venerdì 6 maggio 2016

Pizzette multicereali alle olive senza glutine senza lattosio senza proteine del latte con lievito madre

Ma se Roma si dice Morto un Papa, se ne fa n'artro...a Minneapolis si dice morto un Prince se ne fa un altro?

La sera che ho letto della scomparsa di Prince, la prima cosa che mi è apparsa in testa era la stanza della mia amica Paola, le nostre chiacchierate lunghissime e piene di voli pindarici, di risate, di lacrime, di sigarette e di musica, la copertina di Around the World in a Day e le note di Raspberry Beret.
Eppoi, le lacrime...
Intendiamoci, non sono una drama queen...ho pur sempre una voce a bitchy che non mi permetterebbe di esserlo. Però, ho sparso lacrime, perchè in questo 2016 sono mancati tantissimi artisti che hanno suonato la colonna sonora della mia vita e dei miei ricordi.
La mia amica Paola è la mia compagna di viaggio da...praticamente da sempre; abbiamo camminato insieme lunghi tratti di vita, siamo state lontane ed in silenzio per molto tempo, ci siamo avvicinate e allontanate, come i pianeti dell'Universo, ma non ci siamo mai separate.
Quando ci siamo ritrovate di nuovo, ci siamo guardate le reciproche rughe agli angoli degli occhi, il sorriso che era ancora più bello e di fronte ad un caffè ci siamo raccontate la relatività del tempo, la bellezza dei ricordi comuni, il fatto di essere ancora qui a raccontarcela. Nonostante tutto.
Entrambe appassionate di musica, anche se spesso di generi diversissimi e con discussioni da ultrà riguardo questo o quel gruppo, ci siamo rese conto che abbiamo una colonna sonora meravigliosa, che ci accompagna ancora.
Prince è uno degli artisti che piaceva ad entrambe ed entrambe abbiamo ancora l'abitudine di ascoltare una canzone, un disco più e più volte, fino a consumarlo. 
Del clamore mediatico riguardo la morte di Prince non ci interessa una cippalippa, sebbene ci si renda conto che c'è chi di mestiere faccia il solleva-polveroni mediatici - non solo nell'ambito gossip, eh!
E' la sua arte, la sua musica quella che entrambe amiamo. Punto.
Chissà, magari capiterà in un momento di questo nostro tempo, che ci ritroveremo fisicamente insieme, con uno splendido berretto color lampone in testa ad ascoltare Prince a tutto volume, come due care signore pazze, piene di rughe e di sorrisi.
Me lo auguro di vero cuore.

Sull'onda di questo Amarcord porpora, dovendomi anche consolare delle pesantezze quotidiane che mi regalano di tutto e di più  - santa Adrenalina, meno male che ci sei tu! -, che fare? Impastare!
Con la ricetta di oggi rendo omaggio a Terry de I pasticci di Terry, che assieme alle altre panificatrici seriale di #Panissimo, è tra le mie muse ispiratrici; partecipo poi al #GFFD, che ho mancato per diverso tempo


e partecipo anche a #Panissimo 41, raccolta ideata da Sandra e Barbara, due maestre, che questo mese è ospitata nel blog di Consuelo.


Pizzette multicereali alle olive
senza glutine senza lattosio senza proteine del latte con lievito madre
Multicereals Sourdough Mini pizzas with olives
gluten free dairy free milk proteins free


Ingredienti
per 12 pizzette circa

350 g di farina Mix B Schaer
100 g di sorgo bianco Mulino Marello senza glutine
50 g di farina di canapa da agricoltura biologica senza glutine Fattoria Bio
220 g di lievito madre senza glutine senza lattosio non rinfrescato
45 g di olio extravergine di oliva pugliese + quello per spennellare
10 g di sale
1 cucchiaino di sciroppo d'agave senza glutine
250 g di acqua tiepida
100 g di latte di soja tiepido senza glutine senza lattosio senza zuccheri aggiunti Alpro
200 g di olive verdi denocciolate ben sciacquate
farina di sorgo bianco senza glutine per lo spolvero
sale grigio della Bretagna per le pizzette

ciotole, frusta a gancio, planetaria (per me Kenwood), leccapentola, teglia per pizzette, pellicola per alimenti, griglia per dolci.


Procedimento

Nella ciotola della planetaria, pesate il lievito madre senza glutine non rinfrescato e le farine.
Aggiungete l'acqua tiepida, il latte di soja tiepido, l'olio extravergine di oliva e anche il cucchiaino di sciroppo d'agave.
Impastate con la frusta a gancio, partendo dalla più bassa velocità e aumentando piano piano.
Quando l'impasto è sufficientemente amalgamato, aggiungete il sale e impastate per almeno 10 minuti alla velocità massima.
Ponete l'impasto in una ciotola, copritelo con della pellicola per alimenti, fatelo lievitare un'ora nel forno spento, con la lucina accesa; poi mettete l'impasto in frigo per una notte.
Il mattino dopo, ponete la ciotola con l'impasto in forno spento, ma riscaldato a 30°C, sempre con la lucina accesa, per 3 ore.
Poi, spennellate la teglia per pizzette con dell'olio.
Porzionate l'impasto in 12 palline di peso identico, che pirlerete e poi appiattirete con le mani, sul piano spolverato di farina di sorgo bianco.
Ponete le pizzette nello stampo (io ne ho 2), fate i buchi con le dita sulla superficie e lasciate lievitare 1 ora ancora, coperti da un canovaccio spolverato con farina di sorgo bianco.
Preriscaldate il forno a 200°C.
Spennellate la superficie delle pizzette con dell'olio extravergine di oliva, spolverate con il sale grigio di Bretagna, ponete le olive denocciolate e sciacquate nei buchi.
Infornate le pizzette in forno caldo, a 200°C, e cuocete 20-25 minuti.
Il tempo di cottura dipende dal vostro forno e anche dal numero di teglie infornate insieme.
Una volta cotte, mettetele su una griglia per dolci a raffreddare quel tanto che basta per gustarle.


Si possono gustare con una buona birra, ma anche con un buon bicchiere di vino, a me piacciono i bianchi e mi piacerebbe un Incrocio Manzoni, magari della azienza Terre Grosse, un'azienda locale molto attenta all'ambiente e al recupero delle tradizioni.
La ricetta di Terry è superlativa! Infatti, sglutinarla e farla con i miei senza è stato un successone, che il consorte ha apprezzato moltissimo.
Le panificatrici seriali di Panissimo non mi deludono mai! Grazie di vero cuore.
Queste pizzette piacerebbero tanto anche alla mia amica Paola, che ama il salato, e che se le gusterebbe anche a colazione.
Magari un giorno riuscirò a portargliele davvero per colazione...oppure ce le gusteremo in un tardo pomeriggio al tramonto, aspettando la cena, ascoltando When The Doves Cry, lasciandoci abbracciare dal nostro silenzio ricco di affetto.
Se ho la capacità di sognare ancora di affetti e amore, mi posso riconciliare con le brutture del quotidiano e con l'illogicità, sovrana della realtà.
Soprattutto se ho un buon calice con cui brindare a questi sogni...

Cheers