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venerdì 18 luglio 2014

Pollo in potacchio senza glutine senza lattosio senza proteine del latte per #GFFD e per le Blogalline ... Chicken in potacchio gluten free dairy free milk proteins free

Sottitolo: dalla bisnonna alla nonna, alla mamma e infine a me

Se chi ben comincia è a metà dell'opera, è evidente che sono una donna che negli inizi inciampa con goffaggine, con totale imperizia, a volte facendosi male con abilità insospettate.
"Cos'è? Insight o dénoument?" dice la voce a, guardandomi al di sopra dei suoi occhiali da sole vintage.
Felicemente la ignoro.
Non ho punto voglia di giocare a scherma con le parole con lei. 
Veramente avrei proprio poca voglia di giocare con le parole. Mi dico e mi ripeto di non farmi troppo influenzare da quanto accade nel mondo, ma come si fa a non lasciarsi coinvolgere? Ho persino provato a prendere ripetizioni di cinismo.
Sono assolutamente da bocciare.
Quando inciampo in  momenti come questo, dove è assurdo trovare un senso alla violenza, alla morte, al dolore, so che l'unica cosa che posso fare è cercare un angolo riparato dove mettere a dimora la mia anima, lasciando che metabolizzi il tutto, acciambellata come fosse un micio.
Pur essendo conscia della lontananza fisica tra me e certi accadimenti, il cuore va dove vuole e si fa male.
Allora, per riportarlo alla sua ragione, faccio memoria...
Memoria di parole, pensieri, profumi, sapori...
In momenti come questi, non c'è niente di meglio di un piatto che mi riporta indietro nel tempo e che ha in sé parte del DNA.
Il comfort food che ha dato sollievo al mio cuore è una ricetta vecchia di ben quattro generazioni; la faceva spesso la mia bisnonna Rina, la nonna tanto amata della mia mamma, la faceva spesso la MIA Nonna Maria, figlia della bisnonna e madre della mia mamma, la faceva la mia mamma, la facevo io nella mia vita glutinosa e la faccio ancora nella mia vita senza glutine, senza lattosio, senza proteine del latte.
E' un piatto che affonda le radici nella mia tradizione famigliare, ma è anche un piatto della tradizione regionale delle Marche, terra della mia bisnonna e della mia nonna.
Ce ne sono quindi infinite varianti, anche perché ogni zona delle Marche ha la sua variante, tanto quanto ogni famiglia ha la sua variante.
Questa è la mia, anzi la nostra, perché quando la preparo, si siedono poi, alla tavola del mio cuore, quattro generazioni.

Pollo in potacchio
senza glutine senza lattosio senza proteine del latte per il GFFD
Chicken in potacchio
gluten free dairy free milk proteins free for the GFFD


Il potacchio o putacchio può essere o il recipiente dove veniva cotto il pollo o il metodo di cottura (per l'etimologia leggere qui). Per me è sempre stato il pollo col pomodoro e colla salsa, che scarpetta!


Ingredienti

6 ali di pollo, con la loro pelle
4 cosce di pollo di media grandezza, con la pelle
600 g di bocconcini di pollo (pezzi di coscia e di sovracoscia, senza pelle)
500 g di polpa di pomodoro bio Alce Nero
un bicchiere di vino bianco secco - la bisnonna usava un bianco del Piceno, io ho utilizzato un bianco toscano, Vernaccia IGP
rosmarino -secco#
salvia - secca#
peperoncino - secco#
6 spicchi di aglio italiano bio, schiacciati
sale grosso di Cipro
olio extravergine di oliva, io uso quello Ligure DOP
acqua q.b.

terrina, tegame capiente, mestolo per mescolare, bicchiere, tazzina da caffè, forchetta, coperchio, cucchiaio, piatto per servire

ancora una volta ricordo che: per i celiaci e le persone gluten sensitive bisogna accertarsi sempre che ci sia o la SPIGA SBARRATA  o l'apposita dicitura SENZA GLUTINE come da regolamento CE 41/2009, da D.L 111/1992,  e nota del Ministero della Salute prot. 600.12/A32/2861. Inoltre, per ulteriori informazioni leggere anche qui e non dimenticare mai il discorso sulle tracce contaminazioni e cross-contaminazioni. Per il lattosio e le proteine del latte controllare sempre le etichette e le diciture in esse presenti.


