lunedì 11 aprile 2011

Uova, intolleranza al lattosio e cortesie per gli ospiti

Un anonimo commentatore che non si è neanche firmato ha lasciato un suo commento qui:
http://fabipasticcio.blogspot.com/2009/06/cornetti-eo-saccottini-senza-glutine-e.html
Mi sono precipitata a rispondere visto che magari ho potuto o potrei generare errori senza saperlo.
Ma a volte quando si scrivono le cose bisogna non urlarle (scrivere tutto maiuscolo in un post in un punto qualsiasi di internet equivale ad urlare, regola base della netiquette...mi permetto di dilungarmi un attimo su questo: se siamo educati nel mondo reale, dobbiamo esserlo anche nel mondo virtuale. Se non lo siamo in nessuno dei due mondi,credo sia ora di impararlo).
Ora sono andata a controllare se in effetti l'uovo possa contenere lattosio e a tale proposito riporto questo link
http://www.torrinomedica.it/studio/TabellaLattosio.asp***(LEGGETE ATTENTAMENTE IL PS ED IL PS2 PER CORRETTEZZA E COMPLETEZZA DI INFORMAZIONI, GRAZIE!)
E per completezza riporto la tabella dove si parla delle uova nello specifico, ricordando che le informazioni arrivano dalla USDA National Nutrient Database for Standard Reference. Released 23 September 2010. Il tema dell'intolleranze è un tema fortemente dibattuto in molti ambiti, cosa ben diversa sono le allergie. In entrambi i casi possono esistere poi delle interazioni con altre sostanze che possono presentare caratteristiche simili all'allergene o alla sostanza cui si è intollerante. Per tacere dei cosidetti campi di disturbo
UOVA

Bianco d'uovo crudo fresco
0,07
Rosso d'uovo crudo fresco
0,07
Uovo intero crudo fresco1
0
Uovo intero fritto1
0
Uovo intero ad omelette1
0
Uovo intero in camicia1
0
Uovo intero strapazzato1
1,11
 (nella ricetta e' prevista l'aggiunta di 1 cucchiaio di latte per uovo)1


Personalmente io ho problemi con il latte vaccino, come composizione, che non con il lattosio in sè. 
Ma l'uovo intero non contiene lattosio e può essere consumato anche da chi è intollerante al lattosio.
Ripeto che non sono un medico, sono una biologa che però ha anche lavorato nel campo delle scienze alimentari, oltre che a coltivarlo per puro interesse personale. Quindi ciò che scrivo è frutto del mio lavoro e dei miei studi, ma è ovvio che in presenza di una patologia sia comunque necessario chiedere al proprio medico, perchè possono esserci appunto reazioni crociate.
Mi scuso se posso aver dato informazioni poco chiare, ma in questo caso l'informazione in mio possesso era ed è corretta come dimostra anche la tabella e la fonte.

