martedì 5 marzo 2019

Galani veneziani senza glutine senza lattosio senza proteine del latte

A Carnevale ogni scherzo vale...

Infatti, ho passato questo febbraio scherzando con i virus.
Erano vent'anni che non stavo così male per un'influenza o un mal di gola. 
Sono ancora sotto antibiotico (secondo ciclo) e cortisone, ma comincio a sentire di nuovo e quando parlo non sembro più l'eco di una caverna persa in qualche abisso.
Certo va detto che essermela portata in piedi non ha giovato...
Già vedo profilarsi all'orizzonte la mia voce a bitchy e il consorte...quindi taccio, perchè a quei due questa soddisfazione non gliela do!
In realtà, quei due sono diventati tre, perchè mio figlio è peggio di suo padre, l'ingegner consorte, e della mia voce a bitchy messi insieme.
Diciamolo...io le cose le faccio sempre per bene.
C'è chi alleva serpi in seno, io direttamente anaconda.
E non dirò mai che senza di loro non mi divertirei quanto mi diverto, nonostante questo 2019 ci stia regalando dei colpi alla 2018 - brutti brutti.
Ma noi siamo sempre folli e positivi. E il nostro mantra è sempre DAJE.
Comunque, nonostante io sia ancora malaticcia, quest'anno per Carnevale mi sono lanciata nel rifare free from un grande classico del carnevale veneziano.

Dopo  una grande ricetta del cuore come le fritole alla ricotta, che per me dallo scorso anno ha purtroppo assunto un significato ancora più profondo, dopo aver reso free from le fritoe veneziane, che restano un grande must della cucina di Fabipasticcio, dopo aver reso free from le castagnole marchigiane, quelle della mia mamma e della mia Nonna Maria, quelle che praticamente sono codificate da un mio gene in quei circa tre metri di DNA che ogni mia cellula ha, dopo aver provato in versione free from anche le castagnole al forno - sì, abbiamo provato anche quelle - , ebbene potevano forse mancare i galani veneziani?
Quelli veri, quelli pieni di zucchero a velo, che ti inneva manco il blizzard in dicembre appena le addenti. Ecco sì, proprio quelli.
Fatti!
Ecco la ricetta in versione free from.

Galani veneziani senza glutine senza lattosio senza proteine del latte
Venetian Galani gluten free dairy free


A Venezia si chiamano Galani, perchè galan è la falda del nastro in veneziano. E i nastri a Venezia hanno delle falde grandissime, ma leggerissime. Devono essere infatti sottili, leggeri, un velo.
Fuori Venezia li chiamano crostoi, nel resto d'Italia si va da frappe a chiacchiere, passando per sfrappole e bugie.
In realtà, le ricette hanno delle diversità tutte minime, ma tutte territoriali.
Pensare che nella mia vita passata da glutinosa io non amassi nè frappe nè galani adesso suona così strano.
Ho imparato ad amarli in questa mia vita free from, quando ho imparao davvero a farli come si deve: leggeri e croccanti. 


Ingredienti

500 g di farina per dolci Nutrifree, la nuova versione
2 uova  fresche di grandezza media cat. 0
1 tuorlo da uova fresche di grandezza media cat. 0
70 g di margarina di girasole senza glutine senza lattosio senza soja senza olio di palma
100 g di zucchero semolato tipo Zefiro o zucchero di canna tipo Zefiro
120 ml di Grapariol Terre Grosse  o di Verduzzo Marca Trevigiana IGT Terre Grosse
2 g di vanilla bourbon in polvere
scorza di limone grattuggiata, limone da agricoltura biologica
sale q.b.

in parti uguali per friggere
olio di riso 
olio friol per fritture senza olio di palma

zucchero a velo senza glutine, abbondante per guarnire



Procedimento

Nella ciotola della planetaria, pesate la farina Nutrifree per dolci nuova versione, lo zucchero e anche la margarina.
Aggiungete quindi le uova e il tuorlo.
Con la frusta a K o a foglia, a velocità minima, fate andare finchè cominciano a formarsi delle briciole di impasto.
A questo punto aggiungete il Grapariol o il Verduzzo, la vanilla bourbon e la scorza di limone.
Impastate fino a formare una palla.
Lasciate riposare un'ora, anche 2 ore.


Dopo il riposo, usate l'accessorio per tirare la pasta o la macchina per tirarla.
Considerato che l'impasto è senza glutine, ma che deve essere fino e ben sfogliato, fate così:

a) velocità 1, passate una prima volta. Piegate in tre parti e tirate una seconda volta . Piegate ancora una volta e tirate nel senso opposto al precedente. Se vedeste che la pasta tendesse a stracciarsi, non preoccupatevi e ripetete di nuovo il punto a.
b) velocità 3  passate una prima volta. Piegate in tre parti e tirate una seconda volta in senso opposto al precedente. Ripetete per altre due volte. Quindi quattro passaggi totali
c) velocità 5 passate una prima volta . Piegate in due e passate altre 2 volte. Quindi tre passaggi totali
d) velocità 6 passate due volte senza piegare


E' laborioso, ma vedrete che verranno sottili, trasparenti e ben sfogliate.
Una volta ottenuta la sfoglia, con un coltello affilato tagliatela a nastro e fate due tagli sulla superficie per il 70% della lunghezza.
Man mano che formate i galani, metteteli su una superficie ben infarinata.
Fate scaldare l'olio per la frittura in una capace casseruola. 
Viste le ricette tradizionali, il mio consiglio è il seguente: casseruola non troppo grande, giusta, ma profonda; in questo modo si possono friggere pochi pezzi per volta ed evitare però bruciature sia dei galani sia dell'olio, i galani verranno a galla da soli. 
Fateli dorare bene da entrambe le parti.
Poi, scolateli bene con una schiumarola e lasciateli asciugare sulla carta assorbente.
L'olio di riso comunque vi darà una frittura non unta e croccante.
Dopo averli fatti scolare, metteteli su un piatto di portata, spolverateli abbondantemente con zucchero a velo e gustateveli.

Li ho fatti due volte, con i due vini e con i due zuccheri, ma sempre con la farina Nutrifree per dolci, nuova versione, che si è rivelata assolutamente perfetta per questi gustosi e croccanti galani


Ma se non vi innevate con lo zucchero a velo non è Carnevale!

2 commenti:

  1. Hanno un aspetto davvero invitante :-)

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  2. Ti sono venuti benissimo.......
    Baci e tantissimi auguri di piena guarigione

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Ogni commento è graditissimo, ma i commenti anonimi saranno eliminati, sorry :-(.
Tornate a leggere le risposte, perchè dialogando si cresce insieme. A rileggerci presto tra ricette e sorrisi :-D