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venerdì 16 dicembre 2011

To be gluten free or not to be gluten free?...Gluten sensitivity, gluten free diet...per capire un pizzico di più...o almeno per provarci e per finire in bellezza: pollo alle olive con cous cous di mais e riso









amma mia! Che giornatacce…tra la pioggia, la nebbia e l’umidità da paura vorrei sentirmi ciclamino ed invece mi sento come quelle insalate in busta prossime alla scadenza, cioè fiappe…
Ritorno a scrivere ancora una volta di gluten sensitivity e di gluten free per cercare di capirne di più.
E’ come sbrogliare il bandolo del nodo di Gordio…ed in più ci si può scoprire fashionistas for ever, senza saperlo! :-D

Come dice l’Urban dictionary tale concetto ha assunto un significato positivo, soprattutto grazie a Sarah Jessica Parker, che ha modernizzato questo concetto rendendo questo ruolo potente, positivo e di successo! 
Capperi! Ma anche corbezzoli… e perchè no cavoli e cavoletti??? Io non mi ci vedo fashionista, sarà perchè ho troppissimo chaltron mood???
Ora, lo so che so essere più abile di un paracadutista in free style nei miei voli pindarici e potrò stupirvi ancora una volta passando dalla fashionista a discorsi più scientifici, con una agilità che neanche Nureyev e Baryshnikov assieme…

Giorni fa ho parlato della GLUTEN SENSITIVITY
(http://fabipasticcio.blogspot.com/2011/12/torta-al-salmone-e-torta-ai-pomodori.html).
Andandomi a leggere l’articolo madre di tutti gli articoli (http://www.biomedcentral.com/1741-7015/9/23), ho provato a capire e poi ho provato a spiegare quello che avevo capito…non sta a me dire se ci sono riuscita o meno, ma lo spero…

Un amica blogger, Francesca, mi ha segnalato un articolo al riguardo e vi consiglio di leggere anche ciò che ha scritto Stefania nel suo blog .

Dopo aver letto l’articolo con molta attenzione, perchè le cose vanno sempre lette con attenzione, ho avuto bisogno di fare chiarezza nelle mie conoscenze e di approfondirle ancora di più… perchè??? 
Perchè la problematica è molto complessa e tuttora incerta nel suo divenire e andrebbe trattata in maniera estesa ed esasustiva.

Certezze definitive non ce ne sono ancora.
Molti sono gli studi in corso e studiare e fare ricerca - e aggiungo in questo campo e non solo - è fondamentale per capire e sapere di più.
La convinzione che il gluten free faccia dimagrire, sia purificante arriva dagli USA.Allora ci sarebbero da fare dei distinguo. Non è che mangiare gluten free fa dimagrire o ingrassare o purificare, diciamo che rispetto alla qualità dei cibi americani, a volte estremamente manipolati, ricchi di additivi, di zuccheri (saccarosio for ever, sciroppo di fruttosio di mais forever e si sa che c’è un legame stretto tra il consume dello sciroppo di mais e l’insorgenza dell’obesità), mangiare cereali e non entrambi gluten free, alternativi, spesso meno manipolati, spesso integrali è anche mangiare più sano.
Bisognerebbe poi fare anche il discorso sull’indice glicemico e sul carico glicemico e vedere…anche perchè molte “farine” usate nel gluten free potrebbero avere un indice più elevato del frumento, ma meno elevato del pane bianco, prodotto finale che si trova nei loro supermercati…

Nel caso del  leaky gut consiglio anche di leggere quanto riportato nel link di seguito
Al punto 2 spiega bene che cos’è il leaky gut e traduco: “il glutine può stimolare il sistema immunitario, anche al di fuori del tratto gastrointestinale (intestino)per causare poi altre malattie, che non chiamiamo celiachia, ma che derivano dal glutine”. 
E nell’articolo di Sapone et al. è spiegato bene il leaky gut.

