagni del patronato. 
Quando sono giunti a casa, i panini erano pronti e ho fatto alcune foto, ne ho aperto uno e ho detto ad Ale “vuoi assaggiarlo?” mi ha detto “non adesso”…scaricate le foto, son tornata di là e vedevo che stave mangiando e gli ho chiesto “hai assaggiato i panini?” e lui “Uhuhuh, ne ho mangiati quattro, questo è il quinto…”



Che dire?

Ah che sarà che sarà
che tutti i loro avvisi non potranno evitare
che tutte le risate andranno a sfidare che tutte le campane andranno a cantare
e tutti i figli insieme a consacrare e tutti i figli insieme a purificare
e i nostri destini ad incontrare perfino il Padre Eterno da cosi' lontano
guardando quell'inferno dovrà benedire
quel che non ha governo ne mai ce l'avrà , quel che non ha vergogna ne mai ce l'avrà
quel che non ha giudizio.

Ah! Comunque da quando è nato Ale ho ricominciato a cantare a tutta voce...
... Stono...
Macchissenefrega ;-)



Serena notte a voi