A questo punto, sulla base delle mie conoscenze spiego cos'è l'intolleranza al lattosio, che può essere congenita o primaria, secondaria e/o transitoria. 
Ci sono quindi delle notevoli differenze anche nell'essere esposti alla fonte di intolleranza, perchè nel secondo e nel terzo caso ci sono dei gradi di tollerabilità. Inoltre, in alcuni casi l'intolleranza al lattosio dipende non tanto dalla mancanza degli enzimi per la digestione di questo zucchero (lattasi), ma dalla deficienza nel funzionamento degli enzimi proteolitici (che lisano le proteine, quindi le scindono) necessari alla digestione delle proteine del latte.
Il lattosio è un dimero, ovvero è composto da due zuccheri: il glucosio ed il galattosio (ne ho parlato anche qui: pectina, agar agar e addensanti). La lattasi è l'enzima che scinde il lattosio in questi due zuccheri, è presente nel nostro intestino. Se l'attività enzimatica è deficitaria, il lattosio non viene scisso, si accumula nell'intestino e richiama liquidi, poichè è osmoticamente attivo.La scarsa attività lattasica nell’intestino tenue permette al lattosio di passare indigerito nel colon. Questo, associato alla fermentazione del lattosio da parte dalla flora microbica locale - poichè è utilizzato come fonte di carbonio dai batteri -, con produzione di gas e acidi organici, dà origine ai fenomeni tipici dell'intolleranza al lattosio (meteorismo, flatulenza, diarrea, nausea, spossatezza ecc.). Il gas crea distensione addominale, sensazione di gonfiore, crampi e dolori addominali. Gli acidi organici possono essere assorbiti, può accadere raramente che la quantità prodotta può essere tale da causare sintomi sistemici o acidosi metabolica.
I sintomi compaiono rapidamente nel momento in cui si ingeriscono cibi che contengono lattosio (latte, ma anche creme, panna, burro non chiarificato, formaggi freschi e bevande a base di latte).
La poca specificità o l'aspecificità della sintomatologia  è collegata ad altri disordini, quali ad esempio la ipersensibilità alle proteine del latte,come ho già detto, oppure a  reazioni allergiche ad altri cibi, o ancora intolleranze ad altri glicidi (o zuccheri) che possono causare sintomi simili. Una delle stime riguardante l'insorgenza dei sintomi in soggetti con attività enzimatica carente afferma che occorrano più di 240 ml di latte al giorno (12 grammi di lattosio). Inoltre, l'insorgenza dei sintomi può dipendere dal cibo associato, in quanto è anche legata alla velocità di svuotamento gastrico: se il lattosio si sposta rapidamente dallo stomaco ad un intestino con bassa attività enzimatica della lattasi, i sintomi saranno più evidenti. Quindi se il lattosio viene ingerito insieme a carboidrati (specie i carboidrati semplici), che aumentano la velocità di svuotamento gastrico,  i sintomi sono più probabili o più intensi, mentre se viene ingerito insieme a grassi, che riducono la velocità di svuotamento gastrico, i sintomi possono essere ridotti.
Dicevo che l'intolleranza al lattosio può essere primaria o congenita, quindi  l'organismo non produce le lattasi per un difetto genetico, per questo motivo i sintomi dell'intolleranza si manifestano già nella prima infanzia. Quando tale deficit non sussiste l'organismo può comunque soffrire di una intolleranza secondaria e/o transitoria. Ci può essere un temporaneo (a volte la temporaneità può comunque protrarsi nel tempo) deficit dell'attività dell'enzima.
Infezioni o lesioni del tratto gastrointestinale e mutazioni dietetiche repentine sono i più comuni fattori causali alla base di tale condizione. Nei nati prematuri che hanno una parziale deficienza di lattasi per l’immaturità intestinale, l’espressione enzimatica può essere indotta dall’ingestione di lattosio. ciò tuttavia non è possibile nei nati a termine né negli adulti in quanto la lattasi è un enzima non-inducibile. 
Quindi, se la digestione di lattosio migliora in un bambino o in un adulto precedentemente intollerante, ciò non è causato dall'induzione della lattasi, ma dallo sviluppo di batteri che digeriscono il lattosio.  Ecco perchè consigliano spesso di utilizzare alimenti arricchiti con probiotici.
Sottolineo che anche una celiachia non diagnosticata, a causa del processo degenerativo che interessa la superficie intestinale deputata all'assorbimento dei nutrienti, può essere alla base di una intolleranza al lattosio. E val la pena di ricordare che anche la sindrome da colon irritabile può determinare una secondaria intolleranza al lattosio. E aggiungo e sottolineo che la tiroxina -  ormone fondamentale prodotto dalla tiroide- può essere promotrice di una diminuzione della espressione della lattasi nell’adolescenza, mentre l’idrocortisone sembra aumentare i livelli di lattasi. Quindi, anche nel caso di malattie o disturbi alla tiroide si possono instaurare processi infiammatori che possono associarsi ad intolleranze alimentari - e di questo ne so personalmente qualcosa, purtroppo! 
Dicevo che l'intolleranza può essere primaria o secondaria, ma a livello genetico che cosa significa? che cosa comporta?
La deficienza primaria congenita di lattasi  è un disordine autosomico recessivo piuttosto raro che comporta una completa assenza di espressione della lattasi, mentre nell'adulto la persistenza della attività della lattasi è ereditata come carattere autosomico dominante. Autosomico significa che non è legato ai cromosomi sessuali X ed Y, ma agli altri cromosomi che sono definiti autosomi. La maggior parte delle infermità ereditate per la mancanza di un enzima fondamentale per una data via metabolica - vedasi il caso della lattasi di cui sopra - si ereditano come autosomiche recessive. Sono definiti "portatori" gli individui che presentano per un dato gene un allele sano e uno mutato, con la possibilità  di trasmettere un allele difettoso ai suoi figli.
Nella ereditarietà autosomica recessive si osserva la stessa probabilità di trasmissione ai figli maschi e alle figlie femmine,  le persone affette hanno in genere genitore normali (eterozigoti) ed il carattere può spesso saltare le generazioni. Inoltre, il 25% dei figli di due genitori eterozigoti può manifestare il carattere ed è aumentata la frequenza nei matrimoni tra consanguinei.
Per consentire l'utilizzo di latte anche a tutti coloro che soffrono di intolleranze nei suoi confronti, in commercio sono presenti latti delattosati in cui il lattosio si trova già scisso in glucosio e galattosio, in percentuale variabile. In alternativa, c'è il "latte" ottenuto da cereali, legumi e frutti, come ad esempio il latte di soia, quello di riso, di avena oppure di mandorla. Inoltre, chi soffre di intolleranza al lattosio, può beneficiare del consumo di alimenti probiotici, quali ad esempio particolari fermenti lattici di origine umana coltivati in terreni non contenenti lattosio (marchio registrato).
Infine,  come diagnosticare l'intolleranza al lattosio? Moltissimi sono i test per le intolleranze, non tutti sono accreditati, come lo è invece il breath test, ma la procedura di tale test  ha un protocollo che può avere piccole variazioni in tutti i centri di analisi.
Spero di essere stata esauriente, ma soprattutto cortese con gli ospiti che passano di qua.
Grazie!