Inoltre, aggiungerei che se una persona è allergica, a prescindere dalla allergia che ha, vanno considerati i vari effetti sinergici, poichè alcune proteine presenti in diversi alimenti possono scatenare reazioni allergiche similari a quella di uno specifico allergene, ad esempio la mela ha composti simili a quelli presenti nelle betulle e chi è allergico alle betulle non dovrebbe mangiare mele o limitarne il consumo.

Riguardo la gluten sensitivity consiglio la lettura dell'articolo di Sapone et al., articolo di cui rimetto il link, e dell’articolo di Hadjiavassiliou su Lancet del 2010,  ma  anche dello stesso autore questo (http://jnnp.bmj.com/content/72/5/560.full), che possono essere di notevole aiuto per cominciare a capire le dimensioni dell’iceberg, ma soprattutto le diverse sfaccettature del problema.

Come ben mi ricordava Olga Felix, gli aspetti della celiachia possono essere così diversi, perchè può esserci la celiachia silente, quella a macchie di leopardo, quella legata alla dermatite erpetiforme, quella conclamata, quella legata ad altre malattie autoimmuni (troppo spesso dimenticata anche questa)…insomma, sembra di passare da un caso borderline ad un altro, ma non è così, è che gli aspetti sinergici sono purtroppo ancora poco conosciuti. E tutto questo può equamente applicarsi alla gluten sensitivity.

Questo link  http://jnnp.bmj.com/content/74/9/1221.abstract (dal quale è possibile anche scaricare il pdf della pubblicazione) autori Hadjivassiliou et al. 2003 Journal of Neurology, Neurosurgery & Psychiatry with Practical Neurology, dal titolo Dietary treatment of gluten ataxia;  parla della gluten ataxia, che è parte di uno spettro più ampio di malattie connesse alla gluten sensitivity.

Purtroppo, l'iceberg ha dimensioni ancora tutte da calcolare, come si può capire.
Nelle conclusioni riportate da questo articolo a pag. 1224 si legge in  buona sostanza e traduco letteralmente che la dieta gluten free o senza glutine sembra essere un trattamento efficace per la gluten ataxia;  che è fondamentale che ci sia un monitoraggio attento sia con il controllo degli anticorpi antigliadina sia con un controllo dietetico che assicuri una rigorosa fedeltà alla dieta (che più avanti è specificato essere senza glutine); che trattamenti immunitari con immunosoppressivi e immunoglobuline per endovena dovrebbero essere presi in considerazione solo se, dopo un anno di dieta stretta senza glutine (gluten free) non si osservano miglioramenti della malattia o se si osserva una rapida progressione della stessa. 
La diagnosi di gluten ataxia è essenziale, poichè è una delle cause trattabili di atassia sporadica.
L'atassia è un disturbo del coordinamento muscolare, di vario tipo e di varia gravità e di recente si è scoperto possa essere correlata all'ingestione di glutine e quindi rientra nella gluten sensitivity. 
Da quanto letto si può dedurre che una stretta dieta senza glutine permette un miglioramento della malattia. S
embrerebbe che  la reintroduzione del glutine potrebbe risultare dannosa.

