FREE -FROM SENZA GLUTINE, SENZA LATTOSIO, SENZA LATTE … TANTI SENZA E TANTISSIMO GUSTO!
Benvenuti nel mio blog! Voglio condividere con voi le mie ricette, sperando vi piacciano, vi facciano venire la voglia di cucinare e la voglia di tornare a trovarmi!
Troverete ad accogliervi the, caffè, la mia voce a bitchy, buon cibo, libri, ciacole e risate.
Dal pane al dessert, tutto è adatto a chi è intollerante al glutine, al lattosio e alle proteine del latte.
Da stamane il cielo dipinto di grigio ha indossato una cappa lattiginosa, che ha ammantato case, alberi, automobili...eppoi è arrivata la pioggia, un rumore di sottofondo scrosciante e continuo.
In queste condizioni ho impastato il pane :-)
Il pane è simbolo per eccellenza di tavola e di condivisione...il pane che si spezza per nutrire corpo e anima...
...alla
fine sono riuscita a dare un titolo a questa sensazione che mi porto dentro da
giorni, è sbocciato nella mia mente all’improvviso con titolo nonchè nome e cognome.
Adoro Ivano Fossati, sin dai tempi dei Delirium, io piccola con il mio
mangiadischi il suo 45 giri e via a cantare “Yesahel” a tutta voce, stonando
machissenefrega!
Quando è che ha cominciato ad importarmi che cantando stonavo?
Quando me lo hanno fatto notare anche in maniera poco carina e non è stato più
divertente cantare… Si incontrano persone nella vita che sanno giustamente come
dirti le cose nel modo più sbagliato possibile…devo avere un magnete interno
viste alcune mie capacità al riguardo…
Questa
cosa, quella del magnete interno
riguardo certe situazioni, me l’ha ricordata il mio prof venerdì scorso… In
effetti sul lavoro mi è capitato e mi capita piuttosto spesso di trovarmi
impastoiata in situazioni difficili e di salvare comunque le castagne dal fuoco...
mi ricordassi ogni tanto di mettere anche i guanti…
Sono
giorni adrenalinici... Respiro ma non prendo fiato, corro e non arrivo da nessuna
parte, inizio una cosa, ma ne arriva un'altra più urgente, mi programmo
un'attività e invece no... ... e tutto questo friccicore diventa seconda pelle e
torno a casa e adrenalinicamente continuo a correre, ma non arrivo e mi stanco,
ma non faccio quello che vorrei...mi siederei a braccia conserte a dire
"Uffa e stra - uffa" per soli cinque minuti se ne avessi la
possibilità...
Si,
ogni tanto anche io faccio i capricci.
Poi,
torno presente a me stessa e comincio a giocare con queste cose sparse,
pensieri sparsi come fosse il gioco dei quindici e mi ingegno a trovare la
soluzione…
E
in questi miei giorni adrenalinici nel mondo che è successo? Bah…la
manifestazione a Roma (vigliaccamente quando ho visto via Merulana con black
blocks in azione ho cambiato canale) e vogliamo parlarne?
Preferirei di no,
come Bartleby insegna.
Perchè piuttosto non parlare di come l’Islanda ha
risolto il problema dei debiti delle banche? Carlà ha partorito o non ha
partorito? Vogliamo parlarne? Preferirei di no, da bartlebyana convinta.
Piuttosto perchè non parliamo di Andrea Zanzotto che ci ha lasciati?
“…
Natale
mordicchia gli orecchi
glissa
ad affilare altre radure.
Lascia
le luminarie
a
darsi arie
sulla
piazza abbandonata
col
suo presepio di agenzie bancarie.