PS: Nella tabella originale della USDA National Nutrient Database for Standard Reference, Released 23 si parla del contenuto di grassi, carboidrati, proteine, etc. etc.; ovviamente ci sono anche le uova.
Le uova non sono un prodotto caseario, quindi non contengono lattosio. Il lattosio è un carboidrato (uno zucchero come il glucosio). Nelle uova  sono presenti lipidi, acqua, proteine, tutti gli aminoacidi essenziali, quali ad esempio lisina, prolina, glicina, metionina, tirosina, etc. etc., nonchè vitamine e minerali; il tuorlo dell'uovo in particolare contiene vitamine A, D ed E (l'uovo è infatti uno dei pochi alimenti che fornisce vitamine complete a basso costo).
Nella tabella originale della USDA National Nutrient Database for Standard Reference Released 23 si parla del contenuto di carboidrati delle uova che  è un contenuto trascurabile, come è anche riportato dalle tabelle dell'Istituto Nazionale della Nutrizione (http://www.inran.it/, è il sito ufficiale) da cui ho personalmente riassunto la seguente tabella che si riferisce a 100 gr di uova  (circa due uova private dal guscio)


Acqua (g)
Proteine (g)
Lipidi (g)
Carboidrati
Energia Kcal
Energia Kj
Piccolo
77,6
12,4
8,4
tr.
125
523,35
Medio
77,0
12,6
8,6
tr.
128
535,91
Grande
76,7
12,3
9,2
tr.
132
552,66
MEDIA
77,1
12,4
8,7
tr.
128
535,91


Nella prima tabella, estratta da http://www.torrinomedica.it/studio/TabellaLattosio.asp c'è l'incongruenza del bianco e del tuorlo che contengono lattosio e dell'uovo intero che non lo contiene, dopo aver controllato sia le tabelle dell'Istituto Nazionale per la Nutrizione sia le tabelle originali della USDA National Nutrient Database for Standard Reference, si può dire che le uova tal quali non contengono lattosio, ma le uova processate (dall'inglese processed) possono contenerlo poichè spesso sono "creamed" (contengono quindi latte) e/o "breaded" (che può contenere latte). Nel latte c'è il lattosio. 
Ritengo probabile che nel passaggio di informazioni da una fonte all'altra il "processed" sia andato perso. Purtroppo può accadere.
In Internet si può trovare tutto ed il contrario di tutto, ma bisogna sempre esercitare il buon senso e leggere le informazioni cum grano salis.
Ciò non toglie, come ho spiegato in precedenza, che chi abbia una deficienza degli enzimi proteolici possa non digerire facilmente non solo le proteine del latte, ma anche quelle provenienti da altri alimenti.
PS2: A seguito del commento di Francesca che trovate di seguito, rettifico ancora una volta che la tabella presente sul sito Torrino Medica presenta diverse incongruenze ed inesattezze, molto probabilmente per errori di traduzione. Infatti come per le uova, anche per i broccoli e altre verdure, se PROCESSED, possono essere presenti fonti di latte vaccino e di lattosio. I broccoli, come altre verdure, possono essere invece importanti fonti di calcio e quindi utili per coloro che devono eliminare il latte vaccino ed il lattosio dalla loro dieta.
Ritengo probabile che nel passaggio di informazioni da una fonte all'altra il PROCESSED sia andato perso. Purtroppo può accadere.
Oltre a consigliare caldamente di esercitare sempre il buon senso e leggere le informazioni cum grano salis, invito tutti coloro che passano di qua a leggere questo interessantissimo link
http://ibdcrohns.about.com/od/li/a/dblactose_2.htm
e anche questi
http://ibdcrohns.about.com/od/li/a/dblactose.htm
http://ibdcrohns.about.com/od/li/a/dblactose_3.htm
Ripeto, leggete sempre attentamente tutto il post anche se è lungo, ma soprattutto bisogna sempre esercitare il buon senso e leggere le informazioni cum grano salis.
Ciò non toglie, come ho spiegato in precedenza, che chi abbia una deficienza degli enzimi proteolici possa non digerire facilmente non solo le proteine del latte, ma anche quelle provenienti da altri alimenti.
Vi invito a leggere anche questo link dove si specifica che TUTTI I VEGETALI, quindi verdure ed ortaggi, FRESCHI, SURGELATI, INSCATOLATI MA SENZA ALCUNA AGGIUNTA DI LATTE VACCINO O SUOI DERIVATI SONO SENZA LATTOSIO
http://www.annecollins.com/list-of-lactose-free-foods.htm
Grazie!