In quest' altro articolo di Tursi, Antonio M.D.; Brandimarte, Giovanni M.D., pubblicato nel 2003 su Clinical Gastroenterology, che trovate a questo link
anche questo interessante che riguarda uno studio sulla enteropatia borderline, il gruppo di pazienti studiato presentava sintomatologia di vario tipo e con piccole anormalità  a livello intestinale, rilevate con la biopsia. In alcuni casi non era possibile diagnosticare la celiachia e quindi l'interrogativo cruciale era se prescrivere anche a tali pazienti una dieta gluten free o monitarli, ma senza dieta gluten free, in attesa della comparsa delle lesioni istologiche a livello intestinale.
Nello studio hanno applicato anche la gluten challenge e la conclusione di questo studio è che anche i pazienti borderline sono stati sottoposti a dieta gluten free e si è posto quindi un altro interrogativo, ovvero se questi pazienti dovessero mantenere una dieta gluten free. 
La conclusione data dagli autori: il miglioramento della sintomatologia di questi pazienti a dieta gluten free andava a supporto del fatto che tali pazienti fossero gluten sensitive e questo a sua volta andava a supporto di una dieta gluten free. Ciò è confermato dai risultati osservati in coloro che non hanno seguito una dieta gluten free. Gli studiosi concludono che l’obiettivo del medico specialista è quello di migliorare la vita del paziente e questo è il loro approccio per i pazienti gluten sensitive con enteropatia borderline.
Purtroppo la strada da fare è ancora lunga come dimostra il dibattito che si svolge tra diversi gruppi di ricercatori, quali ad esempio Biesiekierski and coworkers e Bernardo and coworkers.
Il team della Biesiekierski con il suo studio afferma che può esistere una ipersensibilità al glutine non celiaca (non coeliac gluten intolerance), ma non ci sono indicazione sufficienti riguardo i suoi meccanismi, mentre secondo Bernardo and co-workers un meccanismo potrebbe esserci, come dimostrano in tests effettuati in vitro dove è stato osservato effetto immunitario innato
Gli articoli di questi autori sono stati pubblicati nel 2011 dal The American Journal of Gastroenterology.
Con grande attenzione ed interesse noi pazienti, celiaci e non celiaci gluten sensitive, guardiamo alla ricerca non solo per saperne di più, ma per avere una migliore qualità di vita. 
Nel nostro caso mangiare senza glutine è una necessità, non una moda purtroppo.

Ed è importantissimo accedere alle informazioni, per saperne, per capirne di più, per aiutare noi stessi o i nostri cari a vivere bene, nonostante queste patologie.
Vi lascio alcuni links che possono essere interessanti

E per chiudere  una ricettina direttamente dal mio archivio, anno 2007 pubblicata sul forum nessunonasceimparato

Pollo alle olive con cous cous di mais e riso
senza glutine senza lattosio senza proteine del latte



Ecco la ricetta

Ingredienti per 16 persone:

- 2 kg di pollo, cosce e sovracosce disossate e tagliate a dadini da far riposare in acqua fredda per 30 minuti
- 300 gr di olive verdi denocciolate
- ras-el-hanoui
- sumac
- sale
- olio extravergine di oliva
- 4 cipolle tagliate fini
- fecola (senza glutine con spiga sbarrata)
- acqua

§ per i celiaci e le persone gluten sensitive: accertarsi sempre che ci sia o la SPIGA SBARRATA  o l'apposita dicitura SENZA GLUTINE  come da regolamento CE 41/2009 e non dimenticare mai il discorso sulle tracce e cross-contaminazioni.

Far appassire le cipolle in una capace pentola con olio extravergine di oliva, aggiungere il pollo, far rosolare e aggiungere acqua quanto basta a coprire. Far stufare a fuoco medio, a metà cottura aggiungere abbondante ras-el-hanoui, mix di spezie berbere non piccante ma aromatico e sumac. Ed infine aggiungere anche le olive verdi denocciolate.
Per far addensare in una tazzina di caffè porre 2 cucchiaini da tavola di fecola e riempire di acqua, sciogliere bene e aggiungere al pollo.
Regolate il sale solo se necessario.
Servire con il cous cous di mais e riso cotto così.
Cous cous di mais e riso:
Io lo cuocio a freddo, con acqua fredda, quando ho tempo.
In quell caso, dovendo allestire un buffet, ho cucinato il cous cous a freddo con acqua calda.
Prendere il cous cous senza glutine, diciamo 200 gr. e porlo in una ciotola, un cucchiaio di olio evo e 100 gr di acqua ben calda (scaldata in micronde).
Attendere 15-20 minuti poi con due forchette sgranare e servire, magari aggiustando di sale.
Per 16 persone ho fatto un kg e 200 gr di cous cous con questa tecnica.