…”
(Dintorni
Natalizi)
Incontrai
la sua poesia attraverso il Bestiario Veneto di Paolini anni fa. Chissà se
adesso riesco a spiegarmi senza incartarmi con le parole… Per me leggere i versi
di alcuni poeti è come respirare, bere un bicchiere d’acqua e mangiare del
pane, è così naturale ritrovarsi nelle pieghe dei loro versi, con altri poeti
il rapporto è più difficile, richiede tempo, quello necessario ad allineare il
mio spirito a quelle parole e magari ci vogliono anni e lontananze e sofferenze
prima che l’incontro sia. Con Zanzotto è stato così, è stato un sentirlo atttraverso
un film che lo riguardava, sue interviste più che leggerlo…proprio due
settimane fa in libreria comperai un libro di poesie e prendendo in mano quello
di Zanzotto gli dissi “ Eh no, non è ancora il momento” e comperai una ennesima
antologia di haiku.
“…
Hölderlin:
"siamo un segno senza significato":
ma
dove le due serie entrano in contatto?
Ma
è vero? E che sarà di noi?
E
tu perché, perché tu?
…”
(Si,
è ancora la neve)
A
volte “perchè tu” ce lo chiediamo spesso in molteplici situazioni, peccato che
spesso siano dolorose. Devo concordare con il sacerdote che mi disse tempo fa,
in merito ad un momento molto brutto, che esistono due tipi di domande: quelle con la
risposta e quelle senza risposta. Le seconde ci aiutano a crescere. Egoisticamente? Umanamente? Microcosmicamente? Insomma, in ogni caso credo che vorremmo farne a
meno, a volte.
Mentre
sto cercando di dare un senso ai pensieri (Marco direbbe “un senso alle cose”
ma lui è più bravo di me nel campo) mi viene in mente che questo tempo è come
un’altalena che si muove velocemente, in modo non armonico, è sbilanciata e
dall’alto abbiamo paura del basso che avanza... Siccome già provai in tenera
età che significa capovolgersi con un altalena in velocità (che botta!),
preferirei di no, sempre come Bartleby insegna...sono un’alunna diligente.
Di
che vogliamo parlare? Del fatto che due giorni fa era il Blog Action Day e l’argomento
era il cibo? Ne ha parlato la mia amica Paula (potete guardare qui) e adrenalinicamente carica
ho lasciato un commento piuttosto polemico - non nei suoi confronti ovviamente!
– sull’impatto di certe iniziative. Credo fermamente che ognuno di noi possa
fare qualcosa, ma troppo spesso lasciamo che siano solo parole e non azioni. Nel
caso del cibo mi sento di dire che poche settimane fa è apparso un articolo sul NY Times (potete guardare qui) che ha affermato che pur essendo vero che il junk food è quello
maggiormente consumato dalle fasce povere, è erroneo affermare che sia a buon
mercato, cucinare a casa costerebbere sicuramente meno…che perdonatemi ma visto
da questa parte dell’Oceano Atlantico, anzi addirittura del Mar Mediterraneo ha
il sapore della scoperta dell’acqua calda… Qui magari ci interroghiamo se sia
meglio comperare l’insalata in busta e lavarla piuttosto che comperarla e
pulirsela a casa…e non è che in USA non coltivino verdure o insalata. Molto
spesso l’approccio con il cibo è un fattore culturale e passa dovunque passa la
tua vita. Ecco il perchè del mio commento. Vogliamo impegnarci? E’ fantastico
che ci siano cuochi che ci insegnino come fare delle chips fritte dal gambo del
cavolo, ma perchè non lasciare il gambo del cavolo nell’umido che fa compost
per altre coltivazioni e insegnare il km 0, la stagionalità senza estremismi?
Sì, lo so, l’ora è tarda e io sragiono, ma mica solo per colpa dell’adrenalina accumulata…
E
di che altro ancora parlare? Del World Bread Day che non conoscevo e che ho
imparato a conoscere e caso volle che proprio domenica stessi panificando! Ed
ecco che si arriva alla ricetta, avendo smaltito un po’ di quel friccicore
adrenalinico.
E
che cosa ho fatto?
Panini allo stracchino di bufala senza glutine senza latte vaccino Buns with buffalo stracchino gluten free cow milk free
L’idea
di partenza era ritrovare una ricetta che feci tanto tempo fa di un pain de
fromage, ricetta che ovviamente non ho trovato, ma ero andata in fissa con questo
binomio e così in rete ho trovato questa ricetta GLUTINOSA e mi son detta “E io
la faccio SENZA GLUTINE”.