Procedimento

Ho sciacquato bene tutti i pezzi di pollo, dopo aver fiammeggiato le ali  e le coscie.
In un tegame capiente, ho messo l'olio extravergine, il peperoncino - a piacere -  e gli spicchi d'aglio schiacciati. 
A fuoco alto, ho messo nel tegame le cosce e le ali, entrambe con la pelle e ho salato, senza esagerare. 
La pelle deve abbrustolire.
A questo punto, ho aggiunto i bocconcini di pollo senza pelle. Ho salato nuovamente, senza esagerare.
Dopo qualche minuto, ho sfumato col bicchiere di vino bianco.
Una volta sfumato il vino bianco, ho aggiunto la polpa di pomodoro, il rosmarino e la salvia.
Sempre a fuoco alto, ho aspettato cinque minuti e ho aggiustato di sale. A fuoco medio, ho quindi coperto con il coperchio, per evitare schizzi.
Il pollo deve cuocere a fuoco medio alto, perché la salsa deve essere ben ristretta, ma presente.
Per evitare che restringa troppo, ogni tanto ho aggiunto poca acqua per volta. 
Quando il pollo ha preso un bel colore e la salsa è ben ristretta, saranno passati 45 minuti circa, forse qualcosina di più. 
Per controllare che il pollo sia umido, ma ben cotto, basta infilare una forchetta nella coscia e ritirarla fuori; se non esce liquido è cotto a puntino, se invece esce liquido, va cotto ancora qualche minuto.
Una volta cotto, ho messo il pollo su un piatto da portata e ho servito.
E' ottimo con della polenta fumante o con del pane sciapo o con il pane che volete.


Con questa ricetta partecipo anche al Contest delle Bloggalline "La Cucina Italiana nel Mondo verso l'Expo 2015" per la categoria "Un Piatto delle Cucine Regionali Italiane"


Inoltre, credo che questo piatto possa anche piacere alle tre fatine e alle Petronille del Casato Filo della Rosa.


Bòn Appetit!

mercoledì 2 luglio 2014

Cose dell'altro pane, un sabato senza glutine a Roma al ritmo di Andante con Gusto

Sottotitolo: Una chaltron woman tra le bloggers

C'è un'aria formidabile le stelle sono accese
E sembra un sabato qualunque un sabato italiano 

Così canta Sergio Caputo.
Questi versi mi sono tornati in mente sulla via del ritorno da Roma, sabato scorso - 28 giugno 2014, una data da non dimenticare.
Tutto ebbe inizio in un giorno caoticamente organizzato di gennaio, quando, tramite una amica di blog, lessi del contest di Patty - Andante con Gusto: E' senza? E' buono!
Nota ai più la mia idiosincrasia da contest e anche la mia atipicità...

"per tacer della tua cialtronite acuta..." dice la voce a, quella bitchy alla quale rispondo con "mangia le tue fragole e non farmi perdere il filo del discorso"...

Dicevo...nota ai più la mia idiosincrasia da contest e anche la mia atipicità, chi mai avrebbe pensato che mi sarei così tanto appassionata a questo contest e avessi cominciato a sfornare ricette per parteciparvi? Però è così che è andata!
Mai e poi mai mi sarei però immaginata di giungere alla fine e di entrare nella rosa delle 15 finaliste con una ricetta semplicissima e ricca del mio chaltron vibe: Salatini al grano saraceno e alla quinoa senza glutine senza lattosio senza proteine del latte senza uova vegan.
Però è così che è andata! 
Per me è stata una immensa vittoria essere insieme con le 14 foodblogger talentuose prescelte da Patty e da Maria Fermanelli, patron effervescente di Cose dell'altro pane, dall'entusiasmo e dal sorriso contagioso. Tre sono state le ricette vincitrici:


Un giovane cuoco, Daniele Somogyi, ha sperimentato le ricette del contest e ne ha permesso lo scaling up...ovvero il passaggio dalla cucina di casa a quella professionale. Posso dire che nel caso del senza glutine, questo scaling up dalla cucina di casa a quella professionale non è affatto semplice! Anzi! Nel mondo dei senza, ad esempio, l'utilizzo di una farina dieto-terapica piuttosto di un altra non è sempre di immediato successo, come non lo è la sostituzione di  farine naturalmente senza glutine o di amidi. Per le tre ricette vincitrici lo scaling up ha avuto successo, anche con qualche piccolissimo aggiustamento. Avendo poi avuto il piacere di assaggiarne, qualcuna, quelle anche senza lattosio e proteine del latte tra gli ingredienti, posso dire solo WOW!
Nel mio caso, in merito alla ricetta dei salatini, è stato interessantissimo sentire non solo gli apprezzamenti, ma anche le critiche costruttive, i consigli e gli incoraggiamenti sia di Maria sia di Daniele per rendere in futuro questa ricetta migliore. Mi son già messa con le mani in pasta!