Papille gustative all'arrembaggio e buona cena!
Niente musica...anzi no, apprezziamo quella del silenzio fuori e dentro di noi...forse...
Buona serata

PS ringrazio tutti coloro che sono passati di qua e continuano a leggermi e spero che lo scambio di idee sia sempre mutuo e costruttivo.
Un grazie speciale a Tomaso, che è di nuovo con noi.
Un grazie speciale a Norma – Merenda Sinoira, ad Olga – Felix, a Vale – incucinasenzaglutine, a Raffaella – Graal77, a Claudia del Dolce forno di Claudia, a Annalisa Senza glutine per tutti i gusti, a Monica di Mimangiol’allergia per gli scambi costruttivi e proficui di idee, passioni, conoscenze, vita vera.
Ed un grazie speciale ancora a Gunther di Papille vagabonde perchè i suoi posts sono sempre ricchi, esasustivi e fonte di ispirazione e lo ringrazio per i suoi commenti sempre gentili e fonte di riflessione.

domenica 17 luglio 2011

Pastafarianesimo, Etichette alimentari, legislazione, Unione Europea e...senza glutine.


Pastafarian oh yeah...la notizia è di due giorni fa (pastafarianesimo e foto sulla patente), un signore austriaco è riuscito ad avere finalmente la foto che voleva sulla patente, appellandosi al fatto che per motivi religiosi e di tradizione c’è chi ha la foto sui documenti con copricapi diversi. E ha avuto finalmente quello che voleva: farsi fotografare con uno scolapasta – che dicono fosse verdino – in testa, poichè seguace del Pastafarianesimo. De gustibus...
Però, riflettevo su quante cose imparo ancora, nonostante la mia età adulta...
Ecco ho scoperto il Pastafarianesimo, nato per controtendenza rispetto all’insegnamento del disegno divino o creazionismo...sono rimasta affascinata non tanto dal fatto che il mostro volante degli spaghetti possa aver “disegnato” l’universo, ma soprattutto che i cambiamenti climatici globali sono direttamente correlati alla scomparsa dei pirati! Altro che gas serra, effetto frigorifero, la ENSO, le carbon footprints, le nitrogen footprints...macchè! Il vero fattore chiave del cambiamento climatico globale sono i pirati!
Anni di studio buttati al vento...Uhm, uhm, uhm...che sia un altro grande segnale che mi dice di cambiare lavoro?
E subito dopo nella mia testa tutto un susseguirsi di interrogativi...e di voli che neanche Pindaro avrebbe osato pensare, neanche nei suoi giorni migliori...
Chissà mai se verrò toccata anche io dal mostro volante degli spaghetti? Ma soprattutto...ci sarà la versione “senza glutine” del mostro volante degli spaghetti??? E che etichetta riporterà? Ma avrà la spiga sbarrata? Avrà l’etichetta “dietetico” o no??? E le tracce, mi garantirà di rispettare il livello delle tracce???...Questi so’ i veri problemi della vita...
Il perchè dei miei interrogativi è spiegato da diverse amabili discussioni e riflessioni che in queste settimane hanno nutrito la mia mente e quella di diverse altre foodbloggers che hanno fatto e continuano a fare “la storia” del “senza glutine”...
Scrivendo in maniera un po’ più seria, è sempre meglio cominciare dal’inizio, step by step.

Step 0 (partiamo da fermi)...la legislazione: passato presente e futuro.(qui di seguito i links gentilmente forniti da Olga (http://uncuoredifarinasenzaglutine.blogspot.com/)
1. Decreto legislativo italiano n.111/1992 in attuazione di una direttiva del 1989 la più vecchia in materia, in tema di prodotti destinati ad una alimentazione particolare http://www.sisteweb.it/doc/coderb/111-92.pdf

2.  Legge italiana sulla celiachia http://www.parlamento.it/parlam/leggi/05123l.htm

3. Regolamento CE del 20 dicembre 2006 relativo relativo alle indicazioni nutrizionali e sulla salute fornite sui prodotti alimentari http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2006:404:0009:0025:IT:PDF