Continuiamo così, complichiamoci la vita...
Ultimamente questi sprazzi di follia sono in aumento,
va a sape’ se è davvero colpa di tutto il contorno o solo del mio folle
cervellino…come diceva il guru “la seconda che hai detto!”…in che mani sono!
Intanto
mi è venuta pure l’idea di cominciare a diminuire le farine senza glutine
preconfezionate e di introdurre farine che nascono naturalmente senza glutine.
In più, era da tempo che volevo riprovare la farina di soja e una nota di Olga –Felix
di Un cuore senza glutine mi ha dato il la.
100
gr di farina di riso, che sia garantita senza glutine, quindi dicitura, spiga
sbarrata o che semplicemente venga da stabilimenti monofiliera, dove viene
esclusivamente processato riso, questo sempre per minimizzare le
cross-contaminazioni a monte
50
gr di farina di soia, ho usato la LoConte che è garantità freefluor, esente
quindi da cross-contaminazioni e si trova in qualsiasi supermercato fornito
50
gr di farina SENZA GLUTINE NUOVA TERRA
300
gr di farina SENZA GLUTINE DESPAR FREE senza glutine e senza lattosio
12
grammi di lievito di birra fresco, mezzo cubetto circa
2202-225
gr di stracchino di bufala
400
ml di acqua tiepida
sale
farina
di riso per lo spolvero.
§ per i celiaci e le persone gluten sensitive: accertarsi sempre che ci sia o la SPIGA SBARRATA o l'apposita dicitura SENZA GLUTINE come da regolamento CE 41/2009 e non dimenticare mai il discorso sulle tracce e cross-contaminazioni.
Procedimento
ovvero come diamine ho fatto?
Ho
preso la ciotola della planetaria, che poi è un lui perchè è Ken, e ho fatto
pesare al consorte le farine, essendo ingegnere è capace. Intanto ho scaldato
brevemente l’acqua in MW, scartato lo stracchino e spezzato a metà il cubetto
di lievito. Il consorte mi ha dato la ciotola con dentro le farine e io ci ho
messo dentro in ordine sparso il lievito sbriciolato, lo stracchino e l’acqua. Con la frusta a gancio ho fatto amalgamare, ho aspettato 10-15 minuti (metodo
spannometrico per il calcolo del tempo, l'attesa me l'ha insegnata Richard Ploner) e dopo ho finito di impastare. Ho fatto scaldare il forno sui 35
gradi e l’ho usato come cella di lievitazione.
Quanto
ha lievitato? Sicuramente due ore e mezza, forse anche tre, è ben lievitato.
Allora, ho spolverato il mio piano con farina di riso e piano piano, pallina
dopo pallina ho reimpastato la massa, provando a dargli anche una forma…ovviamente
grazie alla mia chaltron manualità. Poi ho fatto lievitare un’altra oretta ed
infine ho cotto.
Il
pane cuoceva mentre il consorte era andato a riprendere il figliuolo che era
andato via con i compagni del patronato.
Quando sono giunti a casa, i panini erano
pronti e ho fatto alcune foto, ne ho aperto uno e ho detto ad Ale “vuoi
assaggiarlo?” mi ha detto “non adesso”…scaricate le foto, son tornata di là e
vedevo che stave mangiando e gli ho chiesto “hai assaggiato i panini?” e lui “Uhuhuh,
ne ho mangiati quattro, questo è il quinto…”
Che
dire?
Ah che sarà che sarà
che tutti i loro avvisi
non potranno evitare
che tutte le risate
andranno a sfidare che tutte le campane andranno a cantare
e tutti i figli insieme
a consacrare e tutti i figli insieme a purificare
e i nostri destini ad
incontrare perfino il Padre Eterno da cosi' lontano
guardando quell'inferno
dovrà benedire
quel che non ha governo
ne mai ce l'avrà , quel che non ha vergogna ne mai ce l'avrà
quel che non ha
giudizio.
Ah!
Comunque da quando è nato Ale ho ricominciato a cantare a tutta voce... ... Stono... Macchissenefrega ;-)