Il teatro di questa intensa giornata di assaggi, risate, chiacchiere, sgranocchiamenti, consigli, progetti e di voglia di rimanere in contatto è stata la ditta di Cose dell'altro pane, ditta che è all'interno di un luogo meraviglioso, quasi magico, in quel di Roma Nord. Lo definisco quasi magico per diversi motivi: 
1 - lo stabilimento si trova all'interno del Parco dell'Insugherata, un'oasi naturale tra Via Trionfale e Via Cassia. 
2 - i locali sono i vecchi forni di un monastero benedettino
3 - questi locali si trovano attualmente all'interno della comunità romana di Nomadelfia (per sapere di più su Nomadelfia e Don Zeno)
4 - è una imprenditoria al femminile o quasi (non dimentichiamoci dei due collaboratori uomini!) che è anche integrazione sociale e culturale.
Poter vedere dal vivo come si muove lo staff, dove si muove, respirare la loro solarità, il loro amore per la loro produzione e i loro sorrisi, oltre alle ragioni sopra elencate, mi hanno fatto innamorare di Maria e del suo staff e di Cose dell'Altro Pane!
Non si producono solo biscotti, crackers e co., a Cose dell'Altro Pane si producono idee e sogni!


Tanto ci sarebbe ancora da dire sulla vulcanica Maria e sul suo altrettanto vulcanico staff, ma c'è ancora tanto da raccontare di questa giornata particolare.
Confesso che son partita da Venezia molto intimorita, poichè non conoscevo nessuna blogger di persona, alcune di loro ho cominciato a conoscerle da poco, anche grazie al #GFFD - ad esempio Simona di Journeycake, Stefania di Profumi e Sapori e Miria di 2amicheincucina. Ovviamente, grazie al contest, seguo Patty e le sue avventure. Ciononostante, ero piena di timori, tanto che la notte di venerdì avevo dormito pochissimo. Invece, arrivata all'appuntamento in perfetto orario, i miei timori sono spariti immediatamente! Mentre ci presentavamo, l'energia positiva accompagnata da sorrisi radiosi era palpabilissima, ci ha fatto compagnia durante tutta la giornata e me ne sono portata un pochino con me al ritorno. 
Avevo dimenticato quali piccoli magie il mondo virtuale che diventa reale ha in serbo e questa giornata me le ha ricordate tutte... e mi tocca ringraziare non solo Patty e Maria per questo, ma il contest che ha permesso tutto ciò! Che la mia idiosincrasia da contest stia scemando?
Tra una degustazione e l'altra, quante chiacchiere e quante scoperte!
Un'altra scoperta meravigliosa, dopo Maria ed il suo staff, è stato l'incontro con le Petronille del Casato Filo della Rosa! ( per saperne di più leggere anche qui): Viviana, Ilaria ed Irene. Riguardando le foto, le tre Petronille che ho conosciuto mi ricordano le tre fatine buone de La Bella Addormentata: Flora, Fauna e Serenella. In fondo, avendo letto della loro mission, il ruolo di fatine è quello che più loro si addice (per saperne di più sulle Petronille leggere anche qui)

Le tre fatine ci hanno spiegato il Progetto Petronilla, che è a sua volta legato al WeWomen for Expo 2015. A me basta il brillio di uno sguardo, un piccolo angolo di sorriso per entusiasmarmi, quindi, sentendole parlare mi sentivo come una luminaria natalizia il giorno di Natale: grandemente illuminata! Se Verdone diceva "Perdiamoci di Vista", care le mie Petronille io dico "Non ci perderemo di vista!"

Quante dichiarazioni d'amore e quanti ringraziamenti in questo post: a Patty di Andante con gusto, a Pamirilla, a Maria e al suo staff di Cose dell'Altro pane, alle blogger che ho conosciuto sabato 28 giugno e che hanno reso quella giornata indimenticabile, per finire con le tre fatine/Petronille, che con il loro progetto mi han fatto sognare. 
Mi piace pensare che i sogni possano diventare realtà.