4. Linee guida di Federalimentari basate sul regolamento di cui sopra (20/12/2006):

5.Regolamento CE del 20 gennaio 2009 (n.41) che regola in modo specifico la composizione e l'etichettatura dei prodotti senza glutine (è quello che uniforma le soglie a livello comunitario a partire dal 2012):

6. Direttiva CE del 6 maggio 2009 (n.39) che è quella che la Proposta criticata vorrebbe abrogare, relativa a prodotti alimentari destinati ad una alimentazione particolare http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2009:124:0021:0029:IT:PDF

7. Testo della Proposta UE (20.06.2011) sulla eliminazione della dicitura "dietetico":
 http://www.europarl.europa.eu/RegData/docs_autres_institutions/commission_europeenne/sec/2011/0763/COM_SEC(2011)0763_IT.pdf


Step 1 che cosa apparse sui giornali e nei meandri della rete? 
...c’e sempre qualcuno pronto a cavalcare un’onda che fa apparire come “la perfetta”, ma in realtà...
Per quanto concerne le etichette invece

Step 2 in merito alle tracce, ho già spiegato abbondamente l’argomento (http://fabipasticcio.blogspot.com/2009/05/tracce-e-limiti-di-legge-per-il-le.html
Mi preme sottolineare che il limite italiano dei 20 ppm (mg/kg) è stato accettato dalla UE come limite per i prodotti “senza glutine”. Ciò è anche riportato nelle fonti bibliografiche da me utilizzate per il post sulle tracce (AIC Umbria e AIC Lombardia...preso bene nota?). Tale limite è estremamente protettivo, ma mancano ulteriori informazioni riguardanti la soglia giornaliera di glutine per il celiaco (potrebbe essere assimilata di fatto alla NoAEC, cioè no adverse effect concentration, concentrazione di non effetto) e quindi si ragiona in maniera cautelativa.

Step 3 come ha spiegato Olga (http://uncuoredifarinasenzaglutine.blogspot.com/), il decreto italiano del 1992 è ancora in vigore. Esso sarà probabilmente integrato/modificato quando verranno recepite le direttive legislative europee in merito alle etichette, alle tracce e alle diciture relative (“senza glutine”, “a basso contenuto di glutine” “dietetico”, ecc.).

Step 4 E’ uscita la legge sulle etichette (link), che riguarda non solo le etichette del “senza glutine” e “dietetico”. Che cosa cambierà? Non cambierà l’etichetta “senza glutine” e non cambierà il limite dei 20 ppm (mg/kg). Cambierà l’etichetta “dietetico”
Ciò me lo ha ben spiegato Olga (http://uncuoredifarinasenzaglutine.blogspot.com/)
“E' un discorso che riguarda la dicitura "dietetico" e non "senza glutine" e potrebbe riguardare la possibile modifica (si deve vedere se abrogativa o meno) del decreto (italiano) 111 del 1992 sulla etichettatura dei prodotti dietetici. il decreto del 1992 dice praticamente cosa deve essere riportato in etichetta da una azienda che voglia immettere sul mercato un prodotto dietetico. Se ci sono tutti i requisiti previsti dalla legge, il Ministero lo iscrive come prodotto dietetico: è questa la notifica sul registro di cui parla l'UE. Ma evidentemente per i prodotti "normali" ma che riguardano la salute vige un regime differente per cui non basta la semplice notifica è necessaria anche una autorizzazione da parte della UE stessa attraverso il suo comitato scientifico. Si tratta quindi di una procedura più complessa e ardua che mette in difficoltà le aziende. Le quali - dice la proposta - molto spesso proprio per aggirare questa procedura registrano come dietetico un prodotto "normale" con due conseguenze: la prima per il consumatore che lo paga 4 volte di più; la seconda per le ditte produttrici tutte per le quali sul mercato si crea una alterazione del regime di concorrenza o ancora il fatto di seguire a seconda del paese di commercializzazione procedure diverse ed etichettature diverse: es. in Italia dietetico ed in Francia il medesimo prodotto solo indicato come importante per la salute e magari costa meno. E si crea il caos. Ora quindi il punto che lascia tutti in dubbio non è tanto il volere togliere la dicitura dietetico ( e non senza glutine) ma le modalità con cui questo verrà attuato: toglierlo mantenendo le garanzie di informazione adeguate. E la proposta sceglie l'opzione due e cioè quella che abroga (non il regolamento 41 del 2009, ma il 39 del 2009 sulla dicitura "dietetico") mantenendo però le discipline speciali per quei consumatori più deboli. I quali sono bambini e lattanti e gli utenti dei prodotti a fini medici speciali, tra cui entrano per loro stessa definizione i prodotti senza glutine (sono andata a guardarmi la definizione UE dei prodotti a fini medici speciali). Delle 4 opzioni è quella che meglio contempera secondo loro la tutela informativa del consumatore con le esigenze di coerenza del mercato. In definitiva questo significherebbe che il prodotto resta "senza glutine" e così viene indicato (perché è l'aspetto disciplinato dalla normativa UE speciale 41 del 2009) ma non sarà considerato dietetico. Per cui non sarà più sottoposto a semplice notifica previa verifica dell'esistenza di tutti i requisiti come dichiarati dalle aziende, ma dovrà ottenere l'autorizzazione da parte del comitato scientifico dell'UE”.