27 commenti:

  1. Anche fin troppo cortese Fabi!
    Credo che chi si ritiene più bravo debba fare e sperimentare da sé senza criticare l'operato degli altri che non solo si fanno in quattro per se stessi, ma mettono i propri esperimenti per nulla facili a disposizione di tutti e per giunta gratis. Pertanto chiedere con educazione, quando sorge un dubbio del tutto legittimo, è il minimo che possano fare...

    Ti abbraccio, grazie per questo post esauriente e chiarissimo :)

    RispondiElimina
  2. ma la gallina aveva bevuto latte?

    e se aveva mangiato grano allora l'uovo contiene glutine!

    :) ^-^ ;)

    pazienza.... solamente pazienza...

    RispondiElimina
  3. @ Olga e Valentina, grazie infinite!
    E' vero che ci vuole pazienza, anche per capire come reperire le informazioni giuste.

    RispondiElimina
  4. Brava Fabi...
    sempre coscienziosa in questi argomenti e molto esauriente!
    Buona serata!!!
    Un abbraccio!!!

    RispondiElimina
  5. Omioddio! Per mia fortuna, blandamente memore di lontanissimi e incompiuti studi di genetica, ho intravisto qualcosa! :D
    Comunque a me il latte fa venire l'orticaria. Sul serio!
    Un bacione e... brava. ;)

    RispondiElimina
  6. non te la prendere, so che certe cose fanno arrabbiare, sapessi gli insulti che mi lasciano nei commenti, hai detto delle cose molto corrette, forse era qualcuno e qualcuna intollerante sia al latte che all'uovo diciamo così

    RispondiElimina
  7. ero curiosa sull'esubero - conoscendoti un pò - ...e infatti!
    ..più che generose cortesie, io direi.
    AAAbbracci darling!

    RispondiElimina
  8. Il tuo blog è molto interessante...tanti complimenti!

    RispondiElimina
  9. Posso essere poco cortese? Si! La madre dei maleducati è sempre incinta. E qui sono stata molto cortese!!
    Ciao Fabi, un grosso abbraccio!!

    RispondiElimina
  10. Ma come è possibile che il bianco d'uovo e il rosso hanno 0,07 e l'uovo intero 0?????!?!!??! la somma del bianco e del rosso fa 0,14 e non 0!!!

    RispondiElimina
  11. Caro Anonimo
    hai letto davvero tutta la tabella? Io ho riportato TUTTE le informazioni che ho trovato anche quelle che non sono riconosciute dalla USDA National Nutrient Database for Standard Reference (tabella del 2010) quindi se c'è la discrepanza e l'hai notata avresti dovuto capire che le informazioni vanno documentate, come fa l'organismo USDA National Nutrient Database for Standard Reference e non tutte le informazioni lo sono.
    Sono lieta che hai notato la discrepanza perchè ripeto l'uovo nella sua intierezza, l'albume ed il tuorlo NON contengono lattosio.
    Ah! E' cortesia presentarsi.

    RispondiElimina
  12. Grazie della risposta e del chiarimento, scusate l'anonimato ma non riuscivo a mettere il nome.
    Ciao e grazie ancora, Matteo

    RispondiElimina
  13. @ Matteo se l'anonimo eri tu, spero tu legga anche il PS che ho aggiunto.
    Grazie per la tua attenta lettura.

    RispondiElimina
  14. Se ti riferisci al tuo commento riguardo al tizio che ha "urlato".. no, non ero io. Matteo

    RispondiElimina
  15. fabi@ aggiungi un traduttore al blog! ;););)

    RispondiElimina
  16. @ Matteo sono contenta e spero tu ripassi di qua :-)
    @ Vale ho una idea pazzesca per la testa...ti ho detto che sono poco normale :-DDD

    RispondiElimina
  17. Francamente credo sia stata troppo gentile. Un conto è fare un'osservazione, un conto affermare con arroganza una cosa, tra l'altro stupida, come che le uova contengono lattosio... povera Italia
    Quando l'ho letto sono scoppiato a ridere!