Step 5 Parliamo allora dell’etichetta “dietetico”...scusate la ridondanza delle informazioni, che per la conoscenza non sono però mai troppe.
Lo stato dell’arte dell’Italia tramite le parole di Olga
(http://uncuoredifarinasenzaglutine.blogspot.com/):
“in Italia la qualifica di dietetico si acquista con la notifica del Ministero che prende il prodotto e lo mette dentro una lista. Notifica significa in parole povere che Il ministero effettua un controllo solo di forma su quanto c'è scritto sulle scatole e quindi sul contenuto dell'etichetta. Se quanto scritto in etichetta è quello che ci deve stare secondo l'elenco dei requisiti che la legge detta obbligatoriamente, il prodotto automaticamente è dietetico. Ora è proprio questo che storce la UE che dice: siccome è diventato più facile iscrivere un prodotto dietetico piuttosto che un prodotto normale con impatto sulla salute che invece deve sottostare a controlli rigidissimi ed ottenere l'autorizzazione del comitato scientifico UE, facciamo una bella cosa togliamolo sto’ dietetico così se il prodotto ha impatto sulla salute (ed un dietetico ce l'ha) sottostanno ai controlli pure loro. Perché per adesso fanno i furbi: iscrivono un prodotto come dietetico per aggirare la legislazione sull'alimentazione. In ogni caso e lo ripeterò fino alla sfinimento la UE ha detto che non toccherà la normativa speciale valida per alcune categorie di consumatori più deboli (bambini, lattanti e utenti di prodotti a fini medici speciali: celiaci, diabetici, aproteici) che hanno bisogno di tutte le informazioni necessarie più degli altri.” 
A me, personalmente, dopo questa spiegazione chiara e precisa, un brivido di dubbio mi ha accarezzato la schiena...e mi son chiesta “ma perchè tutto questo gridare “al lupo, al lupo” o meglio “alla UE, alla UE” allora??? Voi non ve lo sareste chiesti e/o non ve lo chiedereste?

Step 6 e cito ancora Olga (http://uncuoredifarinasenzaglutine.blogspot.com/), in quanto esperta della materia (non soltanto del senza glutine) “tutti i prodotti hanno questi controlli; altrimenti se in etichetta si scrive 2 ed invece è 4 è reato di frode, ma poi, dopo i laboratori e l'etichettatura, avviene la notifica automatica del ministero, mentre i prodotti normali con impatto sulla salute sottostanno ad autorizzazione UE. In parole ancora più povere la UE vorrebbe uniformare la legislazione e far sottostare il prodotto dietetico alla legislazione dei prodotti normali con impatto sulla salute... fatte salve le normative speciali per consumatori debolissimi...” 
Ecco, dopo questa ulteriore spiegazione ho pensato “benissimo! I controlli servono perchè un prodotto alimentare, anche se senza glutine, sia un prodotto valido, nutriente e non rischioso sotto ogni punto di vista. Ci sarà una maggiore tutela e quindi perchè protestare nei confronti di una maggiore tutela?” Per amore di precisione, sottolineo ancora una volta che nelle fonti da me consultate (tra le quali AIC Umbria e AIC Lombardia) per spiegare le etichette e le tracce, le etichette sono spiegate in accordo con quanto finora detto da Olga, considerata anche la direttiva UE ecc.
...Ehm, ehm, ehm, perchè ho la sensazione che qualcuno non sappia bene cosa faccia la sua destra e la sua sinistra? E sottolineo che la UE non ha minimamente toccato il discorso “buono” erogato dalle ASL. Questo rimane e rimarrà di competenza nazionale e regionale.

Step 7 La discussione sulle etichette ha una coda, che riguarda i prezzi e la commercializzazione dei prodotti “senza glutine”. E’ vero che in Italia il celiaco diagnosticato* ha diritto ad un buono dall’ASL, è vero che la diffusione dei prodotti attualmente è migliore rispetto a qualche anno fa, ma c’è tanta tanta strada da fare ancora. Sono ridondante, ma bisogna migliorare la diagnostica, bisogna migliorare la diffusione, così che i prodotti si trovino a prezzi ragionevoli ovunque, come già accade in altre nazioni europee, poco oltre i nostri confini italiani (parlo per esperienza personale e diretta), bisogna informarsi, capire, e cominciare a non pensare più in maniera “lobbistica”. Quanto è accaduto, grande fiammata eppoi più o meno silenzio – ma dubito che si sia davvero compreso la portata del cambiamento – è la dimostrazione del fatto che la mentalità “lobbistica” attrae persone, perchè promette garanzie e tutela, ma attualmente è davvero il momento di sapere per chi realmente sono le garanzie e la tutela, perchè non è affatto scontato che siano per il consumatore. Anzi.
Purtroppo, va detto che a volte chi è direttamente coinvolto, perchè presenta la celiachia o perchè la presenta un figlio o una figlia o un parente, certe cose non vuole sentirle, vederle, toccarle, ma gli basta che scenda tutto dall'alto o quasi. Mia forte convinzione è chese continuiamo così saremo qui a raccontarci la storia dell'orso che non c'è; invece è ora che cominciassimo a contare i peli delle zampe delle pulci di chi ci vuole ancora raccontare la storia dell'orso che non c'è.
Sebbene le pecore seguano il montone, non sono prive di intelligenza, come noi umani crediamo...la lettura di Glennkill è stata illuminante su questo (...magari ne parlerò in altro post).

* In Italia per la diagnosi definitiva di celiachia (accompagnata da erogazione del buono) è indispensabile una biopsia dell’intestino tenue con il prelievo di un frammento di tessuto, dall’esame istologico del quale è possibile determinare l’atrofia dei villi intestinali. Come ho spiegato nel post sulle contaminazioni e le tracce (http://fabipasticcio.blogspot.com/2011/06/contaminazioni-cross-contaminazioni.html), spesso le sinergie tra diverse malattie autoimmuni non sono adeguatamente considerate.
§ per i celiaci e le persone gluten sensitive: accertarsi sempre che ci sia o la SPIGA SBARRATA  o l'apposita dicitura SENZA GLUTINE  come da regolamento CE 41/2009 e non dimenticare mai il discorso sulle tracce e cross-contaminazioni.
http://prevenzione.ulss20.verona.it/celiachia_regolamento41.html
http://prevenzione.ulss20.verona.it/celiachia_produzionealimenti.html

Le fonti utilizzate: la conoscenza in materia legislativa e del senza glutine di Olga
(http://uncuoredifarinasenzaglutine.blogspot.com/)
presentazioni di AIC Lombardia e Umbria
studi personali