    Comunque grazie per le informazioni

    RispondiElimina
  18. FINALMENTE UN VERO CHIARIMENTO!
    Su inetrnet è pieno di tabelle in cui non si capisce quale magia nera possa far apparire/scomparire il lattosio nelle uova a seconda del modo in cui le mangiamo (solo albume/tuorlo o intero, crudo o in camicia, ecc).

    Anche se ancora non capisco cosa siano le uova "processate" e come riconoscerle.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Marco, le uova processate sono le uova che possiamo trovare in diversi piatti pronti, ad esempio in UK e USA è molto facile consumare cibo d'asporto o piatti pronti dove possono essere presenti uova strapazzate (creamed), poi ci sono preparati già pronti per torte e altri piatti pronti dove le uova sono liofilizzate e spesso sono presenti derivati e proteine del latte. Sono prodotti che qui in Italia ancora non troviamo facilmente - e per fortuna aggiungo io - ma è bene sapere che certe fonti occulte possono esistere. A rileggerti presto

      Elimina
  19. Ciao,
    ho letto con interesse i tuoi articoli e mi chiedevo se oltre alla lista da te menzionata ce ne fosse una più vasta (non potevo immaginare che anche i broccoli contenessero lattosio! Ah che mal di pancia!), in modo tale da averla a mente sempre per evitare spiacevoli "equivoci" culinari. ;)

    Grazie ancora

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Cara francesca come ho già sottolineato in questo post la tabella in italiano presente sul sito Torrino Medica ci sono diverse incongruenze dovute secondo me ad errori di traduzione dall'inglese, come ho già evidenziato per le uova. Le verdure non contengono lattosio, ma calcio e quindi possono essere BENEFICHE per tutti coloro che devono fare a meno del latte vaccino, per via del lattosio, ma che così facendo perdono una importante fonte di calcio.

      Elimina
  20. Grazie Fabi, lo terrò a mente.. però quanto è difficile barcamenarsi nei meandri delle intolleranze, senza parlare poi di quando si va a cena/pranzo fuori, una vera scocciatura :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Cara Francesca certo è una scocciatura, forse sono io che faccio sembrare tutto facile, forse il mio tipo d'approccio non so...ho avuto anche io momenti di scoramento di fronte al vivere senza questo, senza l'altro, senza quello...non è semplice, ma può essere meno difficile se ci aiutiamo e se prendiamo la cosa non come una privazione ma come una continua scoperta

      Elimina
  21. Ripeto: grande Fabi. Come ti capisco sul discorso tiroide e, purtroppo, da un pezzo in qua (direi dalla botta del glutine) anche il cappuccino a colazione non lo digerisco più tanto bene... Vabbé ma mi faccio certi thé buoni buoni! Però coi formaggi non ho problemi e nemmeno col latte negli impasti... almeno per ora... chi si acconta gode, giusto?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Assolutamente sì! Si impara non a fare a meno ma a sostituire il thè al cappuccino, le farine senza glutine a quelle con il glutine, si impara a sostituire il latte con altre bevande, di soja, di mandorla, di riso, di miglio, di quinoa, si impara a mangiare non le uova ma altro...finchè abbiamo la possibilità di imparare siamo vivi...grazie ancora Cristina♥♥♥

      Elimina
  22. ho girato il link a mio cognato, grazie mille e buona domenica, baciuzzi :-X

    RispondiElimina
  23. Mi complimento per l'esaustivitá con la quale è stato trattato l'argomento e ne approfitto per porre una domanda: qualcuno sa dell'esistenza di qualche farmaco, integratore, probiotico o altro che assunto prima di consumare pasti che contengono lattosio ne inibisce gli effetti indesiderati a chi ne è intollerante?.
    Ringrazio in anticipo quanti vorranno rispondermi.
    P.S. ho trovato il thread cercando su google quale parte dell'uovo contiene lattosio perché, guarda caso, mia figlia, che è conclamato sia intollerante al lattosio, accusa gli stessi sintomi se mangia più di un uovo a settimana. Probabilmente lo stesso enzima che è atto alla digestione del lattosio è anche interessato nella digestione di qualche componente dell'uovo (parlo da emerito ignorante in materia).
    Salvatore FORTE, buonuommo@libero.it.

    RispondiElimina

Grazie! ogni commento è graditissimo e tornate a rileggere le risposte ;-) Buona lettura e a rileggervi presto